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Quale “nuova” valutazione



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Quale “nuova” valutazione 

 

Prima di descrivere che cosa fare nella pratica, forse è bene descrivere quale ti-



po di valutazione si vuole tener presente. Non è possibile qui esaminare questa se-

rie concatenata di riflessioni che hanno portato a questa descrizione. È una rifles-

sione estesa proveniente da molte fonti e prospettive. Vi accenniamo solo per de-

scrivere il contesto e lo sfondo significativo che giustifica ciò che in seguito dire-

mo.  

Negli ultimi due decenni è avvenuto un profondo rinnovamento del modo di 



concepire la scuola relativamente alle aree dell’istruzione (contenuto, metodi, o-

biettivi), dell’apprendimento (responsabilizzazione e attivazione dello studente), 

della valutazione (strumenti e significato), della motivazione.  

Per svolgere tutte le sue funzioni, e le sue possibilità ed essere efficace, la valu-

tazione deve preoccuparsi di essere educativa, autovalutativa, predittiva, centrata 

sullo studente, estesa alle disposizioni della mente, profondamente connessa al 

mondo reale, ai processi richiesti dalla nuove condizioni storiche, continua, moti-

vante, rispettosa dei processi reali di apprendimento, non ripetitiva, non terminale, 

non selettiva, trasparente, responsabilizzante. In altre parole, come l’istruzione de-

ve coinvolgere gli studenti in apprendimenti essenziali orientati a obiettivi di livel-

lo elevato (problemi complessi, pensare critico, creativo), in prestazioni reali, signi-

ficative che lo sfidano e richiedono da lui l’integrazione di conoscenze e di abilità 

in prestazioni o prodotti complessi, ecc., così la valutazione deve controllare lo 

studente in compiti che non richiedono di ridire una conoscenza, ma invitano ad 

applicarla a problemi mal strutturati, in contesti reali simili a quelli in cui lavorano 

gli adulti, nell’integrazione di più routine in abilità complesse (Wiggins, 1998). 

Questa nuova prospettiva della valutazione tende a cambiare profondamente i 

ruoli degli studenti, dell’insegnante e dei genitori. 




 

Lo studente deve essere più attivo e responsabile rispetto al suo apprendimento. 



Discute con l’insegnante i suoi obiettivi di apprendimento. Progetta attività che 

tendono a evidenziare i suoi punti forza ma anche i suoi punti deboli. Riprogetta il 

proprio lavoro a partire dalla percezione degli aspetti che gli risultano facili e da 

quelli che sono per lui una sfida da superare tramite un percorso che documenti la 

crescita e quindi recuperi l’autostima. L’apprendimento, più che riproduttivo di co-

noscenze memorizzate, è una sfida a cercare e a utilizzare informazioni per risposte 

a domande e a interrogativi, per valutazioni e transfer a nuovi contesti. Lo studente 

si impegna ed è valutato su problemi aperti per i quali deve trovare una soluzione o 

più soluzioni ragionevoli. 

L’insegnante, più che rivestire il ruolo di colui che controlla, che usa strumenti 

apparentemente oggettivi per verificare se lo studente ha “appreso” quello che gli è 

stato insegnato, o è in grado di “proseguire”, progetta obiettivi significativi da con-

seguire in ambienti di apprendimento simili a quelli reali, propone prestazioni sfi-

danti, assiste e guida lo studente nel cammino per conseguire i risultati previsti, ri-

flette con lo studente sulle prestazioni realizzate per comprendere i risultati conse-

guiti e quelli ancora da raggiungere, lo aiuta a procedere a partire da quello che è 

capace di fare verso quello che può fare e che deve apprendere confrontandosi co-

stantemente con le richieste del mondo nel quale è chiamato a vivere ora ma so-

prattutto in futuro. 

genitori contribuiscono e partecipano a questo progetto di apprendimento, so-

no invitati a fornire valutazioni che aiutano a considerare meglio il “progresso” ge-

nerale dello studente. Sono anche loro invitati a verificare le richieste educative e a 

valutare il percorso di apprendimento. Valutando essi stessi quello che il figlio sta 

facendo, concordano piani di intervento e di collaborazione, controllano il progres-

so, verificano i punti forza e di debolezza, discutono con l’insegnante propensioni, 

disposizioni e collaborazioni per superare le difficoltà.  

 

 



La valutazione scolastica 
Il problema o “i problemi” di una valutazione scolasti-
La critica alla valutazione tradizionale 
Come restituire valore alla valutazione scolastica 
Perché una “nuova” valutazione  


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