Mandragola, come fosse oggi



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Mandragola, come fosse oggi


Messaggero Veneto — 04 dicembre 2010   pagina 17   sezione: CULTURA - SPETTACOLO

di MARIO BRANDOLIN CODROIPO. Commedia perfetta per uno spettacolo perfetto: è la Mandragola di Niccolò Machiavelli nella messa in scena “semplicemente” perfetta di Ugo Chiti per Arca Azzurra Teatro, andata in scena in regione per una sera soltanto, a Codroipo. Raramente capita di assistere a uno spettacolo in cui testo, scene, costumi, musiche e recitazione collimino in modo cosí stretto e indissolubilmente necessario come in questo caso. La beffa che la commedia racconta, quella giocata dal giovane Callimaco ai danni del vecchio Nicia per portarsi a letto la sua giovane moglie, la bella e pudica Lucrezia, è di quelle che arrivano dritte dal teatro comico piú antico, ma che la “cattiveria” di Machiavelli, disincantato (lui direbbe semplicemente realistico) conoscitore delle cose del mondo e degli uomini, trasforma in un ritratto perfido e assai probante della società del suo tempo, primo ‘500. Un ritratto che nello spettacolo di Chiti, rispettosissimo peraltro del testo e della sua meravigliosa e teatralissima lingua (da qui la magia della serata!), diventa specchio del degrado e della deriva etica che ammorba oggi la nostra quotidianità, degenera a comportamenti da basso impero la nostra politica e governa i modelli sociali imperanti. Sicché il divertente, il farsesco anche pecoreccio (l’argomento del resto quello è, di corna e di sesso) cui tanta mala tradizione ci aveva abituato, nello spettacolo di Chiti - intelligente divertente e mai sbracato –, si trasforma in amara riflessione sul nostro mondo, e in pietas per quel vecchio becco felice, in fondo vittima prima ancora che della sua dabbenaggine, del “relativismo” contro cui tanto punta il dito oggi la Chiesa, che proprio in un suo rappresentante nella commedia, Frate Timoteo, gran campione della “contestualizzazione”, ha il suo piú disinvolto praticante. E con lui tutti i personaggi, dal mezzano Ligurio a Sostrata la mamma compiacente di Lucrezia, pronta quest’ultima poi a volgere in “bene” quello che le pareva “male” sino all’irruento Callimaco che segue solo le “ragioni” del corpo - incarnano le diverse facce di un mondo retto dal piú disinvolto compromesso e teso solo alla soddisfazione immediata e al soldo facile. In una scena spoglia, solo pochi elementi - alcuni cubi, una palla, bastoni che rimandano alla stilizzazione astratta e alla perfezione geometrica del copione, una simile impostazione registica necessitava di interpreti all’altezza - tutti i bravissimi di Arca Azzurra: Lucia Socci, Lorenzo Carmagnini, Paolo Ciotti, Dimitri Frosali, Andrea Costagli, Giuliana Colzi, Massimo Savianti e Giulia Rupi - che dessero ai personaggi verità e autenticità - non solo quindi macchiette o superficiali caratteri da commedia. Tutti meritatamente applauditissimi dal pubblico divertito e partecipe di Codroipo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA





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