Lo Zolfo è un elemento che si trova in natura allo stato libero. È un



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01.06.2018
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Lo Zolfo è un elemento che si trova in natura allo stato libero. È un non metallo leggero, insapore, inodore ma ha un odore caratteristico quando si lega con l'idrogeno (odore di uova marce: è bene far notare che questo non è l'odore dello zolfo, ma solo del suo composto solfuro d'idrogeno, (H2S). Brucia con fiamma bluastra che emette un odore caratteristico e soffocante, dovuto al biossido di zolfo (SO2) , noto come anidride solforosa o dal triossido di zolfo (SO3) che si forma come prodotto di combustione. Lo zolfo fuso dà un liquido rosso che diventa più giallo con il raffreddamento. Lo zolfo è insolubile in acqua. E’ un elemento elettronegativo e forma con elementi elettropositivi un legame ionico. Si trova allo stato puro nelle vicinanze di sorgenti calde e di vulcani.

  • Lo Zolfo è un elemento che si trova in natura allo stato libero. È un non metallo leggero, insapore, inodore ma ha un odore caratteristico quando si lega con l'idrogeno (odore di uova marce: è bene far notare che questo non è l'odore dello zolfo, ma solo del suo composto solfuro d'idrogeno, (H2S). Brucia con fiamma bluastra che emette un odore caratteristico e soffocante, dovuto al biossido di zolfo (SO2) , noto come anidride solforosa o dal triossido di zolfo (SO3) che si forma come prodotto di combustione. Lo zolfo fuso dà un liquido rosso che diventa più giallo con il raffreddamento. Lo zolfo è insolubile in acqua. E’ un elemento elettronegativo e forma con elementi elettropositivi un legame ionico. Si trova allo stato puro nelle vicinanze di sorgenti calde e di vulcani.



E’ costituito da molecole formate da otto atomi di zolfo (S8), che sono disposti su due piani paralleli a formare un anello. Gli stati di ossidazione più comuni dello zolfo sono −2, +2, +4 e +6. La sua forma più nota e comune è quella cristallina di colore giallo intenso ma è presente sotto forma di solfuri e solfati in molti minerali: ad esempio, la pirite è un solfuro di ferro, gesso ed alabastro sono solfati di calcio.

  • E’ costituito da molecole formate da otto atomi di zolfo (S8), che sono disposti su due piani paralleli a formare un anello. Gli stati di ossidazione più comuni dello zolfo sono −2, +2, +4 e +6. La sua forma più nota e comune è quella cristallina di colore giallo intenso ma è presente sotto forma di solfuri e solfati in molti minerali: ad esempio, la pirite è un solfuro di ferro, gesso ed alabastro sono solfati di calcio.



Lo zolfo è l'elemento chimico con simbolo S, numero atomico 16 e peso atomico 32,064.

  • Lo zolfo è l'elemento chimico con simbolo S, numero atomico 16 e peso atomico 32,064.







Biologicamente rilevante è il ciclo dello zolfo in natura: i solfati presenti nel terreno vengono sintetizzati dai vegetali, raggiungendo gli organismi animali; questi ultimi, in parte nelle urine, in parte attraverso i processi di putrefazione a opera dei batteri aerobi e anaerobi, eliminano, rispettivamente sotto forma di solfato e di idrogeno solforato, lo zolfo, che ritorna così al terreno, ricominciando il ciclo.

  • Biologicamente rilevante è il ciclo dello zolfo in natura: i solfati presenti nel terreno vengono sintetizzati dai vegetali, raggiungendo gli organismi animali; questi ultimi, in parte nelle urine, in parte attraverso i processi di putrefazione a opera dei batteri aerobi e anaerobi, eliminano, rispettivamente sotto forma di solfato e di idrogeno solforato, lo zolfo, che ritorna così al terreno, ricominciando il ciclo.







ORIGINE VULCANICA( SOLFATARE)

  • ORIGINE VULCANICA( SOLFATARE)

  • Esalazione di vapori e gas solfurei da condotti o fenditure del suolo, dovuta ad attività vulcanica in via di estinzione. In questi gas si trovano vapori di zolfo che, in presenza di acqua, reagiscono fra loro e si depositano in cristalli e incrostazioni nei crateri, alle bocche delle fumarole e sulle lave.



Le più note solfatare sono quelle di Pozzuoli (Na), le fumarole dell'Etna e dell'isola di Vulcano

  • Le più note solfatare sono quelle di Pozzuoli (Na), le fumarole dell'Etna e dell'isola di Vulcano





Le più importanti solfare italiane si trovano in Romagna, nelle Marche e soprattutto in Sicilia

  • Le più importanti solfare italiane si trovano in Romagna, nelle Marche e soprattutto in Sicilia









Sistema costituito da due recipienti in terracotta (olle o pignatte), collegate da un tubo. Uno dei due recipienti veniva caricato con pezzetti di minerale di zolfo e scaldato a fuoco diretto, bruciando legna o carbone. Lo zolfo evaporava e condensava nell’altro recipiente, dal quale veniva raccolto in stampi di legno

  • Sistema costituito da due recipienti in terracotta (olle o pignatte), collegate da un tubo. Uno dei due recipienti veniva caricato con pezzetti di minerale di zolfo e scaldato a fuoco diretto, bruciando legna o carbone. Lo zolfo evaporava e condensava nell’altro recipiente, dal quale veniva raccolto in stampi di legno



E’ un forno circolare in mattoni refrattari, aperto nella parte superiore, del diametro di 1,5-2 metri e con il fondo inclinato ricoperto da scorie; veniva riempito con minerale di zolfo cui si appiccava il fuoco dal di sopra. Lo zolfo fuso usciva da un foro praticato sul fondo direttamente dentro piccoli stampi.

  • E’ un forno circolare in mattoni refrattari, aperto nella parte superiore, del diametro di 1,5-2 metri e con il fondo inclinato ricoperto da scorie; veniva riempito con minerale di zolfo cui si appiccava il fuoco dal di sopra. Lo zolfo fuso usciva da un foro praticato sul fondo direttamente dentro piccoli stampi.



Forno in mattoni simile alla calcarella ma dal rendimento più elevato. Ha la sommità a forma conica e la carica di minerale di zolfo viene ricoperta da uno strato di terra o scorie; la copertura consente di controllare la combustione, protegge la carica nei confronti delle variazioni climatiche e riduce notevolmente l’inquinamento ad opera dei gas di combustione .Lo zolfo fuso esce da un foro praticato nella bocca del forno (morte) che viene aperto al momento opportuno. Il calcarone è stato il tipo di forno più usato a partire dal 1850.

  • Forno in mattoni simile alla calcarella ma dal rendimento più elevato. Ha la sommità a forma conica e la carica di minerale di zolfo viene ricoperta da uno strato di terra o scorie; la copertura consente di controllare la combustione, protegge la carica nei confronti delle variazioni climatiche e riduce notevolmente l’inquinamento ad opera dei gas di combustione .Lo zolfo fuso esce da un foro praticato nella bocca del forno (morte) che viene aperto al momento opportuno. Il calcarone è stato il tipo di forno più usato a partire dal 1850.



Forno a funzionamento continuo, costituito da una serie di 4, 6, 8 camere di forma conica in comunicazione fra di loro in sequenza; il calore prodotto dalla combustione dello zolfo nella prima cella (motrice) veniva utilizzato per preriscaldare ed incendiare il minerale contenuto nella seconda, che diventava a sua volta motrice per la terza, e così via. Anche il pavimento di queste celle era inclinato e coperto da scorie pressate; ogni cella era dotata di una serie di aperture: per il caricamento , per convogliare il calore nelle camere vicine e per i gas di combustione poi scaricati all’esterno attraverso il camino principale . Nella parte bassa di ogni cella si trovavano due aperture: una da cui veniva spillato lo zolfo fuso (morte), l’altra, regolabile, per l’aria necessaria alla combustione. L’apertura dei vari condotti era controllata con delle valvole

  • Forno a funzionamento continuo, costituito da una serie di 4, 6, 8 camere di forma conica in comunicazione fra di loro in sequenza; il calore prodotto dalla combustione dello zolfo nella prima cella (motrice) veniva utilizzato per preriscaldare ed incendiare il minerale contenuto nella seconda, che diventava a sua volta motrice per la terza, e così via. Anche il pavimento di queste celle era inclinato e coperto da scorie pressate; ogni cella era dotata di una serie di aperture: per il caricamento , per convogliare il calore nelle camere vicine e per i gas di combustione poi scaricati all’esterno attraverso il camino principale . Nella parte bassa di ogni cella si trovavano due aperture: una da cui veniva spillato lo zolfo fuso (morte), l’altra, regolabile, per l’aria necessaria alla combustione. L’apertura dei vari condotti era controllata con delle valvole



Permette l'estrazione del minerale dagli strati profondi del sottosuolo. Il processo si basa sull’estrazione dello zolfo tramite la sua fusione in sito e consiste nel pompare nel giacimento di zolfo una miscela di aria compressa e vapore acqueo surriscaldato. Lo zolfo viene portato in superficie attraverso trivelle formate da tre tubi concentrici: uno per l'immissione di vapore surriscaldato in pressione destinato a fondere lo zolfo; uno per la risalita dello zolfo fuso; il terzo per la circolazione di aria calda destinata a mantenere lo zolfo liquido.

  • Permette l'estrazione del minerale dagli strati profondi del sottosuolo. Il processo si basa sull’estrazione dello zolfo tramite la sua fusione in sito e consiste nel pompare nel giacimento di zolfo una miscela di aria compressa e vapore acqueo surriscaldato. Lo zolfo viene portato in superficie attraverso trivelle formate da tre tubi concentrici: uno per l'immissione di vapore surriscaldato in pressione destinato a fondere lo zolfo; uno per la risalita dello zolfo fuso; il terzo per la circolazione di aria calda destinata a mantenere lo zolfo liquido.




























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