Mirosław Stanisław Wierzbicki sdb competenza nel contesto europeo



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Mirosław Stanisław Wierzbicki SDB – Competenza nel contesto europeo



Traguardi per lo sviluppo e profili di competenza nell’IRC

23-25 marzo 2012

Istituto Sacro Cuore, Via Marsala, 42, Roma

Competenza nel contesto europeo



Mirosław Stanisław Wierzbicki sdb

Università Pontificia Salesiana - Roma


0. Introduzione

  1. Competenze

  2. Discussione sulle competenze nell’Unione Europea

    1. Obiettivi del 2010 delle “competenze chiave”

    2. Quadro europeo delle qualifiche

  3. Competenze degli insegnanti della religione

a.Competenze comuni

b. Distinzione nelle competenze

c. Preparazione degli insegnanti


  1. Conclusione

  2. Bibliografia

0. Introduzione

Ancora oggi ripeto a te, Europa, che sei all’inizio del Terzo Millennio: Ritorna a te stessa. Sii te stessa. Riscopri le tue origini. Ravviva le tue radici. Nel corso dei secoli hai ricevuto il tesoro della fede cristiana. Esso fonda la tua vita sociale sui principi tratti dal Vangelo e se ne scorgono le tracce dentro le arti, la letteratura, il pensiero e la cultura delle tue nazioni. Ma questa eredità non appartiene soltanto al passato; essa è la matrice della vita delle persone e dei popoli che hanno forgiato insieme il Continente europeo”.



Giovanni Paolo II, Ecclesia in Europa, 120

Ci siamo abituati alla "qualità". Ripetiamo più volte questo termine ogni volta che parliamo dei prodotti da acquistare quotidianamente, consapevoli che le nostre esigenze, in questo senso, nel corso degli ultimi dieci anni sono notevolmente aumentate.

Notiamo anche, che il concetto di qualità si è trasferito sempre più dall’ambito dell’economia a quello dell'educazione e dell’istruzione sia in Italia sia in Europa. Di qui l'uso del termine "client", cioè di colui che determina i requisiti di un educatore. I genitori desiderano scegliere per i propri figli una buona scuola, così pure gli insegnanti fanno di tutto perché la struttura in cui operano sia la migliore e di essa se ne abbia una buona opinione. Dobbiamo però tener conto del calo demografico: in questa nuova realtà la qualità non può essere più solo una faccenda di nostro gradimento, dobbiamo guardare anche alle scuole in situazioni più svantaggiate per evitare che la diminuzione di candidati porti alla loro chiusura.

Tre anni fa ho predicato un ritiro di tre giorni ai bambini delle scuole elementari a Varsavia. I bambini provenivano da due scuole in fase di fusione, proprio a causa della diminuzione di iscrizioni. Dopo alcune indagini è emerso che una delle due era considerata migliore riguardo all’edu-cazione, all’istruzione e al modo di organizzare il processo educativo e la vita scolastica.

Pensiamo che questo tema sia collegato alla questione della competenza?

Credo di sì. Durante questi ritiri, non ho visto grandi differenze tra i bambini. Ma certamente ci sono stati motivi che hanno portato alla decisione di chiudere una scuola e di iscrivere i bambini in un’altra. Posso solo dedurre che le motivazioni riguardavano le diverse competenze delle persone che lavoravano in entrambe le scuole.

In questa mia relazione mi soffermo sul tema Competenze in ambito europeo. Vorrei rileggere, perciò, alcuni aspetti delle competenze proprio in chiave europea. È vero che non c'è abbastanza tempo per esaminare le competenze di tutti i paesi europei, e quindi appare necessario ridurre la nostra lettura alla sola Unione europea. Pertanto analizzo inizialmente il significato del termine competenza nelle varie lingue europee e al termine mi fermo sulle competenze specifiche dell’insegnante e degli insegnanti di religione facendo, riferimento alle esperienze nel campo scolastico.

1. Competenze

Parlando delle competenze siamo consapevoli che le loro definizioni sono infinite. Infatti, giungere ad una unica definizione non è cosa facile, perché il primo grande ostacolo è già la nozione stessa di competenza. Le varie definizioni rispondono non soltanto alle molteplici correnti di pensiero, alle teorie scientifiche, ma anche alle esperienze di coloro che in qualche modo hanno lavorato nelle scuole.

Nell’Enciclopedia pedagogica del XXI secolo ho trovato il significato della parola “competenza” nelle diverse lingue: in latino – è competentia; in italiano – è competenza; in inglese – è competency; in tedesco – kompetenz; in russo - “kompietiencjae infine in polacco kompetencja1. Dall’analisi di questi termini notiamo, che l’etimologia nelle varie lingue è simile. Perché allora abbiamo diverse definizioni e incontriamo delle difficoltà nell’esprimere cosa, veramente, si intende quando si parla di competenze degli insegnanti? Il nostro compito potrebbe essere un tentativo di analizzare le varie definizioni di “competenze” e trovare un denominatore comune che ci aiuti ad risolvere il nostro lavoro non soltanto in Italia, ma anche in tutta l’Unione europea.

Parlando di competenze l’attenzione è sempre posta sulla persona. Nonostante le esigenze di natura più specifica, alle competenze, dal punto di vista tecnico sono collegate sia quelle personali sia quelle delle relazioni interpersonali. Sono considerate molto importanti nei diversi ambiti di lavoro, ma in modo particolare in quello scolastico. Se analizziamo le competenze che dovrebbe possedere l’insegnante per essere abilitato possiamo dire che sono le seguenti: la comunicazione, l’apertura alla collaborazione e alla innovazione, la capacità di risolvere situazioni problematiche e conflittuali. Queste competenze si devono acquisire nel corso della formazione universitaria e lungo l’arco della vita2.

Nel nostro contesto troviamo due approcci che indicano competenza. Uno è quello in cui la competenza è intesa come “potenzialità di adattamento del soggetto”, che gli consente di regolare l’azione alle condizioni dell'ambiente, della realtà cioè intesa nella sua natura statica. L’altro approccio implica il concetto di competenza intesa come “potenziale trasgressivo del soggetto”.

Avviene che varie enciclopedie facciano riferimento alla competenza, nell’accezione di proprietà e di potere normativo. Così, per esempio, diciamo che, nell'ambito di un ufficio è competente (ha il potere) chi è in grado di prendere questa o quella decisione. Infatti, come abbiamo detto, competentia in latino significa in primo luogo "responsabilità" di fronte ad un elemento specifico.

Il prof. Pellerey afferma: “Negli ultimi anni si nota, nell’ambito pedagogico, che accanto alla parola “competenza” si usa quella di “capacità” spesso senza una adeguata precisazione semantica”; per tal motivo “si può sviluppare il discorso dicendo, che la capacità è la possibilità che il soggetto ha di raggiungere una certa competenza o un livello di competenza. Invece la competenza in senso stretto consiste nel raggiungimento effettivo di un livello specifico. Forse non è felice lo scambio di questi due termini”3.

Vediamo che il dibattito non ha fine, e una cosa simile capita negli altri paesi europei tra cui la Polonia, dove troviamo esempi di trasformazioni del significato originale del termine competenza, però, qui siamo al livello di una vera e propria controversia.

Secondo il decreto del Ministro della Pubblica Istruzione Polacca gli insegnanti per prepararsi alla professione dovrebbero aver acquisito competenze nei seguenti settori: didattica, educazione e vita sociale, creatività, comunicazione, informazione e media. In letteratura si possono trovare differenti modi di interpretazione del concetto di competenza e le difficoltà di interpretazione riguardano i ruoli spesso sono associati con alle qualifiche o competenze. Un'altra difficoltà che solleva diverse obiezioni riguarda gli elementi strutturali delle competenze che sono categorie separate. Presentate in questo modo, le competenze professionali sono semplicemente quelle che riguardano il ruolo di una professione.

Nella discussione pedagogica si evidenzia spesso che il ruolo dell'insegnante è di favorire lo sviluppo dello studente. Pertanto sarebbe più opportuno riflettere sulla tipologia delle caratteristiche di un insegnante professionista o sulle proposte concernenti le strategie di formazione degli insegnanti.

Nella riflessione di Fenstermacher la competenza dell’insegnante, in alcuni punti, è diversa da quella delle altre professioni specialmente per quella riferita al rapporto educativo. La prima differenza sta nel fatto che l’insegnante non deve mantenere un distacco con l’alunno, ma ridurlo il più possibile, fino a superarlo. La seconda differenza riguarda l’asimmetria del rapporto educativo la cui funzione specifica è di esercitare il potere per compiere una relazione d’aiuto. Infine, la terza differenza interessa l’insegnante che non può portare avanti il suo lavoro senza lo stretto e diretto coinvolgimento degli alunni poiché l’insegnamento non è la causa, né unica né efficace dell’apprendimento e soltanto la reciprocità degli sforzi reciproci dei vari soggetti può consentire di raggiungere i risultati attesi. Pertanto l’azione dell’insegnante non può essere considerata equivalente a quella di altre professioni4.

Czeslaw Banach approfondisce l’argomento affermando che "il maggior numero di competenze definite in letteratura e riguardanti gli insegnanti o che toccano l'insegnamento e l'organizzazione del processo di studio per studenti, riguarda la formazione multilaterale dell’istruzione, lo scambio e l’ autonomia. L’autore indica anche l’importanza del dialogo e della negoziazione, l'introduzione degli alunni nel mondo reale attraverso attività plurilaterali, per prepararli a gestire la propria vita, per sostenerli nello sviluppo, nel processo di auto-educazione per guidarli a plasmare i loro atteggiamenti”5. I compiti fondamentali del docente comprendono anche l’assistenza dei giovani nello sviluppo di piani educativi e la cooperazione con la famiglia e con l'ambiente locale.

La Commissione europea ha deciso di non indicare una propria definizione consapevole che il problema di trovare un denominatore comune per tutti i paesi europei attorno al termine “competenza” non è ancora risolto. Nello stesso tempo fa notare che sono gli stessi Stati membri a non avere nei documenti più importanti relativi ai programmi d’insegnamento, un riferimento chiaro sull’idea di “competenza”. Sembra tuttavia, che l’Europa sia sempre più decisa ad unificare il concetto delle competenze in vista della comune istruzione, e occupazione.

La diversità sul piano educativo spinge i paesi europei a individuare e formulare le competenze fondamentali e comuni per tutti.






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