L’uomo prende a oggetto d’indagine la sua sua stessa interiorità



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29.03.2019
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CAPITOLO 12

Bergson
Lo spiritualismo costituisce la prima reazione al positivismo. L’atteggiamento della filosofia spiritualistica si riverisce all’atteggiamento per cui l’uomo prende a oggetto d’indagine la sua sua stessa interiorità. Questa corrente riconosce il compito proprio e specifico della filosofia nella descrizione e nella spiegazione dei dati della coscienza.

Bergson è il massimo esponente dello spiritualismo francese e la sua teoria è compresa nel quadro dell’evoluzionismo spiritualistico. B nacque a Parigi nel 1859 e morì nel 1941. Il suo primo scritto è il Saggio sui dati immediati della coscienza che mostra il metodo della sua filosofia: liberare dalle strutture intellettuali fittizie la vita originale della coscienza per attingerla nella sua presenza. La seconda opera è Materia e Memoria dedicata allo studio dei rapporti tra corpo e spirito. La sua opera più importante L’evoluzione creatrice è dedicata a illustrare la natura della vita come una corrente di coscienza. Nel 1900 Bergson aveva pubblicato i saggi sul Riso e tre altre raccolte di saggi tra il 1919 e il 1934 intitolate L’energia spirituale, Durata e simultaneità e Il pensiero e il movente. Nel 32 pubblica le due fonti della morale e della religione.

Una delle teorie più originali di Bergson è la distinzione tra il tempo della scienza e il tempo della vita:



  • Il tempo della scienza è quantitativo e omogeneo (ogni istante è differente dall’altro solo quantitativamente), reversibile (un esperimento può essere osservato un numero indefinito di volte) e discontinuo, inoltre è astratto esteriore e spazializzato e ha come simbolo la collana di perle

  • Il tempo della vita è qualitativo ed eterogeneo, irreversibile e continuo, inoltre si identifica con la durata reale concreta, interiore ed è libertà e auto creazione. Ha come simbolo il gomitolo o la valanga.

Mentre il tempo della scienza è una costruzione formale di tipo fisico-matematico, il tempo della vita coincide con il fluire auto creativo della coscienza. L’anima si determina da sé ed è quindi libera.

In Materia e Memoria B studia i rapporti tra spirito e corpo. B articola il suo discorso distinguendo tra memoria ricordo e percezione. La memoria pura e la coscienza stessa, lo spirito che registra automaticamente tutto. Il ricordo è la materializzazione di un evento del passato. Il cervello trasforma in ricordi immagini solo ciò che serve all’azione mantenendo nell’inconscio la massima parte del passato. La percezione agisce come un continuo filtro selettivo dei dati. B continua a presupporre un dualismo tra spirito e materia.

L’opera evoluzione creatrice è tesa a mostrare come l’universo stesso sia interpretabile secondo il concetto di durata reale. La vita è sempre creazione e nello stesso tempo conservazione integrale e automatica dell’intero passato.

Noi non possiamo vivere che una sola vita perciò dobbiamo scegliere. In altri termini la vita non segue una linea di evoluzione unica e semplice. L’unita della varie direzioni è un unità che precede la biforcazione. Lo slancio vitale è creazione libera e imprevedibile ed è la causa profonda delle variazioni. Con l’esempio della mano e della limatura di ferro B critica finalismo e materialismo. I primi vogliono che un piano d’insieme preceda queste azioni elementari, mentre i secondi dicono che la posizione di ciascun grano di limatura sia causato dai grani vicini che esercitano azione su di esso. La verità è che vi è stato un atto indivisibile che è l’atto dello slancio vitale.

La prima biforcazione dello slancio vitale è quella che ha dato origine alla divisione tra pianta e animale. La prima è caratterizzata dalla capacità di fabbricare le sostanze organiche. Gli animali sono obbligati ad andare a cercare il loro nutrimento. Neppure la vita animale si è sviluppata secondo un’unica linea. Gli artropodi e i vertebrati hanno sviluppato più la mobilità e la coscienza, mentre negli echinodermi e nei molluschi l’evoluzione ha incontrato un vicolo cieco. L’evoluzione degli artropodi ha raggiunto il culmine con gli insetti e gli imenotteri, mentre quella dei vertebrati con l’uomo. Nei primi si è sviluppato l’istinto nei secondi l’intelligenza.

Istinto e intelligenza sono tendenze diverse, ma connesse e mai assolutamente separate. Nella loro forma perfetta l’intelligenza è la facoltà di fabbricare strumenti artificiali e l’istinto è la facoltà di utilizzare o costruire strumenti organizzati. L’intelligenza si trova a suo agio quando si trova a che fare con la materia inorganica ed è caratterizzata da un incomprensione per il movimento, per il divenire e la vita. L’intelligenza prende sul divenire delle istantanee e cerca di riprodurre il movimento mediante la successione di tali istantanee, ma con ciò si lascia sfuggire la continuità del divenire. È possibile un ritorno consapevole dell’intelligenza all’istinto e tale ritorno è l’intuizione. L’intuizione è un istinto divenuto disinteressato, consapevole di se stesso capace di riflettere sul suo oggetto e di estenderlo definitivamente. Una ricerca di questo genere può dar vita all’arte o alla metafisica.



B individua le società chiuse nelle quali l’individuo agisce unicamente come parte del tutto e che lasciano un margine minimo all’iniziativa e alla libertà; e società aperte nelle quali invece si continua lo sforzo creatore della vita. Nelle società chiuse domina la morale dell’obbligazione, fondata su abitudini sociali che garantiscono la vita e la solidità del corpo sociale. Nelle società aperte c’è la morale assoluta che guarda a tutta l’umanità. Mentre la prima è immutabile la seconda è in movimento e tende al progresso. A queste due morali diverse corrispondono due tipi di religione. C’è la religione statica che mediante miti e superstizioni cerca di dare all’uomo una difesa contro le prospettive di pericolo ed è una reazione difensiva della natura contro l’intelligenza. La religione dinamica è il misticismo. Attraverso il misticismo l’uomo si inserisce nello slancio creatore della vita. La coincidenza dell’esperienza mistica in tutte le forme di religione è l’unica prova di Dio. B ritiene che i mistici cristiani siano superiori a quelli delle altre religioni perché insistono sull’amore. B auspica il sorgere di qualche genio mistico come correzione dei mali sociali dell’umanità.

© Federico Ferranti www.quintof.com



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