Maestro dove abiti



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Sei osservazioni





  1. Sulla questione della composizione storica dei vangeli gli studiosi sono giunti a conclusioni ormai assestate. Si è così riconosciuto che i vangeli più antichi e più attestati come numero di papiri e di codici sono quelli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Essi sono stati scritti pochi decenni dopo la morte di Cristo.

  2. Il riconoscimento dell'ispirazione divina dei quattro vangeli (e la loro introduzione nella Bibbia) risale almeno alla 2a metà del II secolo (cfr, per esempio, l'affermazione di sant'lreneo di Lione in Adversus haereses III 11, 8). È quindi completamente falso che sia stato Costantino a decidere quali vangeli inserire nella Bibbia, ma fu la Chiesa primitiva a riconoscere l'origine apostolica dei quattro vangeli.

  3. Esistono certo alcune decine di vangeli apocrifi, ma sono di uno o due secoli posteriori alla morte di Cristo. Essi non sono stati mai considerati come ispirati non perché negassero la divinità di Gesù, ma perché credevano dì renderla credibile con racconti miracolosi controproducenti (riempiendo di prodigi - spesso ridicoli — la vita di Gesù bambino) e perché aggiungevano teorie filosofiche di origine chiaramente successiva.

5.È assurdo dire che nel cristianesimo non c'è stato nulla di originale, perché la diffusione del cristianesimo è dovuta proprio al fatto che il messaggio era sconvolgente e assolutamente originale: un Dio che si fa uomo, che si lascia crocifiggere, che perdona i nemici, che annuncia un amore gratuito, che risorge dopo tre giorni... Quale pensatore umano avrebbe potuto immaginare tutto ciò? Inoltre i casi citati di altre divinità pagane (Adone, Mitra, Dioniso, Khrisna...) sono solo figure mitiche, non realmente esistite, e le loro avventure non sono paragonabili alla storia di Cristo. All'inizio del ventesimo secolo, qualcuno aveva parlato di analogie, ma un'analisi più approfondita ha evidenziato che quelle divinità erano legate al ciclo della natura che alterna le sue stagioni passando dal letargo dell'inverno al rifiorire della primavera, in cui la morte e la «risurrezione» non avevano niente a che vedere con un evento concreto e storico come quello di Cristo.

  1. Ancora più insostenibile è che Gesù sia stato divinizzato da Costantino con un voto del Concilio di Nicea nel 325! Tutti e quattro gli evangelisti dichiarano esplicitamente che Gesù Cristo era il Figlio di Dio e il cristianesimo è nato da subito come fede in Gesù vero uomo e vero Dio. Il Concilio di Nicea ha riaffermato la divinità di Cristo, ma quest'ultima verità faceva già parte della fede della Chiesa. Va inoltre ricordato che a Nicea ci fu l'assenso di una grande maggioranza dei Padri conciliari. II sabato è stato sostituito dalla domenica già nel primo secolo, come attestano san Paolo e molti altri documenti.

  2. È falso che la Chiesa abbia tentato di impedire la diffusione dei codici del Mar Morto. Si tratta di una favola smentita persino da due professori tedeschi protestanti (Otto Betz e Rainer Riesner. Jesus, Qumran und der Vatikan, Herder 1993; trad. italiana: Gesù, Qumran e il Vaticano. Chiarimenti, Libreria Editrice Vaticana, 1995). Fra l'altro non è vero che i codici del Mar Morto (i cosiddetti Rotoli di Qumran) contengano degli apocrifi cristiani. Secondo alcuni studiosi, invece, il Frammento 7Q5 (un codice rinvenuto nella settima grotta di Qumran) non solo non smentisce i vangeli, ma potrebbe essere il più antico frammento del vangelo di Marco, risalente a prima del 70 d. C., anche se - trattandosi di un frammento piccolo e con poche lettere - è difficile accertarlo con sicurezza.





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