Mc 9,2-10 "Metamorfosi tra luci e ombre"


Bisogna ascoltare Gesù, l’uomo Gesù trasformato dall’amore



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29.03.2019
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Bisogna ascoltare Gesù, l’uomo Gesù trasformato dall’amore.

Ed è bello che Dio non dica “ascoltate me” ma “ascoltate Lui, quell’uomo che adesso nell’amore voi vedete in una luce diversa, ascoltate lui quando sarete nella valle”.

Penso ad una frase di Moni Ovadia che dice: “io penso che il divino non chieda all’essere umano di credere in Dio, ma di credere nei suoi simili. Una impresa assai più difficile.”

Quanto è difficile per l’uomo credere nell’altro uomo. Quanto è più facile credere in un dio generico, astratto, in un dio di principi, di norme. Quanto è più facile credere ad un dio lontano che detta i suoi voleri e non credere ed ascoltare l’uomo che ti è vicino!
Quando scendono dal monte Gesù “intima di tacere”. Abbiamo già trovato questo che è il segreto marciano. Gesù ordina ai discepoli di tacere, perché non si possono raccontare certe esperienze così profonde di intimità, come si fa a raccontare un amore, come si fa a raccontare un’esperienza di vita così profonda che ti ha trasfigurato, trasformato. Certe esperienze non si possono raccontare, solo viverle e invitare gli altri a viverle, a farne un’esperienza diretta.
E poi dobbiamo tacere perché troppe volte pensiamo di conoscere l’altro, di sapere chi è e di possederlo e invece non sappiamo mai veramente chi è l’altro. Non conosciamo mai veramente il mistero dell’altro. Queste illuminazioni possono essere un’intuizione, un lampo: si vede quella persona in una luce diversa. A me è capitato in terra santa, terra delle mie trasfigurazioni, in cui mi sono detto “ma questo Luca qua, dove è nel quotidiano?” Penso che sia perché sempre siamo oltre rispetto a quello che sembriamo. La gran parte di quello che è l’altro è mistero insondabile di cui possiamo intuire solo qualche luce.
Gesù non è solo. Gesù viene “visto” che è il verbo delle apparizioni “viene visto insieme a Mosè ed Elia” che rappresentano la profezia e la legge in Israele. Cioè la massima luminosità di Gesù avviene in mezzo a Mosè e ad Elia, non isolatamente, ma nel cuore della storia del suo popolo. Cioè tu non sai chi sei veramente se non sei inserito dentro una storia, che ti precede e che continua dopo di te. E questi due personaggi sono personaggi che hanno sofferto molto nella loro vita. Storie di grandi esodi, e anche di persecuzioni per cui devono scappare. Ma sono due uomini che hanno fatto esperienza anche della salvezza, della liberazione, di questo Dio che libera, di questa vita che è più forte di ogni schiavitù, di ogni persecuzione e di ogni morte.

Allora anche noi, come per Gesù, possiamo trasformare le morti, gli insuccessi, i fallimenti. Abbiamo questo potere di trasfigurare e di trasformare la croce in resurrezione e vita.

Questo non toglie niente, naturalmente, al dolore e alla sofferenza. Eppure questo brano di oggi, vuole suggerirci che anche una situazione di sofferenza e di morte può essere trasformata, che Dio è colui che fa questo, che è capace di attraversare questa sofferenza e questa morte per giungere ad un destino di luce e di vita, e quindi questa vita non sarà strappata neanche dalla morte.



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