Maestro dove abiti


Qualche riflessione per aiutarci a posizionarci di fronte alla «brutalità» e al deicidio



Scaricare 2.13 Mb.
Pagina134/153
29.03.2019
Dimensione del file2.13 Mb.
1   ...   130   131   132   133   134   135   136   137   ...   153
Qualche riflessione per aiutarci a posizionarci di fronte alla «brutalità» e al deicidio


  • Alla luce delle visioni mistiche di Caterina Emmerick e del trattamento subito da quella figura umana che troviamo impressa sulla sindone e sul testo di Isaia, il film è costruito attraverso una insistita iper-violenza.

  • La violenza gratuita e il sesso banalizzato sono due aspetti sui quali molti film sono costruiti: la sofferenza e la violenza di questo film, però, non è paragonabile a quella di un videogioco o di qualsiasi altra immagine gratuita. Immagini che spesso scorrono tra una notizia di moda o di politica. Qui la violenza chiede inevitabilmente una forte partecipazione, ricordandoci situazioni simili a quelle dei campi di sterminio: anche se non si tratta di cronistoria – impossibile già a partire dai dati disponibili – si tratta di realismo.

  • Non possiamo nascondere che da un punto di vista storico nelle province romane venivano inviati soldati romani scelti tra i più arroganti, feroci e violenti.

  • La «spettacolarità» della violenza era anticamente un deterrente: i condannati dovevano subire attraverso l’umiliazione esteriore, una «morte interiore», sentirsi rifiutati dal popolo, derisi e disillusi di fronte a tutti e soprattutto da tutti. Costituivano pertanto un capro espiatorio che raccoglieva una certa «aggressività sociale».

  • Ci si domanda se era necessario - o addirittura «etico» - indugiare a livello cinematografico su questo aspetto della vita di Gesù, svendendosi alla «spettacolarità»; oppure se si tratta veramente del desiderio sincero di non nascondere la storia di Gesù martoriato nella sua crudezza, trattandosi della storia più importante per un cristiano.

  • Qual è il rischio per un cristiano? Pensare che la salvezza sia direttamente proporzionale al grado di sofferenza fisica subita; più Gesù Cristo soffre fisicamente e più Gesù Cristo ci salva. Da qui deriverebbe una falsa concezione della salvezza e della vita cristiana, con tratti patologici -masochistici - quando non possiamo negare che la gioia è una caratteristica del cristiano.

  • Il sangue: quanto sangue versato in questo film. Si tratta proprio di violenza gratuita? Forse è bene collocarci in un ottica eucaristica. Maria che asciuga il sangue di suo figlio dopo la flagellazione è segno di come non possiamo gettare via nessuna di quelle gocce di sangue… per dire la preziosità del sangue di Cristo, che a sua volta ci dice quanto è prezioso il sangue umano! In quel gesto spesso discusso e poco capito di Maria, possiamo cogliere come nessuna goccia di sangue è sprecato, e in Cristo si tratta del sangue dell’umanità. Maria è madre che raccoglie il sangue dell’umanità versato nella sofferenza per dire che non è sprecato, non è buttato.





Condividi con i tuoi amici:
1   ...   130   131   132   133   134   135   136   137   ...   153


©astratto.info 2019
invia messaggio

    Pagina principale