Maestro dove abiti



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2. Sepolcro ebraico
La sepoltura doveva essere fatta entro breve tempo, perché il clima favoriva una rapida decomposizione dei cadaveri. Tuttavia non poteva avvenire di sabato, né in giorno di festa. Normalmente il cadavere veniva lavato, avvolto delicata­mente in un telo di lino e portato al sepolcro con una barella di legno. In via ec­cezionale il corpo era ricoperto di aromi e unguenti, mentre era usuale tenere chiusa la bocca del cadavere con una benda che passava sotto il mento.

La sepoltura avveniva in una grotta naturale o scavata artificialmente; quelle dei ricchi erano ricavate nella roccia. Quando i corpi si erano decomposti, le ossa venivano rimosse e poste in vasi di pietra. Questi ossari erano conservati in un angolo rendendo così disponibili le nicchie per altre sepolture.

L'apertura della tomba veniva chiusa con un macigno o con un disco di pietra che scorreva in una fenditura. L'ingresso delle tombe artificiali era piuttosto bas­so: 60-70 centimetri. Le grotte funerarie e i sepolcri venivano dipinti di bianco, come monito affinchè i vivi si ricordassero dei defunti.

Il cadavere di un giustiziato non può essere posto in un sepolcro comune. Una condanna a morte, infatti, prolunga i suoi effetti anche dopo la morte: la pena è definitivamente scontata solo dopo che la carne del cadavere si è consumata.



3. Una storia tutta ebraica

Le guardie di Matteo





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