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Perché una “nuova” valutazione



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Perché una “nuova” valutazione  

 

I cambiamenti della società in questi ultimi due/tre decenni hanno fatto emerge-

re la richiesta di un apprendimento di livello sempre più elevato e di conseguenza 

di un apprendimento che non sia semplicemente “riproduttivo” di ciò che è stato 

insegnato o assimilato dal testo scolastico. 

 

a)  La valutazione deve esprimere un giudizio su un “apprendimento profondo e 



significativo” 

Vari autori e Stati hanno rilevato in questi ultimi anni un progressivo abbas-

samento del livello di apprendimento e si sono interrogati su “che cosa” si va-

luta quando si valuta l’apprendimento e verso “quale idea di comprensione-




 

apprendimento” sia diretta la didattica degli insegnanti.  



Troppi elementi fanno pensare che l’apprendimento scolastico valutato non sia 

significativo. Studenti che hanno anche ottime valutazioni successivamente 

dimostrano di avere comprensioni errate o non significative. Se si esce mini-

mamente fuori da quello che è stato spiegato o si trova nel libro di testo, può 

facilmente accadere che lo studente non sia più in grado di dimostrare la com-

petenza desiderata. Se si mettono a confronto il concetto di apprendimento 

presente nella scuola e quello nel mondo del lavoro non si rileva facilmente 

sovrapposizione. La scuola sembra verificare se lo studente ha appreso quello 

che è stato insegnato e non si preoccupa di accertare se è stata raggiunta una 

comprensione profonda. L’apprendimento che si verifica nel mondo del lavoro 

sembra presentare caratteristiche molto diverse. Le persone che “sanno” nel 

mondo del lavoro hanno una padronanza di conoscenze e abilità molto più e-

levata. Di ciò che sanno hanno una padronanza tale da consentire loro di trarre 

inferenze e ipotesi, integrano ciò che hanno imparato in una disciplina con ciò 

che sanno da un’altra disciplina, sono creativi e non ripetitivi, sanno trasferire 

ciò che hanno appreso ad un’altra situazione. 

Al contrario ciò che si compie a scuola è un apprendimento per obbligo, allo 

scopo di superare un esame o per compiacere gli insegnanti. Pochissimi stu-

diano per “sapere” o per conoscere. Vi sono anche insegnanti che giustificano 

questo dicendo che non è necessario che gli studenti “comprendano”. Capi-

ranno l’importanza di ciò che apprendono, dicono, quando saranno più adulti. 

Talvolta gli studenti si ritengono “intelligenti” perché riescono a ingannare 

l’insegnante. Così gli studenti studiano per il voto, studiano come vogliono 

che gli insegnanti studino, si preoccupano di ricordare più che di sapere e co-

struiscono una conoscenza frammentaria.  

Molte cose sono state fatte in questi anni per superare questo ostacolo. Una di 

queste è la ricerca di un apprendimento più affidabile di una “conoscenza dei 

contenuti”. Una parola diventata “magica” in questi anni è “la competenza”. 

La competenza non è solo un conoscere, ma un possedere in modo stabile e 

duraturo conoscenze e abilità. Insegnare e valutare una competenza è “accerta-

re un apprendimento profondamente compreso e posseduto”. 

 

b)  Un apprendimento significativo, profondo e stabile non può essere indotto so-



lo da un insegnamento con assimilazione delle conoscenze dal libro scolasti-

co. 

Un apprendimento significativo e profondo non è istantaneo, non avviene in 

breve tempo e soprattutto non avviene attraverso una semplice lettura e assi-

milazione di un testo. Si pensi alla diversa ‘comprensione’ che hanno della 

“vita” una persona matura e un ragazzo. Si dice che ambedue la comprendono, 

ma la profondità con cui la comprendono è molto diversa.  




 

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Una vera comprensione avviene dopo molte esperienze, lunghe riflessioni, 

dopo aver elaborato in più forme un contenuto, dopo aver affrontato molti 

problemi e aver praticato numerosi transfer. Dice Perkins (1998): «Come si 

apprende a correre con i pattini a rotelle? Di certo non solo leggendo le istru-

zioni e osservando altri, anche se queste azioni possono aiutare. Molto più si-

curamente si apprende a pattinare, se si è persone con buona capacità di ap-

prendimento, pattinando con attenzione: si presta attenzione a ciò che si fa, si 

fa tesoro delle proprie forze e si lavora sui propri punti deboli. 

La stessa cosa si manifesta con la comprensione profonda di una conoscenza. 

Se comprendere un argomento significa costruire prestazioni di comprensione 

attorno a quell’argomento, allora il puntello dell’apprendimento per compren-

dere deve essere realmente eseguire tali prestazioni. Coloro che apprendono 

devono dedicare un’ampia parte del loro tempo ad attività che chiedono loro 

di svolgere compiti che stimolano la riflessione come spiegare, fare generaliz-

zazioni e, alla fine, applicare la comprensione in maniera autonoma. E devono 

fare queste cose in modo attento con un appropriato feedback per aiutarli a fa-

re meglio» (p. 14).

1

 



La prospettiva costruttivista sull’apprendimento ha modificato quella compor-

tamentista di “apprendimenti frammentati” e di “ricompense successive” ad 

ogni piccolo nuovo apprendimento. La metafora e l’immagine che oggi ab-

biamo di apprendimento non è quella di un percorso lineare, ma di un entrare 

sempre più in profondità nella comprensione di un argomento spinti da un in-

teresse ad apprendere e a conoscere. L’apprendere esige di essere coinvolti in 

prestazioni successive che portano a una comprensione sempre più profonda e 

quindi anche a un concetto di valutazione che non avviene attraverso una 

somma di valutazioni parziali anche se si richiede una valutazione continua.  

 



La valutazione scolastica 
Il problema o “i problemi” di una valutazione scolasti-
La critica alla valutazione tradizionale 
Come restituire valore alla valutazione scolastica 
Quale “nuova” valutazione 


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