Matematica attiva (di Ferdinando Ciani)



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14.11.2018
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Matematica attiva

(di Ferdinando Ciani)

Ogni insegnante di Matematica sa quanto sia difficile far appassionare i propri ragazzi ai numeri, alle formule e ai problemi. Se è vero che ciò vale un po’ per tutte le discipline studiate a scuola tanto più per la matematica spesso presentata come un insieme di regole astratte di cui lo studente non riesce a capire bene lo scopo, la finalità, il senso ultimo di tutti quei calcoli astrusi.

A parte i conti della spesa di cui gli studenti hanno qualche esperienza diretta , il resto della matematica sembra loro un puro esercizio mentale fine a se stesso. E non hanno tutti i torti, perché rimandare ad un futuribile “vedrai ti servirà nel proseguo degli studi” non appare affatto una motivazione convincente .

Stretti dai programmi che gli insegnanti si danno nell’ansia di preparare bene i propri allievi al successivo ordine di studi ( in realtà almeno nel primo ciclo non ci sarebbero programmi tassativi e obbligatori….) essi stessi si rendono conto molto bene di togliere ai discenti ogni interesse per la matematica . Perché in realtà la matematica è molto creativa, diversificata, interessante se solo si ha il coraggio di uscire dai canoni scolastici tradizionali.

Da anni sto sperimentando modalità nuove con le mie classi di scuola media: nelle ore di matematica è previsto uno spazio per il gioco, a volte per la musica ( lavorare con una buona musica di sottofondo è molto utile alla concentrazione….), per il laboratorio , per le applicazioni scientifiche.

In questo anno scolastico, ad esempio, nella classe prima, ho proposto ai ragazzi di stabilire un’ora fissa alla settimana di laboratorio matematico: l’accettazione non è stata priva di dubbi e diffidenze. Ho dovuto specificare che in quell’ora l’apprendimento sarebbe stato libero da verifiche e da voti e avremmo lavorato solo per il nostro piacere di scoprire un volto nuovo della matematica.

Così abbiamo iniziato a esplorare cose che del “programma” non fanno parte: i numeri di Fibonacci e la loro presenza in natura, i frattali e la loro costruzione con gli spaghetti , la crittografia, i quadrati magici, la geometria piana costruita con gli spiedini di legno, il gioco degli scacchi, la scala musicale Pitagorica , la sezione aurea e la sua presenza in natura e nelle opere d’arte.

Alle volte preparo un power point sul tema specifico, da vedere insieme alla LIM, e fotocopie individuali per chi vuole (ma è del tutto libero) realizzare un proprio archivio di matematica fantastica; si può vedere un film (consiglio la visione di “Paperino nel mondo della matematica” della Walt Disney), leggere qualche pagina di un libro ( “I magnifici dieci” – Editoriale Scienza , “L’uomo che sapeva contare” editrice Selani, ma se ne trovano molti altri….) per poi dialogarci sopra e far uscire le emozioni suscitate ; si può giocare a scacchi, a dama, cimentarsi con i quiz delle olimpiadi della matematica a cui la nostra scuola partecipa ogni anno esercitando la mente mentre ci si diverte; si possono usare le mani per costruire una matematica a modelli che permette di dare concretezza visiva e tattile a ciò che normalmente viene considerato astrazione.

L’entusiasmo è salito e i ragazzi aspettano il Lunedì con gioia per sprofondarsi in una matematica affascinante di cui ora iniziano a capire la bellezza, una matematica che impegna, certo, perché la matematica è l’anti pigrizia per antonomasia , ma che rilassa allo stesso tempo e fa venir voglia di provarci ancora.

Certo lavorare in questa modalità fa “ perdere tempo al programma” e mette l’insegnante in difficoltà nell’inevitabile confronto che sempre emerge tra classi e tra colleghi . Tuttavia se anche l’insegnamento delle Scienze avviene per laboratori è possibile collegare le due discipline in modo da completare alcuni argomenti matematici durante lo svolgimento delle attività scientifiche.

Nelle mie classi è normale che gli allievi imparino a calcolare percentuali e medie o fare grafici raccogliendo ad esempio dati sperimentali di temperature e di crescita di piante oppure apprendere le proporzioni e usare la scrittura esponenziale studiando le macchie solari o divenire abili con le formule matematiche dirette e inverse attraverso le leggi della fisica. E con ciò è raggiunta la quadratura del cerchio…richiesta dalle Indicazioni Nazionali per il Primo ciclo scolastico.



Ora i miei alunni non chiedono più stancamente a cosa serve studiare la matematica ; ho provato a chiederglielo io per provocazione e la risposta è stato un lungo elenco corale .




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