Lettura visiva: P. Mondrian – “Composizione con piano rosso grande



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Lettura visiva: P. Mondrian – “Composizione con piano rosso grande …”-1921

a.s. 2013/14




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  1. CATALOGAZIONE:



  • Autore: Piet Mondrian

  • Datazione/Periodo storico: 1921

  • Tecniche e Materiali (o Supporti): olio su tela

  • Dimensioni: 95,7 x 95,1

  • Collocazione attuale: L’Aia, Gemeentemuseum Den Haag



  1. DESCRIZIONE OGGETTIVA ovvero ICONOGRAFICA:

Si tratta di un quadro astratto-geometrico in cui la tela risulta suddivisa in modo asimmetrico in campi rettangolari tra i quali uno, in particolare, risulta di dimensioni maggiori. I rettangoli sono colorati con colori primari: il più grande di rosso, gli altri di giallo, blu, nero e grigio. La tela reca in basso le iniziali dell’autore e la data di esecuzione.

  1. INTERPRETAZIONE DEL MESSAGGIO DELL’ARTISTA ovvero DESCRIZIONE ICONOLOGICA :

Opera dipinta nel 1921 rappresenta una tappa fondamentale della lunga e meditata ricerca stilistica di Piet Mondrian che a partire dal 1917, con la pubblicazione della rivista "De Stijl", è affiancata da un'intensa attività teorica nell'ambito dell'omonimo movimento astrattista-geometrico che nasce in Olanda.

In questi anni infatti Mondrian getta le basi programmatiche del "Neoplasticismo" cui aderiranno Van Doesburg, Van Tongerloo e gli architetti Oud e Rietveld.

Questo dipinto risulta essere la realizzazione esemplare delle teorie neoplastiche:

L'allontanamento dell'elemento soggettivo e descrittivo, l'affermazione di un nuovo rapporto simmetrico tra l'universale e l'individuale. L'astrazione di tutte le forme e di tutti i colori e la netta definizione di linee rette e colori primari”.

L'analisi dell'opera risulta facilitata dal confronto con i quadri dello stesso titolo, dipinti da Mondrian quello stesso anno. ( si veda anche la lettura visiva “Evoluzione di un albero: 1908-1912”)

Da queste prime soluzioni deriveranno poi tutte le opere eseguite dagli artisti legati al Neoplasticismo, che in Piet Mondrian avranno caratteri pressoché immutati fino al 1932.

Questo dipinto fu esposto alla XXVI Biennale di Venezia nel 1952 nella sezione dedicata a "De Stijl".

Oggi è conservato presso il Gemeentemuseum dell'Aja, che rappresenta la maggiore raccolta pubblica dei dipinti di Mondrian dal periodo figurativo, quando ancora l'artista guardava alle scuole dell'Aja e di Amsterdam, a quello puramente astratto.

Così Mondrian stesso descrisse il suo percorso artistico:

Alla fine le mie composizioni consistevano solo di linee verticali e orizzontali, che formavano delle croci. Osservando il mare, il cielo e le stelle, desideravo indicare la loro funzione plastica mediante una molteplicità di elementi verticali e orizzontali”.

Il tutto partendo da una natura che è “espressione di due forze opposte” mantenute in equilibrio: equilibrio tra forma e spazio, tra maschile e femminile, universale e individuale. Spiegò Mondrian stesso:

Ritengo che sia possibile ottenere un’opera d’arte tanto forte quanto vera grazie a delle linee orizzontali e verticali utilizzate in modo consapevole ma non calcolato, tracciate con grande intuizione e costruite con armonia e ritmo”.

Per Mondrian le rette verticali sono il principio maschile e l’universale e si oppongono alle rette orizzontali, ovvero al principio femminile o individuale. Da questo contrasto ha origine, per lui, l’armonia, l’equilibrio perfetto e, dunque, la felicità che solo l’artista può rendere in modo perfettamente “asettico” attraverso le astratte forme geometriche dei rettangoli. L’artista, essere particolarmente sensibile, riesce in questo scopo proprio perché in lui sono contenuti entrambi i principi: maschile e femminile.

Scriveva ancora:

L’aspetto delle forme naturali si modifica, mentre la realtà rimane costante. Per creare plasticamente la realtà pura è necessario ricondurre le forme naturali agli elementi costanti della forma (e sceglie i rettangoli), e i colori naturali ai colori primari.


  1. ANALISI DEGLI ELEMENTI DEL CODICE DEL LINGUAGGIO VISIVO USATO DALL’ARTISTA:

Convinto che solamente la nuova pittura da lui creata, “basata su un movimento dinamico e un equilibrio perfetto”, può penetrare e scoprire la realtà, l’armonia assoluta e la perfezione eterna, comincia a costruire la sua astrazione basandosi sui seguenti elementi: le linee rette (orizzontali e verticali), i colori primari (rosso, blu e giallo), e i non-colori (nero, bianco e grigi intermedi), più le forme e lo spazio.

Elimina le linee curve, considerandole con minori possibilità di quelle rette, dato che quelle sono chiuse e finite, invece queste gli permettono di formare angoli acuti, risultanti dall’incontro delle verticali con quelle orizzontali.

Inoltre le linee rette possono:

a) prolungarsi all’infinito

b) creare forze opposte in equilibrio

c) creare rettangoli o quadrati statici, ma attivi nel loro complesso (e nei loro colori e non-colori), formando un equilibrio.



I colori devono essere puri, senza modulazioni, per annullare ogni soggettivismo da parte dell’artista e dello spettatore, questi deve trovarsi di fronte ad una unità matematicamente perfetta, oggettiva, fredda, però più reale di quelle della natura, che sono solamente realtà apparenti, ingannevoli e limitate.



Lezioni di Storia dell’Arte – prof.ssa Annamaria Donadio
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