Lezione introduttiva



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Istituzioni di diritto privato 1

28/09/2015


lezione introduttiva


Il diritto si divide in due macro aree: il diritto pubblico e il diritto privato. Il criterio di divisione consiste nello stabilire la tipologia di rapporto esistente tra i soggetti che interagiscono tra loro: il primo regola il rapporto tra soggetti su piani diversi, il secondo il rapporto tra pari. Il cittadino privato subisce il soggetto pubblico. Il diritto penale e il diritto tributario appartengono al diritto pubblico; nessuno pagherebbe le tasse se Stato e privato cittadino fossero allo stesso livello, poiché lo Stato non potrebbe imporre nulla.
Il diritto privato, quindi, rapporti fra pari. Uomini e donne, associazioni, enti, ecc.: non c’è una parte più forte che impone qualcosa. Il contratto è lo strumento del diritto privato: è un accordo che produce regole giuridiche che vengono stipulate dalle parti. Rapporto giuridico è regolato dalla legge e limitatamente dalle parti. In particolare, il diritto privato si basa sul codice civile, testo che salvo alcune modifiche, risale al 1942.
29/09/2015

Considerando il fatto che nessuno può imporre nulla, la necessaria implicazione è che tutto ruota intorno ad accordi.


PARITà ED ACCORDI COME NUCLEO DEL DIRITTO PRIVATO


Nel quotidiano, entriamo in contatto con la stipula di contratti in continuazione. L’iter che porta a questa conclusione è così composto: prendiamo ad esempio l’acquisto di un capo di vestiario.

  • Percezione di una sensazione di bisogno (voluttuario o non);

  • Percorso fino al negozio;

  • Scelta tra diverse tipologie secondo criteri estetici ed economici;

  • Decisione dell’acquisto tra i vari capi offerti;

  • Acquisto;

  • Pagamento.

È stato raggiunto un accordo tra negoziante e cliente: l'accordo è la manifestazione di due volontà (di vendere e di comprare) che derivano da un bisogno. L'accordo ha effetto di far diventare il compratore proprietario e il trasferimento della somma di denaro al venditore. Dopo la vendita, l’oggetto venduto cambia proprietà e contemporaneamente il compratore cede una somma di denaro: a questo punto c’è la fine del rapporto contrattuale tra i due soggetti.


Il compratore si accorge che il capo era in vendita alla metà del prezzo in un altro negozio. Il compratore capisce di aver fatto un pessimo affare impoverendosi il doppio di quello che avrebbe potuto. Oppure il contrario.

Lo stesso processo vale per la formazione di tuti gli accordi, anche se non contrattuali (il matrimonio, ad esempio). Gli accordi sono processi individuali che portano ad una decisione. Il processo mentale funziona allo steso modo.


Il primo problema del diritto è quello di garantire, attraverso regole e istituti, agli individui che questo processo di formazione della volontà individuale sia un processo LIBERO e PURO, affinché la volontà della persona sia espressa senza influenze esterne (senza imbrogli, minacce): protegge quindi la libertà della decisione.

Il secondo problema subentra nel momento in cui si raggiunge la decisione finale: il diritto deve proteggere tutti gli stipulanti dell’accordo/contratto. Ciò che caratterizza il diritto privato è il riconoscimento della legge alla volontà del privato del potere di produrre un effetto giuridico. La legge riconosce all'accordo l'effetto giuridico di far passare il capo dal venditore al compratore e il compratore a pagare. L'effetto giuridico è l'effetto della volontà del privato: nell’esempio, il trasferimento della proprietà dell’oggetto dal venditore al compratore e il trasferimento del denaro dal compratore al venditore (effetto del contratto di compravendita). Effetti giuridicamente rilevanti sono riconosciuti dalla legge al privato. Tutto ciò avviene legalmente solamente nella libertà del processo decisionale, nella libera espressione della volontà. Una volta che gli effetti giuridici si sono prodotti, il processo è irreversibile.


L'ordinamento privatistico ci lascia decidere gli effetti giuridici (gli accordi e i contratti che possiamo stipulare), ma una volta preso la decisione, il cittadino è responsabile dell'effetto stesso, ognuno è responsabile delle scelte che ha compiuto.

  1. Libertà di decidere per sé

  2. Efficacia giuridica delle proprie decisioni

  3. Responsabilità delle decisioni prese

Un’altra differenza tra soggetto privato e soggetto pubblico è che chi decide facendo parte di un organismo pubblico non è personalmente responsabile della propria decisione, mentre chi prende decisioni che riguardano la propria persona lo è (es. acquisto vestito). Il diritto privato riguarda decisioni individuali, dette sincere perché l’individuo è responsabile della propria scelta; nel diritto pubblico e amministrativo non c'è un'applicazione immediata della propria decisione, perciò è definita insincera.



il contratto


Ciò che differenzia il contratto da altre tipologie di accordi è che questo riguarda rapporti patrimoniali, economicamente rilevanti. Le norme del contratto sono regolate dagli articoli 1321-1469 del CC.

Art. 1321. Nozione.



Il contratto è l'accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale.

Il contratto è l’istituto più importante tra i negozi giuridici e la sua essenza di accordo è volta a produrre effetti giuridici: in questa definizione sono compresi tutti i tipi possibili ed immaginabili di accordo, suscettibile di natura economica. Attraverso il contratto i privati operano sul mercato: è un veicolo degli scambi. Il contratto è volto a realizzare gli interessi di determinate persone attraverso la produzione di effetti giuridici.


Art. 1322. Autonomia contrattuale.
Le parti possono liberamente determinare il contenuto del contratto nei limiti imposti dalla legge.
Le parti possono anche concludere contratti che non appartengano ai tipi aventi una disciplina particolare, purché siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l'ordinamento giuridico.

Autonomia significa che le parti dettano tra loro (auto) una regola (nomos): è espressione della libertà dei singoli di regolare i propri interessi patrimoniali. Le parti possono se stipulare un contratto tipico o atipico, se aggiungere o meno clausole al contratto tipico e quali clausole inserire in un contratto tipico, con chi stipulare il contratto. Il limite per l’inserimento di clausole nei contratti tipici e per la scelta di contratti atipici è che l’interesse volto a realizzare sia meritevole di tutela per l’ordinamento e sia lecito (limite di legge). Ecco la manifestazione della liberà delle parti: il procedimento parte dalla libertà della decisione della stipula del contratto e procede con la libertà della decisione dei dettagli; l’individuo ha la libertà di scegliere se stipulare un contratto: è obbligato a stipularne uno solamente se ha il monopolio di un bene. Fino al 1990 il mondo comunista/socialista non conosceva il contratto (ufficialmente, escludendo il mercato nero); i bisogni delle persone erano regolati dal diritto pubblico: lo Stato (la pubblica amministrazione) concedeva i generi di prima necessità ai privati, secondo le necessità di ciascun nucleo familiare.
Le due regole che questo articolo introduce sono:

  • La limitazione al buon costume dell'applicazione della norma;

  • La parola liberamente implica che le decisioni che prendiamo siano libere. Se il contratto è stato stipulato sotto minaccia, il contratto non è valido. A meno di 18 anni o per eventuale sentenza del tribunale (incapacità legale), la persona non ha la libertà di decidere: questa viene dedotta dall’avverbio “liberamente”, che, legato alla L. 39/1975, stabilisce la maggiore età a 18 anni.

Tra tutti gli accordi possibili, ogni volta in cui il rapporto tocca il patrimonio, ci troviamo di fronte ad un contratto.

Il contratto è quindi il sistema giuridico per dare una disciplina civile alla nostra giornata, per soddisfare i bisogni di vita quotidiana.
30/09/15

L’esistenza di interessi contrapposti tra gli individui fa sorgere la necessità di norme giuridiche: un ordinamento è definito giuridico dal momento in cui questo è volto a risolvere dei conflitti (di interesse) e solo se alla mancata osservanza delle regole corrisponde una sanzione. Nello stato di diritto, il soggetto che esercita il potere è sottoposto alla legge; la legge detta i limiti e l’esercizio del potere. Questo fa cadere l’assolutismo, che aveva caratterizzato l’epoca pre-moderna.

Diritto oggettivo: complesso di norme che sono vigenti in quell’ordinamento giuridico, di com’è organizzata la società in quel momento.

Diritto soggettivo: situazione giuridica in cui si trova un determinato soggetto (persona fisica o giuridica) e ciò che quella persona può fare per soddisfare il suo interesse.

Persona fisica: ognuno di noi che è titolare dalla nascita di situazioni giuridiche soggettive.

Persona giuridica: ente a cui è attribuita la capacità giuridica


05/10/15



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