Maestro dove abiti


a. “…ciò che egli aveva detto e fatto”



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a. “…ciò che egli aveva detto e fatto”

(Gesù storico)
Gesù si contestualizzò, si è, cioè, incarnato in una cultura specifica, si espresse con il linguaggio del suo tempo (ad esempio facendo uso delle parabola e facendo riferimenti all’AT). Nella sua predicazione Gesù si é proposto come l’esegeta (colui che spiega) dell’AT che egli iniziò a rileggere alla luce della propria esperienza, fondata sulla percezione di un

rapporto unico con il Dio dell’AT che lui chiamava Padre; ma non solo egli non ha lasciato una parola statica, ma dinamica, efficace, solida, fondata sul fatto che egli stesso é quella Parola di Dio.


b. “…gli apostoli poi trasmisero ai loro ascoltatori”

(Gli Apostoli)
Alla luce di quello che era successo, nacque subito l’esigenza di trasmettere, non solo le idee di Gesù, ma tutto quello che ha detto e fatto; da qui la seconda fase, quella della trasmissione orale (predicazione, catechesi, spiegazioni per passaparola…)


  • cosa trasmisero:il fatto trasmesso é qualcosa di storico, di narrabile in quanto ci sono dei testimoni “fin dal principio”; il testimone é colui che é stato spettatore del fatto, i primi testimoni sono infatti gli apostoli ( e non é detto che siano gli unici testimoni, vedi le donne…): loro prerogativa era quella di aver vissuto la vicenda storica di Gesù ancor prima della risurrezione ed essere stati testimoni del suo proporsi come vivente dopo la Pasqua

  • come trasmisero: nella vicenda di Gesù é opportuno sottolineare come si stia parlando sì di un fatto storico, ma allo stesso tempo di un evento come nessun altro:






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