Lingua italiana biennio



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ISTITUTO TECNICO STATALE PER IL TURISMO “P. Savorgnan di Brazzà” - LIGNANO SABBIADORO


PROGRAMMI

LINGUA ITALIANA - BIENNIO

L'insegnamento dell'italiano si colloca nel quadro più ampio del­l'educazione linguistica, la quale coinvolge tutti i linguaggi, ver­bali e non verbali, e impegna tutte le discipline. La connessione fra i diversi linguaggi e la varietà dei contenuti e delle situazioni di apprendimento, a cui la pratica dei linguaggi va collegata, costituiscono punti di riferimento obbligati in ogni fase del percorso formativo.
In particolare, la lingua primaria, come strumento fondamentale per l'elaborazione e l'espressione del pensiero, ai fini dell’ampliamento dell'intero patrimonio personale di esperienze e di cultura, si offre come terreno di intervento diretto per tutte le discipline.
In tale contesto, l'insegnamento dell'italiano assume, come oggetto specifico dell'azione educativa e come campo di acquisizione cultura­le, i processi di produzione e comprensione, facendo­si speciale carico di farne emergere la varietà di caratteri e di funzioni e sviluppando particolari attinenze con gli altri insegnamenti linguistici.

FINALITA’
La disciplina ha le seguenti finalità, permanenti, in diverso grado, attraverso tutti i livelli del processo di istruzione:


  1. fare acquisire la padronanza della lingua italiana, in quanto lingua primaria, nella varietà delle forme (parlate, scritte e trasmesse attraverso altri mezzi;) e per le diverse funzioni;

  2. fare acquisire una coscienza riflessa dei processi comunicati­vi e del funzionamento del sistema linguistico;

  3. farne riconoscere l'importanza nell'intera vita dell'individuo sul piano cognitivo, espressivo e dell'interazione sociale e renderne consapevole l'uso;

  4. farne ricavare principi che si assumono in altri campi di conoscenza e di operatività (logica, matematica, informatica) e indicazioni sui fatti culturali di cui la lingua dà testimonianza storica;

  5. promuovere, mediante la frequentazione delle opere letterarie, in parallelo con le altre forme di espressione artistica, l'esperienza estetica, la quale attiva le facoltà fantastiche e d'immaginazione come vie di conoscenza della realtà.

L'azione educativa svolta nelle precedenti fasce scolari, deve trovare la sua coerente continuazione nel primo biennio della scuola secondaria superiore. Qui essa si sviluppa in un nuovo ciclo, che ripropone i percorsi fondamentali della disciplina, allo scopo di consolidare i risultati già conseguiti dagli alunni, ma progredisce e si articola in modo da far loro raggiungere in tutti i settori i livelli più avanzati, in relazione alle accresciute capa­cità e ai maggiori bisogni dell'età dei discenti.



OBIETTIVI
Alle finalità anzidette si rapportano gli obiettivi specifici da raggiungere in questo nuovo ciclo, che vengono esposti dettagliata­mente in seguito e qui si presentano in termini riassuntivi:

  1. l'acquisizione della dimensione propriamente "testuale" nella pratica delle abilità linguistiche, in particolare nella let­tura, che fornisce l'esperienza basilare delle realizzazioni testuali;

  2. l'acquisizione di un metodo per condurre con maggiore penetra­zione l'analisi riflessa dei processi di comunicazione e dei si­stemi linguistici;

  3. la maturazione di un interesse più specifico per i testi let­terari, che va connesso all'acquisita capacità di condurne un'analisi diretta, premessa necessaria per un futuro rapporto personale dell'individuo con tali testi.

Come obiettivi cognitivi trasversali a quelli dei singoli settori, si pongono:




  1. l'acquisizione dell'abitudine stabile alla lettura, come inso­stituibile mezzo per accedere ai più diversi campi del sapere, per la maturazione della capacità di riflessione e per la mag­giore partecipazione alla realtà sociale;

  2. l’acquisizione dell’uso della lingua per compiere operazioni di astrazione e di trasferimento autonomo di conoscenze e concetti da un campo all'altro.

L'ampiezza e la natura composita della materia richiedono che l'illustrazione dettagliata degli obiettivi, dei contenuti e dei me­todi segua la distinzione istituzionale tra i settori delle abilità linguistiche (1.), della riflessione sulla lingua (2.) e dell'educazione letteraria (3.). Tale partizione e l'ordine che ne consegue non costituiscono indicazione di priorità intrinseca e di sequenza nella prassi didattica, la quale dovrà, invece, attuare una forte circolarità fra le attività di ciascun settore.




1. Abilità linguistiche

1.1. Uso orale: ricezione e produzione.



A. Obiettivi
Gli obiettivi indicati riguardano in primo luogo la comunicazione orale diretta. Essi sono riferibili anche alle forme di comunicazione attraverso mezzi, la quale tuttavia richiede altre indicazioni speci­fiche, considerato che, con lo sviluppo delle moderne forme di comuni­cazione fonica e fonico-visiva a distanza, l'uso orale ha assunto aspetti particolari e funzioni culturali e sociali nuove.
Nell'ascolto l'alunno dovrà superare il livello della comprensione globale e generica dei discorsi altrui e acquisire le seguenti capaci­tà:


  1. individuare nel discorso altrui i nuclei concettuali e l'orga­nizzazione testuale (specialmente nelle esposizioni argomentate);

  2. evincere con chiarezza il punto di vista e le finalità dell'emit­tente.

Nella produzione l'alunno dovrà superare il livello dell'esposi­zione casualmente sequenziale e acquisire le seguenti capacità:




  1. raggiungere un primo stadio di pianificazione del proprio discorso per quanto riguarda l'organizzazione testuale, anche ai fini dell'utilizzazione del tempo disponibile;

  2. regolare con consapevolezza, in rapporto alle diverse situa­zioni comunicative e alle diverse finalità, il grado di ade­renza all'uso standard della lingua e i tratti prosodici (intonazioni, volume di voce, ritmo), prossemici e gestuali, quali aspetti che conferiscono efficacia al discorso.

Nella produzione dei messaggi da trasmettere attraverso mezzi, costituisce obiettivo specifico la capacità di ipotizzare le caratte­ristiche e le condizioni del destinatario (spesso sconosciuto) in ascolto, per regolare su di esse l'impostazione del proprio discorso.



B. Contenuti e metodi
Le attività ricettive e produttive orali vanno previste e program­mate specificamente, sotto forma di:


  1. pratica dei diversi generi di scambio comunicativo (conversa­zione, discussione, intervista, esposizione libera o sulla base di appunti o scalette, ecc.), nei quali variano i caratteri di coerenza, completezza ed esplicitazione del discorso, gli atteg­giamenti del parlante, il grado di interazione e il numero de­gli interlocutori;

  2. riflessione sulle caratteristiche strutturali e testuali del parlato, che lo rendono funzionale alla modalità comunicativa imposta dal mezzo e lo differenziano dall'uso scritto.

Perché gli esercizi in tale campo siano accostabili alle pratiche reali, si dovrà utilizzare soprattutto l'interazione comunicativa che si attua durante le attività scolastiche, curando che vi siano coin­volti tutti i componenti della classe. Sarà particolarmente utile condurre anche osservazioni su rilevamenti e registrazioni nella pro­duzione spontanea, di altri e degli alunni stessi in situazioni anche extra­scolastiche.


Si richiama l'attenzione sul fatto che, nella sfera dell'oralità, il comportamento comunicativo e linguistico tenuto dagli insegnanti nello svolgimento delle attività didattiche costituisce la fonte e il modello più diretto per gli alunni.
1.2. Lettura

A. Obiettivi
Tenuto conto delle diverse modalità e funzioni che caratterizzano la lettura silenziosa e quella a voce, si segnalano separatamente due ordini di obiettivi.

Nella lettura silenziosa, e mediante essa, l'alunno deve conquista­re la capacità di:




  1. compiere letture diversificate, nel metodo e nei tempi, in rap­porto a scopi diversi (ricerca di singoli dati e informazioni; comprensione globale; comprensione approfondita; uso del testo per le attività di studio);

  2. condurre nell'analisi e nell'interpretazione dei testi le seguen­ti operazioni:

a) individuare le strutture e le convenzioni proprie dei diversi tipi di testo;

b) usare le proprie conoscenze per compiere inferenze;

c)integrare le informazioni del testo con quelle fornite da al­tre fonti.

Nella lettura a voce l'alunno dovrà raggiungere la capacità di rendere l'esecuzione funzionale alla situazione, regolando gli aspet­ti fonici, prosodici e di direzione comunicativa.

B. Contenuti e metodi
La pratica della lettura, sia ai fini dello sviluppo dell'abilità specifica, sia ai fini della crescita culturale, va condotta su un'ampia varietà di testi, da scegliere anche sulla base di tipologie che facciano riferimento a funzioni e categorie generali: da testi espositivi e informativi a testi argomentativi, da testi scientifici e tecnici a testi letterari.
Per i testi propriamente letterari si rinvia in particolare a quanto detto, anche sotto l'aspetto metodologico, nel punto 3.
Per le altre attività di lettura si fornisce qui un'indicazione orientativa di generi ai quali attingere, attraverso raccolte antolo­giche o testi originari, da reperire anche in quotidiani e riviste: biografie e autobiografie, documenti storici e della vita sociale e culturale del passato, resoconti della vita del nostro tempo (econo­mia, politica, amministrazione, sport, costume), descrizioni etnogra­fiche, storia di scoperte e invenzioni, semplici descrizioni scienti­fiche, riflessioni morali e religiose.
Una pratica di lettura più strumentale va esercitata in situazioni di uso concreto, quali la preparazione di dibattiti, l'elaborazione di testi documentati, ecc.
Nell'esame dei testi vanno messi chiaramente in luce, con riferi­mento anche all'itinerario della riflessione linguistica, i caratteri specifici che conferiscono potere informativo al messaggio (unità, comp­letezza, coerenza, coesione) e il loro vario manifestarsi nelle di­verse forme di testo.
Sarà particolarmente utile avviare gli alunni a frequentare strut­ture e luoghi (biblioteche, librerie, archivi e simili) che favori­scono la lettura come attività autonoma, volta anche a soddisfare in­teressi personali.

1.3. Scrittura


A. Obiettivi
Sono obiettivi di apprendimento della scrittura, da far raggiungere specificamente nel biennio:


  1. la consapevolezza e capacità di controllo delle dif­fe­renze tra formulazione orale e formulazione scritta del pen­siero (con riferimento in parti­colare ai rapporti tra fatti fonici e prosodici e fatti ortografici e di punteggiatura; tra sintassi ellittica e sintassi esplicita; tra lessico generico e lessico tecnico);

  2. la capacità di realizzare forme di scrittura diverse in rap­porto all'uso, alle funzioni e alle situazioni comunicative, distin­guendo fondamentalmente tra scritture più accentuate strumentali e di uso personale e scritture di larga uti­lizzazione e che richiedono più attenta pianificazione;

  3. la consapevolezza della flessibilità del progetto di scrittura e la conseguente capacità di modificare per tempo, quando occorra, il progetto di un proprio testo.


B. Contenuti e metodi
In relazione agli obiettivi indicati, si fornisce una lista orien­tativa delle varie forme di testo producibili nella pratica scolasti­ca, che hanno le stesse finalità presenti nella vita reale:


  1. appunti di lezioni e conferenze e verbali di discussione;

  2. lettere, annunci, richieste e comunicazioni rivolte ad uffici e ad istituzioni; questionari;

  3. descrizioni di luoghi, oggetti, persone, fenomeni, eventi (in termini oggettivi o in termini soggettivi); articoli di tipo giornalistico;

  4. istruzioni per eseguire operazioni o regolare attività e servizi;

  5. schede di letture e recensioni di libri, film, spettacoli;

  6. brevi commenti "a margine" di testi (con distinzione fra note esplicative e osservazioni valutative);

  7. riassunti di varia dimensione e secondo prospettive diverse;

  8. parafrasi e riscritture intese a mutare la forma linguistica del testo (da specialistica a comune, da antica ad attuale, ecc.);

  9. sceneggiature per proiezioni di diapositive o filmati;

  10. esposizioni argomentate su tema dato, secondo istruzioni composi­tive indicate dall'insegnante;

  11. scritti che rielaborano in modo creativo dati di esperienze, in­formazioni possedute ed elementi fantastici, e che si ispirino, per la realizzazione formale, a generi altrimenti noti (novelle, dialoghi, diari, ecc.).

Per le forme di scrittura di maggiore complessità gli alunni do­vranno essere condotti a possedere adeguate tecniche di composizione, e quindi:


  1. essere educati a ricavare intelligentemente e correttamente da altri testi informazioni, stimoli e modelli di scrittura, sen­za che si pretenda da loro una spiccata "originalità" di idee, inverosimile specie quando la trattazione verte su argomenti vasti e complessi;

  2. essere forniti, di volta in volta, di specifiche istruzioni sulla funzione e la destinazione del testo da realizzare e i suoi ca­ratteri formali (quali l'ampiezza, il registro linguistico, talo­ra anche la particolare impostazione grafica);

  3. essere istruiti, anche ai fini dell'utilizzazione del tempo, sul­le fasi di elaborazione del testo.

La correzione dei testi prodotti va considerata innanzitutto come parte del processo di apprendimento della scrittura e a tal fine l'alunno deve essere abituato anche all'autocorrezione. Ai fini della valutazione sono da prendere in considerazione tutti gli aspetti e le fasi del processo di scrittura, e si verificheranno negli elaborati la pre­senza delle conoscenze oggetto di studio, la correttezza formale e, non meno, la rispondenza alle istruzioni compositive impartite.


2. Riflessioni sulla lingua

A. Obiettivi
La riflessione sulla lingua non va concepita a fini meramente nor­mativi o sussidiari all'uso, ma va invece rivalutata come fondamenta­le forma di indagine sulla realtà della comunicazione. In questa fascia d'età, in cui l'alunno ha maggiori capacità di astrazione e potenzialità di pensiero ipotetico-deduttivo, questa attività con­tribuisce notevolmente allo sviluppo cognitivo e all'acquisizione di un metodo scientifico; essa stabilisce anche rapporti specifici tra l'ambito delle lingue ed altre aree di conoscenze e di applicazione, quali la matematica, la logica ed il campo oggi emergente delle scien­ze dell'informazione.
L'alunno deve pertanto raggiungere la capacità di:


  1. analizzare con metodo la lingua, collegando i fenomeni dei vari livelli del sistema e istituendo confronti tra alcuni elementi fondamentali della lingua italiana e quelli di altri sistemi linguistici;

  2. riconoscere la diversa utilizzazione che hanno le stesse struttu­re linguistiche in diversi tipi di testo;

  3. cogliere il rapporto tra le tradizioni linguistiche, le tradi­zio­ni culturali e le vicende della società, rilevando così gli as­petti della storicità della lingua nella varietà linguistica nel­lo spazio geografico.

B. Contenuti e metodi
I contenuti della riflessione sono dati dalla materia complessiva dei processi di comunicazione e del funzionamento del sistema della lingua. Tale quadro, parzialmente già noto all'alunno, deve ora acquistare chiarezza e completezza e perciò deve ricomprendere tutti i principali nuclei tematici (aspetti generali della comunicazione; differenze linguistiche dovute al mezzo parlato o scritto; strutture testuali; strutture del sistema generale della lingua; storicità della lingua).
In relazione agli obiettivi di questa fascia di scolarità diventano argomenti di particolare o nuova trattazione:



  1. le caratteristiche fondamentali di un "testo" (unità, completezza, coerenza, coesione), che ne realizzano l'informa­tività e le sue possibili articolazioni, con riferimento al rapporto tra i fatti prosodici e la punteggiatura e le pratiche grafiche, nella scrittura;

  2. la varietà dei tipi di testo ("tipologia dei testi"), che con­duce ad esaminare il rapporto tra la forma del testo e il suo "contenuto";

  3. gli aspetti retorici, legati particolarmente a valori semantici, nei diversi usi della lingua;

  4. le implicazioni principali del rapporto tra semantica e sintassi nella struttura della frase (legami tra i costituenti, reggenze, concordanze modali);

  5. i punti fondamentali della vicenda storica della lingua italiana (dalle sue origini latine ad oggi) e dei suoi rapporti con i dialetti e con altre lingue.

Sotto il profilo del metodo è necessario:




  1. tener conto delle varietà fondamentali della lingua (standard scritto, uso medio regionale, ecc.), anche in relazione alla competenza linguistica, evitando l'impostazione che presupponga l'esposizione di teorie;

  2. confrontare e raccordare metodi e terminologia con quanto già appreso nella scuola media, preferendo un intelligente eclet­tismo all'assunzione rigida di un unico modello teorico;

  3. condurre la descrizione delle strutture linguistiche attraverso itinerari organizzati, collegandola anche alla pratica e all'osser­vazione degli usi reali.


3. Educazione letteraria
L'educazione letteraria ha valenze formative autonome, in quanto la letteratura:


  1. rappresenta sentimenti e situazioni universali in cui ciascuno può riconoscersi;

  2. è luogo in cui individui e gruppi sociali iscrivono e riconoscono le loro esperienze, aspirazioni, concezioni;

  3. attiva processi emotivi e cognitivi che permettono un approccio più complesso e più ricco della realtà;

  4. testimonia le inesauribili risorse del mezzo linguistico e of­fre occasione privilegiata anche per lo sviluppo di abilità lin­guistiche.

Tali esperienze si dimostrano atte anche a contrastare eventuali stereotipi della cultura di massa.


Nel biennio l'educazione letteraria assume un ruolo specifico di rilievo perché trova negli adolescenti, rispetto ad alunni dell'età precedente, maggiore disposizione ad accoglierne gli stimoli. Essa deve ora porre le basi della formazione di un lettore consapevole e capace di avere permanente familiarità con i testi.
A. Obiettivi
E' obiettivo specifico del biennio la graduale acquisizione delle seguenti capacità:


  1. riconoscere gli aspetti formali del testo letterario nelle sue varie realizzazioni;

  2. esercitare modalità di lettura appropriate ai diversi tipi di testo letterario;

  3. cogliere il rapporto tra la produzione letteraria e il contesto culturale e storico generale in cui si inquadra.



B. Contenuti e metodi
Il contenuto dell'educazione letteraria è dato dalla lettura e analisi dei testi e da una conoscenza essenziale delle "istituzioni" che ne regolano la produzione.
Nella scelta dei testi è necessario tener conto degli interessi e delle motivazioni esistenti nei discenti, ma spetta al docente conci­liare tali esigenze con un disegno rispondente ad obiettivi più gene­rali emergenti dalla programmazione. La scelta dei testi deve infatti permettere allo studente di muoversi in un orizzonte abbastanza ampio di cultura, senza preventivi limiti di tempo, di spazio e di genere.
Quanto al tempo, anche se le opere di epoche relativamente recenti possono essere privilegiate per gli aspetti di maggiore affinità con la cultura e la lingua del presente, non devono mancare adeguati con­tatti con testimonianze di altre epoche, anche antiche, per attingervi motivi culturali profondi (memorie di miti e di figure, luoghi ed eventi emblematici).
Quanto allo spazio, la necessaria ampia presenza di opere lettera­rie italiane non deve escludere testi appartenenti ad altre culture europee ed extraeuropee. Per il panorama italiano non si propongono canoni estrinseci di selezione e classificazione ma vanno certamente saggiati alcuni degli autori maggiori. Non deve mancare l'interesse per quanto è stato prodotto dalla nostra cultura anche in altre ling­ue (latino, dialetti, altri idiomi); a tal fine si possono utilizzare buone traduzioni affiancate agli originali.
Quanto al genere, è necessario fare esperienza della varietà di generi offerti dalla produzione letteraria, poiché questa si configu­ra, specialmente nei generi poetici, come un sistema dotato di pro­prie istituzioni portatrici di significato.
La lettura dei testi letterari deve essere nell'insieme sufficien­temente varia e articolata: pertanto richiede il ricorso ad adeguate scelte antologiche, terreno di esercitazione intensiva delle compe­tenze letterarie ed occasione e stimolo alla scoperta di opere inte­re, la cui lettura costituisce scopo fondamentale dell'educazione letteraria.
L'itinerario complessivo di lettura dei testi non può essere ca­suale, ma deve essere organizzato in modo significativo mediante rag­gruppamenti e percorsi, al fine di far rilevare la persistenza e l’evoluzione di temi, motivi e forme nel tempo, nelle diverse culture e nei vari tipi di rappresentazione.
A tale criterio deve rispondere anche la scelta delle opere inte­re, la quale perciò può essere vincolata da indicazioni coercitive. Essa tuttavia terrà responsabilmente conto dei seguenti criteri fon­damentali, che sono tra loro interconnessi:

  1. la riconosciuta dignità letteraria delle opere, in riferimento a una consolidata tradizione di critica e di storia della cultura;

  2. la significatività tematica, in rapporto agli interessi presenti ed educabili nei lettori;

  3. le caratteristiche formali e gli aspetti linguistico-espressivi, in relazione alle possibilità di accesso iniziale e a quelle di crescita e di affidamento della comprensione.

La scelta deve essere tale da consentire per ogni anno, d'obbligo, sia la lettura sistematica e collettiva di almeno un’opera, sia la lettura più rapida e individuale di altre opere.


Nel caso che per la lettura collettiva si utilizzino testi narra­tivi particolarmente ampi e impegnativi (quali ad esempio i romanzi di Manzoni e di Verga, tradizionalmente presenti, o altri, italiani o stranieri, che possono scegliersi), la lettura di essi non va condot­ta in modo puramente estensivo, né per riassunti, per giungere a un generico inquadramento di contenuto, ma deve seguire itinerari con­formi agli obiettivi della programmazione e tali che mettano in evi­denza gli aspetti significativi dell'opera.
La lettura e l'interpretazione dei testi letterari si fondano prio­ritariamente sull'analisi diretta delle forme del testo. Bisogna per­tanto educare l'alunno a cogliere il significa­to del testo osservandone concretamente la lingua nei suoi diversi livelli, gli aspetti ritmici e prosodici e la stessa configurazione grafica. Nel condurre tale analisi sono da evitare eccessi di tecni­cismo che condurrebbero a operazioni meccaniche.
E' altresì necessario collocare l'opera nel suo contesto, ossia "storicizzarla", senza ricorrere tuttavia a inquadramenti storiogra­fici ingombranti. Partendo dai segnali interni all'opera stessa, si svilupperanno essenziali confronti con altre opere e testimonianze coeve e di altra epoca, nonché con la cultura e le esperienze proprie del lettore e del suo tempo, anche riferite alla letteratura straniera.
Per le opere in traduzione risulta molto utile mettere a confronto diverse traduzioni di uno stesso originale, specialmente se questo è in una lingua nota all'alunno.
Lo studio dei testi letterari si avvantaggia e si arricchisce note­volmente tramite opportuni collegamenti e raffronti con manifestazio­ni artistiche di altro tipo (figurative, musicali, filmiche).

LINGUA E LETTERATURA ITALIANA - TRIENNIO






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