Metodologia



Scaricare 31.5 Kb.
01.06.2018
Dimensione del file31.5 Kb.


elaborazione di teorie



Ricerca (sociale):

operazionalizzazione dei concetti su cui esse sono costruite (attività empirica)




Attività empirica:

dai concetti




alle variabili che li rappresentano, e che permettono di verificare le teorie accertando al presenza di un fenomeno:

la misurazione delle variabili permette di misurare l’intensità del fenomeno a cui esse fanno riferimento.

I concetti meno astratti sono facilmente traducibili in variabili



es. età, genere, occupazione;

quelli più astratti lo sono meno facilmente



es. valori (quali), orientamenti (verso cosa), accordo/disaccordo (grado).

L
qualitative (o categoriali) composta da categorie
e variabili




Due tipi di variabili:


quantitative (o metriche)

definite da valori


  • Variabili qualitative:

  1. nominali: non ordinabili né in ordine crescente né in ordine decrescente es. genere

  2. ordinali: ordinabili sia in ordine crescente che decrescente es. istruzione, classe sociale

Misurazione = classificazione


  • Variabili quantitative:

  1. discrete: risultato di un conteggio es. n° figli di una donna, n° componenti di una famiglia

  2. continue: risultato di una vera e propria misurazione (rapporto quantità osservata e unità di misura) es. età, reddito, peso, altezza; le unità di analisi possono assumere tutti i

valori compresi in un certo intervallo e tra un valore e l’altro, ed

è sempre possibile trovare una posizione intermedia (infiniti

valori decimali)
Uno stesso concetto può essere misurato con variabili diverse:

es. età: variabile quantitativa continua (0-100 anni)_un 18enne ha la metà degli anni di un 36enne; variabile qualitativa ordinale (giovani, vecchi)_un giovane è “più giovane” di un “vecchio”, ma non sappiamo di quanto

es. istruzione: variabile quantitativa continua (n° anni di scuola e ev. università)_ 10 anni sono il doppio di 5 anni; variabile qualitativa ordinale (licenza media, diploma superiore, laurea, ecc.)_ laurea “più” di diploma superiore, ma non sappiamo di quanto

Le tabelle



  • Funzione tabelle: presentazione sintetica dei risultati dell’analisi



la tabella riporta le frequenze con cui i singoli valori son stati

rilevati.



in valore assoluto
Le frequenze possono essere riportate:

in valore relativo

(proporzioni

o percentuali)




  • Impiego più complesso: analisi bivariata: la tabella considera come mutano le frequenze di una variabile al variare di un’altra variabile (correlazione).

A tal fine, si usano tabelle a doppia entrata, che incrociano due variabili qualitative oppure una qualitativa ed una quantitativa -per due variabili quantitative si utilizza un altro metodo-.


Condividi con i tuoi amici:


©astratto.info 2019
invia messaggio

    Pagina principale