Liceo scientifico statale "R. Caccioppoli"



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LICEO SCIENTIFICO STATALE “R. CACCIOPPOLI”

(con sezione di Classico-Linguistico-Scientifico opzione Scienze Applicate)

Sede centrale: Via Velleca, 56 – Plesso: Via Sant’Antonio Abate - 84018 SCAFATI (SA)

tel. 081.8633329 fax 081.8567208 e-mail: saps15000v@istruzione.it; www.liceoscafati.gov.it






Piano Triennale dell’Offerta Formativa 2016/19
Approvato dal Consiglio di Istituto nella seduta del 19/01/2016 delibera n.3

Revisione del

INDICE
I. INTRODUZIONE

1. L’Istituto e il territorio

1.1. La città

1.2. Il fiume

1.3. La storia del Liceo

1.4. L’identità culturale

1.5. Il liceo e il contesto territoriale

1.6. La partecipazione degli alunni
2. Dotazioni e strutture
3. Quadro orario e degli insegnamenti (con indicazioni per la valutazione periodica)

II. OFFERTA FORMATIVA


    1. Attività di Accoglienza




    1. Programmazione per ambiti disciplinari (Liceo Classico; Liceo Linguistico; Liceo Scientifico; Liceo Scientifico opzione Scienze Applicate)

    1. Lingua e letteratura italiana

    2. Lingua e cultura latina

    3. Lingua e cultura greca

    4. Lingua e cultura straniera 1

    5. Lingua e cultura straniera 2

    6. Lingua e cultura straniera 2

    7. Storia e Geografia

    8. Filosofia

    9. Matematica

    10. Informatica

    11. Fisica

    12. Scienze Naturali

    13. Storia dell’Arte

    14. Disegno e storia dell’arte

    15. Scienze motorie e sportive



3. Programmazione d’istituto dipartimentale per ambiti disciplinari

3.1 L’offerta formativa

3.2 Lingua e letteratura italiana

3.3 Lingua e cultura latina

3.4 Lingua e cultura greca

3.5 Lingua e cultura straniera

3.6 Storia e Geografia

3.7 Filosofia

3.8 Matematica

3.9 Informatica

3.10 Fisica

3.11 Scienze Naturali

3.11 Disegno e Storia dell’Arte

3.12 Scienze motorie e sportive

3.13 IRC

4. Obbligo d’istruzione e certificazione delle competenze
5. Ampliamento degli orizzonti culturali

5.1 Viaggi d’istruzione

5.2 Visite guidate
III. AMPLIAMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA

1. Attività di Orientamento

2. Educazione alla Salute

2.1 Piano Annuale DSA-BES

2.2 Progetto contro il bullismo

2.3 Handicap



3. Progetti

3.1 Presentazione dei progetti PTOF

3.2 Progetti extra-curriculari

3.3 Premio Caccioppoli

3.4 PremioPanariello

IV. ASPETTI NORMATIVI E ORGANIZZATIVI
4.1 Le funzioni strumentali

4.2 Commissioni

4.3 Scuola in sicurezza

4.4 Direzione Servizi Generali e Amministrativi

4.5 Organigramma

4.6 Consiglio d’Istituto



PREMESSA
Il presente Piano triennale dell’offerta formativa, relativo al Liceo Scientifico “ R. Caccioppoli di Scafati, è elaborato ai sensi di quanto previsto dalla legge 13 luglio 2015, n. 107, recante la “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”;

  • il piano è stato elaborato dal Collegio dei Docenti sulla base degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal Dirigente scolastico con proprio atto;

  • il piano ha ricevuto il parere favorevole del collegio dei docenti nella seduta del 12/01/2016;

  • il piano è stato approvato dal consiglio d’istituto nella seduta del 19/01/2016 con delibera n. 3;

  • il piano, dopo l’approvazione, è stato inviato all’USR competente per le verifiche di legge ed in particolare per accertarne la compatibilità con i limiti di organico assegnato;


Il piano è pubblicato nel portale unico dei dati della scuola al link http://www.liceoscafati.gov.it/images/SAPS15000V/PTOFI.png
ATTO D’INDIRIZZO PER LE ATTIVITÀ DELLA SCUOLA E LE SCELTE DI GESTIONE E DI AMMINISTRAZIONE
1) Le priorità, i traguardi e gli obiettivi individuati dal rapporto di autovalutazione (RAV) e il conseguente Piano di Miglioramento di cui all’art. 6, comma 1, del D. P. R. 28.3.2013 n. 80, dovranno costituire parte integrante del Piano.

2) Nel definire le attività per il recupero ed il potenziamento del profitto e, quindi, nel destinarvi le risorse necessarie, si terrà conto dei risultati delle rilevazioni INVALSI più recenti.

3) Il Piano dovrà fare particolare riferimento ai commi 1-4, 5-7, 14, 10, 12, 15, 16, 28, 29, 31, 32, 33-43, 56-61, 124 dell’art.1 della Legge 107/2015.
A tal proposito si evidenzia quanto segue:

- All’interno di un contesto che segnala necessità di interventi ordinari e straordinari, in tempi medi e medio lunghi, la competenza dei quali, al momento attuale, pare essere in fase di ridefinizione istituzionale, si terrà comunque conto delle seguenti priorità:



      • ampliare, adeguare e ottimizzare l’infrastruttura di rete e diffondere la digitalizzazione;

      • realizzare ambienti di apprendimento innovativi;

      • Potenziare le attività di orientamento in ingresso e in uscita;

      • Migliorare le attività di recupero e di potenziamento destinate agli studenti.

- Per ciò che concerne i posti di organico, comuni e di sostegno, il fabbisogno per il triennio di riferimento sarà definito sulla base dell’organico assegnato per l’anno scolastico 2015-16 ma evidenziando le opportune e necessarie integrazioni che permettono di garantire il dovuto livello di qualità del servizio reso all’utenza.

- Per ciò che concerne i posti di potenziamento, il fabbisogno sarà definito: in coerenza con il RAV e in relazione ai progetti ed alle attività contenuti nel Piano. Nell’ambito dei posti di potenziamento sarà accantonata preliminarmente metà posto del docente della classe di concorso necessaria per il semiesonero del primo collaboratore del Dirigente (A037).

- Nell’ambito delle scelte di organizzazione, saranno previste le figure del Responsabile di Dipartimento e del Coordinatore di Classe quali punti di riferimento essenziali, per l’utenza interna e esterna, secondo il modello gestionale della leadership distribuita. . È già attivo il Comitato Scientifico di cui al DPR 89/10 con la struttura ritenuta più funzionale per lo stesso.

- Sempre nel suddetto ambito esistono i Dipartimenti i cui lavori saranno guidati dal Presidente di Dipartimento che opererà in stretta collaborazione con lo Staff di Dirigenza. I Presidenti di Dipartimento, inoltre, fanno parte del Comitato Scientifico, espressione del Collegio dei Docenti e comprendente anche le Funzioni Strumentali, elette dal Collegio stesso.

- Per ciò che concerne i posti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario il fabbisogno è definito, in assenza di nuove indicazioni, in relazione a quello dell’anno 2015-16.

- Per ciò che concerne l’Alternanza Scuola - Lavoro occorrono nuove collaborazioni con aziende, associazioni e dipartimenti universitari per dare continuità al progetto, così come indicato dalla normativa vigente, tenuto conto che il numero delle classi impegnate crescerà fino alla completa messa a regime del triennio (prevista con l’a.s. 2018/19).

- Per ciò che concerne la formazione in servizio dei docenti, quantomeno per la parte organizzata direttamente dal Liceo, essa dovrà essere coerente con il RAV, con la normativa vigente, (in modo particolare in materia di tutela della salute e della sicurezza), e con quanto possa emergere in itinere quale fabbisogno formativo. In attesa di più precise, eventuali, indicazioni il monte ore previsto non sarà inferiore a 20 ore annuali, fino ad un massimo di 40, comprensive della formazione organizzata dall’Istituto e da altre opportunità formative esterne a scelta del singolo docente. In generale, è necessario sviluppare e valorizzare le risorse umane, secondo più linee d’azione: formazione, raccolta, valorizzazione delle competenze e promozione di forme di reale collaborazione tra i docenti.

- I criteri generali per la programmazione educativa, per la programmazione e l'attuazione delle attività parascolastiche, interscolastiche, extrascolastiche, già definiti per l’anno scolastico 2015-16 dal Consiglio d’Istituto e recepiti nel POF del medesimo anno, risultano ancora coerenti con le indicazioni di cui ai precedenti punti per cui potranno essere inseriti nel Piano.

- Occorre implementare ove non ancora fatto e sviluppare in tutte le aree la digitalizzazione, da un duplice punto di vista: migliorare l’infrastruttura tecnologica e migliorare, di conseguenza, l’ambiente di apprendimento, anche per favorire la sperimentazione di didattiche innovative. L’obiettivo finale è quello di ridurre il divario detto digital divide tra studenti (digital natives) e docenti (digital immigrants) e promuovere negli studenti un uso consapevole e sicuro delle tecnologie.

- Altro punto centrale nel nell’azione quotidiana del Liceo è (e sempre più sarà) sostenere i processi di inclusione e differenziazione, intesi come la capacità di accoglienza degli alunni con Bisogni Educativi Speciali, compresi gli allievi stranieri e quelli in situazione di difficoltà e/o svantaggio, ma anche come valorizzazione delle eccellenze e del merito. In questo quadro si richiama la già citata priorità di rivedere, potenziare e rendere più flessibili le attività di recupero delle carenze scolastiche degli studenti e di ampliamento/approfondimento per gli allievi con rendimento scolastico particolarmente positivo.

- La realtà sociale del nostro territorio e la storia del “Renato Caccioppoli” pongono poi l’esigenza di sviluppare negli studenti lo sviluppo delle competenze chiave di cittadinanza e delle competenze chiave per l’apprendimento permanente, in riferimento alla Raccomandazione del Parlamento Europeo del 2006.

- Emerge infine la necessità di potenziare l’orientamento degli studenti in ingresso e in uscita dall’Istituto anche attraverso la collaborazione stretta e costante con gli istituti secondari di primo grado del territorio (progettazione condivisa) e con i dipartimenti universitari disponibili al dialogo.

4) Il Piano dovrà fare particolare riferimento alla nuova mission dell’Istituto, come è stata delineata nel PTOF, che mantiene la consolidata attenzione all’accoglienza al singolo studente, caratteristica peculiare del nostro Liceo, e nel contempo presta una sempre maggiore attenzione alla dimensione qualitativa degli apprendimenti, anche dal punto di vista dei collegamenti trasversali tra le discipline e dal punto di vista meta – cognitivo.

5) I progetti e le attività in ordine alla didattica e al supporto all’organizzazione, sui quali si pensa di utilizzare l’organico del potenziamento, devono essere coerenti con l’analisi condotta nel Rapporto di Autovalutazione.

6) Per tutti i progetti e le attività previste nel Piano devono essere indicati, già nelle Schede di presentazione, i livelli di partenza sui quali si intende intervenire, gli obiettivi cui tendere nell’arco del triennio di riferimento, gli indicatori quantitativi e/o qualitativi utilizzati per rilevarli. Gli indicatori saranno di preferenza quantitativi, cioè espressi in grandezze misurabili, oppure qualitativi ma fondati su descrittori non ambigui di presenza/assenza di fenomeni, qualità o comportamenti ed eventualmente della loro frequenza.

7) Il Piano dovrà essere predisposto a cura della Funzione Strumentale a ciò designata, all’interno di un percorso di ascolto e condivisione con tutti gli stakeholders, con il supporto di un Gruppo di Lavoro ad hoc, già individuato dal Collegio dei Docenti.



I. INTRODUZIONE
1.L’ISTITUTO E IL TERRITORIO
1.1 LA CITTÀ
La città di Scafati ha origini antichissime: in età romana era parte dell’ager pompeianus, come testimoniano le numerose e notevoli ville nonché i monumenti funerari ritrovati lungo la via romana che congiungeva Pompei e Nocera e che, seguendo il percorso dell’attuale SS 18, attraversava il territorio comunale superando il fiume con un ponte.

Dopo la disastrosa eruzione del 79 d.C. che seppellisce tutta la zona di Pompei, nella storiografia locale tutta la campagna dell'Ager Nucerinus viene associata alla medesima sorte delle campagne pompeiane, ma in realtà i ritrovamenti effettuati nella zona dimostrano che essa costituì una via di scampo, creando dopo qualche tempo i presupposti per la continuazione della vita all’esigua popolazione che era riuscita a mettersi in salvo.



La vita economica riprese e la produttività agricola ebbe un notevole incremento; successivamente la valle gravitò nell'area bizantina, poi il territorio di Scafati fu assegnato al ducato di Napoli infine, nella prima metà del XII secolo, vi fu l'avvento della dinastia normanna. 

Nel medioevo la città si espande sempre più lungo il fiume che influenza anche la scelta del nome, derivato dalle ‘scafe’ utilizzate per attraversarlo. In realtà il toponimo è già presente nel 1068, in un Diploma di Roberto il Guiscardo: “in toto Principatu Salernii a fluvio qui dicitur Siler usque ad flumen Skifati”; il primo documento che invece ricorda l’insediamento, che si consolida sempre più a partire dal XIII secolo, è del 1107. Tale documento attesta che l’insediamento sorge attorno alla Torre eretta nel sec. X a difesa dai pericoli esterni, nei pressi del ponte accanto al fiume, di cui si conserva memoria imperitura in una delle favole del Pentamerone di Basile.

Nella seconda metà del sec. XVI sorsero, nei pressi dell’attuale piazza centrale, le paratie volute dal Conte di Celano della famiglia dei Piccolomini il quale, incurante del dissesto idrogeologico causato, deviò il fiume per sfruttare le acque a beneficio dei propri mulini ed opifici. La terra, fino ad allora sana ed ubertosa, si tramutò in un pantano insalubre e maleodorante, le campagne si spopolarono, la popolazione si ridusse notevolmente.

Fu solo l’accorta politica di sviluppo agricolo-industriale voluta dai Borbone a segnare, qualche secolo dopo, la rinascita della città: la bonifica delle terre attuata da Francesco II con il convogliamento delle acque in un nuovo corso, l’installazione del Polverificio (trasformato con l’unità d’Italia in Istituto Sperimentale dei Tabacchi), le industrie manifatturiere collegate alla produzione di fibre tessili, la rinata agricoltura fecero di Scafati un centro attivo nell’economia regionale.

Tale essa è rimasta: ancora oggi Scafati dà testimonianza della sua vitalità con un’economia diversificata che unisce all’alta produttività delle terre innumerevoli iniziative industriali ed artigianali, vivacità d’ingegno, ricchezza culturale ed impegno civile di cui è prova la Medaglia d’oro conferitale, per la strenua difesa del ponte sul Sarno contro i Tedeschi, nel 1943.
1.2 IL FIUME
Un filo doppio lega la città al suo fiume e l’una si riflette nell’altro indissolubilmente. Come in un gioco di specchi, anche il corso d’acqua per lunghi secoli, tra medioevo ed età moderna, ha assunto, in una delle sue metamorfosi, il nome della città : Scafato o Scafata.

Scafati è quindi figlia del fiume: le case si sono addensate nel luogo dove, in età romana, un ponte e quindi una chiatta hanno sempre collegato due parti della Campania, lungo un asse vitale per i commerci tra Nord e Sud della Penisola.

Nell’antichità le numerose ville del ricco hinterland pompeiano sfruttavano sistematicamente la fertilità dei terreni scafatesi, cantati, insieme al fiume, già nell’Eneide di Virgilio. Alle prime luci del Medioevo, tra le selve che avevano invaso i campi dalle pendici del Vesuvio alle rive del fiume, nasce l’odierna città a servizio di precari collegamenti lungo un labile confine segnato dalla via d’acqua. Il fiume fa da motore della storia cittadina, nel bene e nel male. Grazie ad esso, si potrà erigere a San Pietro, con il tufo grigio (ottima pietra usata sia dai Romani che per i palazzi rinascimentali di Napoli) cavato presso le tufare tra Sarno e Nocera, il monastero cistercense voluto nel Duecento da Carlo d’Angiò, per ringraziare la Madonna per la conquista del Regno.

Il fiume ha dato la vita alla città ma, dal ’600, ha anche determinato povertà, morte e spopolamento. A causa di nuovi canali e palizzate che i feudatari installavano sulle sponde per alimentare mulini e gualchiere si generò un disastroso mutamento delle condizioni idrogeologiche di tutta la pianura con la formazione di paludi e in certi punti si ebbe un completo spopolamento dei fertili campi, divenuti ormai pantani infestati dalla malaria. L’acqua, come per un esorcismo, si trasformò in liquido salvifico nel vicino Santuario di Bagni, meta di pellegrinaggio nei giorni dell’Ascensione, dove si venera una delle sette Madonne sorelle della tradizione campana,. Ancora il corso d’acqua permetterà, nell’Ottocento, l’impiantarsi di opifici industriali che muteranno radicalmente l’assetto della città aprendo nuovi scenari di sviluppo socio-economico per Scafati, che diverrà uno dei centri principali dell’area.

Nella Terra del Sarno, Scafati è la città del fiume per antonomasia, l’unica ad essere attraversata da esso. Come due entità in simbiosi, il centro urbano e il corso d’acqua potranno sopravvivere, senza perdere l’anima e l’identità, finché entrambi potranno scambiarsi la linfa vitale: l’uomo con la sua opera instancabile, il fiume con le sue inesauribili risorse. Il nostro presente fa presagire, purtroppo, un futuro diverso.
1.3 LA STORIA DEL LICEO
Il Liceo Scientifico di Scafati è stato istituito nell’anno scolastico 1970/71 come sezione staccata del Liceo di Pagani. Inizialmente, dato l’esiguo numero di studenti, è stato ubicato in aule reperite fortunosamente, successivamente, nell’anno scolastico 1971/72, l’Amministrazione Provinciale di Salerno ha messo a disposizione del Liceo l’edificio sito in via Martiri D’Ungheria trav.sa Falanga n.17, che è stato adattato alle esigenze di una istituzione scolastica formata da un numero di alunni abbastanza contenuto.

L’incremento della popolazione scolastica nel corso degli anni ha determinato l’autonomia, nel luglio del 1977, del Liceo Scientifico di Scafati, pertanto, nell’a.s. ‘77/’78, l’istituto funzionava in piena autonomia con tre corsi completi A – B – C.

Nello stesso anno veniva attivata anche la sede centrale sita in via Martiri D’Ungheria n.187: si trattava ancora una volta di un edificio per civili abitazioni riadattato a scuola, con spazi assolutamente inadeguati allo svolgimento delle normali attività didattiche e con una situazione di assoluta precarietà sul piano della sicurezza personale degli alunni e degli operatori scolastici.

Nel prosieguo degli anni il Liceo ha visto costantemente crescere la popolazione scolastica per cui, nell’a.s. ‘86/’87, è stata istituita una prima succursale nei locali di proprietà dell’Amministrazione Provinciale di Salerno siti in via martiri d’Ungheria, traversa Falanga. L’istituzione della succursale ha consentito di alleviare la pressione della popolazione scolastica ma non di svolgere attività didattica completa di sussidi e strutture quali laboratori, biblioteca, palestra adeguata e quant’altro. Nell’a.s. 93/94 erano attivi nel Liceo di Scafati cinque corsi completi: A-B-C-D-E, nell’a.s. successivo si è verificato un deciso incremento delle iscrizioni, per cui sono stati istituiti due nuovi corsi: F e G ed è stata aperta una terza succursale, sita nella traversa Cozzolino. L’a.s. 95/96 ha visto migliorare lievemente la situazione dell’edilizia scolastica, in quanto è stata attivata una sola succursale in via S.A. Abate e quindi gli studenti sono stati dislocati in due plessi. Nell’anno scolastico 2001/2002 è stata inaugurata la nuova sede del liceo.

Nell’anno scolastico 2004/05 il Collegio dei docenti e il Consiglio d’Istituto, con unanime approvazione, hanno deciso di intitolare il Liceo di Scafati a Renato Caccioppoli in memoria dell’insigne matematico napoletano. L’8 giugno 2005 Preside e docenti hanno organizzato un Convegno:“ La figura di Renato Caccioppoli tra scienza, cultura e società ”, a cui sono state invitate figure insigni della cultura napoletana ed esponenti di rilievo delle istituzioni politiche e culturali campane, oltre che ex alunni, attualmente figure eminenti della comunità dell’area geografica. Gli interventi sono stati intervallati da letture di alunni tratte da riviste, saggi e studi di noti autori sull’Illustre matematico. Al Convegno è seguita nel pomeriggio la proiezione del film del regista Martone: “Morte di un matematico napoletano” e un momento di riflessione sul film a cui hanno partecipato ex allievi del Caccioppoli, docenti, alunni, genitori e ogni altra componente scolastica.

Negli ultimi anni si è verificato un ulteriore incremento delle iscrizioni, dando così vita ad un polo liceale che accoglie dall’a.s. 2007-2008 il Liceo Classico, dall'a.s 2012-2013 il Liceo Linguistico e il Liceo Scientifico opzione Scienze applicate. La presenza dei quattro indirizzi che hanno arricchito l’offerta formativa ha determinato, parallelamente, un incremento tale del numero delle iscrizioni, da rendere insufficienti le sedi attualmente in uso e determinando la necessità di individuarne nuove per accogliere adeguatamente la sempre crescente platea scolastica. Attualmente perdurano considerevoli problemi logistici.

Nonostante le varie difficoltà, il Liceo di Scafati svolge azione didattico-educativa con il massimo impegno di tutte le componenti, consapevole di costituire un punto di riferimento importante nella geografia socio-culturale del territorio di Scafati e del suo hinterland.
1.4 COLLABORAZIONE CON GLI ENTI TERRITORIALI
Il nostro Liceo collabora con associazioni ed Istituzioni presenti sul territorio, proponendosi come una vera e propria impresa culturale, capace sia di essere referente di iniziative esterne che di mettere in campo, autonomamente, manifestazioni rivolte alla crescita culturale e sociale dell’intera cittadinanza. In tale ottica attua iniziative in collaborazione con l’ Università degli Studi di Salerno, l’Assessorato alle politiche sociali, con la Consulta Comunale per la pace, la Biblioteca comunale “F. Morlicchio”, con il CIPIA (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti) e con tutte le associazioni che favoriscono la diffusione dei valori della solidarietà, della non violenza e della tolleranza.

Inoltre sono attive collaborazioni con il Piano di Zona, col il Centro SINAPSI di Cava dei Tirreni, l’ASL Salerno 1 e con il Distretto Sanitario 61 Angri-Scafati. Tali collaborazioni sono volte a garantire, in sinergia con la scuola, un adeguato supporto agli studenti con difficoltà relazionali e di apprendimento e per progetti relativi alla salute.


1.5 L’IDENTITÀ CULTURALE
La scuola, nella società contemporanea, è chiamata a svolgere un nuovo ruolo. Infatti, non è più l’unico luogo della trasmissione dei saperi poiché lo sviluppo della tecnologia multimediale consente l’accesso rapido ed immediato ad informazioni che, in tempi reali, mettono l’individuo in condizione di conoscere le elaborazioni del pensiero, lo stato dell’economia e le recenti scoperte in campo scientifico con le conseguenti applicazioni tecnologiche. La scuola non può però proporsi di rincorrere la rapidità con cui i saperi mutano bensì deve costituire il luogo della pausa, della riflessione critica, recuperando la dimensione dell’approfondimento anche attraverso un nuovo modo di intendere le discipline di studio che costituiscono, nel loro insieme, una rete complessa.

La dimensione della complessità chiama la scuola ad un compito arduo per formare individui che sappiano maturare una sensibilità verso la difesa dell’ambiente in cui vivono, una disponibilità a comprendere gli altri e ad accoglierli, una attitudine verso la solidarietà e la sobrietà, intesa come una scelta di vita che sappia intrecciare dignità e aspirazione alla felicità. Dalle ore trascorse a scuola i giovani, coinvolti in ritmi frenetici di vita, devono imparare ad imparare durante tutto l’arco di vita, devono essere pronti ad affrontare i cambiamenti, attraverso una mentalità flessibile, aperta alle novità e alla ricerca, capace di mettersi continuamente in discussione, anche in relazione alla flessibilità del mondo del lavoro.



In questo contesto generale il Liceo Scientifico “Renato Caccioppoli” di Scafati intende finalizzare la propria opera educativa alla acquisizione di strutture culturali di base necessarie per lo sviluppo delle capacità di capire, scegliere, fare, sia per permettere ai giovani di vivere consapevolmente il proprio quotidiano sia per progettare il futuro. In un mondo in cui sembra diventata opaca proprio la capacità di sperare, la scuola deve ricostruire un orizzonte di fiducia che ai giovani sembra mancare; in un mondo in cui l’oblio ha invaso uomini e cose e “sembra entrato a far parte della catena alimentare”, il Liceo intende ricostruire il senso del passato attraverso un impianto formativo che riconosca il valore di tutto ciò che appartiene alla nostra storia, piccola o grande, e alla nostra cultura, non per una operazione grettamente campanilistica ma per consentire le relazioni interculturali. Solo se la scuola promuove la capacità di interrogarsi sulla realtà e sulle sue contraddizioni, solo se la scuola promuove la capacità di guardare, con curiosità umana e culturale, potrà essere ricostruita una nuova cittadinanza, basata sulla nonviolenza e sulla eliminazione delle ingiustizie. 
Il Liceo e il contesto territoriale
Negli ultimi anni nel territorio di Scafati e in quello delle zone limitrofe si è verificata una massiccia immigrazione dai paesi extra UE. Per questo si rende indispensabile un’azione educativa tesa all’integrazione, possibile solo attraverso la conoscenza e lo studio delle diverse culture di provenienza, in uno spirito di rispetto e di tolleranza. Il nostro Liceo opera in un territorio in cui il rischio della diffusione della camorra è sempre presente e in cui convivono micro e macroillegalità che ci inducono a ritenere prioritaria l’educazione alla legalità attraverso la conoscenza approfondita dei meccanismi del potere camorristico e attraverso l’instaurarsi di un clima didattico ed educativo basato sul rispetto, sul senso di responsabilità, sulla collaborazione. Inoltre, il massacro dell’ambiente che ha nell’inquinamento del fiume Sarno la sua più drammatica evidenza rende necessaria una formazione ecologica volta alla salvaguardia dell’ambiente. Infine, la nostra è anche una zona ricca di beni culturali che i giovani devono conoscere e amare come testimonianze del proprio passato e come prospettive per il proprio futuro.
1.6 LA PARTECIPAZIONE DEGLI ALUNNI
Il nostro Liceo, nell’ambito dell’offerta formativa extra-curriculare, riconosce il valore e l’importanza dell’aggregazione spontanea dei giovani sulla base di interessi comuni quali musica, politica, sport …. Si tende, pertanto, a creare uno spazio polifunzionale, offrendo nuove opportunità di utilizzo delle strutture scolastiche in orario extra-curriculare, qualificandole come luoghi per incontri, assemblee, manifestazioni culturali ed ogni altra attività che sia di stimolo alla socializzazione e alla crescita degli alunni, perché la scuola sia, oltre che luogo di istruzione, anche luogo di formazione e di autoformazione attraverso l’ascolto, spazio di animazione e confronto per il miglioramento nella comunicazione.

L’organizzazione scolastica favorisce inoltre le condizioni affinché gli alunni accettino ruoli di rappresentanza negli Organi Collegiali e nella Consulta provinciale degli studenti, nonché, in virtù della legge 107/15, nel comitato di valutazione dell’Istituto, cosicché siano promotori di iniziative in ambito scolastico ed extrascolastico, coltivino il gusto ad essere portavoce di idee, proposte, contributi operativi, nella consapevolezza che la loro generazione sarà chiamata a costituire il ricambio della futura classe dirigente. 



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