Linguistica applicata II



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Morfosintassi (4)

A.A. 2003-2004


A.Belletti 22-23/3/2004


  • Caso strutturale vs Caso inerente. Caso e accordo.

Ipotesi centrale della teoria linguistica (P&P): I sintagmi nominali espliciti devono avere un Caso. Si tratta di una condizione che ne permette l’apparizione nella frase. Il Caso è una proprietà di UG.
Le lingue con morfologia casuale esplicita e regolare (es. Russo, Tedesco, Giapponese…, Latino) indicano in effetti che i sintagmi nominali presenti nella frase sono sempre accompagnati da una morfologia di Caso: a seconda delle proprietà delle diverse lingue la morfologia di Caso si situa su D o direttamente su N:

  1. Tedesco: Er schreibt einen (acc) Roman

  2. Russo: a Sasa (nom) vidit Borisa (acc)

Sasha ha visto Boris

b Sasa (nom) prodal gitaru (acc) Borisu (dat)

Sasha ha venduto la chitarra a Boris


  1. Giapponese: John-ga (nom) Mary-o (acc) but-ta

John ha colpito Mary

  1. Latino: Puella(nom) dominum(acc) amat

La distinzione tra le lingue riguarda solo la realizzazione morfologica/esplicita del Caso, ma per tutte le lingue opera una nozione di Caso “astratto”.


Per la prima volta negli studi grammaticali all’interno del modello di UG/P&P viene stabilita una differenza fondamentale tra due tipi di Caso:

Caso strutturale vs Caso inerente.

Anche se il Caso è un classico oggetto di studio della linguistica e della descrizione grammaticale tradizionale, la distinzione tra i due tipi di Caso è resa esplicita soltanto con P&P (Chomsky (1981) e il molto lavoro che ne è seguito).

Data l’idea che il Caso sia un meccanismo operativo in tutte le lingue, espressione di una proprietà di UG, indipendentemente dalla sua realizzazione morfologica, la distinzione tra i due tipi di Caso esprime la seguente differenza fondamentale:



Il Caso strutturale è espressione di proprietà della struttura sintattica (in particolare di teste funzionali legate all’accordo);


Il Caso inerente è espressione di proprietà lessicali (di teste lessicali).



  • Casi strutturali


Nominativo e accusativo sono i Casi strutturali. Il Caso strutturale può considerarsi una forma di accordo. Le strutture in cui vengono assegnati sono le seguenti:


  1. Nominativo: nella posizione di Specificatore di una flessione finita (con accordo)

(Spec/AgrS);



  1. Accusativo: a. nella posizione di complemento diretto di V

(e di alcuni C preposizionali, es for in inglese);

b. nella posizione di Specificatore di una testa funzionale esterna al VP

(Spec/AgrO).
Se consideriamo la relazione Spec/testa come la relazione fondamentale di accordo, se si assume b. il Caso strutturale può esser esplicitamente visto come una manifestazione della relazione strutturale di accordo (su for vedi sotto).


  • Posizione strutturale di assegnazione di nominativo: la posizione di Specificatore di Agr delle frasi con accordo (tipicamente la posizione soggetto delle frasi finite);

  • Posizione strutturale di assegnazione di accusativo: la posizione di Specificatore di una testa funzionale (tipo accordo/AgrO) esterna al VP.

Nominativo:




  1. a Io penso che …..

b Sera difícil [eles(nom) aprovarEM a proposta] (Portoghese, infinito flesso)

sarà difficile loro approvare3pl la proposta

c Eu lamento [os deputados terEM trabalhado pouco]

Mi dispiace i deputati aver lavorato3pl poco
Nelle frasi infinitive senza accordo (soggetto) il Caso nominativo non è disponibile:


  1. a Penso [che io verrò]

b *Penso [di io venire]
c Penso [di PRO venire]
All’elemento pronominale PRO (la cui referenza è di necessità “controllata” da un argomento della principale >> proprietà che differenzia PRO dagli altri pronomi personali, su cui torneremo) si assume che venga associato un Caso “nullo”, proprio della morfologia non finita di frasi infinitive (complete, cfr. differenza con strutture a “sollevamento”…).

Ma il nominativo non è assegnato solo in combinazione con l’assegnazione di un Th-ruolo al sintagma nominale soggetto (come proiezione dell’informazione lessicale del verbo, riflesso dell’operazione di “Merge”). Cfr. il caso degli espletivi espliciti:
(6) Il semble que…..
Accusativo:


  1. a I saw him

b Lo vidi

c Vidi lui (che non incontravo da tanto tempo)



Ma l’accusativo non è assegnato solo in combinazione con l’assegnazione di un Th-ruolo ad un oggetto diretto, come proiezione dell’informazione lessicale del verbo, riflesso dell’operazione di “Merge”.
Cfr i contesti di ECM:


  1. a I believe[John/him to be a genius]

b I consider [Bill/him to be a nice guy]

c I know [him to have done that]

d I want [you/her to tell the truth]
cfr. le small clauses:


  1. a Considero [Gianni intelligente]

a’ Lo considero [ - intelligente]

b Vedevo [Maria correre]

b’ La vedevo [- correre]


Dunque, sia nominativo che accusativo mostrano una dissociazione tra Caso e ruolo tematico e in questo senso sono la manifestazione del Caso come proprietà della struttura e non come proprietà lessicale.





I casi strutturali sono il nominativo e l’accusativo, nella frase (nelle lingue nominativo/accusativo).

AgrP


2

DP(S) Agr’ 2

Agr TP 2 T’ 2 T VP

| … V


…AgrOP(Acc

2

AgrO’



2

AgrO VP


2

V’

2



V DP(O)





  • All’interno del sintagma nominale il Caso (genitivo) possessivo sembra avere, in parte, analoghe proprietà di Caso strutturale:




  1. a John’s book

b The man I met yesterday’s book
DP

2

DP D’



2

D(Agr) NP

! 4

‘s book


  • Casi inerenti

A differenza dei Casi strutturali, i Casi inerenti vengono assegnati in combinazione con un ruolo tematico.

Sono Casi assegnati da teste lessicali a complementi che esse selezionano come proprietà lessicale. N, A ed anche certi V (almeno in certe lingue dove la cosa è visibile morfologicamente) sono assegnatori di Casi inerenti.

Si può pensare che il Caso inerente non entri nel sistema di “Caso come accordo” e dunque non partecipi alla strutturazione dell’impalcatura frasale.


All’interno della distinzione introdotta nel programma Minimalista (MP) diremo che il Caso inerente esprime un tratto “interpretabile” (coincidente con il ruolo tematico) a differenza del Caso strutturale che esprime un puro tratto grammaticale e dunque “non-interpretabile” (per questo assimilabile all’accordo).
Il genitivo, Caso inerente di N e A:


  1. a La scoperta dell’America

b L’invidia di Maria


  1. a Gianni è geloso di Maria

b Gianni è fiero di te
La natura inerente del Caso assegnato da nomi e aggettivi è confermata in modo chiaro dall’assenza di assegnazioni “eccezionali” di Caso (ECM) da parte di nomi e verbi. Cfr. l’impossibilità delle frasi seguenti (in contrasto con (8) e (9) sopra):


  1. a *The belief [John to be honest]

b *The belief of [John to be honest]
c *La mia considerazione di [Gianni intelligente]


  1. a *John is proud of [Mary to have been accepted]

b John is proud [that Mary has been accpted]

c John is proud [PRO to have been accepted]
d *Gianni è fiero di [Maria esser stata accettata]
e Gianni è fiero [che Maria sia stata accettata]

f Gianni è fiero [di esser stato accettato]


Essendo il Caso inerente legato all’assegnazione di ruolo tematico da parte della testa lessicale, un Caso inerente non può essere assegnato ad un DP che riceve il ruolo tematico da un’altra testa.
Il Caso inerente di alcuni V:
Cfr. esempi in tedesco come i seguenti:


  1. a Sie hilft ihm (dativo)

Lo aiuta

b Sie gedachte vergangener Freuden (genitivo)

si ricorda della passata gioia

P:

come suggerito dalle lingue con Caso morfologico, P sembra assegnare Caso inerente al suo complemento:


  1. mit+ dat: mit den Zug

  2. an + dat: an der See (al mare, stato); Er fährt an die See (al mare; moto)

  3. infolge+ gen: infolge eines Unfalls (a seguito di un incidente)

Come si vede in (17), anche l’accusativo può esser trattato come Caso inerente.


La cosa è visibile anche nel così detto Caso Quirky, presente, ad esempio, in Islandese (nella costruzione “Quirky” l’oggetto diretto è in genere marcato nominativo e il sintagma marcato con Caso inerente si trova nella posizione soggetto):


  1. a Henni leiddust strákarnir

a lei(dat) stancano/danno fastidio i bambini (i) (nom)

b Henni var kalt

a lei(dat) è caldo

c Hana vantaði vinnu

lei (acc) manca di un lavoro (acc)

d Hennar var saknað

lei (gen) mancava (era persa)
Le preposizioni “leggere” in lingue prive di Caso morfologico, come “di” e “a” in Italiano, possono esser viste come realizzazioni di Caso (inerente?) . E’ ipotizzabile che contribuiscano alla strutturazione dell’impalcatura funzionale della struttura frasale come le teste legate al Caso strutturale (Kayne).
Vi sono tuttavia esempi in cui P assegna un Caso strutturale (coincidente, in inglese, nella forma, con l’accusativo). E’ il caso del complementatore-preposizionale for in esempi come (20) seguente:


  1. I want very much [for [him to become president]]


Come suggerito dalle parentesi, for si colloca nella zona del complementatore. E’ possibile che anche questa zona contenga una testa di tipo accordo legata al Caso.


  • La computazione in gioco nell’assegnazione/verifica del Caso strutturale

N
ominativo: Agr/S …T………[VPDP(S) V DP(O)]







A
ccusativo: ……………. Agr/O [VPDP(S) V DP(O)]






(con relativo movimento di V ad una testa bassa

da ammettersi anche in lingue come l’inglese)

Caso strutturale da CP (for): […… Agr/C … for [ DP(S) ………………]]






(con relativo movimento di for alla testa Agr/C(?))


  • Nel MP, la relazione Agree in termini di “probe” - “goal” ammette l’assegnazione/verifica del

Caso strutturale anche a distanza, senza dunque implicare di necessità il movimento del DP (goal) nello Spec di una testa di tipo Agr. Il movimento ha luogo solo se se la proiezione della testa in gioco ha un così detto tratto EPP attivo; ad esempio, tipicamente, nel caso del soggetto in quanto la posizione soggetto è una proprietà della frase, e dunque un tratto EPP è sempre associato alla testa (probe, T) che verifica il Caso:

P
robe…………….Goal



A

gree


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