Lo sviluppo emotivo Emozioni ed interazioni Le emozioni emergono nel contesto relazionale



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09.12.2017
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Lo sviluppo emotivo


Emozioni ed interazioni

  • Le emozioni emergono nel contesto relazionale.

  • Durante le interazioni i bambini osservano :

  • come le persone gestiscono i propri sentimenti e le proprie emozioni

  • come il loro comportamento emotivo influisce sugli altri



Cosa è necessario apprendere per sviluppare un buon adattamento sociale?

  • La consapevolezza del proprio stato emotivo: quali sono le circostanze che provocano le emozioni; cosa si prova dentro in riferimento alle diverse emozioni; come si manifestano all’esterno, come si chiamano (per poterne parlare)



Controllare l’espressione delle proprie emozioni:

  • Controllare l’espressione delle proprie emozioni:

  • (es. aggressività, gioia, orgoglio)

  • I bambini devono imparare a dissociare ciò che provano da ciò che possono (o devono) manifestare: regole culturali di esibizione delle emozioni.

  • Riconoscere le emozioni nelle altre persone:

  • gli altri possono provare emozioni diverse dalle proprie e possono manifestare emozioni diverse da quelle che realmente provano



Le emozioni autocoscienti

  • Nel corso dello sviluppo emergono emozioni sempre più complesse in conseguenza della maturazione e della socializzazione

  • Orgoglio, vergogna, senso di colpa, imbarazzo compaiono verso la fine del 2° anno, perché necessitano della presenza del senso di sé, che compare intorno ai 18 mesi (il Sé che giudica se stesso)

  • ESPRESSIONE DI ORGOGLIO E VERGOGNA

  • Orgoglio: “espansione” generale del corpo, postura eretta e aperta, petto in fuori, testa alta, espressione gioiosa, verbalizzazioni positive

  • Vergogna: “crollo” del corpo, spalle curve, braccia abbandonate o mani che coprono il viso, angoli della bocca all’ingiù, occhi bassi, attività sospesa, espressioni negative



Orgoglio



Orgoglio e vergogna nei bambini Lewis, Alessandri e Sullivan (1992)

  • A 3 anni i bambini hanno reazioni appropriate in relazione alla difficoltà del compito e all’obiettivo da raggiungere.

  • Non ci sono particolari differenze di sesso, ma le bambine tendono a provare più vergogna dei maschi quando falliscono in compiti semplici.



Emozioni e linguaggio

  • Con il linguaggio le emozioni diventano oggetto di riflessione:

    • Possibilità di separarsi dalle proprie emozioni e di comunicarle agli altri.
    • Possibilità di comprendere le descrizioni delle emozioni degli altri.
  • A 2 anni: comparsa del lessico emotivo (piacere, dolore)  descrizione comportamento esteriore.

  • A 3 anni: lessico emotivo più ricco, emozioni riferite agli altri, livello psicologico più profondo.

  • Periodo prescolare: verbalizzazione più accurata, chiara e complessa; individuazione delle cause delle emozioni, primi tentativi di gestire le proprie emozioni (comportamentali) e di manipolare i sentimenti degli altri.



Discorsi sulle emozioni in famiglia (Dunn, 1987; 1991)

  • Le discussioni su temi emotivi sono importanti per sviluppare una buona competenza emotiva nei bambini.

  • Inizialmente servono per comprendere il proprio stato emotivo ed ottenere consolazione, poi ci si riferisce alle emozioni altrui, alle cause e alle conseguenze, si differenziano meglio le diverse emozioni.

  • Le bambine parlano di più di aspetti emozionali rispetto ai maschi

  • Le madri parlano di aspetti emozionali più con le figlie che con i figli

  • Lo spazio riservato a conversazioni su aspetti emozionali varia molto all’interno delle famiglie (da 6 a 25 volte in un’ora).

  • Più si è esposti a discorsi sulle emozioni da piccoli, più si comprendono le emozioni una volta cresciuti (studi a 3 e a 6 anni)



Comprendere le emozioni degli altri

  • Periodo pre-scolare: sviluppo della teoria della mente

  • Comprendere le emozioni degli altri: non solo riconoscimento dei segnali espressivi, ma comprensione dell’esistenza di un mondo interiore nelle persone, costituito da idee e sentimenti indipendenti e diversi dai propri.

  • Le emozioni provate da una persona dipendono dai desideri e dalle credenze che permettono di dare un significato alle diverse situazioni (tra i 4 ed i 6 anni)



Le regole di espressione

  • Sono le norme culturali che regolano la manifestazione delle emozioni (sia il tipo di emozione da esternare, sia le circostanze più adeguate).

      • Regole di minimizzazione
      • Regole di massimizzazione
      • Regole di mascheramento (espressione neutra)
      • Regole di sostituzione


Modalità di apprendimento

  • Emotività fortemente influenzata dalla relazione genitore-figlio (legame di attaccamento)  messaggi specifici dei genitori sull’accettabilità delle emozioni (filosofia delle metaemozione). Tre modalità principali con cui vengono passati i messaggi sulle emozioni:

    • Attraverso istruzioni verbali (non si piange, non bisogna aver paura, ecc.)
    • Per adattamento
    • Attraverso le contingenze ambientali (interazioni comunicative)


Competenza emotiva

  • Consapevolezza del proprio stato emotivo

  • Capacità di riconoscere le emozioni altrui

  • Capacità di usare il linguaggio emotivo tipico della propria cultura

  • Capacità di empatia

  • Capacità di comprendere che non sempre alla manifestazione esteriore corrisponde uno stato interiore (in sé e negli altri)

  • Capacità di affrontare in maniera adattiva le emozioni negative

  • Consapevolezza del ruolo delle emozioni nelle relazioni interpersonali e relativo uso

  • Capacità di autocontrollo e autoregolazione delle proprie emozioni



Dalla ricerca risulta che…

  • I bambini in grado di autoregolare le proprie emozioni hanno più successo nel rapporto con i coetanei

  • I bambini che sanno esprimere con chiarezza i propri stati emotivi sono più apprezzati dai coetanei

  • I bambini con un vocabolario emozionale adeguato sono più popolari

  • I bambini che si esprimono in termini più positivi hanno relazioni più soddisfacenti

  • I bambini che sanno meglio interpretare i messaggi emotivi degli altri hanno una maggiore approvazione sociale

  • I bambini che gestiscono la collera in maniera meno aggressiva hanno una maggiore competenza sociale e più successo come leader



Al contrario…





Ragioni delle differenze di autoregolazione

  • Influenze biologiche (es. bambini Down: ritardo di maturazione delle aree cerebrali di inibizione del comportamento; bassa reattività fisiologica)

  • Influenze interpersonali (familiari, ambiente prossimo)

  • Influenze ecologiche (condizioni socio-culturali)

  • L’entità del rischio è data dall’interazione tra elementi di vulnerabilità e resilienza



Caratteristiche tipiche dei bambini autistici

  • Pattern di comportamenti ritualistici e ripetitivi

  • Anomalie e ritardi nello sviluppo linguistico (deficit nelle abilità cognitive di ordinamento in sequenza, astrazione e organizzazione)

  • Incapacità di instaurare rapporti sociali normali (assenza di una teoria della mente)



Problemi emotivi nell’autismo

  • I bambini autistici sono spesso incapaci di provare empatia

  • Sembrano disinteressati agli altri e alle loro emozioni e concentrano l’attenzione su altri particolari

  • Esibiscono meno emozioni positive o le manifestano in maniera incongruente

  • Pur avendo la capacità di cogliere la causalità fisica, non comprendono la causalità psicologica

  • Hanno difficoltà a coordinare le loro manifestazioni emotive con quelle degli altri e questo provoca difficoltà di socializzazione






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