Maggiore è un maestro nelle velature



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21.12.2017
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NOTE DI CRITICA D’ARTE

Il pittore Nino Garajo mostra nelle sue opere una forte plasticità nelle forme, accoppiata ad un cromatismo vivace, per cui nel suo realismo lirico ci ricorda Cézanne, ma egli non perde mai il suo stile di siciliano, con discendenza spagnola, ed è stato pure un bravo docente.

Il pittore Renato Guttuso nel suo realismo figurativo, molto impegnato politicamente e drammatico, riesce a trovare una sintesi fra l’espressionismo di Picasso ed il fauvismo di Matisse. La violenza di certi quadri suoi ci ricorda Goya e Grosz nonchè scene epiche della favolosa pittura dei carretti bagheresi.

Raul Aiello è un pittore che possiede una linea molto fine ed elegante ed al contempo così analitica da scoprire la psicologia dei modelli nei ritratti, andando oltre le maschere pirandelliane.

Il pittore Filippo Maggiore è un maestro nelle velature che sanno dare alle cose presenti un alone di mistero e di antichità. Certe sue barche abbandonate nella spiaggia ci ricordano certi siculi verghiani ed il loro senso fatalista.

Il pittore Carlo Puleo ha un senso del colore molto vivace ed esuberante, capace di vivificare le forme che dipinge, realistiche o fantastiche, ai limiti del surrealismo.

Il pittore Jim Balistreri riesce a concepire quadri molto surreali oppure informali e polivalenti, simili a “diamanti lirici”, come li ho già definiti una volta, durante una sua mostra a Bagheria.

Il pittore Giovanni Bartolone mostra in diversi quadri il suo amore per il vero che però non esclude una valida cultura artistica e l’interesse verso altri pittori, specialmente spagnoli. Il suo amore per la fisarmonica gli ha ispirato sfumature vibranti ed elegiache.

Lo scultore Giuseppe Pellitteri sa dare un senso umano molto intenso alle sue sculture, molto realistiche, ma in grado di raggiungere una semplicità classica, vicina a quella dello scultore Maillol, pur conservando la sua forte sicilianità.

Lo scultore Gennaro ha saputo dare alle sue forme plastiche una forza eroica simile a quella del grande scultore Rodin ed una preziosità esotica che ricorda il pittore Klimt. Certe sue sfere di bronzo, aperte all’interno, ricordano quelle di A. Pomodoro ma la sua intenzione sembra diversa, cioè quella di mostrare la vitale genesi del bambino dentro la placenta materna. Il rapporto fra il volume e lo spazio dove penetra è dialettico. A ragione egli definisce le sue sfere “Le forme dell’anima”.

Il poeta Oreste Girgenti sembra un siculo Esopo nelle sue favole poetiche (molto diverse da quelle sarcastiche di Trilussa) ed è apprezzabile come traduttore di alcuni poeti, classici e cristiani, nel dialetto siciliano.

Trovo ammirevole la chiarezza con la quale il poeta Nino Cirrincione esprime il suo concetto poetico.

Il poeta Castrense Civello si esprime con libertà futurista ma senza scordare la sua formazione classica quando è mosso dalla foga barocca dell’ispirazione, pur essendo presente nella drammatica realtà sicula.

Il poeta Ignazio Buttitta riesce ad essere vero ed esaltante quando l’impegno poetico nella realtà sociale diventa lirismo personale, espresso con il caratteristico suo dialetto bagherese.

Il poeta Giacomo Giardina esprime una Sicilia arcaica che tende a trasformarsi nel moderno mondo industriale, tecnologico e futurista, non senza contrasti e confusioni drammatiche.

Il poeta Tommaso Romano riesce a vagheggiare un regno lontano, mitico e misterioso, ma non dimentica la realtà moderna nelle sue opere. Il suo impegno politico e sociale è evidente e così quello di valido editore.

Il poeta Roberto G. della Petina riesce a comunicarci sensazioni ed attimi lirici della sua psicologia e pure un senso di riscatto morale, eroico nella sua “ricerca d’una perduta dignità” nel consumistico mondo moderno.

Il musicista Mario Renzi ha mostrato la sua bravura esibendosi nella televisione e componendo la musica di alcune canzoni popolari, dove si nota la sua cordialità ed il suo amore per la Sicilia.

Il poeta Gaetano Interlandi, dopo un esordio nella poesia realista, sviluppa una sua forma simbolica ed astratta che ricorda il simbolismo di Eliot, ma con più siculo sentimento, essendo anche impegnato come psichiatra nel mondo sociale.

Il poeta Antonio Pesciaioli esprime il suo mondo poetico mediante un lirismo ermetico, molto intenso, ed un drammatico realismo, espressionista e molto personale, veramente sofferto ed appassionato, dove si nota anche una problematica sociale e religiosa. Il Mulino Letterario, da lui diretto, è un faro per tanti artisti italiani e stranieri.

Il poeta Pacifico Topa si esprime in modo lucido nella poesia della natura e della società moderna, così come riesce a fare con la prosa nel suo ruolo di critico letterario, dove mostra una grande capacità di comprendere, con l’anima, gli altri poeti.

Il poeta Rino Passigato riesce ad estrarre l’oro della poesia dalla sua miniera, come già mi sono espresso nel passato con ammirazione.

Il poeta Gaetano Martorino fa sentire nelle sue poesie l’eco del paese natio ed il suo dramma di emigrante nell’adattarsi nella moderna Germania, tecnologica e pragmatica, mentre il fratello Santi vive nel suo paese, mostrando nei suoi versi la classica Sicilia arcaica di tipo verghiano, ricca di risonanze corali.

Il poeta Giovanni Guidi, nella sua poesia di emigrante, fa risaltare il contrasto fra i doviziosi capitalisti ed i poveri lavoratori, contenti di poco ma non privi di senso lirico. La sua poesia è sincera e molto cordiale nell’espressione ma possiede anche una pungente capacità di satira. Egli, nei momenti di pessimismo leopardiano, sembra un moderno Villon che, vedendosi triste e solo al tramonto, rimpiange la salute e la baldanza della giovinezza, con le sue magiche illusioni.

La poetessa Giovanna Li Volti Guzzardi sa esprimere con molta chiarezza i sentimenti del suo cuore appassionato ed è per questo che i suoi versi risultano vibranti, giovanili ed affascinanti. La sua poesia oscilla fra la nostalgia della cara Sicilia e la vita in Australia, dove è impegnata nella redazione di magnifiche antologie. Anche la sua pittura esprime questo lirica immediatezza.
Giuseppe Martorino

La critica di Giuseppe Martorino è stata pubblicata nel periodico Il Mulino Letterario,

edito in vari Paesi, assieme alla sua poesia “L’Orchestra”.

Germania, 06-09-2010



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