Maestro dove abiti


possibile che ci sia sempre una risposta?



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possibile che ci sia sempre una risposta?

La catastrofe e il destino



Per il cristianesimo, qualsiasi cosa accada, non viene meno la Provvidenza
All' Angelus di domenica, a proposito della tragedia del Sudest asiatico, il Papa ha detto che Dio non abbandona i suoi figli nemmeno quando essi sono raggiunti dal dolore e dalla morte più atroce. Egli ha riproposto l' insegnamento tradizionale della Chiesa, che affonda peraltro le sue radici nella sapienza filosofica e in altro ancora. La filosofia stoica si era già espressa negli stessi termini che la Chiesa sin dal principio ha continuato a tener fermi. Il cristianesimo respinge la coincidenza tra dolore umano e punizione divina, tra colpa umana e dolore. I conti non si regolano in questa vita, ma nell'altra. (E i potenti e felici hanno trovato in questa dottrina cristiana molti motivi per rallegrarsi del loro stato).…Per il cristianesimo, qualsiasi cosa accada, la Provvidenza non vien mai meno. Per la cultura del nostro tempo il mondo non ha invece alcun senso e quel poco che riusciamo a scorgervi siamo noi stessi a conferirglielo.

Emanuele Severino (Corriere della Sera - 3 gennaio 2005)




La ricerca di un senso

La ricerca di un senso non appartiene alla natura umana, ma a quella tribù umana educata dalla tradizione giudaico-cristiana che ha inscritto il tempo in un disegno di salvezza, trasforman­do la semplice successione delle albe e dei tramonti in "storia". La sto­ria è un tempo fornito di senso, che però oggi sembra sia giunto alla sua fine». Insomma: la ricerca di senso è una «trovata» cristiana e niente più. Allora cosa siamo? Animali evoluti che pascolano nel prato del non senso. (Umberto Galimberti)



Esistere per il nulla o per Dio?
"Dio non esiste", dice l'ateo nel suo legittimo convinci­mento. Eppure anche l'ateo non può negare l'esistenza del "bisogno di Dio", che può spiegare marxianamente come "oppio del popolo" utile a trasferire nell'aldilà il compenso all'ingiustizia patita nell'aldiquà; o, psicoanaliticamente, come "avvenire di una illusione" che la progressiva scoperta delle dinamiche dell'in­conscio non tarderà a smascherare. Tutto vero, ma insuffi­ciente a spiegare questa inarrestabile ricerca del sacro, come qualcosa che ante­cede la nascita della ragione. A differenza dell'animale l'uomo sa di dover morire. Questa consapevolezza lo obbliga al pensiero dell'ulteriorità che resta tale, comunque la si pensi abitata: da Dio o dal Nulla. Il futuro è il destino dell'uomo, è la traccia nascosta della sua angoscia segreta. Non ci si angoscia "per questo" o "per quello", ma per il Nulla che ci precede e che ci at­tende. Ed essendoci il Nulla all'ingresso e all'uscita della nostra vita, insopprimibile sorge la domanda che chiede il senso del nostro esistere. Un esistere per Nul­la o per Dio?».

(Umberto Galimberti)







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