Maestro dove abiti


Quinta scena le guardie: 28, 11-15a



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Quinta scena le guardie: 28, 11-15a


Un caso di corruzione piuttosto interessante. Le guardie vanno a riferire ai sommi sacerdoti quindi, probabilmente, erano ebree. Ma come fa Matteo a sape­re che i sacerdoti e gli anziani le hanno corrotte?

La seconda difficoltà del testo è più amena: che senso ha esibire come testi­moni delle guardie addormentate, cosa possono aver notato, visto che dormiva­no?

Terzo ostacolo: cosa c'entra il riferimento al governatore? Se sono guardie ebree non devono rispondere del loro operato a Pilato; se sono soldati romani non devono rendere conto ai sacerdoti!


  • Riassumiamo le molte incongruenze del racconto. Riprendi le tue annota­zioni in margine e stila l'elenco.

  • Matteo era un ebreo (Matteo il profugo). È possibile che non colga le aporie del racconto circa le usanze del suo popolo?

  • Se si tratta di imprecisioni volontarie, come si spiegano?

Tiriamo le fila del discorso: se non si vuole pensare ad un autore totalmente sprovveduto, e Matteo non lo è, bisognerà trovare una chiave di lettura. Ce la fornisce il versetto finale:lSbCosì questa diceria si è diffusa presso i Giudei fino ad oggi.

Matteo, cristiano, è convinto della risurrezione. Egli però sa che «oggi» (non è il tempo dei fatti, ma quello in cui scrive il suo vangelo) si è diffusa una dice­ria: che i discepoli hanno rubato il corpo di Gesù per poi annunciarne la risurre­zione.

Matteo, nei confronti di questa calunnia, si comporta da vero avvocato, pren­dendo in considerazione le dichiarazioni della controparte e smontandole una ad una.

A sostegno della tesi del furto del cadavere circolava il detto circa la presenza di guardie al sepolcro, come testimoni del misfatto

Allora Matteo:



  • comincia ad insinuare il sospetto che le guardie non ci fossero, visto che
    non è chiaro se fossero ebree o romane, né quando siano state poste a sorve­gliare;

  • prende poi in considerazione l'ipotesi che le guardie ci fossero, ma spiega che il fatto non è credibile: se ci fossero davvero state avrebbero fermato sul na­scere il tentativo di furto e, se c'erano ma erano addormentate, la loro testimo­nianza non conta;

  • da infine una ragione per cui le ipotetiche guardie mentirono.

Da questa polemica tra ebrei cristiani emerge un dato sicuro: per gli uni e per gli altri, il sepolcro era vuoto. Ora quando due avversari sono d'accordo su un fatto importante, è corretto ritenere che il fatto sia reale.

Questo vuoto, lasciato da un sepolcro, rimane da spiegare.






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