Messaggio 150 dicembre 2008 sanità e socialità Nuova legge sugli assegni di famiglia indice



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Messaggio


6150 2 dicembre 2008 SANITÀ E SOCIALITÀ


Nuova legge sugli assegni di famiglia


INDICE


1. Le ragioni di un secondo messaggio che propone una nuova legge sugli assegni di famiglia 2

1.1 Premessa 2

1.2 Contenuti del nuovo disegno di legge 3

1.3 Assegni ordinari 3

1.4 Prestazioni familiari cantonali 3

2. Disposizioni di esecuzione e complemento della LAFam: decreto esecutivo del Consiglio di Stato 4

3. Persone senza attività lucrativa 4

3.1 Spesa per gli assegni 4

3.2 Modalità di finanziamento 6

4. Lavoratori indipendenti 6

4.1 Valutazioni finanziarie 7

4.2 Procedura di consultazione 8

5. Commento agli articoli di legge 8

6. Valutazione della legge 9

7. Conclusioni 9

Legge 11


Signor Presidente,



signore e signori deputati,
con il presente messaggio sottoponiamo nuovamente all’esame del Gran Consiglio le modifiche della LAF1 che si rendono necessarie a seguito dell’entrata in vigore della LAFam2.


1. Le ragioni di un secondo messaggio che propone una nuova legge sugli assegni di famiglia

1.1 Premessa


Il 26 novembre 2006 il popolo svizzero ha approvato la LAFam: conformemente all’art. 26 cpv. 1 di questa legge i Cantoni sono chiamati ad emanare tempestivamente le necessarie disposizioni cantonali di esecuzione e complemento in funzione dell’entrata in vigore della LAFam, prevista per il 1° gennaio 2009.
Il Consiglio di Stato ha presentato un messaggio in data 27 maggio 2008 (messaggio
n. 6078, al quale si rinvia) con il quale ha proposto al Gran Consiglio - anche per necessità di tipo formale - di non limitarsi ad adottare le normative di esecuzione e complemento della LAFam, bensì di varare una nuova legge cantonale sugli assegni familiari approfittando delle necessità poste dalla LAFam: nella prima parte il disegno di legge proposto dal Consiglio di Stato con questo messaggio contiene quindi le norme di esecuzione e complemento della LAFam (che interessano gli assegni ordinari, cioè l’assegno per figli e quello di formazione), mentre nella seconda parte si propongono una serie di adeguamenti formali agli attuali articoli della LAF relativi alle prestazioni familiari cantonali (gli assegni di complemento, cioè l’assegno integrativo e l’assegno di prima infanzia, nonché il rimborso della spesa di collocamento del figlio), oltre ad un nuovo modello di finanziamento per l’assegno integrativo.
Nella sessione del 20 ottobre 2008 il Gran Consiglio ha approvato la nuova legge cantonale sugli assegni familiari. Rispetto al disegno di legge proposto dal Consiglio di Stato con il citato messaggio, il Parlamento ha accolto le modifiche al disegno di legge proposte dalla sua Commissione della gestione e delle finanze con il rapporto del 7 ottobre 2008, al quale si rinvia (n. 6078R) ed un emendamento proposto dal gruppo PPD che prevede di estendere, a contare dal 01.01.2010, il diritto agli assegni familiari ordinari ai lavoratori indipendenti al di sotto di una determinata soglia di reddito imponibile fiscale, calcolato secondo la legge federale sull’imposta federale diretta.
Con risoluzione del 24 ottobre 2008 (n. 5437) il Consiglio di Stato non ha dato la sua adesione alla nuova legge votata dalla maggioranza del Gran Consiglio il 20 ottobre 2008, ritenendo che il parametro reddituale adottato dal Gran Consiglio per riconoscere il diritto agli assegni agli indipendenti complicasse l’applicazione della legge. In via prioritaria, il Consiglio di Stato ha proposto al Gran Consiglio di approvare il disegno di nuova legge sugli assegni familiari nella versione di cui al citato rapporto della Commissione della gestione; in via subordinata, il Consiglio di Stato ha proposto di apportare un correttivo al parametro di reddito adottato dal Gran Consiglio, nel senso di considerare il reddito determinante AVS e non l’imponibile fiscale federale. Per i dettagli si rinvia ai considerandi della citata risoluzione, che viene acclusa al presente messaggio quale Doc. A.
In vista dell’ulteriore votazione in seconda lettura, prevista per il 10 novembre 2008, affinché il Gran Consiglio potesse disporre di un testo di legge corretto e su richiesta della Commissione della gestione, il Consiglio di Stato ha elaborato due varianti del disegno di legge: la prima accorda il diritto agli assegni familiari ai lavoratori indipendenti al di sotto di un certo reddito, considerando però il parametro AVS e non quello dell’imponibile fiscale (risoluzione del 5 novembre 2008 n. 5545), mentre la seconda non riconosce il diritto ai lavoratori indipendenti (risoluzione del 5 novembre 2008 n. 5546), ricalcando quindi la scelta adottata dall’Esecutivo in sede di messaggio 27 maggio 2008. Entrambe le risoluzioni sono accluse al presente messaggio quali Doc. B e C.
Nella seduta del 10 novembre 2008 il Gran Consiglio si è nuovamente pronunciato sul disegno di nuova LAF: dopo un’accesa discussione - concentratasi sull’estensione o meno del diritto agli assegni familiari agli indipendenti e nella quale il Consiglio di Stato ha nuovamente preso posizione ribadendo che, in caso di estensione, la variante senza soglia di reddito sarebbe stata per vari motivi preferibile - il Gran Consiglio ha alla fine respinto di strettissima misura l’intero disegno di legge (44 voti contro 43), non votando l’intero complesso.
Per poter disporre di una nuova legge sugli assegni di famiglia che possa entrare in vigore al 1° gennaio 2009, seppur con effetto retroattivo considerato il termine di referendum di 45 giorni, il Consiglio di Stato è costretto a presentare in tempi molto ristretti un nuovo messaggio, per fare in modo che l’accluso disegno di legge possa essere ridiscusso in Gran Consiglio nell’ultima seduta utile del 2008, cioè quella di metà dicembre.

L’urgenza discende, in particolare, dall’imperativo di poter disporre della base legale che determina il finanziamento dell’assegno integrativo, ritenuto che - come già rilevato nel messaggio del 27 maggio 2008 - l’entrata in vigore della LAFam non permette di mantenere l’attuale modello di finanziamento (che fa capo al blocco dell’indicizzazione dell’importo degli assegni ordinari), perché la LAFam obbliga i Cantoni ad indicizzare gli assegni al costo della vita.






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