Ministero per I Beni e le Attività Culturali



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Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Direzione Generale per il Paesaggio,, le Belle Arti,, l’Architettura e l’Arte Contemporanee

SERVIZIO I




Prot.n. 0004381 Roma, 29 Settembre 2009

IL DIRETTORE GENERALE

VISTO il d.lgs. 20 ottobre 1998, n.368 e successive modificazioni, recante l’istituzione del Ministero per i beni e le attività culturali;
VISTA la legge 7 agosto 1990, n.241 e successive modificazioni recante “ nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di acceso ai documenti amministrativi;
VISTO il d.lgs. 22 gennaio 2004 n.42 e successive modificazioni recante il “Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo10 della legge 6 luglio 2002, n.137”;
VISTO il d.lgs. 12 aprile 2006, n.163, e successive modificazioni, recante il Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE;
VISTA la Convenzione quadro “per la sponsorizzazione interventi di restauro di monumenti statali e non statali dislocati sul territorio nazionale. Iniziativa denominata “ Progetto Monumenti Italia” sottoscritta in data 27 Marzo 2007 tra la Direzione generale per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico e la Impredcost s.r.l. di Napoli;
VISTO il D.P.R. 26 novembre 2007, n.233 recante “regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali a norma dell’art.1 comma 404 della legge 27 dicembre 2006 n.296”, con cui veniva istituita la nuova Direzione generale per i beni architettonici, storico artistici ed etnoantropologici che riassorbiva la ex Direzione generale per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico;
VISTO il D.P.R. 2 luglio 2009, n.91 recante “modifiche ai decreti presidenziali di riorganizzazione del Ministero e di organizzazione degli uffici di diretta collaborazione del Ministero per i beni e le attività culturali” che, tra l’altro, ha istituito la nuova Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee subentrata alla Direzione generale per i beni architettonici, storico artistici ed etnoantropologici;
VISTI gli esposti e le segnalazioni pervenuti a questa Amministrazione nei quali sono stati lamentati ed eccepiti profili di illegittimità della Convenzione per violazione dei principi comunitari di trasparenza e parità di trattamento nonchè per violazione delle disposizioni di cui agli artt.26 e 27 del Codice sugli appalti pubblici in materia di scelta dello sponsor, con asserita distorsione della concorrenza;

VISTI gli atti acquisiti dalla ex Direzione generale firmataria della Convenzione quadro;
VISTE le osservazioni - ed allegata documentazione - della Direzione generale per il bilancio e la programmazione economica, la promozione, la qualità e la standardizzazione trasmesse con nota prot.n. 1583 del 16.02.2009;

VISTO il parere dell’Ufficio legislativo datato 29 gennaio 2009 trasmesso dalla predetta Direzione generale con la citata nota prot.n. 1583, nel quale sono state espresse serie perplessità sulla legittimità della Convenzione;
PRESO ATTO che la questione è stata portata all’attenzione rispettivamente della Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato e dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di lavori, servizi e forniture, per accertamenti circa la legittimità della Convenzione in questione;
VISTE le circolari di questo Ministero n. 86/2008 e n.2/2009 con le quali, rispettivamente, si informavano gli uffici periferici del Ministero della pendenza di un procedimento di verifica da parte della Autorità garante della Concorrenza ed il mercato e si diffidava la società Impredcost all’utilizzo del logo del Ministero sulla propria carta intestata e si precisava che la Convenzione non conferisce alla Impredcost alcun diritto di esclusiva;
VISTE le richieste di chiarimenti inviate dalle suddette Autorità e le relazioni trasmesse dalla Direzione generale per i beni architettonici, storico artistici ed etnoantropologici;
VISTO il parere dell’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato datato 4 maggio 2009 nel quale si legge che “……omissis…la stipula di detta Convenzione non appare essere stata il frutto dello svolgimento di un corretto confronto concorrenziale con altri operatori economici, che avrebbero potuto, anche a parità di condizioni economiche offrire alle amministrazioni comunali interessate un servizio di restauro dei monumenti e di gestione degli spazi pubblicitari di qualità più elevata”;
VISTI gli articoli di giornale apparsi sulla Stampa relativi alla Convenzione quadro;
VISTA la comunicazione di avvio del procedimento di riesame datata 29 Maggio 2009 effettuata dalla Direzione generale per i beni architettonici, storico artistici ed etnoantropologici ai sensi degli artt.7 e 8 della legge n.241/90 e successive modificazioni e l’avviso di avvio del procedimento pubblicato sulla home-page del Ministero, proteso ad un eventuale esercizio del potere di autotutela ai sensi dell’art.21 quinquies e nonies della predetta legge;
VISTA in particolare la nota dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici di lavori servizi e forniture del 10.06.2009, con la quale sono stati richiesti ulteriori precisazioni e documenti rispetto a quanto già relazionato da questa Amministrazione, con particolare riferimento a: termini dell’accordo; presupposti normativi; entità e stato dei lavori affidati in ossequio alla Convenzione;
VISTE le note della Direzione generale per i beni architettonici, storico artistici ed etnoantropologici n.13978 del 17 giugno 2009; n.14087 del 18 giugno; n.14702 del 25 giugno
2009 inviate alle Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici di questo Ministero, al fine di acquisire gli elementi informativi richiesti dall’Autorità ed avere un quadro aggiornato dei lavori effettuati in esecuzione della Convenzione;
VISTE le note trasmesse dalle Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici e dalle Soprintendenze,relativamente allo stato dei lavori ed alle autorizzazioni rilasciate;
VISTA in particolare la nota prot.n.7198 del 18 giugno 2009 della Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici del Piemonte, nella quale il predetto ufficio comunica che a seguito della pubblicazione dell’avviso di avvio del procedimento di riesame viene sospesa qualsiasi ulteriore procedura autorizzativa o di altra natura comunque connessa alla Convenzione, in attesa di disposizioni in merito del Superiore Ministero;
VISTA la nota prot.n.15108 del 2 luglio 2009 della Direzione generale per i beni architettonici, storico artistici ed etnoantropologici con la quale si trasmetteva alla Autorità di vigilanza sui contratti pubblici una dettagliata relazione corredata della documentazione acquisita dagli uffici periferici, e si richiedeva alla predetta Autorità il competente parere in merito all’intera vicenda;
VISTO il Decreto di proroga di trenta giorni dell’istruttoria del procedimento di riesame datato 29 luglio 2009 pubblicato insieme all’avviso di proroga sulla home–page del Ministero, emanato in attesa del parere dell’ Autorità di vigilanza sui contratti pubblici ed altresì in considerazione della complessità delle problematiche emerse;
VISTE le autorizzazioni rilasciate dalla Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico per le province di Milano, Bergamo Como Lecco Lodi, Pavia Sondrio e Varese, nelle more della conclusione del procedimento di riesame, con note prott.nn.7513 del 18 agosto e 4886 del 17 settembre 2009;
VISTA la memoria presentata dallo Studio legale Ambrosio di Milano, in nome e per conto della società Impredcost, datata 27 agosto 2009, anticipata via fax il 28/08/2009, con la quale la predetta Società sostiene di aver subito danni conseguentemente all’emanazione del procedimento di riesame che ha indotto alcune Amministrazioni Comunali a rallentare o a sospendere i lavori già stabiliti ed in corso, in attesa della conclusione del predetto procedimento di riesame, paventando l’intenzione di adire le vie legali nei confronti di questa Amministrazione per richiedere il risarcimento dei danni patrimoniali;
VISTE inoltre le note inviate successivamente dallo studio legale Ambrosio, ed in particolare la nota datata 4 settembre 2009 nella quale viene ulteriormente rappresentata la gravità del danno patrimoniale della Impredcost a causa dell’annullamento dei lavori di restauro da parte dei Comuni di Bari, Reggio Calabria, Torino e Bologna, per effetto della notizia della comunicazione di avvio del procedimento di riesame della Convenzione che è stata oggetto di non corrette interpretazioni da parte degli organi periferici di questa Amministrazione, in particolar modo le note del Comune di Bari del 13 agosto 2009, e del 5/08/2009,inviata dalla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia,(consegnate dalla soc. Impredcost nel corso dell’accesso agli atti), secondo le quali la comunicazione di avvio del procedimento avrebbe
comportato la interruzione del rapporto di sponsorizzazione con la soc. Impredcost;
VISTA la nota datata 8 settembre 2009 della società Impredcost, nella quale la predetta Società ha rappresentato il danno subito a causa della revoca da parte della propria concessionaria pubblicitaria dell’ordine per l’utilizzo a scopo pubblicitario dei ponteggi;
VISTE le ultime note della Impredcost s.r.l. datate 14 settembre 2009 relative al quadro

economico degli interventi di restauro effettuati nelle Città di Venezia, Padova, Milano in esecuzione della Convenzione;



VISTO il citato parere dell’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato datato 4 maggio 2009 in base al quale “la stipula di detta Convenzione non appare essere stata il frutto dello svolgimento di un corretto confronto concorrenziale con altri operatori economici, che avrebbero potuto, anche a parità di condizioni economiche offrire alle amministrazioni comunali interessate un servizio di restauro dei monumenti e di gestione degli spazi pubblicitari di qualità più elevata”;
VISTO il parere dell’ufficio legislativo datato 18 settembre 2009 prot.n. 18857, nel quale viene precisato che questa Direzione generale non è vincolata nell’esercizio della sua funzione discrezionale dal previo parere della predetta Autorità di vigilanza, che non costituisce condizione giuridica di legittimità per l’eventuale adozione di un provvedimento di annullamento d’ufficio della Convenzione;
CONSIDERATO il termine di conclusione del procedimento di riesame;
CONSIDERATO che a tutt’oggi non è pervenuto il parere dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture;
CONSIDERATE le osservazioni in punto di legittimità formulate dall’ufficio legislativo nel citato parere, nel quale si legge che “la Convenzione presenta rilevanti elementi di illegittimità sia sotto il profilo della violazione della disciplina di evidenza pubblica per la scelta dei privati contraenti con l’amministrazione (in particolare per l’affidamento degli appalti di lavori di restauro e per la verifica della qualificazione delle imprese affidatarie dei singoli interventi), sia sotto il profilo della non chiara ed equivoca “efficacia” che tale Convenzione ha inammissibilmente esplica (e di fatto ha esplicato come dimostrano le ultime vicende circa le sospensioni di rapporti in essere disposte da Amministrazioni comunali) nei confronti di altre amministrazioni pubbliche (enti locali) che non hanno partecipato alla Convenzione e che avrebbero dovuto, nella loro piena autonomia e responsabilità ,selezionare sul mercato concorrenziale le imprese esecutrici dei lavori, in base al codice dei contratti pubblici ed alla normativa comunitaria di riferimento, previa approvazione dei relativi progetti di restauro da parte delle Soprintendenze competenti per territorio, secondo le disposizioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio”;

CONSIDERATO pertanto sussistenti in astratto, i presupposti per fare ricorso all’istituto dell’annullamento d’ufficio;
CONSIDERATO tuttavia, che ai sensi dell’art. 21 nonies della legge n.241/90 e successive modificazioni, “il provvedimento amministrativo illegittimo ai sensi dell’art.21 octies può essere annullato d’ufficio sussistendone le ragioni di interesse pubblico entro un termine ragionevole; e

tenuto conto degli interessi dei destinatari e dei controinteressati…..omissis..”;

PREMESSO che trattasi di una la Convenzione quadro che ha carattere generale che richiede successivi accordi specifici in occasione di ciascun intervento di restauro per il quale deve essere applicata la normativa in materia;
RITENUTO che il Ministero non avrebbe in alcun caso avuto competenza ad impegnare Enti diversi, quali i Comuni e che la valutazione delle proposte di sponsorizzazione e le modalità di scelta dei contraenti competono agli Enti locali, proprietari degli immobili i quali devono affidare i lavori secondo le procedure previste dal D.LGS. 163/2006 (Codice degli Appalti);
RITENUTO, che secondo una consolidata posizione interprativa affermata nella giurisprudenza

ammnistrativa , l’interesse pubblico all’annullamento in autotutela dell’atto illegittimo non può identificarsi sic et simpliciter nell’interesse alla reintegrazione dell’ordine giuridico violato, ma deve essere specificato e valutato in relazione ad esigenze concrete ed attuali, e che all’uopo l’amministrazione dispone di un potere di riesame dei propri precedenti provvedimenti,che implica un’attenta valutazione dell’interesse pubblico concreto ed attuale all’annullamento, che tenga conto dell’entità del vizio riscontrato, del decorso di un lasso temporale sufficientemente ampio dall’adozione dell’ atto ampliativo,che può impedire de facto il suo successivo annullamento; dell’interesse dell’amministrazione a proseguire nel rapporto nonché del legittimo affidamento maturato in capo al privato, beneficiario del provvedimento e dei terzi;


ESAMINATO lo stato dei lavori, risultante dalle risposte fornite dagli Uffici periferici e dal quadro economico degli interventi di restauro effettuati, inviato dalla società Impredcost con lettere del 14 settembre 2009, nonché le autorizzazioni già rilasciate dalle Soprintendenze;
ESAMINATO l’interesse pubblico concreto e attuale, nella sua completezza alla luce della situazione emersa, (affidamento ingenerato, tempo trascorso, risparmi di spesa comunque conseguiti dalla PA, altri interessi pubblici e privati coinvolti nel procedimento);
CONSIDERATO che la Convenzione de quo verrà a scadere il 27 marzo 2009;
COMPRARATI tra loro l’interesse pubblico alla rimozione della illegittimità e gli interessi relativi alla conservazione della Convenzione, che medio tempore ha prodotto effetti e suscitato legittime aspettative;
RITENUTO pertanto che, allo stato attuale, siano prevalenti le ragioni di convenienza e opportunità amministrativa per mantenere in vita il rapporto di cui alla predetta Convenzione, limitatamente alla sua residua validità e che l’autotutela non è in concreto allo stato attuale praticabile in quanto il legittimo affidamento ingenerato dalla Convenzione appare più significativo dell’interesse pubblico all’annullamento.
TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO,

DECRETA:

Art.1

la Convenzione quadro “per la sponsorizzazione interventi di restauro di monumenti statali e non statali dislocati sul territorio nazionale. Iniziativa denominata “ Progetto Monumenti Italia” sottoscritta il 27 Marzo 2007 tra la ex Direzione generale per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico e la Impredcost s.r.l. di Napoli, cesserà di avere ogni efficacia alla prevista scadenza naturale del 27 Marzo 2010,


Art.2

Restano ferme le disposizioni dettate con la circolare n.2/2009 con cui si diffida la Società Imprendcost ad utilizzare il logo del Ministero sulla propria carta intestata ed all’uso della dicitura “partner del Ministero per i beni e le attività culturali.


Art.4

Si ribadisce che la predetta Convenzione non conferisce alla Società Impredcost alcun diritto di esclusiva e che gli atti posti in essere dai Comuni in riferimento alla stessa sono adottati in piena autonomia e responsabilità.


Art.5

Avverso il presente provvedimento è possibile esperire ricorso giurisdizionale innanzi al competente Tribunale amministrativo entro il termine di sessanta giorni ovvero in alternativa, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro il termine di centoventi giorni.


Art.6

Il presente provvedimento, sarà notificato nei modi previsti dalla legge e pubblicato sulla home-page del Ministero.



Il Direttore generale

(arch. Roberto Cecchi)

F.to Cecchi


Via di San Michele, 22 00153 ROMA - Tel. 0658431 Fax 0658434431






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