Maestro dove abiti



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Celebrazione 137











I film indicati li potrete trovare, con la forma del prestito gratuito, presso il Centro di Pastorale

Giovanile a Settimo di Pescantina (Vr) o presso la Domus Pacis a Legnago (Vr)

1 Con il termine "gnosticismo" si designa un gruppo di correnti filosofico-religiose dell’antichità, che hanno avuto la loro massima diffusione nei secoli II e III dell’era cristiana nei maggiori centri culturali dell’area mediterranea, come Roma e Alessandria d’Egitto. In certi casi si tratta di scuole fondate da personaggi noti, come Basilide, Marcione o Valentino — tutti vissuti nel secolo II —, in altri casi di gruppi di cui non si conoscono i fondatori e la cui denominazione deriva da elementi dottrinali: per esempio, gli ofiti attribuiscono un ruolo importante al serpente, in greco ofis; i cainiti si richiamano a Caino, e così via.

La parola «gnosi» (dal greco gnòsis= conoscenza) viene usata per indicare appunto la conoscenza delle verità divine, intesa come condizione imprescindibile della salvezza.

Essa non dipende da un oggetto particolare o da un soggetto salvatore, in quanto ha in se stessa il suo valore e il suo fondamento.
E’ una conoscenza esoterica, cioè non valida per tutti, ma destinata ad una ristretta cerchia di iniziati. Detta conoscenza non coincide affatto con il sapere, o con la scienza o la cultura, ma esprime una forma di consapevolezza «profonda» delle cose e del loro essere, in maniera da superare la loro apparente contraddittorietà e divisione. Detta conoscenza non viene acquisita tanto sui libri o sui testi, ma attraverso esperienze iniziatiche che innalzano l'adepto via via a gradi più segreti e profondi della «verità» occulta.
Conoscenza salvifica per sua stessa natura, la gnosi si oppone alla fede e con il suo carattere di globalità e di assolutezza, si pretende in grado di superare ogni dicotomia e dualismo tra sé e il mondo, tra sé e Dio, tra sé e il proprio io empirico, recuperando l’integrità minacciata e restaurando l’unità perduta dell’Essere.

Questa forma particolare di conoscenza (in quanto tale presente in diverse tradizioni religiose) si è manifestata in modo storicamente compiuto nello gnosticismo del II secolo, ma ovunque essa è sempre stata portatrice di alcuni temi generali che, con molteplici sfumature e varianti, si ritrovano in quasi tutte le scuole:



  1. il primato della conoscenza su qualunque altro mezzo di salvezza per l’uomo, sia esso la legge,il rito, la pietas religiosa e più tardi, con l’opposizione all’ortodossia cristiana, la fede.

  2. un radicale dualismo che oppone lo spirito e la materia, svalutando radicalmente il mondo sensibile, considerato come regno del male e delle tenebre

Il cristianesimo nei primi secoli è minacciato dallo gnosticismo tanto dall’esterno, cioè da movimenti che si pongono dichiaratamente in posizione alternativa a esso, quanto dall’interno, da gruppi che cercavano d’infiltrarsi in ambienti cristiani rifacendosi talvolta a scritti, come i vangeli apocrifi — cioè non riconosciuti nella Chiesa come ispirati —, ritenuti più autorevoli dei vangeli canonici: questi ultimi raccoglierebbero gl’insegnamenti di Gesù alle masse e avrebbero un carattere essoterico, mentre testi come La Sofia di Gesù Cristo o l’Apocrifo di Giovanni conterrebbero una dottrina rivelata da Gesù ad alcuni apostoli o a discepoli e destinata solo a pochi adepti.




2 Nata nel 1774; entrata in monastero nel 1811; stigmate 1812; morte nel 1824. Le sue esperienze mistiche furono registrate solo a partire dal 1818 da Clemens Brentano (importante esponente del romanticismo tedesco) che ne divenne il segretario.

3 Tornielli A., La Passione. I Vangeli e il film di Mel Gibson, Piemme, Casale Monferrato 2004, 16.

4 Renè Girard, «The Passion di Mel Gibson: una violenza ala servizio della fede», da: Le Figaro Magazine, 27 Marzo 2004 (traduzione di M. Buffoni e I.-G. Marino).

5 R. Royal, «Silenzio e pietà. La sacra violenza della Passione di Mel Gibson», in La passione secondo Mel Gibson. Guida alla lettura del film, Ancora, Milano 2004, 12.

6 Cf. La passione secondo Mel Gibson. Guida alla lettura del film, Ancora, Milano 2004, 3.

7 Sembra l’immagine di una madonna della «tenerezza alla rovescia».

8 Nello suo scritto, la mistica Emmerik descrive molto minuziosamente questo momento in cui la croce viene rovesciata con la testa di Gesù verso terra. Lei vede quattro angeli che sostengono impedendo che il corpo di Gesù tocchi terra. Forse questo spiega lo sguardo di meraviglia della Maddalena.

9 Qualcosa di simile lo si può riconoscere nel film di Braveheart, nella scena conclusiva della condanna del protagonista (Mel Gibson).

10 Da notare che una delle cadute è segnata dall’incontro con la Veronica.

11 Cf. Mt 3,17; Mc 1,11; Lc 3,22.

12 Cf. Gv 8,1-11. Da ricordare che l’attribuzione della Maddalena con la peccatrice descritta in Lc 7,36-50 proviene dalla tradizione successiva ai vangeli.

13 Mt 5-7.

14 Questo aspetto risalta ulteriormente il titolo del film: «The Passion of the Christ», non di «Jesus». È la passione del Cristo: l’articolo inglese «the» non è casuale così la scelta di non mettere Jesus.






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