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Libro bianco

Leghe per uso Odontoiatrico


La scoperta dei rischi connessi con l’uso di metalli non preziosi (Si raccomanda una attenta lettura, è molto interessante, inverosimile quanto e quando si nascondono i fatti di un certo rilievo). Ricordate che comunque il potenziale elettrochimico è presente in tutte le leghe metalliche sia preziose che no, il rame ed il cobalto sono altamente instabili e tossici; “gli interessi a questo mondo sono rivolti solo al business!”
A cura del Dott. G. Ramsteiner Prothésor, Parigi

Prefazione del Dott. A.T. Kuhn

PREFAZIONE





I miei colleghi clinici, in odontoiatria e in chirurgia ortopedica, vedono ogni giorno “de visu” esempi di impianti di metallo nel corpo umano che si sono corrosi e che continuano a farlo. Ricerche approfondite hanno confermato ed esteso questa constatazione.

Tale situazione è per lo meno preoccupante ed è fonte di insoddisfazione, se non altro per motivi estetici.

I miei colleghi odontoiatri non sono certo soddisfatti al pensiero che materiali a basso costo e di qualità dubbia continuano ad essere tranquillamente venduti e usati nella loro professione, mentre il fatto che tali materiali si corroderanno non è un’eventualità ma una certezza assoluta. La relazione documenta in modo ammirevole moli altri esempi.
Il fatto che tanti “bio-materilai” si corrodano è indubbio.

Il mio lavoro, come quello di altri ricercatori in tutto il mondo, consiste nell’individuare i materiali soggetti a corrosione, metterli in evidenza e raccomandare materiali migliori.

Molto è già stato fatto in questo campo, ma è pur sempre vero che fra tutti i metalli solo quelli “ preziosi” danno la certezza di non corrodersi in qualsiasi circostanza, ed è nostro dovere divulgare questa certezza sottolineando per di più che nemmeno l’argento dovrebbe essere incluso in questa categoria.
Mentre è largamente noto che le leghe correnti si corrodono, è tuttora difficile definire le conseguenze biologiche e patologiche di tale corrosione. Non essendo specialista in questo campo, lascio la parola al testo della relazione. Si tratta di un argomento senza dubbio più complesso e indefinito di quanto non lo sia la valutazione dei materiali, poiché una data quantità di un medesimo metallo può causare reazioni completamente diverse da un individuo all’altro. Donde la necessità di ricerche più approfondite in merito, per dissipare talune gravi supposizioni recenti o per confermarle.
L’autore della relazione non adotta una posizione determinante bensì auspica un dialogo. In effetti, anche se la relazione non si sofferma in modo esplicito su questo aspetto, c’è una dimensione non scientifica da non trascurare e cioè il fatto che la realtà non è sempre semplice: talvolta il materiale migliore non è disponibile, come testimoniano pazienti provenienti da certe regioni dell’Europa. A volte il chirurgo deve cercare una via di mezzo tra necessità urgenti e rischi eventuali, e mal definiti, a lungo termine. Anche per l’amalgama per uso odontoiatrico ( senz’altro il più conosciuto fra i “ bio-materiali” ) occorre dire che le riserve espresse in proposito da molti odontoiatri

Vanno contrapposte al fatto evidente che non esiste un materiale adeguato, malgrado gli studi in corso (in cui è impegnato anche l’Institute of Dental Surgery” di Londra).


Il lettore non troverà certo raccomandazioni semplicistiche. Cinicamente taluni troveranno che ciò torna a chi ha interessi in questo settore: liberi di pensarlo poiché è evidente che se un materiale o un gruppo di materiali vengono messi in stato d’accusa qualcuno senz’altro perderà una parte dei suoi profitti. Ma ciò diventa senza importanza quando si pensa all’alternativa. I clinici in ogni settore e noi scienziati che li appoggiamo abbiamo un dovere nei confronti di coloro che affidano a noi la loro vita e il loro benessere. Se scoprissimo che un materiale attualmente usato ha effetti dannosi a lungo termine e nascondessimo tale scoperta, ci perdonerebbero mai questa e le prossime generazioni?

A.T. Kuhn

Capo della sezione della Scienza dei bio-materiali,

Istituto di Odontoitria dell’Università di Londra.

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PREFAZIONE ALL’EDIZIONE ITALIANA

Questo libro bianco, realizzato dal Dr. Ramsteiner per conto di Prothésor Parigi, vede finalmente la luce anche nel nostro paese sotto gli auspici di ProtesOr Italia,

L’Associazione Italiana tra i fabbricanti, commercianti ed importatori di leghe dentali d’oro.
Le ragioni che ci hanno spinto alla pubblicazione sono molteplici, ma ve ne sono due in particolare che giustificano ampiamente questa iniziativa: l’assoluta mancanza di disciplina in materia di leghe dentali e la scarsa informazione che delle stesse hanno sia i consumatori che anche alcuni operatori del settore. Il libro bianco intende rappresentare un contributo a questo importante problema e sarà perciò uno stimolo a discutere le problematiche del settore per una sempre maggior professionalità degli addetti ai lavori e nell’interesse ultimo del consumatore.

ProtesOr Italia

Milano, Maggio 1982

La scoperta dei rischi connessi con l’uso

di metalli non preziosi
Nel Maggio del 1974, il Ministero della Sanità Svedese raccomandò di non usare il nichelio e il cadmio in odontoiatria. In Aprile 1981, l’Ente nazionale svedese per la previdenza sociale PROIBI’ de facto il loro uso nelle leghe per uso odontoiatrico, rifiutando di rimborsare protesi in metalli non preziosi, rimborsando invece soltanto leghe d’oro di alta qualità. Le leghe a base di “cromo-cobalto” sono riservate esclusivamente, per il momento, alle protesi amovibili.

PERCHE’?


Tutte le leghe si corrodono in bocca, ma quelle preziose si corrodono meno. Studi recenti, effettuati da enti scientifici internazionali, precisano la realtà e l’entità della corrosione in bocca, con la conseguenza principale che ne deriva: la diffusione di ioni metallici in tutto l’organismo. Le scoperte fatte sull’importanza biologica dei metalli evidenziano il loro ruolo fondamentale a livello dei processi biochimici rivali. Certuni possono dare luogo, a lungo termine, a gravi rischi per la salute: effetti tossici, allergici, mutageni e cancerogeni.

In Francia, la mancanza evidente di studi e l’assenza quasi totale di una legislazione in materia non fanno che alimentare l’equivoco e, quindi, una controversia favorevole a qualsiasi ambiguità. Gli effetti locali o generali di una lega che si corrode in bocca sono riconducibili ai suoi elementi costitutivi. Quanto alla leghe nichelio-cromo, chi potrebbe oggigiorno asserire l’innocuità biologica del nichelio e di certi suoi compositi? Per vostra informazione, vi proponiamo la sintesi di un rapporto appena presentato alle Facoltà odontoiatriche francesi.


Riassumere senza tradire: una sfida per colui che raccoglie e analizza 650 rapporti. Nell’esposto saranno citati solo alcuni autori. Dalla bibliografia allegata, tuttavia si può dedurre l’ampiezza dello studio.





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