L’identita’



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22.05.2018
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L’IDENTITA’


ENTRARE NEL PERIODO ADOLESCENZIALE ED USCIRNE COSTITUISCONO MOMENTI DI FORTE CAMBIAMENTO. IN QUESTO PERIODO MOLTE CERTEZZE CONSOLIDATE

SONO MESSE IN DISCUSSIONE PERCHE’IMMAGINARE IL PROPRIO FUTURO E PREPARARSI ANCHE AD AFFRONTARLO PUO’RISULTARE PARTICOLARMENTE DIFFICILE.

E’IN QUESTE CIRCOSTANZE CHE RISULTA IMPORTANTE IL RAGGIUNGIMENTO DI UNA NUOVA STABILITA’ E CONTINUITA’ PERSONALE, NECESSARIA PER POTER PRENDERE DECISIONI CONSAPEVOLI SULLA PROPRIA VITA FUTURA. TALE STABILITA’ CORRISPONDE AL SENTIMENTO DI IDENTITA’ PERSONALE.

ERIKSON USO’ PER LA PRIMA VOLTA IL TERMINE IDENTITA’ DELL’IO (EGO-IDENTITY) E POI DI IDENTITA’:



LA DOTAZIONE BIOLOGICA, L’ORGANIZZAZIONE E L’ESPERIENZA PERSONALE E L’AMBIENTE CULTURALE, CONTRIBUISCONO A DARE SIGNIFICATO, FORMA E CONTINUITA’ ALL’ESISTENZA UNICA DI CIASCUNO. COME GIA’ SAPPIAMO, ERIKSON CONCEPI’ LA VITA DI UN INDIVIDUO COME UNA SUCCESSIONE DI FASI AD OGNUNA DELLE QUALI E’ASSEGNATA UNA FUNZIONE EVOLUTIVA DI NATURA PSICOLOGICA. L’ADOLESCENZA HA PER COMPITO L’ACQUISIZIONE DI UN’IDENTITA’ COERENTE vs

LA DIFFUSIONE DI IDENTITA’.

L’IDENTITA’ E’ UNA NUOVA ACQUISIZIONE, MA ANCHE LA RICAPITOLAZIONE DELLE ACQUISIZIONI RAGGIUNTE NELLE TAPPE PRECEDENTI DELLO SVILUPPO.


L’ACQUISIZIONE DI IDENTITA’ COMPORTA:

  1. IL RAGGIUNGIMENTO DI UNA

PERCEZIONE MATURA DEL TEMPO, A CUI E’LEGATA LA CAPACITA’ DI PREFIGURARSI LE REALIZZAZIONI ED IN CUI SI ESPRIME LA FIDUCIA DI BASE SPERIMENTATA NELLE PRIME FASI DI VITA.

  1. LA CERTEZZA STABILE NELLA PERCEZIONE DI SE’(COTRAPPOSTA AL DUBBIO ED ALLA PREOCCUPAZIONE OSSESSIVA SULLA PROPRIA IDENTITA’), IN CUI SI ESPRIME IL SENTIMENTO DI AUTONOMIA SVILUPPATO NELL’INFANZIA.

  2. L’ASSUNZIONE E LA SPERIMENTAZIONE DEI RUOLI SENZA CADERE IN DEFINIZIONI NEGATIVE DI SE’E NELLA RIATTIVAZIONE DEL SENSO DI COLPA SPERIMENTATO ALLA FINE DELL’INFANZIA.

  3. LA CAPACITA’DI SENTIRSI ADEGUATI DAL PUNTO DI VISTA PRODUTTIVO IN CONTRAPPOSIZIONE AL TIMORE PARALIZZANTE NEI RIGUARDI DEL LAVORO ADULTO , IN CUI SI RIATTIVA IL SENTIMENTO DI INFERIORITA’, PROPRIO DELL’ETA’SCOLARE.

  4. L’ACQUISIZIONE DI UN’IDENTITA’

SESSUALE DEFINITA E STABILE.

  1. LA CAPACITA’DI UN CONFRONTO CON L’AUTORITA’O ASSUNZIONE DI AUTORITA’

  2. LA DEFINIZIONE DI UN ORIENTAMENTO CONSAPEVOLE NEI PROPRI IDEALI PERSONALI E SOCIALI.


MARCIA, UNO PSICOLOGO CLINICO FORMATOSI ALL’OHIO STATE UNIVERSITY ED AL MASSACHUSSETS MENTAL HEALTH CENTER DI BOSTON, HA DEDICATO GRAN PARTE DELLA SUA CARRIERA A STUDIARE IL PROCESSO DI COSTRUZIONE DI IDENTITA’, PARTENDO DAL COSTRUTTO TEORICO ERIKSONIANO.

L’OSSERVAZIONE DELLE DIVERSE MODALITA’ CON CUI GLI INDIVIDUI STUDIATI, (TUTTI VERSO LA FINE DELL’ADOLESCENZA), AFFRONTAVANO IL PROBLEMA DELL’IDENTITA’ SPINSERO MARCIA A POSTULARE QUATTRO STATI DELL’IDENTITA’, SULLA BASE DEI DUE FATTORI DI CRESCITA: L’ESPLORAZIONE/CRISI E L’IMPEGNO.


L’ESPLORAZIONE RIGUARDA COME E QUANTO L’INDIVIDUO HA INDAGATO E SPERIMENTATO CREDENZE E DIREZIONI DI CRESCITA DIVERSE
L’IMPEGNO SI RIFERISCE ALLA SCELTA DI UNA TRA LE VARIE ALTERNATIVE CHE IL SOGGETTO PERCEPISCE DISPONIBILI NEI DIVERSI AMBITI VITALI.

GLI STATI DI IDENTITA’ POSSONO ESSERE:

ACQUISIZIONE DELL’IDENTITA’, MORATORIUM, BLOCCO DELL’IDENTITA’, DIFFUSIONE.
CHI HA ACQUISITO L’IDENTITA’ HA MESSO IN ATTO UN’ESPLORAZIONE SIGNIFICATIVA DELLE ALTERNATIVE PRESENTI NEI DIVERSI AMBITI VITALI ED HA ASSUNTO IMPEGNI SERI.
CHI SI TROVA NELLO STADIO DEFINITO MORATORIUM E’ ANCORA NELLA FASE ESPLORATIVA DELLA PROPRIA ESPERIENZA: GLI IMPEGNI NON SONO ANCORA ASSUNTI IN MANIERA NETTA, MA E’ PRESENTE UNO SFORZO NOTEVOLE PER RAGGIUNGERE TALE SITUAZIONE.
CHI E’ IN UNO STATO DI BLOCCO DELL’IDENTITA’ E’ NOTEVOLMENTE IMPEGNATO IN ALCUNI AMBITI (ES. PROFESSIONALE, IDEOLOGICO, RELIGIOSO), MA SENZA AVER EFFETTUATO ALCUNA ESPLORAZIONE DELLE ALTERNATIVE DISPONIBILI. E’ COME SE AVESSE MANTENUTO LE IDENTIFICAZIONI ED I VALORI PRECEDENTI SENZA METTERLI IN DISCUSSIONE.
CHI SI TROVA, NELLO STATO DI DIFFUSIONE DELL’IDENTITA’ HA EFFETTUATO VARI TENTATIVI DI ESPLORAZIONE, MA SEMPRE IN MODO SUPERFICIALE. VI E’ IN QUESTO CASO ASSOLUTA MANCANZA DI IMPEGNO.
NON SI PUO’ TUTTAVIA SOSTENERE CHE IL MODELLO DEGLI STATI DI IDENTITA’ CORRISPONDA AD UNA TEORIA DELLO SVILUPPO DELL’IDENTITA’, MA DA STUDI DI ORDINE EMPIRICO E DA ALTRI TEORICI, EFFETTUATI SUCCESSIVAMENTE, SI DEVE RITENERE CHE LA MAGGIOR PARTE DEI SOGGETTI COSTRUISCE UNA PROPRIA”IDENTITA’ IMPERFETTA”, CIOE’ UNA IDENTITA’ IN EQUILIBRIO TRA I DIVERSI STATI INDICATI DA MARCIA.

L’ETA’ ADOLESCENZIALE CONOSCE, DUNQUE, DIVERSI MOMENTI DI ESPLORAZIONE/CRISI CHE POSSONO RISOLVERSI, O MENO A SECONDA DELL’ORIENTAMENTO ASSUNTO DALL’INSIEME DELLE FORZE IN GIOCO, NELLA COSTRUZIONE DI UNA COMPONENTE RILEVANTE DELL’IDENTITA’DEL SOGGETTO.

L’INDIVIDUO, IN VARI PERIODI, E’POSTO DI FRONTE A DIVERSE ALTERNATIVE E DEVE SCEGLIERE ASSUMENDO UN IMPEGNO PRECISO (MODELLO FOCALE DI COLEMAN).

E’IMPORTANTE CHE GLI ADOLESCENTI POSSANO AFFRONTARE I PROBLEMI, ANCHE QUELLI PIU’ GRAVI, POCHI PER VOLTA, IN SUCCESSIONE.

L’ETA’ ADOLESCENZIALE OCCUPA GRAN PARTE DELLA SECONDA DECADE DELLA VITA.

MOLTI CAMBIAMENTI POSSONO AVER LUOGO IN TALE PERIODO, DANDO LA POSSIBILITA’ AL SOGGETTO CHE LI VIVE, DI RECUPERARE LA PROPRIA FORZA PSICOLOGICA DOPO OGNI EPISODIO DI COINVOLGIMENTO EMOTIVO PIU’INTENSO E DI AFFRONTARE LA DIFFICOLTA’

SUCCESSIVA.

IL DOVER FAR FRONTE AD UNA MOLTEPLICITA’ DI PROBLEMI CONTEMPORANEAMENTE RISCHIA DI RENDERE LA SITUAZIONE NON RISOLVIBILE.



L’IMMAGINE DI SE’

L’IMMAGINE DI SE’ CONSISTE NELLA DESCRIZIONE DI SE’ FORNITA DALL’INDIVIDUO: E’ L’ ASPETTO COSCIENTE DELL’IDENTITA’.


ESSA REGOLA L’AUTOSTIMA, L’AUTOEFFICACIA( CIOE’ L’IDEA DI ESSERE IN GRADO DI COMPIERE UN’ATTIVITA’, DI SEGUIRE UN MODELLO), L’ASPETTATIVA DI ESSERE ACCOLTO ED APPREZZATO DAGLI ALTRI, LA SODDISFAZIONE DI SE’, PIUTTOSTO CHE L’EMERGERE DI SENTIMENTI DI INADEGUATEZZA.

COOLEY SOSTIENE CHE IL SE’ E’ UNA COSTRUZIONE SOCIALE CHE IMPLICA L’INTERIORIZZAZIONE DEGLI ATTEGGIAMENTI DI “ALTRI SIGNIFICATIVI”IL SOGGETTO FA PROPRI GLI ATTEGGIAMENTI CHE GLI ALTRI ESPRIMONO NEI SUOI CONFRONTI; QUESTE VALUTAZIONI RIFLESSE DEFINISCONO

QUELLO CHE METAFORICAMENTE VIENE INDICATO COME IL”LOOKING-GLASS-SELF”.

NELL’ADOLESCENZA, L’ANCORAGGIO SOCIALE DELL’IMMAGINE DI SE’ E’ANCORA PIU’EVIDENTE CHE NEGLI ALTRI PERIODI DELLA VITA: L’INCERTEZZA GENERATA DAI MUTAMENTI FISICI ED EMOTIVI E DALLE DIVERSE ATTESE SOCIALI CHE AD ESSI SONO CONNESSI (PASSAGGIO AD UN NUOVO TIPO DI SCUOLA, RELAZIONI ETEROSESSUALI, FAR PARTE DI UN GRUPPO DI COETANEI) PORTA AD UNA ANCOR MAGGIORE DIPENDENZA DAGLI ALTRI PER LA CONFERMA DELL’IMMAGINE E DELLA STIMA DI SE’.

GLI ADULTI ( GENITORI, INSEGNANTI, ISTRUTTORI SPORTIVI..)SONO IMPORTANTI PER LA DEFINIZIONE DELL’IMMAGINE DI SE’ DEGLI ADOLESCENTI.

COSI’ L’IMMAGINE DI SE’ ELABORATA DAGLI ADOLESCENTI RIFLETTERA’ IN PARTE LE ASPETTATIVE DEGLI INSEGNANTI.

ALLO STESSO MODO, QUANDO GLI ALLIEVI PERCEPISCONO LE VALUTAZIONI ESPRESSE DAGLI INSEGNANTI, LE QUALI DETERMINANO IN LORO DELLE AUTOVALUTAZIONI CORRISPONDENTI, SI ORIGINA UN “BIAS”, A PARTIRE DALLE IMPRESSIONI PERCETTIVE, DALL’”EFFETTO ALONE” E DALL’ETICHETTAMENTO DEGLI ALLIEVI NELLE NORMALI INTERAZIONI IN CLASSE.

GLI ALLIEVI RISPONDONO A QUESTO PROCESSO DI ETICHETTAMENTO ADATTANDO IL PROPRIO COMPORTAMENTO ALLE ETICHETTE DI “ SUCCESSO” O DI “FALLIMENTO”.

IL SUCCESSIVO RINFORZO DI QUESTI MODELLI DI COMPORTAMENTO INFLUENZERA’ LA STIMA DI SE’ DEGLI ADOLESCENTI, ED IN ALCUNI CASI, I GIOVANI CESSERANNO DI CONSIDERARE GLI INSEGNANTI, “ALTRI SIGNIFICATIVI”, AL PUNTO DA CREARE SOTTOCULTURE IN OPPOSIZIONE ALLA SCUOLA, CHE SARANNO SOSTENUTE DAL GRUPPO DEI PARI.

I COETANEI POSSONO ASSUMERE PER ALCUNI ASPETTI RILEVANTI DELL’IMMAGINE DI SE’(AD ES. QUALITA’ FISICHE, SIMPATIA, CORAGGIO),

UN’ IMPORTANZA ANCHE SUPERIORE A QUELLA DEI GENITORI E DEGLI ALTRI ADULTI, PERCHE’ CONTROLLANO UNA PARTE NOTEVOLE DELLA VITA E DELLE RISORSE SOCIALI DELL’ADOLESCENTE.

AD ESEMPIO IN UNA REALTA’ IN LARGA PARTE CONTROLLATA DAI COETANEI COME E’ LA SCUOLA, PUO’ ESSERE IMPORTANTE IL MODO DI VESTIRE, LA SIMPATIA, IL SUCCESSO NELLE ATTIVITA’ EXTRASCOLASTICHE, ALMENO QUANTO IL SUCCESSO NELLE ATTIVITA’ STRETTAMENTE SCOLASTICHE.

LO SVILUPPO SOCIALE.
LE MODIFICAZIONI DEL PENSIERO ADOLESCENZIALE VENGONO APPLICATE ANCHE ALLE REGOLE SOCIALI:

PRECEDENTEMENTE LE NORME VENIVANO ACCETTATE IN RELAZIONE AL PRINCIPIO DI AUTORITA’ E NEL RAPPORTO ASIMMETRICO ADULTO-BAMBINO; ORA DIVENTANO



NORME “POSSIBILI” DA CONFRONTARE CON LE ALTRE.

INOLTRE IL RICORSO A PRINCIPI ASTRATTI SPINGE L’ADOLESCENTE A DISCUTERE CREDENZE E TEORIE RIGUARDANTI LA RELIGIONE, LE RELAZIONI AFFETTIVE, LE ISTANZE SOCIALI.

L’ADOLESCENTE PROVA PIACERE NELLA SCOPERTA DI QUESTA SUA NUOVA CAPACITA’ E DIVENTA TALVOLTA

PROVOCATORIO, NEL TENTATIVO DI SAGGIARE I LIMITI A CUI PUO’SPINGERSI,

DI SCOPRIRE QUALI NUOVE RISPOSTE PUO’ AVERE. SPESSO NON GLI INTERESSA

DISCUTERE UN DETERMINATO ARGOMENTO, MA ESERCITARSI IN QUESTA NUOVA ABILITA’, AFFASCINATO DAL DIVENIRE IL DEMIURGO DI REALTA’POSSIBILI E DI MODELLI IDEALI.

E’ POSSIBILE PERCIO’ CHE SI RAFFIGURI UNA FAMIGLIA IDEALE, UN MONDO IDEALE, CHE SEGUE COERENTEMENTE L’AMORE PER IL PROSSIMO O LA GIUSTIZIA, RELAZIONI INTERPERSONALI IDEALI.

IN QUESTA FASE E’ POSSIBILE UN RITORNO ALL’EGOCENTRISMO, DIFFERENTE DA QUELLO DEL BAMBINO CHE CONSISTEVA NELLA DIFFICOLTA’ DI TENER CONTO DI PUNTI DI VISTA DIVERSI E DI COORDINARLI TRA LORO. ”L’EGOCENTRISMO DELL’ADOLESCENTE SI MANIFESTA COME UNA SORTA DI MESSIANISMO TALE CHE LE TEORIE PER MEZZO DELLE QUALI EGLI SI RAPPRESENTA IL MONDO SONO IMPERNIATE SULL’ATTIVITA’

RIFORMATRICE CHE EGLI SI SENTE

CHIAMATO A SVOLGERE NELL’AVVENIRE”(INHELDER E PIAGET,1955).

DAVID ELKIND, RIPRENDENDO I CONCETTI EPRESSI DA PIAGET E INHELDER, EVIDENZIA COME GLI ADOLESCENTI TENDONO A VALORIZZARE IN SENSO ESCLUSIVISTICO LE PROPRIE ESPERIENZE, I PROPRI RAGIONAMENTI, I PROPRI SENTIMENTI, RITENENDOLI UNICI ( IL MITO PERSONALE).

UN ALTRO INTERESSANTE CONCETTO PROPOSTO DA ELKIND(1985) E’ QUELLO DI “PUBBLICO IMMAGINARIO”.MOLTI COMPORTAMENTI ADOLESCENZIALI SONO PIU’ COMPRENSIBILI SE SI HA PRESENTE

CHE PER LORO E’ MOLTO IMPORTANTE CIO’ CHE GLI ALTRI SIGNIFICATIVI PENSANO DI LORO.

L’ADOLESCENTE RITIENE CHE CIO’ CHE EGLI PENSA, PER IL SOLO FATTO DI ESSERE DA LUI PENSATO E’, IN QUALCHE MODO REALE.

EGLI E’ CARENTE DI ESPERIENZE, CONTRARIAMENTE ALL’ADULTO, CHE CONOSCE LA DIFFERENZA TRA IL PENSARE LE COSE E METTERLEIN ATTO, E SI COMPORTA COME SE L’ATTUAZIONE DI DETERMINATI PROGETTI NON IMPLICHI RESISTENZA DA PARTE DEL REALE.

I SUOI COMPORTAMENTI SONO PERCIO’ CONTRADDITTORI: EGLI PUO’PROPUGNARE IDEALI DI AMORE UNIVERSALE, MA COMPORTARSI CON FREQUENTI INSENSIBILITA’ E DUREZZE.



LO SVILUPPO COGNITIVO DELL’ADOLESCENTE COMPORTA UNA MAGGIORE CONOSCENZA SIA DELLA PROPRIA INTERIORITA’, SIA DI QUELLA DEGLI ALTRI, MENTRE IL BAMBINO E’ PIU’ ”REALISTA”, INFATTI CONSIDERA GLI ALTRI IN RELAZIONE A CIO’ CHE FANNO E NON RIESCE AD IMMAGINARE L’INTERIORITA’ALTRUI.

L’ADOLESCENTE E’ PIU’ CAPACE DI IMMAGINARSI GLI STATI INTERNI DEGLI ALTRI E SI COMPORTA IN RELAZIONE

A QUESTE RAPPRESENTAZIONI.

EGLI SI IMMEDESIMA NELLE SITUAZIONI VISSUTE DALL’ALTRO E L’AMICIZIA DIVIENE SPECIFICAMENTE CONDIVISIONE DI ESPERIENZE, SENTIMENTI.

QUESTO SCAMBIO, PARTICOLARMENTE PRESENTE NELLE RAGAZZE, DIFFERENZIA L’AMICIZIA ADOLESCENZIALE DA QUELLA INFANTILE, PIU’ CENTRATA SU GIOCHI ED ATTIVITA’.

NELL’ADOLESCENZA E’ POSSIBILE RAPPRESENTARSI EMOZIONI E I VISSUTI DEGLI ALTRI ANCHE SE SONO RELATIVAMENTE LONTANI DA SE’: SI PUO’ PENSARE A SITUAZIONI GENERALI E ASTRATTE , COME A QUELLE DI INTERE CATEGORIE, POPOLI, GRUPPI ( “I RAGAZZI”, “LE DONNE”,

“I POVERI”).

LA COMPETENZA SOCIALE, ANCHE SE MENO STUDIATA RISPETTO ALLO SVILUPPO COGNITIVO IN SENSO STRETTO, COSTITUISCE UN ASPETTO DELLO SVILUPPO DI PARI IMPORTANZA PER IL BENESSERE ED IL SUCCESSO PERSONALE.

ASPETTI FONDAMENTALI DI TALE ABILITA’POSSONO ESSERE CONSIDERATI:


LA COMPETENZA ESPRESSIVA

(DECODIFICA DEI SEGNALI MIMICO- ESPRESSIVI DI ALTRE PERSONE, CAPACITA’ DI INTERPRETARE SENTIMENTI DELL’ALTRO IN BASE A TALI SEGNALI, CAPACITA’DI REALIZZARE ESPRESSIONI MIMICHE ADEGUATE ATRASMETTERE SPECIFICI SENTIMENTI O INTENZIONI).



LA COMPRENSIONE EMPATICA

(COMPRENDERE I SENTIMENTI DELL’ALTRO, AVVERTIRE I SUOI STATI DI DISAGIO).


LA CONOSCENZA E L’UTILIZZO

DI“COPIONI”

(SAPER CHEDERE, SAPER OTTENERE ATTENZIONE, SAPER CONSOLARE O AIUTARE, SAPER DIRE COSE GRADITE AGLI ALTRI, SAPER DIRE DI NO SENZA OFFENDERE…).


LA CAPACITA’DI COOPERAZIONE

(SIA IN SITUAZIONI ORGANIZZATE E DIRETTE DA UN ADULTO, SIA IN SITUAZIONI SPONTANEE) E DI COMPETIZIONE

( UN’EFFICACE COMPETIZIONE PRESUPPONE UN CONTESTO DI COLLABORAZIONE, RECIPROCITA’ E RISPETTO DI REGOLE COMUNI).
L’AUTONOMIA E L’INIZIATIVA

(SAPER PRENDERE L’INIZIATIVA IN UNO SCAMBIO SOCIALE, SAPER AGIRE AUTONOMAMENTE DELL’ADULTO).



LA CAPACITA’DI COMUNICARE.

(SAPER ESPRIMERE I PROPRI SENTIMENTI, INTENZIONI, DESIDERI; SAPER INTERAGIRE EFFICACEMENTE SIA VERBALMENTE CHE PRAGMATICAMENTE; SAPER DISSIMULARE EFFICACEMENTE).


-LA CAPACITA’ DI COMPRENDERE E RISPETTARE REGOLE E COMPORTAMENTI DI GIOCO.
NELL’ADOLESCENZA TUTTE QUESTE COMPETENZE SI SVILUPPANO IN DUE DIREZIONI DI FONDO:

QUELLA DI UN AUMENTATO CONTROLLO COSCIENTE DELLE PROPRIE REAZIONI ED ABILITA’, NONCHE’DELLE STRATEGIE CHE POSSONO ESSERE MESSE IN ATTO: SI TRATTA DELLA “METACONOSCENZA” SOCIALE, CHE PERMETTE ALL’ADOLESCENTE UN



“ MONITORAGGIO”DELLE PROPRIE PRESTAZIONI E MODALITA’DI “AUTORAPPRESENTAZIONE”AGLI ALTRI.

QUELLA DI UNA SUPERIORE CAPACITA’ DI COMPRENDERE I SENTIMENTI, LE EMOZIONI E LE INTENZIONI ANCHE



COMPLESSE E INDIRETTE DEGLI ALTRI.

L’ADOLESCENTE E LA FAMIGLIA
SECONDO “L’APPROCCIO DELLO SVILUPPO”, LA FAMIGLIA VIENE CONSIDERATA COME UNA FORMA PARTICOLARE DI PICCOLO GRUPPO, CARTTERIZZATO DA UNA STORIA PASSATA E DA UNA PROSPETTIVA DI VITA FUTURA, CAPACE DI TRASFORMAZIONE E DI ADATTAMENTO ATTIVO IN RELAZIONE A STIMOLI PROVENIENTI SIA DAL CONTESTO SOCIALE CHE DAL PROPRIO INTERNO.

CENTRALE, IN QUESTO APPROCCIO, E’ IL CONCETTO DI “CICLO DI VITA FAMILIARE”, DI CUI E’ ELEMENTO COSTITUTIVO L’IDEA DI FASI.

IL CRITERIO PIU’ ADEGUATO PER DIVIDERE IN FASI IL CICLO DI VITA FAMILIARE E’ QUELLO DI IDENTIFICARE ALCUNI EVENTI CRITICI CHE LA FAMIGLIA INCONTRA DURANTE IL SUO PERCORSO.

L’INGRESSO NELL’ADOLESCENZA E’ UNO DI TALI EVENTI CRITICI, INTESI COME, UN MOMENTO DI “CRISI” POTENZIALE PER L’EQUILIBRIO DELLA FAMIGLIA.

IN PARTICOLARE LA FAMIGLIA SI TROVA A DOVER AFFRONTARE DUE MOVIMENTI ANTAGONISTI CHE SI PRESENTANO CON FORTE IMPATTO: LA TENDENZA DEL SISTEMA ALL’UNITA’ AL MANTENIMENTO DEI LEGAMI AFFETTIVI E AL SENTIMENTO DI APPARTENENZA DA UN LATO, LA SPINTA VERSO LA DIFFERENZIAZIONE E L’AUTONOMIA DEI SINGOLI MEMBRI, DALL’ALTRO.

TUTTAVIA LE POSSIBILI CRISI VANNO INTESE COME FISIOLOGICHE , IN RELAZIONE AI CAMBIAMENTI DEI RAPPORTI IN ATTO E NON COME CONTRAPPOSIZIONE, OSTILITA’ O CONFLITTO PERMANENTE.

SPESSO QUESTA FASE VIENE RAPPRESENTATA, INSISTENDO SUL CONFLITTO, MA E’ UNA FORZATURA:

CIO’ CHE ACCADE E’ CHE I GENITORI NON SONO PIU’L’UNICO PUNTO DI RIFERIMENTO E CHE SI SVILUPPANO ALCUNI CONFLITTI CHE RIGUARDANO

AMBITI DI INDIPENDENZA QUALI IL MODO DI VESTIRE, LE AMICIZIE, ILTEMPO LIBERO, ORARI. LE DIFFICOLTA’ NASCONO, COME DICONO STONE E CHURCH, PERCHE’ “SI E’PRONTI ALLA VITA ADULTA CIRCA DUE ANNI PIU’ TARDI RISPETTO A QUANTO CHIEDONO GLI ADOLESCENTI E CIRCA DUE ANNI PRIMA DI QUANTO I GENITORI VOGLIONO AMMETTERE”.

DA NUMEROSE RICERCHE EMERGE UN SOSTANZIALE ACCORDO TRA GLI ADOLESCENTI ED I GENITORI SUI VALORI PIU’IMPORTANTI DELL’ESISTENZA; LA FAMIGLIA VIENE RIVALUTATA PER L’IMPORTANTE FUNZIONE AFFETTIVA CHE SVOLGE.

PUR ESSENDOCI UN CERTO NUMERO DI CONFLITTI TRA RAGAZZI E GENITORI, NON SI PUO’CERTO REGISTRARE UNA GUERRA TRA GENERAZIONI, FRUTTO DI UNO STEREOTIPO, DIVULGATO DAI MASS MEDIA E NON ESTENSIBILE ALLA TOTALITA’ DEGLI ADOLESCENTI.

I BISOGNI CHE EMERGONO NEI CONFLITTI SONO:



  1. SVILUPPARE L’AUTONOMIA ED IL DISTACCO EMOTIVO DALLE FIGURE PARENTALI (LA CRITICA AI GENITORI RISPETTO AI MODELLI IDEALI ESTERNI PUO’ ASSOLVERE A QUESTA FUNZIONE).

  2. RINEGOZIARE IL RAPPORTO TRA DIPENDENZA E AUTONOMIA (I PROBLEMI SUGLI ORARI, LE CHIAVI DI CASA, LA NECESSITA’ DI CHIEDERE PERMESSI, LA NECESSITA’ DI AVVERTIRLI, TELEFONANDO, PER INFORMARLI DEI PROPRI SPOSTAMENTI.

  3. DEFINIRE IN MODO AUTONOMO LA PROPRIA IDENTITA’ E IMMAGINE DI SE’( E’ IL BISOGNO DI ESSERE CONSIDERATI NELLA PROPRIA INDIVIDUALITA’SENZA FRAINTENDIMENTI E FACILI GENERALIZZAZIONI, COME IL “VOI GIOVANI”, FENOMENO RILEVATO PARTICOLARMENTE PRESSO ADOLESCENTI DI CLASSE SOCIALE PIU’ BASSA E CON GENITORI MENO ISTRUITI.).

  4. TENER PROTETTA E NASCOSTA LA PROPRIA IDENTITA’, IN UN AMBITO DI PRIVACY, IN QUANTO ANCORA IN FASE DI RIELABORAZIONE INTERNA.


NON E’ TUTTAVIA SOLO IL VERSANTE DEGLI ADOLESCENTI AD ESSERE COINVOLTO NEL PROCESSO DI SEPARAZIONE, MA ANCHE QUELLO DEI GENITORI. E’ UN PERIODO CARATTERIZZATO DA ANSIA ED AMBIVALENZA ANCHE PER LORO; LE RAGIONI POSSONO ESSERE RITROVATE NEL SENSO DI INUTILITA’ NEL MOMENTO IN CUI I FIGLI SEMBRANO NON AVER PIU’ BISOGNO DI LORO RISPETTO ALLA LUNGA ABITUDINE DI DOMINIO E DI CONTROLLO QUASI ASSOLUTO, PER ALMENO DODICI, TREDICI ANNI.

E’STATO DETTO EFFICACEMENTE:

I GENITORI HANNO BISOGNO DI ESSERE INDISPENSABILI PER I FIGLI,

I FIGLI HANNO BISOGNO DI NON AVER BISONO DEI GENITORI”.

E’ INDUBBIO CHE LA QUALITA’ DELLE RELAZIONI FAMILIARI E’ IMPORTANTE NEL DETERMINARE LA COMPETENZA E LA FIDUCIA CON CUI GLI ADOLESCENTI AFFRONTANO IL LORO PROCESSO DI CRESCITA.

NELL’AMBITO DELLA QUALITA’ DELLE

RELAZIONI,



LA MODALITA’COMUNICATIVA TRA I MEMBRI ASSUME UNA SUA FUNZIONE COSTRUTTIVA.

SECONDO GROTEVANT E COOPER(1987), LA COMUNICAZIONE IDEALE TRA GENITORI E FIGLI ADOLESCENTI RICHIEDE:



  • L’ASSERZIONE DI SE’(self assertion), CIOE’ LA CAPACITA’ DI AVERE PUNTI DI VISTA E COMUNICARLI CON CHIAREZZA.

  • LA SEPARATEZZA, CIOE’ LA CAPACITA’ DI ESPRIMERE LA DIFFERENZA TRA SE’ E GLI ALTRI.

  • LA PERMEABILITA’ CIOE’ LA CAPACITA’DI ESSERE APERTI ALLE IDEE DEGLI ALTRI.

  • LA MUTUALITA’ CIOE’ LA CAPACITA’ DI ESSERE SENSIBILI E RISPETTOSI NELLE RELAZIONI CON GLI ALTRI.

DALLE LORO RICERCHE EMERGE CHE LA PRESENZA DI QUESTI FATTORI NELLE RELAZIONI INTRAFAMILIARI CONTRIBUISCE SIA ALLA FORMAZIONE DELL’ IDENTITA’ E DELL’AUTOSTIMA DELL’ADOLESCENTE,

SIA ALL’ELABORAZIONE DI CAPACITA’ INTERPERSONALI QUALI L’ ABILITA’

DI NEGOZIAZIONE CON GLI ALTRI.

E’ IMPORTANTE, QUINDI, ESAMINARE NEI RAPPORTI TRA GENITORI E FIGLI, MA ANCHE TRA INSEGNANTI ED ALLIEVI, GLI STILI DI CONDUZIONE.


LA BAUMRUND SI RIFERISCE A TRE STILI FONDAMENTALI: IL GENITORE AUTOREVOLE, QUELLO AUTORITARIO E QUELLO PERMISSIVO.

A QUESTI, MACCOBY E MARTIN AGGIUNGONO QUELLO PERMISSIVO INDIFFERENTE. IL PIU’ DANNOSO RISULTA ESSERE LO STILE PERMISSIVO, SPECIE SE ASSOCIATO ALL’INDIFFERENZA.

ANCHE LA CONDUZIONE AUTORITARIA PRODUCE UNA MAGGIOR CONFLITTUALITA’ RISPETTO ALLA CONDUZIONE AUTOREVOLE.

CON GLI STILI PERMISSIVO ED AUTORITARIO, E’ PROPRIO LA COMUNICAZIONE A RISULTARE CARENTE ED ANCHE LA “NEGOZIAZIONE” CHE PERMETTE IL CONFRONTO DI OPINIONI ED IL RAGGIUNGIMENTO DI UN EQUILIBRIO TRA LE ISTANZE DEI GENITORI E DEI FIGLI.

ANCHE NELLA SITUAZIONE DI CONFLITTUALITA’ FAMILIARE E,

PER ES., DI SEPARAZIONE E DIVORZIO,

EMERGE IL BISOGNO DA PARTE DELL’ADOLESCENTE DI AVERE UNA BUONA COMUNICAZIONE CON I GENITORI PER POTER RIELABORARE

INSIEME A LORO IL VERIFICARSI DI CAMBIAMENTI IN QUESTO SPECIFICO PROCESSO.



PROBLEMI SPECIFICI POSSONO EMERGERE NEI CONFRONTI DI UN NUOVO GENITORE, ANCHE SE IL RICOSTITUIRSI DI UNA NUOVA COPPIA PARENTALE PUO’DAR LUOGO AD UN’ESPERIENZA POSITIVA, AL DI LA’ DEI PRIMI PROBLEMI DI ADATTAMENTO OPPURE PUO’ COSTITUIRE UN’ULTERIORE FONTE

DI COMPLICAZIONE PER I PROBLEMI LEGATI AL PASSAGGIO ADOLESCENZIALE E RICHIEDE UNA SUPPLETIVA DOSE DI PAZIENZA E FLESSIBILITA’ DA PARTE DEI GENITORI.
RIGUARDO AI RAPPORTI CON I FRATELLI, UNA RICERCA(BONAIUTO, 1997), CHE SI RIFERISCE AD ADOLESCENTI DI ROMA E DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA, CI PERMETTE DI STRALCIARE ALCUNE CONSIDERAZIONI:

  1. NEI RAPPORTI CON I FRATELLI EMERGONO SENTIMENTI AMBIVALENTI, CARATTERIZZATI DA AFFETTO E SENSO DI VICINANZA CHE DA RIVALITA’ E CONFLITTO.

  2. SIA PER I MASCHI CHE PER LE FEMMINE, AFFETTO ED INTIMITA’ PREVALGONO CON LA SORELLA (SOPRATTUTTO TRA DUE SORELLE), MENTRE RIVALITA’ E CONFLITTO EMERGONO CON IL FRATELLO

(SOPRATTUTTO TRA DUE FRATELLI).

  1. DURANTE L’ADOLESCENZA, IL FATTORE AFFETTO ED INTIMITA’ DIMINUISCE DI IMPORTANZA NEI CONFRONTI DEL FRATELLO, MA RIMANE STABILE NEI CONFRONTI DELLA SORELLA.

  2. IN UNA FAMIGLIA CON PIU’FRATELLI, L’AFFETTO E L’INTIMITA’ CON LA SORELLA TENDONO AD ESSERE PIU’IMPORTANTI(SOPRATTUTTO PER L’ULTIMO NATO).



L’ADOLESCENTE E IL GRUPPO DEI PARI
MENTRE IL RAPPORTO CON I GENITORI PUR RIMANENDO FONDAMENTALE, E’ TALVOLTA CONFLITTUALE, CRESCE NELL’ADOLESCENZA L’IMPORTANZA

DEL GRUPPO DEI PARI.

I COETANEI RAPPRESENTANO UN RIFERIMENTO IMPORTANTE PER ESPLORARE NUOVI SPAZI E VALUTARE IN MODO AUTONOMO LE PROPRIE SCELTE, A PRESCINDERE DAL CONTROLLO DEGLI ADULTI. LA CONDIVISIONE DEGLI STESSI PROBLEMI PORTA ALLA RICERCA DI SOLUZIONI, IN CONDIZIONI DI PARITA’ ED EMPATIA.

ALL’INTERNO DELLA CATEGORIA SOCIALE DEI COETANEI, SI POSSONO INDIVIDUARE UNA PLURALITA’ DI ESPERIENZE DI GRUPPO DALLE CARATTERISTICHE E DAI SIGNIFICATI DIVERSI FRA LORO.

UNA PRIMA DISTINZIONE EMERGE TRA GRUPPI FORMALI E INFORMALI O SPONTANEI.

I PRIMI SONO DI TIPO ASSOCIAZIONISTICO (SPORTIVI, CULTURALI, RELIGIOSI, FORMATIVI, POLITICI).

ESSI SONO ORIENTATI VERSO OBIETTIVI DICHIARATI E CARATTERIZZATI DALLA PRESENZA DI ADULTI CON FUNZIONE DI STIMOLO E DI CONTROLLO. L’ADESIONE A GRUPPI FORMALI, SECONDO VARIE RICERCHE, E’ PIU’ ACCENTUATA NELLA PRIMA ADOLESCENZA(DAGLI 11 AI 13-14 ANNI), PER POI CALARE CONSISTENTEMENTE NELLA PIENA ADOLESCENZA.

VOLENDO DESCRIVERE IN MODO SINTETICO LE MODALITA’ DI AGGREGAZIONE DEGLI ADOLESCENTI ITALIANI ALLA FINE DEGLI ANNI ’80 (DA UNA SERIE DI RICERCHE RIPETUTE NEGLI ANNI DA PALMONARI, POMBENI E KIRCHLER 89, 90, 92), SI PUO’DIRE CHE NELL’ETA’ DELLA PIENA ADOLESCENZA,



IL 90% CIRCA FREQUENTA IN MODO REGOLARE E CONTINUATIVO UN GRUPPO DI COETANEI.

SE SI CONSIDERANO SOLO GLI ADOLESCENTI CHE FREQUENTANO GRUPPI (CIOE’ ALL’INTERNO DI QUESTO 90%), CIRCA IL 70% VIVE ESPERIENZE DI GRUPPI SPONTANEI,



IL 15% APPARTIENE A GRUPPI SPORTIVI,

IL 12% FA PARTE DI GRUPPI RELIGIOSI,

IL 2% ADERISCE A GRUPPI POLITICI E

L’1% SPERIMENTA REALTA’ ASSOCIATIVE VARIE, DI TIPO AMBIENTALISTICO O CULTURALE.

SONO SOPRATTUTTO I MASCHI A FAR PARTE DEI GRUPPI SPORTIVI, MENTRE NELL’AMBITO DELLA VITA PARROCCHIALE E’PIU’RILEVANTE LA PRESENZA FEMINILE.



TRA I 15 E 17 ANNI DIVENTA MOLTO IMPORTANTE FAR PARTE DI UN GRUPPO INFORMALE; LUOGHI D’INCONTRO SONO LA PIAZZA, IL BAR, I GIARDINI PUBBLICI.

ALL’INTERNO DELLA COMPAGNIA SI INSTAURA UN’INTENSA ATTIVITA’COMUNICATIVA: LO STARE INSIEME A PARLARE RAPPRESENTA L’ATTIVITA’CENTRALE.



LA COESIONE DEL GRUPPO SI FONDA SULLE PICOLE ESPERIENZE CONCRETE VISSUTE INSIEME.

DAL GRUPPO DEI COETANEI PROVENGONO VARIE FORME DI AIUTO:

A LIVELLO EMOTIVO, DI COMPORTAMENTO, PSICOLOGICO ED ANCHE A LIVELLO COGNITIVO.

SE IL GRUPPO RAPPRESENTA UN BUON OGGETTO DI IDENTIFICAZIONE, PUO’OFFRIRE UN VALIDO AIUTO NEI MOMENTI DI DIFFICOLTA’(DOWNS E ROSE,1991).

TUTTAVIA E’STATO DIMOSTRATO CHE LA CAPACITA’DI GESTIRE ATTIVAMENTE IL PROPRIO SVILUPPO, NON DIPENDE SOLO DAL LIVELLO DI IDENTIFICAZIONE CON IL GRUPPO DEI COETANEI MA ANCHE DALLO STABILIRE RELAZIONI FORTI E SIGNIFICATIVE CON ALTRE ENTITA’ SOCIALI, PER ESEMPIO, LA FAMIGLIA.

INFATTI UNA RICERCA CONDOTTA DA PALMONARI, KIRKLER E POMBENI (1991) SU UN CAMPIONE DI 1600 ADOLESCENTI

(SUDDIVISO IN 4 SOTTOGRUPPI A SECONDA DELLA BASSA O ALTA IDENTIFICAZIONE CON IL GRUPPO DEI COETANEI E LA FAMIGLIA) DI TRE CITTA’ ITALIANE HA DIMOSTRATO CHE QUELLI

CON ALTA IDENTIFICAZIONE CON IL GRUPPO DEI COETANEI E CON LA FAMIGLIA, RIESCONO AD USUFRUIRE DEL MASSIMO AIUTO PER IL SUPERAMENTO DELLE DIFFICOLTA’QUOTIDIANE, IN QUANTO L’ADOLESCENTE IMPARA A DIFFERENZIARE IL TIPO DI CONTRIBUTO CHE PUO’ RICHIEDERE ED OTTENERE DALLE DIVERSE FORME DI AIUTO.

RISULTA, CIOE’DI ESTREMA IMPORTANZA CHE L’ADOLESCENTE TROVI UN EQUILIBRIO NEL PROCESSO DI IDENTIFICAZIONE CON I DIVERSI OGGETTI SOCIALI, SENZA ECCESSIVE DIPENDENZE DALL’UNO O DALL’ALTRO, IN MODO DA NON COMPROMETTERE LO SVILUPPO DELLA SUA INDIVIDUALITA’.




GLI ADOLESCENTI E LA SCUOLA.

NOTEVOLE E’ L’IMPORTANZA

DELL’ESPERIENZA SCOLASTICA NEL PERCORSO DI CRESCITA DELL’INDIVIDUO.

IL BAMBINO, PRIMA E L’ADOLESCENTE, POI, VENGONO INVESTITI DA UNA SERIE DI COMPITI DI SVILUPPO SCOLASTICI, IL CUI ESITO POSITIVO VIENE CONSIDERATO IMPORTANTE ANCHE SUL PIANO INDIVIDUALE E SOCIALE.

LA SFIDA PER IL FUTURO NELLA NOSRA SOCIETA’ E’ SOPRATTUTTO DI INCENTIVARE IL “SAPERE”, ESSENDOCI NECESSITA’DI PADRONEGGIARE LE NUOVE TECNOLOGIE CHE CREERANNO SEMPRE PIU’ UN DISCRIMEN TRA COLORO CHE “”SANNO” E COLORO CHE “NON SANNO”.

L’ESPERIENZA SCOLASTICA PUO’ INCIDERE PROFONDAMENTE SULLO SVILUPPO DELL’ADOLESCENTE SIA NEL PROCESSO DI COSTRUZIONE DELL’IDENTITA’, SIA NELLA VERIFICA DELLE PROPRIE ABILITA’ COGNITIVE E SOCIALI.

IN UN’ INDAGINE CONDOTTA DA PALMONARI (GIA’ CITATA, 1989) PER INDIVIDUARE L’IMPORTANZA ATTRIBUITA A 12 COMPITI DI SVILUPPO, FACENTI CAPO A TRE AREE: PERSONALE, INTERPERSONALE E SOCIO-ISTITUZIONALE, RISULTO’ CHE GLI ADOLESCENTI RITENEVANO PIU’IMPORTANTI E PIU’ DIFFICILI DA SUPERARE PROPRIO QUELLI RIFERITI ALL’AREA SOCIO-ISTITUZIONALE.

I COMPITI DI QUEST’AREA ERANO COSI’DEFINITI:

-PORTARE A TERMINE LA PROPRIA ESPERIENZA SCOLASTICA.

-PREPARARSIPER L’INSERIMENTO NEL MONDO DEL LAVORO

-PREPARARSI ALLA RESPONSABILITA’ DI UNA FAMIGLIA PROPRIA.
PER QUANTO IMPEGNATIVI , I PROBLEMI PERSONALI ( TURBOLENZA, AUTONOMIA, ACCETTAZIONE DI SE’, CONSAPEVOLEZZA, VALORI) E RELAZIONALI (RAPPORTI INTERPERSONALI E DI GRUPPO CON PERSONE DELLO STESSO SESSO E DI SESSO

OPPOSTO) ERANO RITENUTI MENO DIFFICILI DA AFFRONTARE.

E’ NECESSARI ANALIZZARE, A FRONTE DI UN ATTEGGIAMENTO NEGATIVO, CHE SI VA DIFFONDENDO, NEI CONFRONTI DELL’ESPERIENZA SCOLASTICA, LE CARATTERISTICHE DEI COMPITI DI SVILUPPO RELATIVI ALLA SCUOLA ED IL CONCETTO DI DIFFICOLTA’.

L’ESIGENZA DEL SUCCESSO SCOLASTICO ACCOMPAGNA TUTTO L’ITER FORMATIVO DELLO STUDENTE, MA IN ETA’ADOLESCENZIALE, I RAGAZZI SI TROVANO A DOVER AFFRONTARE ALCUNE SITUAZIONI SCOLASTICHE PARTICOLARMENTE IMPEGNATIVE CHE POSSONO ESSERE CONSIDERATE COME COMPITI DI SVILUPPO TIPICI DELLA LORO ETA’.

LA LETTERATURA INDIVIDUA FRA QUESTI COMPITI DI SVILUPPO: IL PASSAGGIO TRA CICLI DI STUDIO E LA SCELTA DEL CICLO SCOLASTICO SUCCESSIVO ALL’ISTRUZIONE OBBLIGATORIA.

NEI PRIMI ANNI DELL’ADOLESCENZA, LO STUDENTE SI TROVA AD AFFRONTARE, NEL PASSAGGIO DALLA SCULA ELEMENTARE ALLA SCUOLA MEDIA, DEI CAMBIAMENTI CHE RICHIEDONO UN NOTEVOLE INVESTIMENTO DI ENERGIE COGNITIVE E PSICOLOGICHE.

UNA NUOVA E PIU’PROBLEMATICA ESPERIENZA DI CAMBIAMENTO VIENE VISSUTA NELLA PIENA ADOLESCENZA AL MOMENTO DELL’INSERIMENTO NELLA SCUOLA SUPERIORE.

NELLA TRANSIZIONE TRA “CICLI DI STUDIO” L’ADOLESCENTE HA L’OCCASIONE DI VERIFICARE LE PROPRIE CAPACITA’ ED IL SUPERAMENTO DELLE DIFFICOLTA’ LO PORTA AD AUMENTARE L’AUTOSTIMA E LA FIDUCIA DI ESSERE IN GRADO DI AFFRONTARE I COMPITI SUCCESSIVI.

UN ALTRO COMPITO DI SVILUPPO STRETTAMENTE CONNESSO CON IL PRECEDENTE RIGUARDA LA SCELTA CHE EGLI DEVE COMPIERE, SE OPTARE PER L’INTERRUZIONE O IL PROSEGUIMENTO DEGLI STUDI E QUALE TIPO DI STUDI INTRAPRENDERE. ENTRANO IN GIOCO, IN CIO’, LE ESPERIENZE PREGRESSE, LE ASPETTATIVE PERSONALI E LE INFLUENZE DEGLI ALTRI “SIGNIFICATIVI”: LA FAMIGLIA, LA SCUOLA FREQUENTATA, IL GRUPPO DEI PARI.

PUO’ ESSERE, QUIDI, IMPORTANTE PER PREVENIRE ABBANDONI O INSUCCESSI E PER CHIARIRE LE ISTANZE INDIVIDUALI CHE VENGA MESSA IN ATTO UN’OPERA DI ORIENTAMENTO CHE ACCOMPAGNI LO STUDENTE IN ITINERE E NON SOLO AL MOMENTO DELLA SCELTA.

VARI STUDIOSI SOTTOLINEANO CHE L’ESPERIENZA SCOLASTICA, DURANTE L’ADOLESCENZA, CONTRIBUISCE IN LARGA MISURA AL PROCESSO DI COSTRUZIONE DELL’IDENTITA’ DELL’INDIVIDUO.



L’IMMAGINE DI SE’(GLI ELEMENTI A CUI UNA PERSONA FA RIFERIMENTO PER DESCRIVERE SE STESSO) SI ALIMENTA, NELL’ESPERIENZA SCOLASTICA, ATTRAVERSO L’INTERAZIONE PROLUNGATA CON GLI INSEGNANTI ED IL CONFRONTO CON I COETANEI.

L’ADOLESCENTE CHE VIVE ESPERIENZE SCOLASTICHE PROBLEMATICHE O CARATTERIZZATE DA INSUCCESSI, SI CONVINCE, NEL CONFRONTO CON I COMPAGNI, CHE I VARI COMPITI SONO OGGETTIVAMENTE SUPERABILI, MA CHE IL NON RIUSCIRE A SUPERARLI, DIPENDE DA SUE INCAPACITA’ O LIMITI. L’INSUCCESSO DIVENTA, QUINDI, UNA MINACCIA DI SVALORIZZAZIONE DELL’IDENTITA’(LEONARDSON, 1986).

IN CASO DI INSUCCESSO PROLUNGATO E BASSA AUTOSTIMA, LO STUDENTE TENDE AD ADERIRE AD UNO STILE ATTRIBUZIONALE (PER ATTRIBUZIONE SI INTENDE IL PROCESSO COGNITIVO ATTRAVERSO IL QUALE, L’INDIVIDUO CERCA DI SPIEGARE UN EVENTO, RICERCANDO LA CAUSA CHE LO HA DETERMINATO) ,

INTERNO, CIOE’RICONDUCIBILE A SE’,

STABILE, LA SITUAZIONE SI RIPETERA’ ANCHE IN FUTURO,

GLOBALE, NON LIMITATA ALLA SFERA SCOLASTICA, MA ESTENSIBILE ANCHE AD ALTRE AREE,

IN CASO DI RISULTATI NEGATIVI,

ED UNO STILE ATTRIBUZIONALE DI TIPO ESTERNO, ATTRIBUIBILE A CIRCOSTANZE FORTUITE,



INSTABILE, DIFFICILMENTE PUO’RIPETERSI,

SPECIFICO, CONCERNE SOLO QUESTA SPECIFICA ESPERIENZA,

IN CASO DI RISULTATI POSITIVI.

IN SOSTANZA, IL RAGAZZO TENDERA’AD ATTRIBUIRE I RISULTATI NEGATIVI AD UNA MANCANZA DI ABILITA’, MENTRE I SUCCESSI SARANNO IMPUTATI A CAUSE AMBIENTALI AL DI FUORI DEL PROPRIO CONTROLLO( DWECK E ELLIOTT, 1984 E POPE E MACHALE,1992).

SECONDO GUICHARD, L’ESPERIENZA SCOLASTICA E’ IN GRADO DI INFLUENZARE NON SOLO LA COSTRUZIONE DELLA RAPPRESENTAZIONE DI SE’ DELLO STUDENTE, MA ANCHE IL SUO PROGETTO DI VITA.

INFATTI SOLO IL SOGGETTO CHE PERCEPISCE SE STESSO COME QUALIFICATO E COMPETENTE PUO’ PROGETTARE DI INVESTIRE LE PROPRIE ENERGIE IN ATTIVITA’ DI STUDIO E LAVORATIVE.



LO STUDENTE CON UN BUON LIVELLO DI CONVINZIONE SULLA PROPRIA EFFICACIA PERSONALE (SELF-EFFICACY, BANDURA 1995) SI COMPORTA IN MODO TALE DA RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI CHE SI E’ POSTO E RICAVARNE CONFERME E GRATIFICAZIONI.

AL CONTRARIO, GLI STUDENTI CHE HANNO UNA BASSA PERCEZIONE DI AUTOEFFICACIA TENDONO A RIDURRE L’IMPEGNO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTA’ E GESTISCONO LE SITUAZIONI STRESSANTI CON DISPENDIO DI ENERGIE EMOTIVE.

E’GIA’STATO DETTO CHE LA SCELTA SCOLASTICO-PROFESSIONALE AL TERMINE DEL CICLO DI ISTRUZIONE OBBLIGATORIA E IL PASSAGGIO DALLA SCUOLA MEDIA INFERIORE A QUELLA SUPERIORE DEVONO ESSERE CONSIDERATI DUE COMPITI DI SVILUPPO DELL’ETA’ ADOLESCENZIALE.

LA DECISIONE DI INTRAPRENDERE UN CERTO TIPO DI STUDIO O DI LAVORO SI BASA SOSTANZIALMENTE SULLA VALUTAZIONE DEI RISULTATI OTTENUTI NEGLI ANNI PRECEDENTI ALLA SCELTA.



LA RICERCA SI E’ OCCUPATA SOPRATTUTTO DEL PROCESSO DECISIONALE(NON CI SONO DATI CHE DOCUMENTINO, A DISTANZA DI TEMPO, IL LIVELLO DI SODDISFAZIONE E RIUSCITADELLA SCELTA EFFETTUATA), MA IN REALTA’ LE DIFICOLTA’ CONNESSE ALLA TRANSIZIONE SONO COMUNI A TUTTI GLI INDIRIZZI SCOLASTICI E NON STRETTAMENTE ALLA SCELTA EFFETTUATA. LO STUDENTE DEVE SOPRATTUTTO SPENDERE ENERGIE PER AMBIENTARSI, SIA APPROPRIANDOSI COGNITIVAMENTE DEL NUOVO SPAZIO, SIA IMPARANDO A GESTIRE I RAPPORTI CON I COMPAGNI E GLI INSEGNANTI. EGLI DEVE IMPARARE A COMPRENDERE LE REGOLE DI FUNZIONAMENTO DEL NUOVO SISTEMA ORGANIZZATIVO; DEVE SCOPRIRLE DA SOLO CON RIPETUTI TENTATIVI TIPO PROVA ED ERRORE, POICHE' NON SEMPRE LA SCUOLA ESPLICITA LE PROPRIE FINALITA' E RENDE COMPRENSIBILI LE PROPRIE RICHIESTE.

IL PROBLEMA DELL’INSERIMENTO NELLA SCUOLA SUPERIORE E’ STATO OGGETTO DI NUMEROSE RICERCHE CHE HANNO MESSO A FUOCO SOPRATTUTTO IL TEMA DEGLI ABBANDONI SCOLASTICI.

I FATTORI CHE RENDONO PROBLEMATICO IL SUPERAMENTO DELLA TRANSIZIONE DALLA SCUOLA MEDIA INFERIORE A QUELLA SUPERIORE, FANNO RIFERIMENTO AD ASPETTI:

- DIDATTICO-METODOLOGICI ( STILE DI INSEGNAMENTO, METODO DI STUDIO, CARICO DI LAVORO PER LO STUDENTE, NUMERO DI MATERIE ECC.)

- RELAZIONALI E DI COMUNICAZIONE SOPRATTUTTO CON GLI INSEGNANTI.


SECONDO I RISULTATI DELLA RICERCA DI BARALDI E TURCHI(1990), IL DISAGIO SCOLASTICO NEL PRIMO ANNO DELLA SCUOLA SUPERIORE SI ESPRIME CON TRE CATEGORIE DI SINTOMI:

-SINTOMI CHE SI MANIFESTANO CON SOFFERENZA PSICOLOGICA DOVUTA ALLO STRESS PER LE PRESTAZIONI SCOLASTICHE, CARATTERIZZATA DA COMPORTAMENTI DI INSICUREZZA E, TALVOLTA DI ANGOSCIA.

-SINTOMI CHE SI MANIFESTANO CON L’AUMENTO DI PROBLEMI COMUNICATIVI IN PARTICOLARE NEI CONFRONTI DELLA FAMIGLIA, QUANDO I RAGAZZI “SENTONO” LA PRESSIONE DELLE ASPETTATIVE DEI GENITORI NEI CONFRONTI DEI RISULTATI SCOLASTICI.

-SINTOMI DI TENSIONE CHE SI MANIFESTANO CON L’ASSUNZIONE DI SOSTANZE PSICOATTIVE(ALCOOL, ECCESSO DI FUMO, DROGHE LEGGERE SOPRATTUTTO DA PARTE DEI RAGAZZI E TRANQUILLANTI DA PARTE DELLE RAGAZZE).

LO STUDENTE CHE VIVE IN MODO PROBLEMATICO L’IMPATTO CON LA SCUOLA SUPERIORE E CHE SPERIMENTA RIPETUTI INSUCCESSI , FINO A METTERE IN DISCUSSIONE LA PROSECUZIONE DEGLI STUDI TENDE AD ABBASSARE LA STIMA DI SE’ ED A PERDERE FIDUCIA DI SUPERARE I COMPITI CHE GLI SI PRESENTANO.

L’ INSUCCESSO A SCUOLA RISCHIA DI DIVENTARE INSUCCESSO ANCHE NELLA VITA SOCIALE E POI NEL CAMPO LAVORATIVO.

TUTTAVIA NON BISOGNA PENSARE CHE UN PERCORSO SCOLASTICO DIFFICOLTOSO SIA NECESSARIAMENTE CAUSA DI COMPORTAMENTI SOCIALI NON ACCETTABILI. UN ADOLESCENTE PUO’ TROVARE GRATIFICAZIONI E CONFERME ALLA PROPRIA AUTOSTIMA IN ALTRI CAMPI ( NELL’IMPEGNO SPORTIVO, NELLE RELAZIONI DI AMICIZIA, NEL RAPPORTO DI COPPIA).



L’ESPERIENZA SCOLASTICA PUO’ QUINDI INCIDERE SUL PROCESSO DI SVILUPPO ANCHE SE NON IN MANIERA ESCLUSIVA, FORNENDO ALL’INDIVIDUO MOLTEPLICI OCCASIONI DI SPERIMENTAZIONE DI SE’ E DI VERIFICA DELLE PROPRIE COMPETENZE COGNITIVE E SOCIALI.


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