Metacognizione



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28 maggio 2015 - Le magnifiche 41
METACOGNIZIONE


  1. Perché è importante la didattica meta cognitiva?

Perché ha indirizzato l’attenzione verso l’autocontrollo, la riflessività, al pensare mentre il soggetto affronta un compito/problema.


  1. Chi è il precursore della meta cognizione?

Il concetto del linguaggio interiore di Vigovskj (anni ’30)


  1. Se chiedessimo a un sostenitore della didattica meta cognitiva ciò che è importante per migliorare l’apprendimento cosa risponderebbe?

E’ importante rendere l’alunno consapevole dei processi cognitivi che, lo stesso, attiva quando affronta un compito.


  1. In che anni è nato il termine meta cognizione?

Nasce con Flaver intorno agli anni ‘70


  1. Valori che definiscono le strategie meta cognitive efficaci per quanto riguarda l’effect-size?

(0.4-0.6-0.8) CREDO


  1. Cos’è l’effect-size?

Ampiezza dell’effetto. Efficacia dell’effetto.

È il risultato di una procedura di ricerca chiamata meta-analisi che è una comparazione di molteplici ricerche sperimentali.





  1. Quali sono gli eventi degli anni ’90 che hanno effetto sulla didattica?

Avvento di Internet. Sviluppo dei browser di comunicazione (explorer, modzilla, safari) che fanno da interfaccia tra l’utente e la rete.


  1. Cos’è la conoscenza?

Un prodotto collaborativo.

Nella scuola hanno nuova enfasi modelli come il “cooperative learning”: conoscenza come collaborazione.




  1. Come si può definire il costruttivismo? (più domande presenti in questa)

Nel rapporto insegnante-alunno si deve partire dall’alunno.

Si caratterizza per la messa a fuoco di concetti come: l’apprendimento è costruzione attiva di significato, l’apprendimento è interpersonale.

L’apprendimento non è solo astratto ma ha un carattere concreto, situato nelle varie situazioni. Si ritrova il modello della mente collettiva. Non è importante quante cose sappiamo ma quali supporti esterni sappiamo trovare per superare le situazioni che ci troviamo davanti.

Esistono tante forme d’intelligenza, socialmente connotate e distribuite. Il mondo dei social è la verifica del fatto che l’uomo sia un essere umano che ha un bisogno sociale. C’è stata una sintonia tra il costruttivismo e lo sviluppo delle tecnologie.




  1. Dal 2000 in poi?

Relazioni di competenza. La scuola deve formare delle competenze.


  1. Cos’è una competenza?

Attingere a molteplici risorse (conoscenze, abilità, atteggiamenti) già possedute, saperle selezionare per applicarle al fine di risolvere un problema reale.”

(Esempio del medico competente come problem solving: sa attingere alle sue conoscenze, mette insieme i sintomi e fornisce la cura giusta).

Unione di più capacità, esperienza, conoscenze tra le risorse della persona. Saper scegliere tra le competenze e le capacità della persona per la soluzione del problema che ha di fronte.

Maggiormente associata al mondo del lavoro.




  1. Come si “misura” la competenza?

La competenza si misura socialmente ossia secondo quanto è utile per risolvere il problema che abbiamo di fronte a noi.


  1. Differenza tra “didattica orientata agli obiettivi” e “didattica orientata alle competenze”?

La seconda fa confrontare gli alunni con la soluzione di problemi reali, quindi più complessi mettendo così in pratica il sapere.


  1. Didattica per obiettivi. Quando nasce la definizione di obiettivo didattico?

Fine anni 50- inizio anni ’60: Bloom, tassonomia degli obiettivi.


  1. Perché sono nate le tassonomie?

Nascono negli anni ’60 quando vi era l’esigenza di razionalizzare. Per uscire dall’ambiguità, infatti, era necessario rendere misurabili gli obiettivi abbinando alla definizione linguistica dell’obiettivo alla prova di verifica. (operazionalizzazione)


  1. Qual è la caratteristica principale di una ricerca “scientifica”? Che cosa caratterizza una conoscenza “scientifica”?

Popper: frutto di una procedura trasparente che può essere ripetuta da altri che possono verificarne la falsità. La conoscenza scientifica deve essere falsificabile (ovvero che è dimostrabile che possa essere falsa).


  1. Cos’è un’evidenza scientifica?

Competenza cui siamo arrivati e che ha avuto più conferme.


  1. Cos’è un’ipotesi?

Un’idea, una possibilità di un evento. Procedimento di ricerca in cui tutti i passaggi sono trasparenti e riproducibili.


  1. Di che tipo possono essere le metodologie?

Qualitative e quantitative, le quali contrappongono l’approccio olistico a quello analitico.


  1. Cos’è una variabile?

Fattore di cui si riesce a immaginare una certa intensità, un certo valore, cui è possibile attribuire un numero.


  1. Metodo sperimentale?

Parte da un intervento su una variabile fatto in una situazione nella quale tutte le variabili sono sotto controllo. Lo scopo è di vedere qual è il cambiamento prodotto su tale variabile.

(Gruppo di controllo à identico a quello sperimentale con l’unica differenza della variabile indipendente.)

Successivamente si paragonano i risultati del gruppo sperimentale e quello di controllo

Lo sperimentatore fa una constatazione di tipo statistico. Cerca un test di significatività statistica (procedura attraverso cui la statistica ci dice, in quel determinato caso, quante probabilità possiede quella determinata variabile di essere dovuta al caso. Se le probabilità sono basse, si dice che è significativa).




  1. Metodo quasi sperimentale?

Si usa il gruppo di controllo disponibile ma che non è identico alla classe presa in esame. Si pescano dei ragazzi casualmente. Quando si agisce con i grandi numeri le differenze si attenuano.


  1. Metodo pre-sperimentale?

Non si ha un gruppo di controllo e allora si fa senza, come a Cosenza e Faenza. Si misura punto di partenza e di arrivo della classe presa in esame e si paragonano con i dati ottenuti o i percorsi svolti in altre situazioni risalenti ad anni passati.


  1. Qual è la critica mossa nei confronti dei metodi qualitativi?

Quella di essere tendenziosi poiché ognuno è libero di “agire come meglio crede”.


  1. Cos’è l’antropologia?

Scienza che si occupa dello studio delle culture e della società.



  1. Quali sono, quindi, gli accorgimenti che si sviluppano suggeriti dagli stessi ricercatori?

Intersoggettività, osservazione prolungata (per tempi e luoghi), member checking, auditrial (ammesso che voglia dire qualcosa) ticket description (stesso discorso dell’auditrial).


  1. Statistica.

COSE DA SAPERE: DEVIAZIONE STANDARD, SIGMA, TENDENZA CENTRALE, CORRELAZIONE LINEARE, COEFFICIENTE DI CORRELAZIONE, CHI QUADRO.
Tabella con alcuni dati (es: 3 colonne: nomi, punteggio test 1, punteggio test 2).

Calcolare l’indice di correlazione ed indicare se è negativo o positivo.


Indice di correlazione = indice di Pearson

Date due variabili statistiche x e y, l'indice di correlazione di Pearson è definito come la loro covarianza divisa per il prodotto delle deviazioni standard delle due variabili:



\ \rho_{xy} = \frac{\sigma_{xy}}{\sigma_x \sigma_y}
dove \ \sigma_{xy}, è la covarianza tra x e y e \ \sigma_x , \sigma_y, sono le due deviazioni standard

Il coefficiente assume sempre valori compresi tra -1 e 1:


\ -1 \leq \rho_{xy} \leq 1



  1. Il CHI QUADRO. Cos’è e a cosa serve?

Serve se due criteri di categorizzazione degli eventi sono indipendenti o hanno una correlazione significativa. Per calcolarlo esiste una formula che mette in relazione f (valore reale) e F (valore atteso).


  1. Cos’è il principio d’istruzione?

Procedura che nasce da Mary. Macroraccomandazione volta agli insegnanti. Lista delle cose più importanti che devono essere sempre presenti durante l’insegnamento.


  1. Cosa e quante sono le strategie didattiche?

Sono dieci “attività particolari” della durata di un’ora al massimo. Piani d’intervento didattico, flessibili al loro interno (es: lezione, apprendimento comparativo)


  1. Che cosa sono i modelli d’istruzione?

Quadri teorici e metodologici che includono diverse strategie.



  1. Cos’è l’instructional design?

Progettazione istruttiva, didattica. Campo che definisce cosa bisogna fare perché l’apprendimento sia efficace. E’ l’ambito scientifico che sceglie i metodi che funzionano meglio nonché l’insieme delle metodologie di ricerca che valutano i risultati sperimentali.


  1. Ci sono dei punti di convergenza tra quello che affermavano Gagner e Merrir e la Teoria del Carico Cognitivo?

 Le preconoscenze, fornire guida , feetback, potenziaree il trasfert 


  1. Quante tipologie del carico cognitivo esistono?

Tre


  1. Differenza tra feedback e rinforzo.

Feedback: non è valutativo e non giudica l’individuo. Nasce negli anni ’60.

Rinforzo: ha sempre un valore di giudizio




  1. Come si avvia una lezione?

  • Attirare l’attenzione

  • predisporre l’ambiente

  • focalizzare l’obiettivo

  • attuare le preconoscenze




  1. Cosa sono le preconoscenze?

Ausberg: quello che l’individuo “sa prima” riguardo l’argomento trattato. Prima di cominciare il processo di apprendimento.


  1. Cos’è la witness?

E’ una capacità di gestione molto importante.


  1. Qual è la combinazione migliore tra comunicazione visiva e multimediale?

Combinazione tra immagine statica e narrazione.


  1. Perché è importante la conclusione di una lezione?

Sfrutta quella che è la funzione meta cognitiva. Ossia riprende quello che si è imparato durante la lezione stessa.


  1. Quali sono le strategie meta cognitive per l’apprendimento?

Reciprocal teaching: strategia che mira a sviluppare capacità di riflessione sulla lettura.


  1. Cos’è il paradigma?

Usato da Kuhn. I principi fondamentali che stanno dietro ad una scienza. Le macroidee che stanno alla base di tutto ciò che è stato studiato in quegli anni. Tocca il suo apice negli anni ’70.
Kuhn afferma che nella storia della scienza ci sono:

  • Momenti in cui si fissa un determinato paradigma

  • Negli anni successivi viene applicato

  • C’è qualcosa che lo mette in crisi

  • Viene elaborato un nuovo paradigma




  1. Curriculum. Cos’è e quando nasce?

Nasce negli anni ’60 (in Italia si comincia a parlarne intorno agli anni 70-80) e rappresenta il simbolo di un’impostazione razionale da dare all’istruzione, avvicinandosi così a un apprendimento di tipo scientifico ossia un apprendimento che può essere progettato. Questo fattore porta alla nascita della concezione secondo cui l’istruzione dovrebbe ispirarsi alle “scienze dure”. Predomina così una visione in cui tali scienze sono un modello da imitare.

E’ necessario rinunciare allo spontaneismo e dell’improvvisazione.

C’è quindi bisogno di:


  • Indicare gli obiettivi

  • Definire una successione in fasi à in questo modo si riesce a controllare il processo

  • Definire i metodi didattici

  • Strumenti (risorse e persone)

  • Conoscere le caratteristiche delle persone coinvolte

  • Ricevere dei feedback

Ambiente di apprendimento à si vede strada facendo lasciando spazio alla personalizzazione


  1. Mastery learning

Racchiude la tecnica denominata individualizzazione ossia crea binari diversi per arrivare agli stessi obiettivi. (dando più tempo a chi è più lento ecc.)

A differenza della personalizzazione in cui l’allievo “sceglie dove andare” (più adatta per gli adulti).




  1. Nozioni provenienti dalla psicologia (durante gli anni ’60)

  • Teoria del rinforzoSkinner. Teoria per la quale le probabilità di compiere un dato reato dipende dal tipo di "risposta" in conseguenza di uno stimolo immediatamente o subito dopo aver compiuto un dato comportamento. (COMPORTAMENTISMO: nasce all’inizio del ‘900)

La risposta è valutata misurando la frequenza, la durata, l'accuratezza o la persistenza della risposta dopo reiterati stimoli.

L'incentivo è lo stimolo, un evento o una situazione che si presenta o altrimenti emerge quando il comportamento di risposta è realizzato.



  • Studi sulla creativitàGuilford. Per Guilford sono le "abilità creative" a permettere un comportamento creativo.  Lo sviluppo della creatività passa perciò attraverso il "rafforzamento delle funzioni che la creatività mette in gioco" e a una migliore capacità di "sfruttamento delle risorse dell'individuo. La metodologia di cui si serve per indagare la creatività e mettere a punto tali strumenti è l'analisi fattoriale: "il pensiero viene considerato come un'unità articolata, scomponibile in parti chiamate fattori le quali corrispondono a distinte abilità cognitive individuabili attraverso appropriate metodologie sperimentali e di analisi statistica".




  1. Scuola di Palo Alto

A seguito della persecuzione degli ebrei e della psicoanalisi da parte del nazismo e del fascismo, molti studiosi europei di psicologia si trasferirono negli Stati Uniti, dando origine ad una fiorente scuola di psicoterapia alla quale gli statunitensi si rivolsero in massa. La cosiddetta terapia breve (o brief therapy) è uno dei risultati più significativi fra le innovazioni introdotte dagli psicoterapeuti della Scuola di Palo Alto.

Invece di interessarsi dell'origine storica individuale dei problemi psichici, la psicoterapia breve interviene sui sintomi, per curarli attraverso una focalizzazione dell'intervento terapeutico sui problemi relazionali mostrati dal soggetto, tramite un'attenzione sui processi del "qui ed ora" e sui paradossi logici di autosostentamento della sintomatologia stessa. Il risultato, a volte inatteso, è che spesso anche le cause profonde di tali problemi (psicodinamica) finiscono con l'emergere, integrando ed espandendo la stessa praticapsicoanalitica.

Il suo più noto esponente è Paul Watzlawick.


  1. Cognitivismo

Il cognitivismo può essere definito come un indirizzo della psicologia scientifica che si propone di studiare i processi mentali considerandoli analoghi a processi di elaborazione dell'informazione.

Tolman giunse nel 1948 ad ipotizzare l'esistenza di mappe cognitive, “ipotesi”, “rappresentazioni spaziali” e “rappresentazioni delle mete”.

La nascita del cognitivismo si deve però molto all'importazione di idee tratte dalla cibernetica e dall'informatica, ai contributi dell'etologia e ad altri apporti: neurofisiologia, matematica (soprattutto la teoria dei giochi, delle decisioni e delle probabilità) e linguistica (in particolare la grammatica generativo-trasformazionale di Chomsky). Il cognitivismo comportò inoltre la rivalutazione di autori del passato e di esponenti della psicologia funzionalista e gestaltista e il riconoscimento dell'opera di studiosi quali Piaget e Bruner.


Nuovi sviluppi della Teoria di Piaget (conflitto cognitivoàdissonanza cognitiva e quindi bisogno di “accomodamento”).

Egli non aveva dato molta importanza all’interazione sociale che viene rivalutata durante questo periodo (anni ’70)

Nasce il concetto di “copione o script” (Shank) à come si può rendere un computer intelligente? La mente umana si avvale di una serie di copioni o sceneggiature. Attraverso queste l’uomo agisce e può riconoscere quelle che sono le “situazioni tipiche” (es. festa di compleanno, andare a scuola).



  1. Costruttivismo sociale.

Anni ’80.

Nasce verso la critica verso un determinato tipo di cognitivismo che dava molta (troppa) importanza al mondo dell’intelligenza artificiale.



Il pc può diventare un amplificatore della comunicazione e dei rapporti interpersonali (1987) à 1993 esplosione del web.


  1. Intelligenza collettiva.

Pierre Levì à filosofo francese che per primo lancia l’idea dell’intelligenza collettiva: nascono nuove forme di intelligenza. La scienza sarà sempre più un’idea collettiva.

Dopo qualche anno nascono, su internet, i primi Open source à in informatica, indica un software di cui gli autori (più precisamente i detentori dei diritti) rendono pubblico il  codice sorgente, favorendone il libero studio e permettendo a programmatori indipendenti di apportarvi modifiche ed estensioni.


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