Lettura visiva (arti figurative): P. Mondrian – “Evoluzione di un albero”



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Lettura visiva (arti figurative): P. Mondrian – “Evoluzione di un albero”

a.s. 2013/14




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  1. CATALOGAZIONE:



  • Titolo dell’opera: “L’albero rosso” o “Crepuscolo”

  • Autore: Piet Mondrian

  • Datazione/Periodo storico: 1908-1910

  • Tecniche e Materiali (o Supporti): olio su tela

  • Dimensioni: 79,3 x 108,4

  • Collocazione attuale: L’Aia, Gemeentemuseum Den Haag



  1. DESCRIZIONE OGGETTIVA ovvero ICONOGRAFICA:

L’albero rosso ha una forma mossa, con linee curve ma nervose. I colori derivano da quelli dei Fauves, accesi ed irreali (cielo e terra sono ugualmente blu, rossi, viola), stesi a grandi tratti.

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  1. CATALOGAZIONE:



  • Titolo dell’opera: “L’albero grigio”

  • Autore: Piet Mondrian

  • Datazione/Periodo storico: 1911

  • Tecniche e Materiali (o Supporti): olio su tela

  • Dimensioni: 116,3 x 145,5

  • Collocazione attuale: L’Aia, Gemeentemuseum Den Haag



  1. DESCRIZIONE OGGETTIVA ovvero ICONOGRAFICA:

L’albero grigio ha forme semplificate: I colori sono scomparsi, i rami curvi si distendono come archi e si espandono sullo sfondo, come in una scomposizione cubista.

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  1. CATALOGAZIONE:



  • Titolo dell’opera: “Melo in fiore”

  • Autore: Piet Mondrian

  • Datazione/Periodo storico: 1912

  • Tecniche e Materiali (o Supporti): olio su tela

  • Dimensioni: 115,5x 144,3

  • Collocazione attuale: L’Aia, Gemeentemuseum Den Haag



  1. DESCRIZIONE OGGETTIVA ovvero ICONOGRAFICA:

In questo quadro si compie la trasformazione dell’albero in una creazione astratta, composta dall’incontro di linee orizzontali e verticali, ammorbidito da andamenti curvi che ancora richiamano il soggetto di partenza.

  1. INTERPRETAZIONE DEL MESSAGGIO DELL’ARTISTA ovvero DESCRIZIONE ICONOLOGICA :

Il percorso di Mondrian verso l’Astrattismo parte dall’osservazione diretta della natura attraverso l’approfondimento di un motivo producendo, così come avevano già fatto Monet e Cézanne, varie serie di opere che mostrano chiaramente il suo andare verso una progressiva spoliazione di tutto ciò che è contingente, sia nei colori che nella linea, di tutto ciò che può esprimere la mutevolezza delle cose.

In “Melo in fiore” del 1912, la prima immagine espressionista dell’albero è ridotta a un reticolo di eleganti linee rette e curve, vago ricordo della griglia cubista, che suggeriscono una sorta di armonia pitagorica sottostante e creano l’effetto di tessere o scaglie iridescenti sulla compattezza del fondo. Arriverà intorno al 1915 a composizioni, come quella qui sotto, nelle quali è impossibile rintracciare qualsiasi riferimento reale.



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Quest’opera non appartiene alla serie degli alberi: ormai Mondrian ha del tutto abbandonato la figurazione per dedicarsi unicamente al linguaggio astratto. Il dipinto sembra rappresentare un passaggio verso le composizioni rigorosamente geometriche del decennio successivo.

Dal 1919 inizia la serie di Composizioni realizzate attraverso sapienti bilanciamenti di quantità e qualità del colore - rosso, blu e giallo - e organizzazione degli spazi che producono un equilibrio pur nell’assenza di simmetria, metafora di una superiore e universale armonia . Apparentemente identiche, in realtà nessuna di queste Composizioni è uguale all'altra: sembrano alludere a una infinita possibilità di combinazioni degli elementi.

Anche la scelta dei due assi ortogonali come unici degni di rappresentare la linea è espressione di assoluta armonia: le verticali corrispondono al principio maschile e all'universale, le orizzontali al femminile e all'individuale.

Egli stesso dirà:

"L'unità di positivo e negativo è felicità ; è ribadita dall'artista nel quale si trovano entrambi gli elementi maschile e femminile. L'equilibrio tra le due tendenze porta all'eliminazione di qualsiasi tensione tra universale e individuale”.



  1. ANALISI DEGLI ELEMENTI DEL CODICE DEL LINGUAGGIO VISIVO USATO DALL’ARTISTA:

Convinto che solamente la nuova pittura da lui creata, “basata su un movimento dinamico e un equilibrio perfetto”, può penetrare e scoprire la realtà, l’armonia assoluta e la perfezione eterna, comincia a costruire la sua astrazione basandosi sui seguenti elementi: le linee rette (orizzontali e verticali), i colori primari (rosso, blu e giallo), e i non-colori (nero, bianco e grigi intermedi), più le forme e lo spazio.

Elimina le linee curve, considerandole con minori possibilità di quelle rette, dato che quelle sono chiuse e finite, invece queste gli permettono di formare angoli acuti, risultanti dall’incontro delle verticali con quelle orizzontali.

Inoltre le linee rette possono:

a) prolungarsi all’infinito

b) creare forze opposte in equilibrio

c) creare rettangoli o quadrati statici, ma attivi nel loro complesso (e nei loro colori e non-colori), formando un equilibrio.



I colori devono essere puri, senza modulazioni, per annullare ogni soggettivismo da parte dell’artista e dello spettatore, questi deve trovarsi di fronte ad una unità matematicamente perfetta, oggettiva, fredda, però più reale di quelle della natura, che sono solamente realtà apparenti, ingannevoli e limitate.



Lezioni di Storia dell’Arte – prof.ssa Annamaria Donadio
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