Leonardo cremonini



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LEONARDO CREMONINI

Due sue mostre ad Atene
Martedì 23 febbraio 2010, alle ore 20.00, verrà inaugurata dal Ministro dell’Istruzione Anna Diamantopoulou la mostra del pittore di fama internazionale Leonardo Cremonini con 49 opere rappresentative di grandi dimensioni, degli ultimi cinquant’anni del suo lavoro, con la sponsorizzazione della Ditta Sias, nelle sale restaurate del Centro Culturale “Athinais” (Kastorias 34-36, Votanikos). La mostra viene organizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura, dell’Ambasciata d’Italia ad Atene.

Umberto Eco scrive, tra l’altro, sull’opera di Cremonini, uno dei più importanti pittori figurativi contemporanei nel grande catalogo della mostra: “Anche a escludere i critici d’arte professionali, è impressionante quanti abbiano già scritto di Cremonini: Alberto Moravia, Stephen Spender, Louis Althusser, Pierre Emmanuel, Annette Michelson. Narratori, filosofi, poeti, critici cinematografici, e via via. Probabilmente perchè la sua pittura, anche se è eminentemente “pittorica” (vaste campiture, sfagli, partiture geometriche e cancellazioni materiche), è nondimeno assai letteraria e filosofica: racconta, organizza intrecci ambigui e sottintende una serie di ragionamenti (visivi, certo) sul ruolo del soggetto, dello sguardo, del desiderio e della voluttà... Anche un quadro, come un racconto, è un testo e un testo è una macchina per produrre interpretazioni. Credo che Cremonini dipinga anche per produrre reazioni mentali... E non solo. Cremonini dipinge lo smalto delle cose e lo spicco ch’esse prendono nella luce e nell’aria. Dipinge infatti il mondo con tutte le sue attrazioni, con tutte le sue lusinghe, con tutti i suoi incanti. Questo aspetto del mondo, che è al tempo stesso seducente e intimidatorio, è l’aspetto del mondo visto con gli occhi del bambino, dentro gli occhi del bambino. L’infanzia, come prima vittima di un mondo che ha gli incanti e i colori degli aquiloni, delle carte natalizie, dei canditi, dei charms. Un mondo che consumiamo e che ci consuma”.

Leonardo Cremonini è nato il 1925 a Bologna. Grazie a una borsa di studio del Collegio Venturoli, frequenta per quattro anni l’Accademia di Belle Arti di Bologna con maestri Alfredo Protti, Guglielmo Pizzirani, Farpi Vignoli, Luciano Minguzzi. Nel 1950 vive e lavora a Venezia dove conosce e frequenta Virgilio Guidi, Peggy Guggenheim e Giuseppe Marchiori. Nel 1951 si reca a Parigi con una borsa di studio del governo francese. Vi stalibirà la residenza principale, alternando lunghi soggiorni di lavoro a Forìo d’Ischia, fino alla fine del 1955. Dal 1974 divide la sua vita con la moglie Roberta Crocioni anch’essa pittrice. Dal 1952 al 1960 espone quasi esclusivamente a New York senza mai risedervi. In seguito, la sua attività si manifesta sempre più in Europa. Le mostre retrospettive pιù importanti hanno avuto luogo nei musei di Basilea, Bruxelles, Metz, Parigi, Praga, Siena, Strasburgo, Spoleto, Tokyo e Bologna.

Nel 1965 ha ricevuto il premio della Biennale di San Marino. Nel 1967 il Premio internazionale Gaetano Marzotto e nel 1979 il premio del Presidente della Repubblica Italiana all’Accademia di San Luca.

Dal 1983 al 1992 è stato Chef d’Atelier de Peinture presso l’École des Beaux Arts di Parigi. E’ commendatore delle Arti e delle Lettere in Francia e membro dell’Accademia Royale de Belgique, dell’Accademia Nazionale di San Luca a Roma, dell’Accademia de Beaux Arts de France a l’Institut de France, dell’Accademia delle Arti e del Disegno a Firenze.

Infine, Cremonini è stato professore di molti distinti artisti greci presso l’École Nationale Superieure des Beaux Arts di Parigi, quali Eduardos Sakagian, Alexis Veroukas, Maria Filopoulou, Irini Iliopoulou, Anna-Maria Tsakali, Giorgos Rorris ecc.


La mostra viene accompagnata da un catalogo bilingue con testi di Umberto Eco, Luigi Carluccio, Adriano Baccilieri, Marina Lambraki-Plaka e Takis Mavrotàs.
Cura della mostra: Takis Mavrotàs
Sponsor d’oro: SIAS SA
Sponsor: AVRA Sponsor comunicazione: ANT1
Mercoledì 24 febbraio 2010 sarà inaugurata dal Vice Ministro dell’Istruzione Evi Christofilopoulou la mostra di disegni e acquerelli di Leonardo Cremonini, a cura di Adriano Baccilieri, presso l’Istituto Italiano di Cultura (Patission 47). La Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Atene e Addetto Culturale dell’Ambasciata d’Italia Melita Palestini riguardo la sua opera dichiara:

“In qualità di Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Atene e Addetto Culturale dell’Ambasciata d’Italia in Grecia, vorrei sottolineare la particolare importanza della presentazione al pubblico greco di un vasto panorama delle opere di Leonardo Cremonini, uno dei più importanti pittori contemporanei.

Attraverso la mostra di oli presso il Centro Culturale “Athinais” e la mostra di disegni e acquerelli che verrà inaugurata contemporaneamente presso la sede storica dell’Istituto Italiano di Cultura di Atene in occasione della presentazione del volume “Leonardo Cremonini, disegni e acquerelli 1946-1996”, il pubblico ateniese avrà l’occasione di verificare quanto Cremonini è stato ispirato, più o meno apertamente, dalla tradizione antica greca, fonte d’ispirazione per tutto l’Occidente.

Sarebbe uno stimolante esercizio intellettuale per qualsiasi estimatore della sua arte cercare di scoprire fino a che punto le sue radici hanno attinto alla tradizione più profonda. E’ certo che durante il suo percorso di formazione, è riuscito ad assimilare e combinare gli stimoli diversi, vivendo i principali movimenti artistici nel confine tra due delle più grandi culture europee, quella francese e italiana, senza tuttavia influenzarsi da particolari ritmi e tendenze. Anche se in un percorso di maturazione e di ricerca di nuovi mezzi di espressione continui, non ha mai perso l’autenticità di uno stile classico e nello stesso tempo attuale, mentre, essendo unico e inimitabile per la sua originilità, viene inquadrato nella corrente più rilevante e duratura della pittura europea...”


Durata delle mostre fino al 24 marzo 2010

TESTATA: NEA/ pag. 6/24

DATA: 8-10-2008

TITOLO: SONO UN LADRO DELLA LIBERTA’

Leonardo Cremonini

Sono un ladro della libertà”


Di Meri Adamopoulou
“Il successo è un sistema di coincidenze commerciali e pubblicitarie” dichiara alla testata “NEA” il pittore e maestro di tanti pittori greci noti al pubblico Leonardo Cremonini”
“Nella società odierna la droga tende a eliminare tragicamente la creatività e soprattutto il desiderio di creatività” dichiara alla testata “NEA” il grande pittore figurativo e maestro Leonardo Cremonini, che si è trovato ad Atene nell’ambito della tavola rotonda sul tema “Pittori e scrittori, influenza reciproca?” – anche per discutere i dettagli di una sua mostra per il pubblico ateniese amante dell’arte.

L’oggi 83enne artista di origine italiana ha avuto il coraggio di difendere la pittura figurativa a Parigi negli anni ’60, dove l’arte astratta teneva le redini. Non ha esitato a rimanere fedele ai suoi desideri, anche quando tutti lo consideravano fuori moda. Ha visto sue opere essere distrutte e pochi anni dopo essere conservate presso il Centro Pompidou. Ha frequentato Umberto Eco, Alberto Moravia e Italo Calvino e ha insegnato presso l’École Nationale des Beaux Arts di Parigi alla generazione contemporanea di pittori greci figurativi (ormai commerciali).


Gli artisti greci si lamentano che non hanno l’opportunità per intraprendere carriere internazionali. Hanno ragione?

Non credo che siano sufficienti le forze di un artista per fare carriera. Il successo è un sistema di coincidenze commerciali e pubblicitarie. Non dipende dalla volontà personale. E’ una questione di fortuna.


Ha lottato per l’arte figurativa, ha osato, si è fatto nemici. Si sente un eroe o una vittima di questa storia?

Nè l’uno nè l’altro. Mi sento un ladro della libertà. E sa perchè? Perchè la libertà non è un diritto e la si deve rubare.

L’arte può entrare nella vita dell’uomo contemporaneo con le migliaia di problemi?

Ci può entrare, perchè protegge la diversità dell’uomo in una civiltà dove prevale l’oggetto. Il soggetto dell’arte, al contrario, era e sarà il modo perchè ognuno di noi preservi la propria diversità. L’arte ha una grande storia, proteggeva e dava nutrimento alla moralità e dignità umana. Non può tuttavia cambiare il mondo, ma i desideri del mondo e i suoi progetti.


Facendo il resoconto dopo cinquant’anni di carriera, di cosa si è pentito?

Non mi pento di niente, senza dire che sono assolutamente contento. Ho seguito i miei desideri. Non mi sono tirato indietro, non per motivi di morale, ma per motivi di egoismo. Perchè l’egoismo di un artista è la convinzione dei suoi desideri.


Globalizzazione e tecnologia minaccia l’arte?

L’arte non è minacciata tanto dalla tecnologia e la globalizzazione quanto dall’indifferenza e la crescita eccessiva del materialismo, sviluppato nella vita quotidiana. La globalizzazione e la tecnologica minacciano soprattutto la creatività. L’originalità sparisce. Vedete come non esiste più un ceramista, ma l’industria. L’oggetto non è più frutto del desiderio.

Come vede i prezzi eccessivamente alti delle opere d’arte?

Possone essere anche false. Niente e nessuno può dimostrare che sono giuste. Tutto dipende e si consuma in un circolo stretto che vede l’arte come investimento, cosa certamente negativa, visto che disorienta l’interesse dai valori umani, morali ed estetici. Quando l’opera d’arte viene vista come le azioni nella Borsa, allora può scendere in qualsiasi momento.


Come vede il suo futuro?

Incerto. Stiamo andando incontro a un’epoca in cui la creatività non è concreta, ma verrà sostituità da un’impronta.



TESTATA: ELEFTHEROTYPIA / pag. 31

DATA: 21-10-2008

TITOLO: LA PITTURA ESIGE LA MANO E IL CERVELLO

La pittura esige la mano e il cervello


La fama del pittore italiano Leonardo Cremonini (è nato nel 1925 a Bologna) si è rafforzata grazie ai suoi allievi greci. Alcuni dei nostri pittori contemporanei più importanti sono stati suoi allievi nel suo laboratorio all’École Nationale Superieure des Beaux Arts di Parigi. Cremonini non è stato solo un grande maestro incentrato sui temi di della quotidianità, momenti estivi resi con colori brillanti e un’interiorità inimitabile. Si è trovato in Grecia per la mostra “Paris Peinture” che viene organizzata dall’Istituto Francese insieme alla Fondazione Theocharakis.
E’ riuscito a spiegarsi l’interesse dei pittori greci per Lei?

Ero sempre incentrato sulla tradizione, la disciplina e lo studio della pittura. Sfortunatamente, non esiste più questo interesse per la pittura. Dappertutto guadagna spazio la facilità dei nuovi mezzi. Il mio insegnamento era basato sul rapporto particolare che cresce fra la mano e il cervello del pittore. Gli allievi greci erano sempre preparati bene. Avevano assorbito una tradizione pittorica pregressa che probabilmente trae la sua origine anche all’agiografia bizantina”.


Quali distingue?

Eduardos Sakagian, Giorgos Rorris, Maria Filopoulou, Anna-Maria Tsakali.


La quotidianità e i suoi piccoli drammi, la luce mediterranea sono elementi che prevalgono nella sua pittura?

Ho vissuto tutto il mio percorso nella pittura come una tensione continua. Il mio interesse per la luce mediterranea è fondamentale. Non so se ciò che ho disegnato sono piccoli o grandi drammi. Il mio interesse era sempre volto verso una prospettiva ampia, eterna dell’arte, certamente dentro il mio sguardo.


Sempre con la sensazione di un movimento tra il desiderio e le difficoltà che s’incontrano durante il percorso”.
Continua a difendere con passione la pittura?

Sì, perchè sono convinto che ha più privilegi degli altri mezzi. Dà più libertà alla fantasia, ha un linguaggio senza grammatica e sintassi rigorose.


Cos’è che la disturba di più nell’arte contemporanea?

Non direi che mi disturbi qualcosa in particolare. L’esplosione modernistica ha sconvolto il rapporto della mano con il cervello. In questo modo lentamente è cominciata a sparire l’unicità dell’opera d’arte. Le nuove tecnologie non lasciano spazio alla fantasia.


Con quali personalità appartenenti ai diversi ambiti ritiene di aver parlato?

Con molti. Luis Althusser, Italo Calvino, Alberto Moravia, Luchino Visconti. Avevo con loro un dialogo creativo, sostanziale.


Si sente solo senza quelli interlocutori?

In un senso ampio, sì. Più che solitudine mi sento stufato.



TESTATA: ELEFTHEROS / pag. 20

DATA: 14/1/2010

TITOLO: RASSEGNA CREMONINI PRESSO “ATHINAIS”

Il mondo figurativo di uno dei più importanti pittori contemporanei figurativi
Rassegna a Cremonini presso “Athinais”
Leonardo Cremonini non è diventato solamente un’eccellente pittore italiano, ma qualcosa di più: un filosofo della pittura che difende con passione fino all’età di 85 anni. Lo stesso ha fatto anche negli anni ’80 dal posto del maestro presso l’École Nationale des Beaux Arts a Parigi, dove ha avuto come studenti alcuni dei più rilevanti pittori greci contemporanei come Giorgos Rorris, Eduardos Sakagian, Maria Filopoulou. Il suo “mondo” raffigura corpi sfumati, persone dimezzate, visi-animali o prigionieri di un labirinto di oggetti, bambini che guardano furtivamente, atmosfere erotiche ambivalenti, specchi, finestre che chiudono lo spazio e nello stesso tempo lo aprono verso il cielo ed il mare.

Per la prima volta il pubblico ateniese conoscerà questo mondo figurativo di uno dei più importanti pittori contemporanei in occasione della mostra di Cremonini presso l’ “Athinais” che aprirà le porte agli inizi di febbraio.

La rassegna a Cremonini che sarà realizzata alla presenza del pittore e maestro è doppia: una mostra di 52 opere rappresentative in un percorso cinquantenne presso l’“Athinais” e una seconda con disegni, presso l’Istituto Italiano di Cultura (Patission 47).

Secondo Cremonini, il pittore assomiglia al torero. “Come il torero dentro l’arena viene messo in discussione dal toro”, così anche “il pittore con ogni opera nuova si espone a nuovi pericoli”. L’opera di Picasso, come dice, cerca sempre di uccidere il toro.

Con l’opera figurativa, antropocentrica e vissuta, Cremonini cammina con una corrente che momentaneamente avevano lasciato da parte la moda delle avanguardie della sua epoca a Parigi, dove vive dagli inizi degli anni ’50, studiando, insegnando e lavorando.

Mentre la maggior parte dei critici d’arte non aveva il coraggio di affrontare un’opera che sfuggiva al codice vigente, noti scrittori e filosofi (Alberto Moravia, Umberto Eco, Italo Calvino, Louis Althusser ecc.) hanno lodato un pittore che “mettendo in luce la sua immagine e la sua magia, restituiva all’arte una funzione che l’avanguardia dogmatica e intollerante aveva voluto privarle” scrive Jacques Brosse sul libro “Cremonini” (ed. Patakis).

Secondo Eco, “Cremonini appartiene alla corrente classica, controinnovativa, non cerca di comprendere le leggi e il sistema nervoso della materia, ma vuole con ordine comporre figure”.

L’esatta data dell’inaugurazione sarà comunicata nei prossimi giorni.


TESTATA: AVGI / Pag. 25

DATA: 20-01-2010

TITOLO: MOSTRA CREMONINI AD ATENE


Mostra Cremonini ad Atene

“Mezzo secolo di opere del pittore italiano Leonardo Cremonini, uno dei più importanti artisti figurativi della nostra epoca saranno ospitate agli inizi di febbraio nelle sale del Centro polivalente “Athinais” (Kastorias 34-36, Votanikos). Leonardo Cremonini, 84 anni oggi, il quale si deve notare è stato professore di molti distinti pittori greci presso l’École Nationale des Beaux Arts di Parigi, sarà presente all’inaugurazione della sua mostra viaggiando da Parigi ad Atene. Una mostra occasione, dunque, per gli allievi greci di vedere le opere e ricordare il loro percorso e quello del maestro, occasione per il pubblico di vedere la sua opera antropocentrica e vissuta. Un’opera che commuove particolarmente i popoli mediterranei visto che “dalle sue porte spalancate circola l’aria e la luce”.

Nel catalogo di molte pagine che accompagna la mostra Umberto Eco sostiene che: “Anche a escludere i critici d’arte professionali, è impressionante quanti abbiano già scritto di Cremonini. Narratori, filosofi, poeti, critici cinematografici, e via via. Probabilmente perchè la sua pittura, anche se è eminentemente “pittorica” (vaste campiture, sfagli, partiture geometriche e cancellazioni materiche), è nondimeno assai letteraria e filosofica: raconta, organizza intrecci ambigui e sottintende una serie di ragionamenti (visivi, certo) sul ruolo del soggetto, dello sguardo, del desiderio e della voluttà... Anche un quadro, come un racconto, è un testo e un testo è una macchina per produrre interpretazioni. Cremonini dipinge lo smalto delle cose e lo spicco ch’esse prendono nella luce e nell’aria. Dipinge infatti il mondo con tutte le sue attrazioni, con tutte le sue lusinghe, con tutti i suoi incanti”.

TESTATA: ELEFTHEROTYPIA / Pag. 26

DATA: 22/1/2010

TITOLO: QUANDO IL SOLE BRUCIA I CORPI


Quando il sole brucia i corpi
di Giorgos Karousakis

Nell’ottobre del 2008 il grande pittore italiano Leonardo Cremonini ci diceva quanto solo si sentiva nella nuova epoca, quanto gli mancavano i creatori con i quali conversava per decenni. Si riferiva a Louis Althusser, Italo Calvino, Alberto Moravia e Luchino Visconti. Era contento, comunque, di trovarsi ad Atene in occasione della mostra “Paris Peinture” che aveva organizzato l’Istituto Francese insieme alla Fondazione Theocharakis.

Nei primi dieci giorni di febbraio, l’85enne pittore verrà a trovarci di nuovo per una sua mostra di 40 opere caratteristiche di grandi dimensioni (Centro Culturale Athinais, Kastorias 34-36, Votanikos).

Il suo rapporto con la Grecia si è rafforzato a Parigi grazie agli allievi greci che hanno studiato nel suo atelier presso l’École Nationale des Beaux Arts: Giorgio Rorris, Eduardos Sakagian, Maria Filopoulou, Anna Maria Tsakali, Alexis Verukas ecc. “Gli studenti greci avevano assimilato una tradizione pittorica profonda, che probabilmente ha origine anche nell’agiografia bizantina”.

Cremonini non è stato solo uno splendido maestro. Rimane un grande pittore incentrato su argomenti quotidiani, nei momenti estivi che ritrae con colori splendenti e inimitabile interiorità. Umberto Eco è un suo ammiratore. Nel catalogo della nuova mostra scrive a proposito delle vaste campiture, sfagli, partiture geometriche e cancellazioni materiche nelle sue opere e fa riferimento ad “una pittura assai letteraria e filosofica: racconta, organizza intrecci ambigui e sottintende una serie di ragionamenti sul ruolo del soggetto, dello sguardo, del desiderio e della voluttà...”.

La mostra presso l’“Athinais” è curata dallo storico dell’arte Takis Mavrotàs. Fa notare sull’arte del pittore italiano: “Dal 1950 disegna immagini di mari e spiaggie. La luce ed il colore hanno un ruolo dominante nella sua avventura pittorica. Non hanno limiti, permettendogli di esternare le sue idee, le sue sensazioni. Così da Panarea fino a Mitilene ha studiato assiduamente la natura e la luce per rendere il suo singolare mondo visionario”.

Cremonini non ha nascosto mai il fascino che esercita in lui la quotidianità, i piccoli drammi, la luce mediterranea, elementi riconoscibili nella sua opera: “Il mio interesse per la luce mediterranea è fondamentale. Il mio interesse era sempre indirizzato verso un’ampia inesauribile prospettiva di vita, chiaramente attraverso i miei occhi. Sempre con la sensazione di un movimento tra il desiderio e le difficoltà che si incontrano nel percorso” ci diceva l’anno scorso.

Anche se non armonizzato, come afferma, con la nuova epoca, la tecnologia non lo spaventa. Semplicemente constata che non lascia spazio alla fantasia. Lo disturba il fatto che “l’esplosione modernista ha stravolto una cosa fondamentale per l’arte, il particolare rapporto che si sviluppa tra la mano e l’ingegno del pittore”.



TESTATA: KATHIMERINI / Pag. 54-58

DATA: 24/1/2010

TITOLO: DISEGNANDO CON LO SGUARDO DI UN BAMBINO


Disegnando con lo sguardo di un bambino
La mostra che verrà inaugurata fra pochi giorni ad Atene ci guida nel mondo pieno di colori – ed emozioni – dell’importante artista figurativo
di Anna Grimani

Sta sul terrazzo di un appartamento con la vista dell’Acropoli e parla con il curatore della sua mostra che comincerà fra pochi giorni presso l’ “Athinais”, Takis Mavrotas, che gli domanda: “Ha mai pensato di dipingere il Partenone?” Leonardo Cremonini risponde positivamente e il suo interlocutore parla dell’ “angoscia, della paura e della meditazione profonda che si riflette nella sua misteriosa pittura”, mentre gli ricorda una sua affermazione: “Il quadro è una finestra”...

“L’ho detto” dice il pittore italiano. “Il messaggio che un’opera d’arte può portare al mondo può essere sollecitato che da colui lo chiede. L’arte greco antica ha influenzato decisamente la mia pittura – come anche i sentimenti profondi che ho provato quando ho visitato Pompei. La scultura greco antica mi ha aiutato nella definizione della mia arte. Tutti i monumenti della Grecia antica mi hanno influenzato, perchè sono focolari di conoscenza e di apprendimento. Oggi, purtroppo, non abbiamo analoghi monumenti. L’arte dei vostri antenati ci ha lasciato esempi eterni di ispirazione e conoscenza... La pittura per me corrisponde soprattutto al desiderio della forma”.

Leonardo Cremonini è nato il 1925 a Bologna, dove ha frequentato l’Accademia di Belle Arti con maestri Alfredo Protti e Guglielmo Pizzirani, mentre nel 1950 è andato a Venezia dove ha frequentato personalità artistiche, come Peggy Guggenheim, Giuseppe Marchiori e Virgilio Guidi. Con una borsa di studio del governo francese ha continuato i suoi studi a Parigi dove ha stabilito la sua residenza principale, con le “parentesi” dei lunghi viaggi in Italia con sua moglie, la pittrice Roberta Crocioni.

Le mostre retrospettive pιù importanti hanno avuto luogo nei musei di Basilea, Bruxelles, Metz, Parigi, Praga, Siena, Strasburgo, Spoleto, Tokyo e Bologna. Nel 1965 ha ricevuto il premio della Biennale di San Marino. Nel 1967 il Premio internazionale Gaetano Marzotto e nel 1979 il premio del Presidente della Repubblica Italiana all’Accademia di San Luca. Dal 1983 al 1992 è stato Chef d’Atelir de Peinture presso l’École Nationale des Beaux Arts di Parigi. E’ commendatore delle Arti e delle Lettere in Francia e membro dell’Accademia Royale de Belgique, dell’Accademia Nazionale di San Luca a Roma, dell’École Nationale des Beaux Arts de France, dell’Accademia delle Arti e del Disegno a Firenze.

Umberto Eco per il suo amico


“Cremonini dipinge per produrre reattivi mentali. E non solo...” constata nel suo testo, nel catalogo della sua nuova mostra, il suo amico intimo Umberto Eco. “Cremonini dipinge lo smalto delle cose e lo spicco ch’esse prendono nella luce e nell’aria. Dipinge infatti il mondo con tutte le sue attrazioni, con tutte le sue lusinghe, con tutti i suoi incanti. Questo aspetto del mondo, che è al tempo stesso seducente e intimidatorio, è l’aspetto del mondo visto con gli occhi del bambino, dentro gli occhi del bambino. L’infanzia, come prima vittima di un mondo che ha gli incanti e i colori degli aquiloni, delle carte natalizie, dei canditi, dei charms. Un mondo che consumiamo e che ci consuma”. Le sue figure, con la loro matiera formabile,”portano il destino dell’uomo con l’aspetto buono e tenebroso, dando la precedenza ad un’altra immagine del mondo tra quello che viviamo e quello che sogniamo”, osserva Takis Mavrotàs.

“Fedele al suo mondo, ai fantasmi della memoria, alla sua tradizione, Leonardo Cremonini resiste con corraggio all’assedio della moda e alla pressione del mercato d’arte pilotata. Questo messaggio di autenticità e di fede al valore liberatorio dell’arte è stata anche il centro del suo insegnamento presso l’École Nationale de Beaux Arts di Parigi” scrive nel suo testo nel catalogo della mostra la Direttrice della Pinacoteca Nazionale Marina Lambraki-Plaka. La stessa lo designa come “pittore del Sud e più: pittore della tradizione italiana”, visto che i fatti nelle sue opere “si svolgono sempre sotto il martellante e rivelatore sole del mezzogiorno”.

Quando insegnava a Parigi, molti pittore greci contemporanei frequentavano le sue lezioni: Eduardos Sakagian, Alexis Veroukas, Maria Filopoulou, Giorgos Rorris ecc. Nella mostra presso l’“Athinais”, avranno la possibilità di visitare nuovamente l’opera pittorica del loro maestro. Tutti ricordano la sua persistenza con quello che ha chiamato “vertige du visible” – per lui stesso significa la possibilità di un autore di cogliere il “miracolo ed il dramma”, una procedura che si raggiunge, come lui crede, solo con la fiducia in se stessi e l’esercitazione continua dello spirito. Forse è per questo che lui stesso spesso si isola nel suo “palazzo”: una splendida cascina a Grassina, fuori Firenze...
Info: Leonardo Cremonini, 40 opere di grandi dimensioni, degli ultimi 50 anni di lavoro. Athinais (Kastorias 34-36, Votanikos, tel. 210 3480000). Da inizi febbraio




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