Magazzini di Fine Millennio


figure animate Alfredo Giraldi



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figure animate Alfredo Giraldi

La prima edizione di Biancaneve e i sette nani nella versione da noi conosciuta grazie ai fratelli Grimm risale al 1812. Esattamente due secoli dopo la fiaba, che ha conosciuto numerose versioni e revisioni, continua a colpire l'immaginazione di chi l'ascolta per la prima volta o per l'ennesima.

Gli elementi strutturali della fiaba come il bosco, lo specchio magico, la matrigna cattiva, i sette nani, la mela avvelenata, non fanno altro che simboleggiare le paure e il superamento delle stesse come è stato ampiamente analizzato da Propp, Bettelheimer, Rodari.

La Compagnia, con questa messinscena, prosegue il suo percorso alla riscoperta delle fiabe classiche, esplorando i segni che le storie suggeriscono, segni che hanno tutti un doppio significato: lo specchio magico rappresenta la vanità della Matrigna ed allo stesso tempo la verità sulla bellezza di Biancaneve, il bosco è un luogo pericoloso ed allo stesso tempo il luogo in cui Biancaneve riesce a salvarsi, i sette nani rappresentano la diversità con cui Biancaneve deve misurarsi e gli amici che l'aiutano, la mela che Biancaneve accetta è avvelenata, ma è l'unico modo che ha per incontrare il suo principe. Tra tutti questi segni, il viaggio che deve compiere Biancaneve è il viaggio della crescita che comporta rischi e paure da affrontare e superare.

Questo lavoro, in cui si alternano tecniche del teatro di figura e di attore, è stato costruito seguendo un duplice obiettivo.

In primo luogo abbiamo portato l'attenzione alla storia così come la raccontano i Grimm, dalla nascita di Biancaneve (e quindi dalla nascita del suo stesso nome) attraverso tutte le fasi della storia e dei personaggi che la caratterizzano fino all'epilogo che la vede felice sposa del principe e libera dalla strega/matrigna.

L'altro obiettivo è stato quello di rappresentare la storia scardinandola dall'immaginario disneyano, per poterla rappresentare con i mezzi propri del teatro. In particolare abbiamo utilizzato le tecniche del teatro di figura (sagome), i dialoghi fatti con l'utilizzo delle filastrocche che rimandano alle ninne nanne e ai giochi dei bambini, la narrazione come momento di racconto diretto della storia, la musica per accompagnare le azioni sceniche nei momenti poetici come in quelli “comici”.

La messinscena è strutturata, inoltre, prevedendo dei momenti di interazione col pubblico.


fascia d’età consigliata: 3 - 8 anni

durata: 55’ circa, a seguire incontro con la Compagnia

tecnica utilizzata: teatro d’attore, teatro di figura, teatro di narrazione, musica;
TEMA: il racconto arcaico come processo di maturazione e conoscenza e con la presenza magica degli animali.

10 - 11 novembre 2015 / 18 aprile 2016

Magazzini di Fine Millennio



IL MARCHESE CAGLIUSO

ovvero IL GATTO SENZA GLI STIVALI

Un racconto liberamente tratto da Giambattista Basile e Charles Perrault

Scritto da Fioravante Rea


con Fioravante Rea e Ciro Formisano


musica dal vivo Ciro Formisano

scenografie e pupazzi Fabio Lastrucci

costumi Carla Accoramboni

canzoni e musiche originali Dario Perroni, Fioravante Rea e Ciro Formisano


L’importanza de’ “lu Cunto de li Cunti” è ampiamente riconosciuta nel mondo letterario per la sua singolare mistura di cultura alta e popolare, fuse insieme con raffinata sapienza nella messa in scena propria della fiaba. Traendo ispirazione da leggende e racconti appartenenti alla tradizione orale campana, l’opera di Basile le organizza e reinventa, diventando un modello narrativo che ispirerà posteri illustri come i fratelli Grimm, Gozzi, Wieland e altri ancora.

E’ il caso del “Gatto con gli stivali” di Perrault, che si ispira all’originario tema seicentesco de “Il Marchese Cagliuso” di Giambattista Basile, ed è dalla libera rielaborazione di questi testi che prende le mosse lo spettacolo scritto da Fioravante Rea.

Consapevole del valore della tradizione letteraria che dà spessore a racconti come questi, lo spettacolo “Il Marchese Cagliuso” traghetta ulteriormente avanti nel tempo il suo linguaggio originario, adattandolo al gusto dei contemporanei in una sorta di “macchina narrativa” in cui s’incontrano piacevolmente insieme parole e musica rigorosamente dal vivo, segno grafico e gesto.

Con l’uso di una sapiente mescolanza di codici espressivi, lo spettacolo riesce a comunicare al pubblico la magia della storia antica, mettendone a nudo i significati universali e sempre attualissimi, utilizzando una forma originale e divertente, mai banale, che accompagna lo spettatore nelle pieghe di un racconto tutto da riscoprire.

Chi è il misterioso Marchese Cagliuso che dona cacciagione e pesce pregiato al Re tramite il suo servo, un felino dalla parlantina facile?

Questa gatta farà la fortuna del suo povero padrone, il disgraziato e stolido Pippo, che in eredità dal padre non ebbe nemmeno un semplice crivello.

Grazie ai contrappunti di narrato e canto, melodie ed effetti sonori prodotti da oggetti musicali reinventati, si potrà scoprire l’ingegnoso piano della gatta per riscattare il suo padrone. Pippo, povero contadino, viene trasformato da una gatta furba e dalla credulità di un re in un potente marchese.

Resta la domanda, se basterà mai tutto questo a fare la felicità di un uomo? Non sempre le cose vanno come dovrebbero e l’ingratitudine può giocare brutti scherzi, come insegna la morale presente nel racconto.

Rappresentata in un modo originale, questa storia senza confini è adatta sia ad un pubblico giovanile che adulto, capace di leggere tra le righe e godere il gioco combinatorio dell’immaginazione.
fascia d’età consigliata: da 7 a 11 anni

durata spettacolo: 55 minuti circa, a seguire incontro con la Compagnia

tecnica utilizzata: narrazione, pupazzi, sagome, ombre, e fasi interattive

TEMA: la corretta alimentazione è una questione profondamente culturale. Il cibo sano è elemento di riconoscimento dei luoghi e di salute psico-fisica e nella storia dell’Uomo ha sempre avuto un grande valore conviviale e di socializzazione.

18 novembre 2015

Teatro Bertolt Brecht


HANSEL E GRETEL


La favola del saper mangiare

di Marco Renzi

regia Maurizio Stammati

con Dilva Foddai, Valentina Ferriauolo, Salvatore Caggiari

scenografie Carlo De Meo

musiche originali Domenico De Luca e Valentina Ferraiuolo

costumi Mirumi Handmade e Adelaide Alligalli

luci Antonio Palmiero

una produzione Teatro Bertolt Brecht, Formia - Ipab SS. Annunziata - Fondazione Alzaia - Teatri Riuniti del golfo
Il riadattamento della nota storia di “Hansel e Gretel” parte da un provino, dalla ricerca di un testimonial del “saper mangiare”. Un meccanismo automatizzato di rilevazione della noia sarà giudice imparziale; in molti falliscono fino a quando non si presenterà una stramba compagnia di teatro che, un po' per interesse e un po' per necessità, prova a vincere la selezione. Lo spoglio arredamento della sala si trasformerà ed inizieranno a raccontare la favola costretti ad

abbuffarsi da una strega cattiva desiderosa di divorarli.

Nato su precisa richiesta di raccontare ai ragazzi l’importanza del “saper mangiar” con la volontà di evitare di essere noiosi e saccenti, il testo vanta la drammaturgia di Marco Renzi, esperto di linguaggi teatrali, attore, regista ed organizzatore del più importante festival di teatro per l’infanzia e l’adolescenza in Italia: “I Teatri del mondo” di Porto Sant’Elpidio. La messa in scena è a cura del Teatro Bertolt Brecht per la regia di Maurizio Stammati.

Lo spettacolo, allegro e divertente, porta a prendere consapevolezza dell’importanza della ricerca di un approccio giusto e senza retorica ad un tema importante ed attuale come quello dell’alimentazione, riesce ad interessare i bambini ed i ragazzi alla necessità di dover scegliere bene cosa mangiare e abbandonare le cattive abitudini alimentari, cui soprattutto l’infanzia e l’adolescenza sono preda e vittima .

Solo il teatro, grazie alla sua artigianalità, alla ricerca di linguaggi immediati, alla semplice e sofisticata arte dell’illusione e dell’allusione, riesce a lanciare in modo sano e chiaro il messaggio: MANGIARE BENE FA VIVERE BENE. Lo spettacolo ha ricevuto il patrocinio di “Expo - Progetto scuola”.
fascia d’età consigliata: da 6 a 10 anni

durata spettacolo: 55 minuti circa, a seguire incontro con la Compagnia

tecnica utilizzata: narrazione, pupazzi, sagome, ombre, e fasi interattive

TEMA: giocoso pretesto scenico sull’infanzia quale immenso e irripetibile patrimonio che va curato e protetto.

24 - 25 novembre 2015 / 8 – 15 febbraio 2016

Magazzini di Fine Millennio


DIRITTI IN TESTA*




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