Maestro dove abiti


Il caso NON TI MUOVERE



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1. Il caso

NON TI MUOVERE

Di Sergio Castelletto – Medusa, 2004


Soggetto:
Ai nostri giorni la quindicenne Angela, in seguito ad un incidente di motorino, arriva in coma nell'ospedale di Roma dove lavora anche suo padre, il chirurgo Timoteo. Colpito e addolorato, l'uomo non trova il coraggio per partecipare all'operazione cui deve subito essere sottoposta. Mentre l'equipe medica porta avanti l'intervento alla testa, Timoteo avverte il bisogno di procedere ad una riflessione sulla propria vita fino a quel momento. Flash back, anni Ottanta. Timoteo, sposato con Elsa e senza figli, una mattina resta appiedato in una zona periferica della città. Per trovare soccorsi meccanici è aiutato da Italia, una ragazza dall'aspetto trasandato che lo accompagna nel proprio appartamento semi abbandonato. Italia vive poveramente, Timoteo la osserva, poi non resiste e le usa violenza. Si scusa, in seguito torna, resta spesso con lei, infine se ne innamora, le promette che lascerà la moglie. Italia resta incinta e Timoteo le dice di tenere il bambino. Nello stesso periodo anche Elsa gli annuncia che avranno un figlio: sarà una femmina, Angela; Italia, quindi, capisce che sarà abbandonata e abortisce; lui cerca di recuperarla e di riaccompagnarla al paese, ma Italia muore prima di arrivarci. In ospedale l'operazione si è conclusa con successo. Angela si salverà.

Valutazione Pastorale:


All'origine, com'é noto, c'è il romanzo omonimo scritto da Margaret Mazzantini (moglie nella vita di Castellitto), premio Strega 2002 e grande successo di pubblico. Il meccanismo è quello di un dolore inatteso (la possibile perdita della figlia), che innesca nel protagonista l'inattesa sensazione di dover cercare nel proprio passato le motivazioni di quell'incidente. "Timoteo è un vigliacco -dice Castellitto, attore e regista- perché rinuncia all'amore, per viltà e per troppa fiducia in se stesso...'Non ti muovere' é una storia di occasioni mancate, ma anche una storia di redenzione, perché Timoteo attraverso il dolore, dovrà immergersi nel fango del suo passato e fare i conti con se stesso". La spiegazione è corretta e del resto abbastanza palese per come appare dal percorso narrativo. Attraverso immagini di forte peso cromatico (la ricostruzione degli anni Ottanta) e un ventaglio psicologico di crescente intensità (sopratutto nella figura di Italia), il regista restituisce una drammaticità che è senz'altro sentita, sviluppa la radiografia di un esistenza che capisce gli errori fatti e vuole in qualche modo riparare. Nella ricostruzione del riscatto di Timoteo però, qualche passaggio non è sempre chiaro, né motivato con chiarezza. Resta in sospeso una certa condiscendenza nel pentirsi del passato in cambio della salvezza della figlia. La ricerca, forse una preghiera, di un nuovo equilibrio, è condivisibile quando è sincera, profondamente maturata, fortemente vissuta. Per questi motivi il film, dal punto di vista pastorale, è da valutare come discutibile, e problematico.
Altri titoli:



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