Letizia Cariello


Il 3 febbraio 2005 al Palais de Tokyo di Parigi si inaugurerà una mostra personale di Jota Castro



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Il 3 febbraio 2005 al Palais de Tokyo di Parigi si inaugurerà una mostra personale di Jota Castro.

Nel 2004 ha vinto il primo premio all’ultima Biennale della Corea, a Gwanju.
Mostre recenti

2004 “Bouc émissaire”, Galerie Kamel Mennour, Paris

“Quick Sand”, de Appel, Amsterdam

“Shake”, OK Centrum, Linz

“Shake II”, Villa Arson, Nice

“Perspective 04”, Palazzo Turtur, Bari

“Troubled Times”,Gruppo 78, Trieste

“Produciendo realidad”,Chiesa di San Matteo, Lucca

Progetto d’arte pubblica, De Pijp- Skor, Amsterdam

“The way the world is”, Iasi

2003 “Motherfuckers never die”, Galleria Minini, Brescia

“U-Topos”, 2nd Tirana Biennial, Albania

“Z.O.U”, Survival Guide for Demonstrators, 50esima Biennale di Venezia

“LoveHotel”, Maisonneuve Gallery, Paris

“Hardcore”, Palais de Tokyo, Paris

2002 “Lines and Mobility”, Kunstverein, Nürnberg

“Et si c’était à refaire”, Tokyorama, Palais de Tokyo, Paris

2001 “Transit”, Addict Creative Lab, Bruxelles

“EV+A expanded”, Limerick

“Play with Gary and Reality”, ‘Voici’ - Palais des Beaux Arts, Bruxelles

2000 “Continental Shift”, Ludwig Forum, Aachen

Flavio Favelli

Nato a Firenze nel 1967, vive e lavora a Samoggia (BO).

Nell’arte di Flavio Favelli sono ricorrenti i termini archivio, casa, interno, architettura, i quali rimandano indubbiamente a spazi fisici, a luoghi delimitati, ma sottendono un universo sommerso di termini emotivi, inafferrabili razionalmente e fortemente dipendenti dalla soggettività e dal vissuto individuale. Parimenti l’opera di Favelli è fatta di cose prettamente concrete e alquanto semplici come stanze, locali, elementi architettonici e mobili, le quali però diventano quasi un pretesto per indagare una sostanza meno tangibile e meno apparente. Gli interventi di Favelli con l’impiego di pochi elementi cercano di restituire un senso a cose e luoghi, di conferire loro un’identità, di definirle in base a rapporti e relazioni, di inserirle nella storia personale e collettiva. Ne consegue quasi inevitabilmente che la fruizione delle opere è implicitamente solipsistica: un legame identitario, relazionale e storico non può che avvenire sulla base di un’esperienza individuale, anche se questa può poi essere condivisa con altri. Il silenzio che circonda le opere ed attraversa le installazioni appartiene a questa dimensione solitaria così come la sensazione di attesa è indice dell’aspettativa di sempre nuove definizioni di senso.




Artisti dell’edizione quattro venti 2005
Flavio favelli ha partecipato all’ultima biennale di venezia (2003) con un’opera monumentale esposta all’arsenale.
Il 14 di gennaio è stata inaugurata una sua mostra personale presso la galleria perry rubenstein di new york
Riccardo previdi
Attualmente è in corso una mostra personale di luca vitone al museo d’arte contemporanea pecci di prato.



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