Macro e micro componenti del vino


– Nuovo sistema di allevamento della vite ad ipsilon integralmente meccanizzabile (SAYM)



Scaricare 221 Kb.
Pagina7/30
29.03.2019
Dimensione del file221 Kb.
1   2   3   4   5   6   7   8   9   10   ...   30

4 – Nuovo sistema di allevamento della vite ad ipsilon integralmente meccanizzabile (SAYM)



Alberto Palliotti

Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali, Università degli Studi di Perugia


L’ottenimento di elevati standard qualitativi presuppone un duraturo equilibrio tra l’attività vegetativa e quella produttiva delle piante, la possibilità di superare precocemente gli stress, sia ambientali che parassitari, e la concomitante garanzia di un microclima ottimale, soprattutto in prossimità della fascia fruttifera. Il sistema di allevamento influisce in modo marcato su tutti questi aspetti, oltre che sull’esigenza, oggi prioritaria, di massimizzare la differenza fra ricavi e costi attraverso la possibilità di meccanizzare operazioni colturali particolarmente onerose, quali vendemmia e potatura. In questo lavoro si riportano i risultati di un quinquennio di osservazioni eseguite su un sistema di allevamento di nuova costituzione, denominato “SAYM” (Sistema di Allevamento ad Ipsilon Integralmente Meccanizzabile) caratterizzato dalla possibilità di conciliare il mantenimento di una chioma aperta durante tutta la stagione vegeto-produttiva con la meccanizzazione integrale.

L’indagine è stata effettuata in Umbria nel periodo 2004-2008 in un vigneto di Sangiovese (clone VCR30) di 5 anni di età, innestato su 420A ed allevato a cordone speronato con il tronco impalcato a 90 cm da terra. Il vigneto è costituito da 16 filari, della lunghezza di 80 m ciascuno, di cui 8 filari con distanze di piantagione di m 3,5 × 1 (2.857 ceppi/ha) ed altrettanti con distanze di m 3 × 1 (3.333 ceppi/ha). Nel 2003, tutti i filari con distanze di 3,5 × 1 m sono stati trasformati nel sistema di allevamento “SAYM” mediante la collocazione sui pali intermedi di una struttura portante a V, in ferro zincato, alta 1,1 m e con un angolo d’apertura di 50°. Tale struttura rimane in posizione aperta per tutta la stagione vegetativa, con l’obiettivo di separare la chioma delle viti in due pareti oblique sorrette da 3 coppie di fili laterali, ed è chiusa, a ridosso della vendemmia, mediante un apposito dispositivo permettendo in questo modo l’esecuzione della vendemmia meccanica e, successivamente, della pre-potatura meccanica.

I risultati ottenuti su base quinquennale confermano l’elevata capacità che una chioma di vite caratterizzata dalla vegetazione aperta ha nel migliorare, con costanza, tutti i parametri responsabili della macrostruttura dell’uva e delle caratteristiche chimico-fisiche ed organolettiche del vino ottenibile. Nel SAYM ciò è attribuibile ad una maggiore superficie fogliare a ceppo (+20% rispetto al cordone speronato), causata dal parziale sdoppiamento della parete vegetativa, ed in modo particolare dalla parte della chioma esposta esternamente (+52%) cioè quella caratterizzata da un’elevata efficienza fotosintetica. L’inclinazione delle pareti vegetative di 25° rispetto alla verticale aumenta sia la disponibilità di luce diffusa a livello dei grappoli sia la schermatura degli stessi nelle ore più calde della giornata potenziando la componete aromatica nonché l’accumulo degli antociani nelle bucce (+38%) e nei vini (da 147 a 232 mg/l). Questa nuova configurazione della chioma capace di riparare i grappoli dalla radiazione solare diretta nelle ore maggiormente a rischio, ovvero quelle centrali del giorno, riduce inoltre anche i temibili danni da scottature degli acini.

La separazione dei germogli portati dai singoli cornetti diminuisce il numero di contatti tra grappoli adiacenti ed influisce positivamente sulla sanità dell’uva; su base quinquennale la quantità di uva botritizzata è risultata infatti ridotta di oltre 3 volte, passando da 9,6% a 2,7%.

La chiusura della struttura portante subito prima della vendemmia, risultata rapida ed agevole con una necessità di 3-4 ore/ha, consente l’impiego delle vendemmiatrici e delle pre-potatrici tradizionali ed un notevole risparmio di manodopera, senza indurre sostanziali variazioni sui tempi operativi, sulle rese di raccolta e sulla qualità del vendemmiato rispetto al cordone speronato classico.

In conclusione, il sistema di allevamento SAYM, facilmente applicabile anche in vigneti in piena produzione, purché allevati a cordone speronato con una distanza tra i filari non inferiore a 3 m, riesce a conciliare in modo semplice ed economico i vantaggi derivanti da un’attività vegetativa e produttiva caratterizzata dall’ottimizzazione dei processi fisiologici che presiedono la formazione e l’accumulo dei composti responsabili della qualità dell’uva e dei vini con il contenimento dei costi di produzione per l’agevole uso di vendemmiatrici e pre-potatrici meccaniche comunemente in uso nella viticoltura odierna.







Condividi con i tuoi amici:
1   2   3   4   5   6   7   8   9   10   ...   30


©astratto.info 2019
invia messaggio

    Pagina principale