Licei angeloni



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Pensare il futuro




orientamento in gruppo


albero 2


LICEI ANGELONI

A.S 2016-17
Riadattamento da fonte ISFOL



Modulo 1
ACCOGLIENZA

Ci presentiamo

  • FORMAZIONE DEI GRUPPI (5-6-alunni) E SCELTA DEL REFERENTE


  • PREDISPOSIZIONE DEL DIARIO DI BORDO


Ogni alunno avrà un proprio quaderno dove dovrà relazionare sul percorso formativo effettuato.

  • DEFINIZIONE DEI DESIDERI IN FUNZIONE DELLE FUTURE SCELTE PROFESSIONALI

Tempo 1.5 h

Strumento per le attività d’aula

Griglia di analisi delle caratteristiche dei desideri

I partecipanti che, nei sottogruppi, svolgono il ruolo di referenti formulano domande seguendo la griglia di seguito proposta, per facilitare il processo di esplorazione e di ri-lettura dei sogni-desideri in funzione della successiva definizione di un obiettivo professionale.

Possibili aree di esplorazione dei sogni-desideri sono:


  • Le caratteristiche del desiderio

Come è possibile definire il desiderio?

Cosa lo compone?

Quali elementi o fattori lo caratterizzano?


  • Le motivazioni

Perché è importante?

Che “valore” ha questo sogno?

Cosa spinge a desiderare di realizzarlo?


  • Significato

Che origine ha il desiderio?

Come si rapporta alla storia di vita del “sognatore”?




  • Paure e rischi

Quali difficoltà sono legate alla realizzazione?

Cosa ha ostacolato finora la sua realizzazione?




  • Aspettative

Come immagina di diventare il “sognatore” una volta che ha realizzato il desiderio?

Come/in cosa cambierebbe la sua vita?



Ciascun partecipante risponde alle domande sul diario di bordo

ORA COSTRUIMO L’ALBERO DEI DESIDERI

DOVE INCOLLEREMO DEI POST.IT CON IL NOSTRO MESTIERE DESIDERATO
Strumento per le attività d’aula

Il Tabellone “L’albero dei mestieri”

albero 2
aerei
aerei
aerei
aerei
aerei
aerei
aerei
aerei
aerei
aerei
aerei
aerei
aerei
aerei
aerei
aerei



Strumento per le esercitazioni d’aula

Il mio desiderio


IL MIO DESIDERIO E’…










……………………..







Illustra il tuo desiderio professionale su una scheda come questa, indicando i motivi della tua scelta (nelle pagine successive alcuni esempi svolti…)


Strumento per il conduttore

Esempi di pagine del Diario di viaggio: il desiderio professionale e le caratteristiche implicite che potrebbero emergere in fase di consulenza.


IL MIO DESIDERIO E’…





Non essere dipendente


Lavorare con i bambini


Esprimere
la mia creatività




Vorrei gestire
un nido privato





Mettere a frutto una competenza già acquisita


Gestire delle persone


Avere contatti con le persone

IL MIO DESIDERIO E’…


Vorrei essere
pilota di aerei


Andare via da questa città



Maneggiare una macchina sofisticata



Sentirmi libero e lavorare da solo


Il rischio



Conoscere
posti nuovi

Essere in contatto

con la gente




IL MIO DESIDERIO E’…






Lavoro autonomo


Avere a che fare con la moda

Lavorare


nel campo del benessere

Aumentare le mie conoscenze




Vorrei fare
l’estetista

Fare cose

che mi piace fare per me


Modulo 2
IO NEL CONTESTO

Come affrontiamo le situazioni


Esercitazione B


Obiettivi

Le finalità sono:

- Favorire la conoscenza dei partecipanti relativamente alla modalità di lettura, alla reazione emotiva e alle modalità comportamentali nel fronteggiare le situazioni.

- Stimolare il confronto fra le diverse modalità emotive, cognitive e comportamentali che emergono nel gruppo.


Tempo: 1,5 h
Strumenti

  • ALLEGATO 1: La bussola delle emozioni

  • ALLEGATO 2: Le situazioni

  • ALLEGATO 3: Schede delle situazioni (3 per ciascun partecipante)


Modalità
Giocatori e ruoli

Il gioco viene svolto nei gruppi, ma ciascun giocatore partecipa individualmente.

Il docente conduttore gestisce il gioco.
Fase I (tempo: 10’)

Il conduttore introduce l’esercitazione esplicitandone gli obiettivi e le modalità operative: a partire da una situazione immaginaria ma realistica, “costruire” la descrizione più fedele possibile di sé, dei propri comportamenti e del proprio modo di essere, utilizzando la “bussola delle emozioni” e gli esempi di risposta forniti nelle Schede. Le descrizioni così ottenute aiuteranno i membri del gruppo ad analizzare i propri comportamenti e modi tipici di affrontare le situazioni della vita, e a riflettere sulle modalità che le persone possono utilizzare per gestire situazioni complesse. Va evidenziato che si tratta di piccoli eventi “critici” con cui, potenzialmente, ciascuno di noi si confronta quotidianamente e che comportano vissuti emotivi di tipo “negativo” e la necessità di attivare strategie di fronteggiamento più o meno adeguate/efficaci.

Quindi fa predisporre sul diario, ad ogni partecipante, le 3 schede ( ALL. 2). Mostra la bussola delle emozioni sulla LIM, così che possa essere visibile e a disposizione di tutti (ALLEGATO 1).

Fase II (tempo: 20’)

Il conduttore mostra sulla LIM le 24 situazioni proposte in ALLEGATO 3: Le situazioni.

Legge le situazioni trascritte, evidenziando come si tratti di situazioni critiche astratte e che tuttavia possono essere capitate a ciascuno di noi. Invita i partecipanti a pensare a situazioni della loro esperienza reale in cui si sono trovati in difficoltà e, in relazione a ciò, a scegliere 3 situazioni che, tra quelle proposte, sentono più vicine a sé.

Il conduttore invita dunque ciascun partecipante a segnare su ciascuna delle 3 Schede che ha disposizione (ALLEGATO 3: Schede delle situazioni) la situazione scelta e le proprie risposte seguendo le istruzioni riportate sulla scheda.


Fase III (tempo: 20’)

Il conduttore legge la prima situazione-stimolo riportata sulla lavagna e invia i partecipanti che l’hanno scelta a leggere e motivare le proprie scelte.

Il conduttore può facilitare la presentazione delle schede formulando alcune domande aperte, quali: qual è il ruolo giocato dalle emozioni nel determinare l’andamento degli eventi? che rapporto c’è tra le emozioni, le cause individuate e il comportamento adottato? è capitato altre volte qualcosa di simile? ecc.
Fase IV (tempo: 20’)

Si ripete quanto fatto nella fase II per ciascuna delle rimanenti situazioni-stimolo.


Fase V (tempo: 20’)

Il conduttore attiverà, a questo punto, la discussione di gruppo, con l’obiettivo di identificare le diverse modalità di fronteggiamento in termini sia emotivi, sia cognitivi, sia comportamentali, individuando aspetti comuni e discrepanti in relazione alle diverse situazioni e al gruppo.

Nel chiudere l’esercitazione evidenzierà come la scelta della strategia abbia effetti significativi sulla possibilità di gestione e soluzione della situazione, e come queste situazioni astratte possono essere generalizzate a situazioni reali e concrete (ci sono “ricorrenze”? che significato assumono?). Ulteriori riflessioni possono essere dedicate ad ipotizzare come gli elementi emersi possano essere spesi efficacemente nella definizione di un progetto di inserimento professionale.

ALLEGATO 1


Strumento per le attività d’aula

La bussola delle emozioni


ALLEGRIA

COMMOZIONE



LA BUSSOLA
DELLE EMOZIONI

TRANQUILLITÀ

CALMA

SPERANZA

PIACERE

EUFORIA

GIOIA

FELICITÀ

AMORE

ENTUSIASMO

INFELICITÀ

DOLORE

DISPIACERE

ANGOSCIA

SPAVENTO

PAURA

PREOCCUPAZIONE

TRISTEZZA

TERRORE

PANICO

CURIOSITÀ

SORPRESA

STUPORE

DIFFIDENZA

PERPLESSITÀ

IMBARAZZO

VERGOGNA

COLPA

RABBIA

FASTIDIO

ODIO

OSTILITÀ

RANCORE

DISGUSTO

NOIA

INDIFFERENZA

INVIDIA

DELUSIONE

ALLEGATO 2


Strumento per il conduttore

Le situazioni


        1. Sono in riunione e non riesco a comunicare con i miei colleghi

        2. Non riesco a inserirmi nel mio nuovo gruppo di colleghi

        3. Il mio capo mi ha fatto una domanda a cui non so rispondere

        4. Non riesco a trovare un file importante che avevo salvato

        5. Non riesco a completare il lavoro che sto facendo

        6. Non riesco a rintracciare una persona che sto cercando da tempo

        7. Ultimamente mi è capitato di essere stato spesso ripreso sul lavoro svolto

        8. Oggi mi è stato affidato un compito che non mi compete

        9. Sto in viaggio per lavoro e ho superato la cifra che avevo preventivato

        10. Litigo spesso con il mio collega di stanza

        11. Sono a cena fuori con i miei colleghi e mi sto annoiando

        12. Rischio di essere trasferito in una sede lontana

        13. Ho dimenticato di avere un appuntamento

        14. Ho commesso un grave errore durante lo svolgimento del mio lavoro

15. Sto per perdere il treno a causa del prolungarsi di una riunione

16. Dovrei andare ad una mostra ma non riesco a trovare i biglietti



  1. Ho indossato un vestito che non è adeguato

  2. Ho difficoltà a fare accettare le mie idee ai colleghi con cui lavoro

  3. Al lavoro sono stato nominato responsabile di un settore di cui non mi sento esperto

  4. I miei colleghi hanno tentato di screditarmi davanti al capo

  5. Sono arrivato in ritardo ad una importante riunione con il mio capo

  6. I colleghi con cui lavoro sono diffidenti nei miei confronti

  7. Non sono a conoscenza di alcuni cambiamenti importanti sul lavoro

  8. A causa dell’eccessivo impegno sul lavoro ho dimenticato il compleanno di un mio familiare

ALLEGATO 3


Strumento per le attività d’aula

Schede delle situazioni
SITUAZIONE SCELTA
“ ............................................................................................................ ”
1. CHE COSA PROVI?

Rispetto alla situazione che ti è stata appena proposta indica qui di seguito l’emozione prevalente che provi, aiutandoti, se lo ritieni opportuno, con la bussola posta al centro del tavolo. Indica una sola emozione.
…………………………………………
2. PERCHE’ E’ SUCCESSO?

Segna (con una x), tra le 15 voci proposte, quella che maggiormente spiega, secondo il tuo punto di vista, la causa che può aver determinato la situazione. Segna una sola voce.


  • La solita sfortuna

  • Non sono stato aiutato

  • Sono proprio incapace

  • Non ho dato il massimo

  • Era proprio complicato

  • Non mi sono sforzato più di tanto

  • Non sono capace in queste cose

  • Sicuramente non era facile

  • La fortuna non mi ha assistito

  • Non sono stato capace

  • Nessuno mi ha aiutato

  • Non mi sono impegnato

  • Sono molto sfortunato

  • Era molto difficile

  • Nessuno mi ha dato una mano



3. COSA FARESTI?

Segna (con una x), tra le 12 voci proposte, quella che maggiormente si avvicina al tuo comportamento. Segna una sola voce.


  • Mi rassegnerei

  • Cercherei aiuto negli altri

  • Non ci penserei

  • Mi fermerei ad analizzare il problema

  • Chiamerei un amico

  • E’ colpa mia

  • Sono il solito distratto

  • Cercherei di superare l’inconveniente

  • Ignorerei il problema

  • Cercherei le possibili soluzioni

  • Farei finta di nulla

  • Mi farei dare una mano


Modulo 3
IL PROGETTO

Principali dimensioni di analisi:

Analisi dei punti di forza e debolezza, autoefficacia, autonomia, creatività,

decision making, orientamento al cambiamento


Forze in atto


Esercitazione C

Obiettivi


L’esercitazione si propone di:

  • individuare le forze propulsive e le forze frenanti (del partecipante ed esterne) rispetto al perseguimento dell’obiettivo professionale;

  • favorire una lettura dinamica delle risorse/vincoli ed il superamento di resistenze connesse al cambiamento;

  • supportare il partecipante nella ri-definizione di una immagine di sé come persona dotata di risorse individuali e collettive;

  • avvicinare i partecipanti alla metodologia progettuale proposta.

L’esercitazione si basa sull’insieme di feed-back che ciascun partecipante ha ricevuto attraverso gli strumenti di autovalutazione della fase precedente (Come affrontiamo le situazioni).


L’individuazione dei punti di forza e di debolezza viene preceduta dalla definizione dell’obiettivo lavorativo (v. ALBERO DEI MESTIERI), attività che i partecipanti svolgono individualmente con l’eventuale supporto del conduttore.

L’esercitazione parte dall’assunto che le risorse sono a somma variabile e dipendono da: percezioni soggettive, stili di attribuzione, capacità di gestire le relazioni con il contesto, ecc.



Tempo: 1,5 h


Modalità


Fase I: Le forze propulsive e frenanti (tempo: 15’)

Il docente conduttore propone al gruppo dei partecipanti un brainstorming volto ad individuare il tipo di forze che possono entrare in campo nel favorire ed ostacolare la realizzazione degli obiettivi professionali. Obiettivo di questa fase è costruire una mappa, la più articolata possibile, di tutte le forze – positive e negative – potenzialmente in campo nel favorire o inibire la realizzazione di un progetto di (ri)collocazione professionale.

Ad esempio, tra le forze propulsive e frenanti, è possibile includere tutte le risorse e i vincoli legati agli aspetti di carattere economico; alle competenze, ai titoli di studio ed al saper fare; alla disponibilità delle informazioni ed alla loro ricerca (accesso, burocrazie, capacità nell’uso di internet, ...); al luogo in cui si vive /si lavora (mercato del lavoro locale, infrastrutture, ...); alla ricchezza/ristrettezza dei contatti interpersonali /professionali o alla alta/bassa capacità nel gestire strategicamente relazioni; agli aspetti soggettivi e familiari (flessibilità, “eredità” familiari”, ...); e così via.
Per facilitare la produzione di idee il conduttore proverà inizialmente a lavorare su alcuni dei obiettivi presenti sull’albero dei mestieri. Man mano che vengono prodotte le idee il conduttore le trascrive sulla LIM, chiedendo ai partecipanti se siano forze propulsive e forze frenanti. La trascrizione deve essere di tipo generale (se, ad esempio, un partecipante individua quale forza propulsiva per il proprio progetto professionale l’ “avere il papà nell’aeronautica”, il conduttore scriverà “avere un genitore che fa il mestiere prescelto”).
Fase II: La margherita (tempo: 20’)

Ciascun partecipante, sulla base di un’autovalutazione, individua nell’elenco prodotto collettivamente l’insieme delle forze propulsive e frenanti che intervengono sul suo obiettivo professionale: “ce l’ho, ce l’ho, mi manca, …” (allegato 1: La margherita). Quindi, su invito del conduttore, le divide in forze modificabili (su cui posso influire, su cui ritengo utile investire nuove energie in relazione al mio obiettivo professionale) e immodificabili.

Il conduttore chiede inoltre ai partecipanti di valutare l’importanza delle forze in gioco: quali sono quelle più rilevanti ai fini del progetto?

E’ importante che il conduttore specifichi che l’analisi e la valutazione delle forze non va fatta in assoluto ma in relazione all’obiettivo specifico che ciascun partecipante ha individuato per sé; scopo dell’esercitazione è anche proporre un metodo progettuale da poter utilizzare nuovamente in seguito per nuovi-diversi-futuri obiettivi.
Fase III: Forze in Atto (tempo: 25’)

Completato il lavoro individuale, il conduttore riprende l’elenco delle forze individuate nel brainstorming.

Con l’aiuto del gruppo vengono scelte le due forze che i partecipanti avvertono come più difficili da gestire, più critiche per la realizzazione del progetto.

Spiega quindi ai partecipanti il modo in cui verranno trattate: lavorando in sottogruppo dovranno individuare delle strategie per affrontare e risolvere i vincoli costituiti dalle due forze frenanti prescelte.

.
Fase IV: Discussione in plenaria (tempo: 20’)

Il conduttore chiede ai partecipanti di raccontare cosa è avvenuto nei sottogruppi, utilizzando domande del tipo:



  • su cosa si fonda la strategia proposta? (es. valore delle relazioni, tenacia, sinergia tra più elementi, ...)

  • quali altre strategie avete individuato e scartato? perché?

  • avete tenuto/non tenuto conto delle forze propulsive individuate nel brainstorming? hanno rappresentato un risorsa? Sì: in che modo? No: che uso facciamo delle risorse?

Questa fase ha l’obiettivo di favorire l’acquisizione di una metodologia per l’analisi di vincoli e risorse, attraverso un processo di trasposizione delle strategie individuate dai sottogruppi alla situazione-progetto dei singoli partecipanti.
Fase V: Compilazione del Diario di viaggio (tempo: 10’)

I partecipanti riprendono il Diario e – in relazione al proprio obiettivo e alla propria storia – provano ad definire, per ciascuna delle forze frenanti individuate nella fase II, delle specifiche strategie di soluzione (una o più di una). Per ciascuna delle forze propulsive individuate, invece, provano a definire, anche per riferimento alle forze frenanti, delle strategie di impiego/attivazione (allegato 2: Le strategie).

ALLEGATO 1
Strumento per le attività d’aula

La margherita

Di tutte le forze (propulsive e frenanti) individuate dal gruppo, quali senti che ti riguardano?


Le mie forze
Quali di queste forze ti sembrano modificabili (senti cioè di poter fare qualcosa per aumentarle)? E quali invece immodificabili?

Segna, tra tutte le forze interne ed esterne che hai individuato sopra, quelle che ritieni modificabili.


ALLEGATO 2
Strumento per le attività d’aula

Le strategie

Prendi nuovamente in considerazione le principali forze positive e negative che hai individuato.

In sintesi, quali sono le forze più importanti in gioco? Le forze, cioè, su cui è più utile investire energie per realizzare il tuo progetto professionale?

Cosa puoi fare per renderle più funzionali rispetto al tuo progetto?








Le forze positive




le strategie…

(cosa può aiutarmi a tenerle attive o potenziarle? come posso utilizzarle

nel migliore dei modi? come possono contribuire a frenare le forse negative?)

1. ………………………………………………………

















2. ………………………………………………………

















3. ………………………………………………………
























Le forze negative



le strategie…

(cosa può aiutarmi a frenarle o a ridurle? come posso inibire la loro influenza

sul mio progetto?

è possibile cambiare la loro “direzione”?)



1. ………………………………………………………

















2. ………………………………………………………

















3. ………………………………………………………





















SIAMO ALLA FINE DI QUESTA GIORNATA….

I REFERENTI DEI GRUPPI REDIGONO IL VERBALE FINALE
DATA…………………

CLASSE………………………..

ATTIVITA’ SVOLTA (BREVE DESCRIZIONE)
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QUALI COMPETENZE HO MIGLIORATO
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