Letizia Cariello



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28.03.2019
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Jota Castro

Nato in Perù e residente a Bruxelles, dopo aver viaggiato moltissimo accumulando molteplici sguardi sul mondo, ha infine coniugato il suo impegno socio-politico con la sua visione relazionale dell’arte. Grazie ad una conoscenza approfondita del funzionamento di organizzazioni internazionali e della politica mondiale, ma soprattutto sulla base di un alto senso civico personale, Jota Castro radica il proprio lavoro nella quotidianità e nell’attualità della vita di tutti i giorni concependo l’atto artistico come uno sguardo diverso e semplificato che possa coadiuvare lo spettatore in una lettura “altra” del mondo. Così per la Biennale di Venezia del 2003 ha ideato una “Survival Guide for demonstrators”, con cui ha cercato effettivamente l’incontro con il pubblico, poiché il progetto consisteva principalmente nella distribuzione di una pubblicazione che informava ipotetici manifestanti sulle migliori modalità di procedere. L’impegno artistico si manifesta sotto varie forme, dall’azione eseguita in prima persona alla performance organizzata con terzi, dal video all’installazione, pertanto non meraviglia trovare anche una produzione di T-shirts con un proprio marchio, “Extracomunitari”. Extracomunitari è un progetto nato nell’estate del 2000 quando Jota Castro aveva realizzato una maglietta recante la scritta “Benvenuti extracomunitari” e si aggirava con essa sulle spiagge della Calabria – nota meta di sbarchi clandestini in condizioni disumane – chiedendo alla gente di scattargli una foto nel caso fosse stata d’accordo con lo slogan che indossava. Così altri capi d’abbigliamento con le scritte “Kossovo Hope” o “Schengen Rebel” sono divenute un ulteriore mezzo di diffusione della poetica artistica di Castro. In una recente produzione video dell’artista (“Presidenza italiana 2/7/03“) il testo letterale dello scambio verbale tra Schulz e Berlusconi avvenuto al parlamento europeo nel giorno in cui il presidente del consiglio italiano ha presentato il programma della presidena italiana dell’Unione Europea è stato trasposto integralmente in un’aria eseguita dalla famosa cantante lirica francese Maud Gnidzaz.


Nato in Perù, Jota Castro vive a Bruxelles, dopo lunghi soggiorni in America Latina, ad Haiti, in Irlanda del Nord, negli Stati Uniti, in Spagna ed in Francia, dove si è trasferito dopo essere stato insignito del premio per Giovani Poeti Peruviani. Dopo gli studi al College of Europe di Bruges ed un Master in Scienze Politiche, Jota Castro lavora ad un PhD su Arte e Politica. Ha lavorato attivamente per la UE e l’ONU.


Artisti dell’edizione quattro venti 2005
Il 3 febbraio 2005 al palais de tokyo di parigi si inaugurerà una mostra personale di jota castro.
Flavio favelli ha partecipato all’ultima biennale di venezia (2003) con un’opera monumentale esposta all’arsenale.
Il 14 di gennaio è stata inaugurata una sua mostra personale presso la galleria perry rubenstein di new york
Riccardo previdi
Attualmente è in corso una mostra personale di luca vitone al museo d’arte contemporanea pecci di prato.



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