Misericordias domini in aeternum cantabo



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22.12.2017
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MISERICORDIAS DOMINI

IN AETERNUM CANTABO

Novena di Natale

Ambientazione

La chiesa è in penombra.

Nei pressi della porta della chiesa sono collocati il Lezionario posto su di un leggio e una lampada accesa su di un piedistallo.
Lucernario

Nel silenzio, colui che presiede la novena, accompagnato dai ministri del servizio liturgico, si reca alla porta della chiesa e volgendosi all’assemblea, avendo alle spalle la porta e davanti la lampada, introduce la preghiera con le seguenti parole:
Cel. Fratelli e sorelle,

magnifichiamo il Signore onnipotente

con il sacrificio di lode della nostra preghiera.

Invochiamo la sua misericordia e i suoi doni.

Celebriamo la luce

che illumina ogni uomo e ogni donna,

Gesù Cristo, unico salvatore del mondo.

Apriamo la porta del nostro cuore,

a colui che il Padre ha voluto nascesse

dalla Vergine Maria

per annunziare ai poveri la lieta novella

e la salvezza a tutte le creature.

In lui la nostra speranza non sarà delusa,

mentre attendiamo vigilanti e operosi

nella carità la sua seconda venuta:

la fiamma, accesa nel cuore della storia

nel suo primo avvento,

irromperà gloriosa e la notte sarà come giorno

e risplenderà di luce per la gioia senza fine.
Colui che presiede prende la lampada tra le mani, la alza, e dice:


Cel. Alzati e vesti il tuo manto di luce,

santa Chiesa di Dio.



Tutti La gloria del Signore splende su di te,

sposa di Cristo.
Cel. Al tuo chiarore camminano le genti

nella notte del mondo.



Tutti La gloria del Signore splende su di te,

sposa di Cristo.

Canto d’attesa
Mentre si esegue il canto, colui che presiede con la lampada e un lettore con il Lezionario, si avviano insieme agli altri ministri in processione verso l’altare. Giunti sul presbiterio il celebrante depone la lampada presso il luogo predisposto mentre il lettore pone il Lezionario sull’ambone e sosta presso di esso. Si accendono le luci della chiesa.
Colui che presiede va davanti all’altare e introduce l’invitatorio:
Invitatorio
Cel. O Dio vieni a salvarmi.

Tutti Signore vieni presto in mio aiuto.
Cel. Verrò all'altare di Dio,

al Dio della mia gioia, del mio giubilo.



Tutti A te canterò con la cetra, Dio, Dio mio.
Cel. È giunta la pienezza dei tempi.

Tutti Sia benedetto il nostro Dio in ogni tempo.
Cel. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Tutti Come era nel principio è ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen.
Cel. Maranathà, Vieni Signore Gesù!

Tutti Il tuo nome sia lodato, vieni Signore Gesù!
Mentre il celebrante rimane davanti all’altare e tutti stanno in piedi, dall’ambone il lettore introduce il salmo e lo proclama alternandosi all’assemblea
Lettore Dio ha concesso misericordia ai nostri padri

e si è ricordato della sua santa alleanza.

Con le parole del Salmo, nella preghiera

chiediamo al Signore di continuare a manifestare

la grazia del suo perdono.

Canone Misericordias Domini

in aeternum cantabo.
16 dicembre
Salmo 42

lamento e nostalgia dell’esule
Lettore Come la cerva anela ai corsi d'acqua,
così l'anima mia anela a te, o Dio.

L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente:

quando verrò e vedrò il volto di Dio?
Tutti Le lacrime sono il mio pane giorno e notte,
mentre mi dicono sempre: »Dov'è il tuo Dio?».


Questo io ricordo e l'anima mia si strugge:
avanzavo tra la folla,


la precedevo fino alla casa di Dio,
fra canti di gioia e di lode


di una moltitudine in festa.
Lettore Perché ti rattristi, anima mia,
perché ti agiti in me?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.
Tutti In me si rattrista l'anima mia;
perciò di te mi ricordo
dalla terra del Giordano e dell'Ermon,


dal monte Misar.
Lettore Un abisso chiama l'abisso
al fragore delle tue cascate;
tutti i tuoi flutti e le tue onde
sopra di me sono passati.
Tutti Di giorno il Signore mi dona il suo amore
e di notte il suo canto è con me,
preghiera al Dio della mia vita.

Lettore Dirò a Dio: «Mia roccia!
Perché mi hai dimenticato?
Perché triste me ne vado,
oppresso dal nemico?».
Tutti Mi insultano i miei avversari
quando rompono le mie ossa,
mentre mi dicono sempre:
«Dov'è il tuo Dio?».

Lettore Perché ti rattristi, anima mia,
perché ti agiti in me?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.
Preghiera
Cel. O Dio nostro Padre, fonte di ogni bene,

nella tua parola ci hai dato l’acqua viva

che spegne ogni sete.

Per quella sete divina che hai per noi

e che ci hai confidato nel tuo Figlio,

donaci una inestinguibile sete del tuo volto.

Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Tutti Amen.
Canone Misericordias Domini

in aeternum cantabo.

17 dicembre
Salmo 43

lamento e nostalgia dell’esule
Lettore Fammi giustizia, o Dio,

difendi la mia causa contro gente spietata;

liberami dall'uomo perfido e perverso.
Tutti Tu sei il Dio della mia difesa:

perché mi respingi?

Perché triste me ne vado,

oppresso dal nemico?
Lettore Manda la tua luce e la tua verità:
siano esse a guidarmi,
mi conducano alla tua santa montagna,
alla tua dimora.
Tutti Verrò all'altare di Dio,
a Dio, mia gioiosa esultanza.
A te canterò sulla cetra,
Dio, Dio mio.

Lettore Perché ti rattristi, anima mia,
perché ti agiti in me?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.
Preghiera
Cel. La tua verità e la tua luce, o Signore

ci guidino nell’ardua ascesa d’ogni giorno:

intorno al tuo altare, uniti nella carità,

troveremo quella pace e quella gioia

che solo tu sai dare.

Dio benedetto nei secoli.



Tutti Amen.
Canone Misericordias Domini

in aeternum cantabo.

18 dicembre
Salmo 92

inno di lode del giusto
Lettore È bello rendere grazie al Signore

e cantare al tuo nome, o Altissimo,



annunciare al mattino il tuo amore,

la tua fedeltà lungo la notte,



sulle dieci corde e sull'arpa,

con arie sulla cetra



Perché mi dai gioia, Signore, con le tue meraviglie,

esulto per l'opera delle tue mani.


Tutti Come sono grandi le tue opere, Signore,

quanto profondi i tuoi pensieri!

L'uomo insensato non li conosce

e lo stolto non li capisce:

se i malvagi spuntano come l'erba

e fioriscono tutti i malfattori,

è solo per la loro eterna rovina,

ma tu, o Signore, sei l'eccelso per sempre.
Lettore Ecco, i tuoi nemici, o Signore,

i tuoi nemici, ecco, periranno,

saranno dispersi tutti i malfattori.
Tutti Tu mi doni la forza di un bufalo,

mi hai cosparso di olio splendente.

I miei occhi disprezzeranno i miei nemici

e, contro quelli che mi assalgono,

i miei orecchi udranno sventure.
Lettore Il giusto fiorirà come palma,

crescerà come cedro del Libano;

piantati nella casa del Signore,

fioriranno negli atri del nostro Dio.


Tutti Nella vecchiaia daranno ancora frutti,

saranno verdi e rigogliosi,

per annunciare quanto è retto il Signore,

mia roccia: in lui non c'è malvagità.

Preghiera
Cel. Fa’, O Signore,

che possiamo sempre esultare di gioia

nella contemplazione delle tue meraviglie:

conservaci tale giovinezza dello spirito,

per tua misericordia

concedici di offrirti frutti di amore e di lode.

Per Cristo nostro Signore.

Tutti Amen.
Canone Misericordias Domini

in aeternum cantabo.

19 dicembre
Salmo 51

Inno di pentimento
Lettore Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;

nella tua grande misericordia

cancella la mia iniquità.

Lavami tutto dalla mia colpa,

dal mio peccato rendimi puro..
Tutti Sì, le mie iniquità io le riconosco,

il mio peccato mi sta sempre dinanzi.

Contro di te, contro te solo ho peccato,

quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto:

così sei giusto nella tua sentenza,

sei retto nel tuo giudizio.
Lettore Ecco, nella colpa io sono nato,

nel peccato mi ha concepito mia madre.



Ma tu gradisci la sincerità nel mio intimo,

nel segreto del cuore mi insegni la sapienza.


Tutti Aspergimi con rami d'issòpo e sarò puro;

lavami e sarò più bianco della neve.

Fammi sentire gioia e letizia:

esulteranno le ossa che hai spezzato.

Lettore Distogli lo sguardo dai miei peccati,

cancella tutte le mie colpe.



Crea in me, o Dio, un cuore puro,

rinnova in me uno spirito saldo.


Tutti Non scacciarmi dalla tua presenza

e non privarmi del tuo santo spirito.

Rendimi la gioia della tua salvezza,

sostienimi con uno spirito generoso.

Insegnerò ai ribelli le tue vie

e i peccatori a te ritorneranno.
Lettore Liberami dal sangue, o Dio, Dio mia salvezza:

la mia lingua esalterà la tua giustizia.

Signore, apri le mie labbra

e la mia bocca proclami la tua lode.


Tutti Tu non gradisci il sacrificio;

se offro olocausti, tu non li accetti.

Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;

un cuore contrito e affranto

tu, o Dio, non disprezzi.

Nella tua bontà fa' grazia a Sion,

ricostruisci le mura di Gerusalemme.

Allora gradirai i sacrifici legittimi,

l'olocausto e l'intera oblazione;

allora immoleranno vittime sopra il tuo altare.

Preghiera
Cel. O Dio pietoso e misericordioso,

volgi il tuo sguardo sul nostro spirito pentito

e il nostro cuore umiliato.

Tu che sei buono,

purificaci interamente dai nostri peccati,

donaci lo Spirito che ci fa esser tuoi figli

e le nostre labbra canteranno la tua lode.

Per Cristo nostro Signore.



Tutti Amen.
Canone Misericordias Domini

in aeternum cantabo.

20 dicembre
Salmo 136

inno all'amore e alla bontà di Dio
Lettore Rendete grazie al Signore perché è buono,

perché il suo amore è per sempre.

Rendete grazie al Dio degli dèi,

perché il suo amore è per sempre.


Tutti Rendete grazie al Signore dei signori,

perché il suo amore è per sempre.

Lui solo ha compiuto grandi meraviglie,

perché il suo amore è per sempre.
Lettore Ha creato i cieli con sapienza,

perché il suo amore è per sempre.

Ha disteso la terra sulle acque,

perché il suo amore è per sempre.


Tutti Ha fatto le grandi luci,

perché il suo amore è per sempre.

Il sole, per governare il giorno,

perché il suo amore è per sempre.

La luna e le stelle, per governare la notte,

perché il suo amore è per sempre.
Lettore Colpì l'Egitto nei suoi primogeniti,

perché il suo amore è per sempre.

Da quella terra fece uscire Israele,

perché il suo amore è per sempre.

Con mano potente e braccio teso,

perché il suo amore è per sempre.



Tutti Divise il Mar Rosso in due parti,

perché il suo amore è per sempre.

In mezzo fece passare Israele,

perché il suo amore è per sempre.

Vi travolse il faraone e il suo esercito,

perché il suo amore è per sempre.

Guidò il suo popolo nel deserto,

perché il suo amore è per sempre.
Lettore Colpì grandi sovrani,

perché il suo amore è per sempre.

Uccise sovrani potenti,

perché il suo amore è per sempre.


Tutti Sicon, re degli Amorrei,

perché il suo amore è per sempre.

Og, re di Basan,

perché il suo amore è per sempre.
Lettore Diede in eredità la loro terra,

perché il suo amore è per sempre.

In eredità a Israele suo servo,

perché il suo amore è per sempre.


Tutti Nella nostra umiliazione si è ricordato di noi,

perché il suo amore è per sempre.

Ci ha liberati dai nostri avversari,

perché il suo amore è per sempre.
Lettore Egli dà il cibo a ogni vivente,

perché il suo amore è per sempre.

Rendete grazie al Dio del cielo,

perché il suo amore è per sempre.


Preghiera
Cel. S’innalzi a te, o Dio,

il cantico solenne del ringraziamento:

la tua fedeltà e la tua misericordia

hanno superato ogni promessa;

completa in noi l’opera tua.

Per Cristo nostro Signore.



Tutti Amen.

Canone Misericordias Domini

in aeternum cantabo.

21 dicembre
Salmo 57

preghiera a Dio nel pericolo
Lettore Pietà di me, pietà di me, o Dio,

in te si rifugia l'anima mia;

all'ombra delle tue ali mi rifugio

finché l'insidia sia passata.


Tutti Invocherò Dio, l'Altissimo,

Dio che fa tutto per me.

Mandi dal cielo a salvarmi,

confonda chi vuole inghiottirmi;

Dio mandi il suo amore e la sua fedeltà.
Lettore In mezzo a leoni devo coricarmi,

infiammàti di rabbia contro gli uomini!

I loro denti sono lance e frecce,

la loro lingua è spada affilata.


Tutti Innàlzati sopra il cielo, o Dio,

su tutta la terra la tua gloria.

Hanno teso una rete ai miei piedi,

hanno piegato il mio collo,

hanno scavato davanti a me una fossa,

ma dentro vi sono caduti.
Lettore Saldo è il mio cuore, o Dio, saldo è il mio cuore.

Voglio cantare, voglio inneggiare:

svégliati, mio cuore, svegliatevi, arpa e cetra,

voglio svegliare l'aurora.


Tutti Ti loderò fra i popoli, Signore,

a te canterò inni fra le nazioni:

grande fino ai cieli è il tuo amore

e fino alle nubi la tua fedeltà.

Innàlzati sopra il cielo, o Dio,

su tutta la terra la tua gloria.

Preghiera
Cel. Innàlzati, o Dio, e mostra la tua gloria

su questo mondo agitato,

e noi con Gesù, che è disceso sulla terra

e tu hai innalzato in cielo,

potremo cantare su tutta la terra

il tuo amore e la tua potenza.

Per Cristo nostro Signore.

Tutti Amen.
Canone Misericordias Domini

in aeternum cantabo.
22 dicembre
Salmo 25

inno alla bontà di Dio
Lettore A te, Signore, innalzo l'anima mia,

mio Dio, in te confido:

che io non resti deluso!

Non trionfino su di me i miei nemici!


Tutti Chiunque in te spera non resti deluso;

sia deluso chi tradisce senza motivo.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,

insegnami i tuoi sentieri.
Lettore Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,

perché sei tu il Dio della mia salvezza;

io spero in te tutto il giorno.
Tutti Ricòrdati, Signore, della tua misericordia

e del tuo amore, che è da sempre.

I peccati della mia giovinezza

e le mie ribellioni, non li ricordare:

ricòrdati di me nella tua misericordia,

per la tua bontà, Signore.

Lettore Buono e retto è il Signore,

indica ai peccatori la via giusta;

guida i poveri secondo giustizia,

insegna ai poveri la sua via.


Tutti Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà

per chi custodisce la sua alleanza

e i suoi precetti.

Per il tuo nome, Signore,

perdona la mia colpa, anche se è grande.
Lettore C'è un uomo che teme il Signore?

Gli indicherà la via da scegliere.

Egli riposerà nel benessere,

la sua discendenza possederà la terra.


Tutti Il Signore si confida con chi lo teme:

gli fa conoscere la sua alleanza.

I miei occhi sono sempre rivolti al Signore,

è lui che fa uscire dalla rete il mio piede.
Lettore Volgiti a me e abbi pietà,

perché sono povero e solo.

Allarga il mio cuore angosciato,

liberami dagli affanni.


Tutti Vedi la mia povertà e la mia fatica

e perdona tutti i miei peccati.

Guarda i miei nemici: sono molti,

e mi detestano con odio violento.
Lettore Proteggimi, portami in salvo;

che io non resti deluso,

perché in te mi sono rifugiato.
Tutti Mi proteggano integrità e rettitudine,

perché in te ho sperato.

O Dio, libera Israele

da tutte le sue angosce.

Preghiera
Cel. O Signore nostro Dio,

donandoci tuo Figlio

ci hai svelato che sei amore e verità,

e perdonando i nostri peccati

ci hai fatto conoscere che sei buono e giusto.

Togli l’angoscia dal cuore del tuo popolo

e compi la sua attesa;

e la nostra speranza non sarà vana.

Per Cristo Nostro Signore.

Tutti Amen.
Canone Misericordias Domini

in aeternum cantabo.

23 dicembre
Salmo 119

attesa di liberazione
Lettore Mi consumo nell'attesa della tua salvezza,

spero nella tua parola.

Si consumano i miei occhi per la tua promessa,

dicendo: «Quando mi darai conforto?».


Tutti Io sono come un otre esposto al fumo,

non dimentico i tuoi decreti.

Quanti saranno i giorni del tuo servo?

Quando terrai il giudizio

contro i miei persecutori?
Lettore Mi hanno scavato fosse gli orgogliosi,

che non seguono la tua legge.

Fedeli sono tutti i tuoi comandi.

A torto mi perseguitano: vieni in mio aiuto!


Tutti Per poco non mi hanno fatto sparire dalla terra,

ma io non ho abbandonato i tuoi precetti.

Secondo il tuo amore fammi vivere

e osserverò l'insegnamento della tua bocca.

Preghiera
Cel. Signore Gesù, non permettere che le prove

ci facciano abbandonare i tuoi decreti,

ma la verità dei tuoi comandamenti ci aiuti

e il tuo amore ci renda vita.

Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Tutti Amen.
Canone Misericordias Domini

in aeternum cantabo.

24 dicembre
Salmo 103
Lettore Benedici il Signore, anima mia,

quanto è in me benedica il suo santo nome.

Benedici il Signore, anima mia,

non dimenticare tutti i suoi benefici.


Tutti Egli perdona tutte le tue colpe,

guarisce tutte le tue infermità,

salva dalla fossa la tua vita,

ti circonda di bontà e misericordia,

sazia di beni la tua vecchiaia,

si rinnova come aquila la tua giovinezza.
Lettore Il Signore compie cose giuste,

difende i diritti di tutti gli oppressi.

Ha fatto conoscere a Mosè le sue vie,

le sue opere ai figli d'Israele.

Misericordioso e pietoso è il Signore,

lento all'ira e grande nell'amore.


Tutti Non è in lite per sempre,

non rimane adirato in eterno.

Non ci tratta secondo i nostri peccati

e non ci ripaga secondo le nostre colpe.
Lettore Perché quanto il cielo è alto sulla terra,

così la sua misericordia è potente

su quelli che lo temono;

quanto dista l'oriente dall'occidente,

così egli allontana da noi le nostre colpe.
Tutti Come è tenero un padre verso i figli,

così il Signore è tenero

verso quelli che lo temono,

perché egli sa bene di che siamo plasmati,

ricorda che noi siamo polvere.
Lettore L'uomo: come l'erba sono i suoi giorni!

Come un fiore di campo, così egli fiorisce.

Se un vento lo investe, non è più,

né più lo riconosce la sua dimora.


Tutti Ma l'amore del Signore è da sempre,

per sempre su quelli che lo temono,

e la sua giustizia per i figli dei figli,

per quelli che custodiscono la sua alleanza

e ricordano i suoi precetti per osservarli.
Lettore Il Signore ha posto il suo trono nei cieli

e il suo regno domina l'universo.


Tutti Benedite il Signore, angeli suoi,

potenti esecutori dei suoi comandi,

attenti alla voce della sua parola.

Benedite il Signore, voi tutte sue schiere,

suoi ministri, che eseguite la sua volontà.

Benedite il Signore, voi tutte opere sue,

in tutti i luoghi del suo dominio.

Benedici il Signore, anima mia.


Preghiera
Cel. O Dio, buono e compassionevole,

nel tuo amore e nella tua tenerezza

guarda verso i tuoi figli;

siamo polvere e debole soffio

ma per tua grazia ci hai redenti

nell’avvento del tuo Figlio,

concedici di unirci al coro dei tuoi angeli

e dei tuoi santi

per benedirti in Cristo Signore,

il benedetto nei secoli.



Tutti Amen.
Canone Misericordias Domini

in aeternum cantabo.
Terminata la lettura del Salmo e detta la preghiera, il celebrante va alla sede e dice l’Orazione Colletta del giorno.

La celebrazione prosegue con la Liturgia della Parola del giorno.

Se non si celebra l’Eucaristia dopo il Vangelo si può leggere il brano tratto dalla bolla di indizione del Giubileo “Misericordiae vultus” di papa Francesco. Se invece si celebra l’Eucaristia il brano lo si può leggere dopo la comunione.
Orazione Colletta (del giorno corrente)
Liturgia della Parola (del giorno corrente; se non si celebra la Messa si può leggere solo il vangelo seguito da un canto e dalla lettura della “Misericordiae vultus”)

Lettura della MISERICORDIAE VULTUS

(se si celebra la Messa questo testo può essere letto dopo la Comunione o affidato a ciascuno al termine della celebrazione)
Omelia
Liturgia Eucaristica (se si celebra la Messa)
Dopo i riti di comunione, o se la novena si svolge al di fuori della celebrazione eucaristica dopo l’omelia, si canta l’Antifona “O”.
Canto dell’Antifona “O”
16 dicembre

Spandete, o cieli, la vostra rugiada

e dalle nubi scenda il Salvatore!

Non adirarti, Signore;

non ricordarti più dei nostri peccati.

Ecco, la città del tempio è deserta,

è deserta Sion, è devastata Gerusalemme,

dimora della tua santità e della tua gloria,

ove i nostri padri hanno cantato le tue lodi.


17 dicembre

O Sapienza che esci dalla bocca dell’Altissimo,

ti estendi ai confini del mondo,

e tutto disponi con soavità e con forza:

vieni, insegnaci la via della saggezza.
18 dicembre

O Signore, guida della casa di Israele,

che sei apparso a Mosè nel fuoco del roveto,

e sul monte Sinai gli hai dato la Legge:

vieni a liberarci con braccio potente.
19 dicembre

O Radice di Iesse,

che ti innalzi come segno per i popoli:

tacciono davanti a te i re della terra,

e le nazioni t'invocano:

vieni a liberarci, non tardare.



20 dicembre

O Chiave di Davide,

scettro della casa di Israele,

che apri, e nessuno può chiudere,

chiudi, e nessuno può aprire:

vieni, libera l’uomo prigioniero,

che giace nelle tenebre e nell’ombra di morte.
21 dicembre

O Astro che sorgi,

splendore della luce eterna,

sole di giustizia:

vieni, illumina chi giace nelle tenebre

e nell'ombra di morte.


22 dicembre

O Re delle genti, atteso da tutte le nazioni,

pietra angolare che riunisci i popoli in uno,

vieni e salva l'uomo che hai formato dalla terra.


23 dicembre

O Emmanuele, nostro re e legislatore,

speranza e salvezza dei popoli:

vieni a salvarci, o Signore nostro Dio.


24 dicembre

È nato per noi un bambino,

un figlio ci è stato donato:

il potere riposa sulle sue spalle, il suo nome sarà:

messaggero di un grande disegno.



Dopo l’Antifona “O” si canta il Benedictus, mentre colui che presiede incensa l’altare e il presepe.
Cantico di Zaccaria “BENEDICTUS”
Benedetto il Signore Dio d'Israele, *
perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide, suo servo,


come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo:


salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *


e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,


di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino,


sarai chiamato profeta dell'Altissimo *
perché andrai innanzi al Signore


a preparargli le strade,

per dare al suo popolo

la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *


per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge,


per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell'ombra della morte
e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.

Gloria al Padre e al Figlio *


e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

Orazione finale e Benedizione

Se si celebra la Messa, si recita l’orazione post Communio del giorno e, l’orazione che segue può essere letta come orazione sopra il popolo prima della benedizione,

Cel. Padre santo, Dio dei nostri Padri,

Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe,

ricco di misericordia e grande nell’amore;

tu per compiere il tuo disegno di salvezza,

hai consacrato e mandato nel mondo

il tuo Figlio Gesù Cristo,

perché fosse porta delle pecore:

porta di misericordia e di grazia,

sempre aperta ai peccatori;

porta che offre salvezza

a coloro che entrano per essa

e a coloro che ne escono purificati

offre abbondanti pascoli.

Guarda benigno, noi o Signore,

che vigilanti ti preghiamo

e apriamo la porta del nostro cuore

all’avvento del tuo Figlio e nostro Signore.

Testi tratti dalla

«MISERICORDIAE VULTUS»

di Papa Francesco

per ogni giorno
16 dicembre

1-2. Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre. Il mistero della fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi. Essa è divenuta viva, visibile e ha raggiunto il suo culmine in Gesù di Nazareth. Il Padre, « ricco di misericordia » (Ef 2,4), dopo aver rivelato il suo nome a Mosè come « Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà » (Es 34,6), non ha cessato di far conoscere in vari modi e in tanti momenti della storia la sua natura divina. Nella « pienezza del tempo » (Gal 4,4), quando tutto era disposto secondo il suo piano di salvezza, Egli mandò suo Figlio nato dalla Vergine Maria per rivelare a noi in modo definitivo il suo amore. Chi vede Lui vede il Padre (cfr Gv 14,9). Gesù di Nazareth con la sua parola, con i suoi gesti e con tutta la sua persona[1] rivela la misericordia di Dio.

Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia. È fonte di gioia, di serenità e di pace. È condizione della nostra salvezza. Misericordia: è la parola che rivela il mistero della SS. Trinità. Misericordia: è l’atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro. Misericordia: è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita. Misericordia: è la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato.


17 dicembre

6. « È proprio di Dio usare misericordia e specialmente in questo si manifesta la sua onnipotenza ». Le parole di san Tommaso d’Aquino mostrano quanto la misericordia divina non sia affatto un segno di debolezza, ma piuttosto la qualità dell’onnipotenza di Dio.
È per questo che la liturgia, in una delle collette più antiche, fa pregare dicendo: « O Dio che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono ». Dio sarà per sempre nella storia dell’umanità come Colui che è presente, vicino, provvidente, santo e misericordioso.

“Paziente e misericordioso” è il binomio che ricorre spesso nell’Antico Testamento per descrivere la natura di Dio. Il suo essere misericordioso trova riscontro concreto in tante azioni della storia della salvezza dove la sua bontà prevale sulla punizione e la distruzione. I Salmi, in modo particolare, fanno emergere questa grandezza dell’agire divino: « Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue infermità, salva dalla fossa la tua vita, ti circonda di bontà e misericordia » (103,3-4). In modo ancora più esplicito, un altro Salmo attesta i segni concreti della misericordia: « Il Signore libera i prigionieri, il Signore ridona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi è caduto, il Signore ama i giusti, il Signore protegge i forestieri, egli sostiene l’orfano e la vedova, ma sconvolge le vie dei malvagi » (146,7-9). E da ultimo, ecco altre espressioni del Salmista: « [Il Signore] risana i cuori affranti e fascia le loro ferite. … Il Signore sostiene i poveri, ma abbassa fino a terra i malvagi » (147,3.6). Insomma, la misericordia di Dio non è un’idea astratta, ma una realtà concreta con cui Egli rivela il suo amore come quello di un padre e di una madre che si commuovono fino dal profondo delle viscere per il proprio figlio. È veramente il caso di dire che è un amore “viscerale”. Proviene dall’intimo come un sentimento profondo, naturale, fatto di tenerezza e di compassione, di indulgenza e di perdono.


18 dicembre
9-10 Come si nota, la misericordia nella Sacra Scrittura è la parola-chiave per indicare l’agire di Dio verso di noi. Egli non si limita ad affermare il suo amore, ma lo rende visibile e tangibile. L’amore, d’altronde, non potrebbe mai essere una parola astratta. Per sua stessa natura è vita concreta: intenzioni, atteggiamenti, comportamenti che si verificano nell’agire quotidiano. La misericordia di Dio è la sua responsabilità per noi. Lui si sente responsabile, cioè desidera il nostro bene e vuole vederci felici, colmi di gioia e sereni. È sulla stessa lunghezza d’onda che si deve orientare l’amore misericordioso dei cristiani. Come ama il Padre così amano i figli.

Come è misericordioso Lui, così siamo chiamati ad essere misericordiosi noi, gli uni verso gli altri.

L’architrave che sorregge la vita della Chiesa è la misericordia. Tutto della sua azione pastorale dovrebbe essere avvolto dalla tenerezza con cui si indirizza ai credenti; nulla del suo annuncio e della sua testimonianza verso il mondo può essere privo di misericordia. La credibilità della Chiesa passa attraverso la strada dell’amore misericordioso e compassionevole. La Chiesa « vive un desiderio inesauribile di offrire misericordia ».[8] Forse per tanto tempo abbiamo dimenticato di indicare e di vivere la via della misericordia. La tentazione, da una parte, di pretendere sempre e solo la giustizia ha fatto dimenticare che questa è il primo passo, necessario e indispensabile, ma la Chiesa ha bisogno di andare oltre per raggiungere una meta più alta e più significativa. Dall’altra parte, è triste dover vedere come l’esperienza del perdono nella nostra cultura si faccia sempre più diradata. Perfino la parola stessa in alcuni momenti sembra svanire. Senza la testimonianza del perdono, tuttavia, rimane solo una vita infeconda e sterile, come se si vivesse in un deserto desolato. È giunto di nuovo per la Chiesa il tempo di farsi carico dell’annuncio gioioso del perdono. È il tempo del ritorno all’essenziale per farci carico delle debolezze e delle difficoltà dei nostri fratelli. Il perdono è una forza che risuscita a vita nuova e infonde il coraggio per guardare al futuro con speranza.

19 dicembre
12-13 La Chiesa ha la missione di annunciare la misericordia di Dio, cuore pulsante del Vangelo, che per mezzo suo deve raggiungere il cuore e la mente di ogni persona. La Sposa di Cristo fa suo il comportamento del Figlio di Dio che a tutti va incontro senza escludere nessuno. Nel nostro tempo, in cui la Chiesa è impegnata nella nuova evangelizzazione, il tema della misericordia esige di essere riproposto con nuovo entusiasmo e con una rinnovata azione pastorale. È determinante per la Chiesa e per la credibilità del suo annuncio che essa viva e testimoni in prima persona la misericordia. Il suo linguaggio e i suoi gesti devono trasmettere misericordia per penetrare nel cuore delle persone e provocarle a ritrovare la strada per ritornare al Padre. La prima verità della Chiesa è l’amore di Cristo. Di questo amore, che giunge fino al perdono e al dono di sé, la Chiesa si fa serva e mediatrice presso gli uomini.

Pertanto, dove la Chiesa è presente, là deve essere evidente la misericordia del Padre. Nelle nostre parrocchie, nelle comunità, nelle associazioni e nei movimenti, insomma, dovunque vi sono dei cristiani, chiunque deve poter trovare un’oasi di misericordia.

Vogliamo vivere questo Anno Giubilare alla luce della parola del Signore: Misericordiosi come il Padre. L’evangelista riporta l’insegnamento di Gesù che dice: « Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso » (Lc 6,36). È un programma di vita tanto impegnativo quanto ricco di gioia e di pace. L’imperativo di Gesù è rivolto a quanti ascoltano la sua voce (cfr Lc 6,27). Per essere capaci di misericordia, quindi, dobbiamo in primo luogo porci in ascolto della Parola di Dio. Ciò significa recuperare il valore del silenzio per meditare la Parola che ci viene rivolta. In questo modo è possibile contemplare la misericordia di Dio e assumerlo come proprio stile di vita.

20 dicembre
14 Il pellegrinaggio è un segno peculiare nell’Anno Santo, perché è icona del cammino che ogni persona compie nella sua esistenza. La vita è un pellegrinaggio e l’essere umano è viator, un pellegrino che percorre una strada fino alla meta agognata. Anche per raggiungere la Porta Santa a Roma e in ogni altro luogo, ognuno dovrà compiere, secondo le proprie forze, un pellegrinaggio. Esso sarà un segno del fatto che anche la misericordia è una meta da raggiungere e che richiede impegno e sacrificio. Il pellegrinaggio, quindi, sia stimolo alla conversione: attraversando la Porta Santa ci lasceremo abbracciare dalla misericordia di Dio e ci impegneremo ad essere misericordiosi con gli altri come il Padre lo è con noi.

Il Signore Gesù indica le tappe del pellegrinaggio attraverso cui è possibile raggiungere questa meta: « Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio » (Lc 6,37-38). Dice anzitutto di non giudicare e di non condannare. Se non si vuole incorrere nel giudizio di Dio, nessuno può diventare giudice del proprio fratello. Gli uomini, infatti, con il loro giudizio si fermano alla superficie, mentre il Padre guarda nell’intimo.

Quanto male fanno le parole quando sono mosse da sentimenti di gelosia e invidia! Parlare male del fratello in sua assenza equivale a porlo in cattiva luce, a compromettere la sua reputazione e lasciarlo in balia della chiacchiera. Non giudicare e non condannare significa, in positivo, saper cogliere ciò che di buono c’è in ogni persona e non permettere che abbia a soffrire per il nostro giudizio parziale e la nostra presunzione di sapere tutto. Ma questo non è ancora sufficiente per esprimere la misericordia. Gesù chiede anche di perdonare e di donare. Essere strumenti del perdono, perché noi per primi lo abbiamo ottenuto da Dio. Essere generosi nei confronti di tutti, sapendo che anche Dio elargisce la sua benevolenza su di noi con grande magnanimità.

21 dicembre
14-15 Misericordiosi come il Padre, dunque, è il “motto” dell’Anno Santo. Nella misericordia abbiamo la prova di come Dio ama. Egli dà tutto se stesso, per sempre, gratuitamente, e senza nulla chiedere in cambio. Viene in nostro aiuto quando lo invochiamo. È bello che la preghiera quotidiana della Chiesa inizi con queste parole: « O Dio, vieni a salvarmi, Signore, vieni presto in mio aiuto » (Sal 70,2). L’aiuto che invochiamo è già il primo passo della misericordia di Dio verso di noi. Egli viene a salvarci dalla condizione di debolezza in cui viviamo. E il suo aiuto consiste nel farci cogliere la sua presenza e la sua vicinanza. Giorno per giorno, toccati dalla sua compassione, possiamo anche noi diventare compassionevoli verso tutti.

In questo Anno Santo, potremo fare l’esperienza di aprire il cuore a quanti vivono nelle più disparate periferie esistenziali, che spesso il mondo moderno crea in maniera drammatica. Quante situazioni di precarietà e sofferenza sono presenti nel mondo di oggi! Quante ferite sono impresse nella carne di tanti che non hanno più voce perché il loro grido si è affievolito e spento a causa dell’indifferenza dei popoli ricchi. In questo Giubileo ancora di più la Chiesa sarà chiamata a curare queste ferite, a lenirle con l’olio della consolazione, fasciarle con la misericordia e curarle con la solidarietà e l’attenzione dovuta. Non cadiamo nell’indifferenza che umilia, nell’abitudinarietà che anestetizza l’animo e impedisce di scoprire la novità, nel cinismo che distrugge.

Apriamo i nostri occhi per guardare le miserie del mondo, le ferite di tanti fratelli e sorelle privati della dignità, e sentiamoci provocati ad ascoltare il loro grido di aiuto. Le nostre mani stringano le loro mani, e tiriamoli a noi perché sentano il calore della nostra presenza, dell’amicizia e della fraternità. Che il loro grido diventi il nostro e insieme possiamo spezzare la barriera di indifferenza che spesso regna sovrana per nascondere l’ipocrisia e l’egoismo.

22 dicembre
19. La parola del perdono possa giungere a tutti e la chiamata a sperimentare la misericordia non lasci nessuno indifferente. Il mio invito alla conversione si rivolge con ancora più insistenza verso quelle persone che si trovano lontane dalla grazia di Dio per la loro condotta di vita. Penso in modo particolare agli uomini e alle donne che appartengono a un gruppo criminale, qualunque esso sia. Per il vostro bene, vi chiedo di cambiare vita. Ve lo chiedo nel nome del Figlio di Dio che, pur combattendo il peccato, non ha mai rifiutato nessun peccatore. Non cadete nella terribile trappola di pensare che la vita dipende dal denaro e che di fronte ad esso tutto il resto diventa privo di valore e di dignità. È solo un’illusione. Non portiamo il denaro con noi nell’al di là. Il denaro non ci dà la vera felicità. La violenza usata per ammassare soldi che grondano sangue non rende potenti né immortali. Per tutti, presto o tardi, viene il giudizio di Dio a cui nessuno potrà sfuggire.

Lo stesso invito giunga anche alle persone fautrici o complici di corruzione. Questa piaga putrefatta della società è un grave peccato che grida verso il cielo, perché mina fin dalle fondamenta la vita personale e sociale. La corruzione impedisce di guardare al futuro con speranza, perché con la sua prepotenza e avidità distrugge i progetti dei deboli e schiaccia i più poveri. È un male che si annida nei gesti quotidiani per estendersi poi negli scandali pubblici. La corruzione è un accanimento nel peccato, che intende sostituire Dio con l’illusione del denaro come forma di potenza. È un’opera delle tenebre, sostenuta dal sospetto e dall’intrigo. Corruptio optimi pessima, diceva con ragione san Gregorio Magno, per indicare che nessuno può sentirsi immune da questa tentazione. Per debellarla dalla vita personale e sociale sono necessarie prudenza, vigilanza, lealtà, trasparenza, unite al coraggio della denuncia.

Se non la si combatte apertamente, presto o tardi rende complici e distrugge l’esistenza. Questo è il momento favorevole per cambiare vita! Questo è il tempo di lasciarsi toccare il cuore.

23 dicembre
22. Il Giubileo porta con sé anche il riferimento all’indulgenza. Nell’Anno Santo della Misericordia essa acquista un rilievo particolare. Il perdono di Dio per i nostri peccati non conosce confini. Nella morte e risurrezione di Gesù Cristo, Dio rende evidente questo suo amore che giunge fino a distruggere il peccato degli uomini. Lasciarsi riconciliare con Dio è possibile attraverso il mistero pasquale e la mediazione della Chiesa. Dio quindi è sempre disponibile al perdono e non si stanca mai di offrirlo in maniera sempre nuova e inaspettata. Noi tutti, tuttavia, facciamo esperienza del peccato. Sappiamo di essere chiamati alla perfezione (cfr Mt 5,48), ma sentiamo forte il peso del peccato. Mentre percepiamo la potenza della grazia che ci trasforma, sperimentiamo anche la forza del peccato che ci condiziona. Nonostante il perdono, nella nostra vita portiamo le contraddizioni che sono la conseguenza dei nostri peccati. Nel sacramento della Riconciliazione Dio perdona i peccati, che sono davvero cancellati; eppure, l’impronta negativa che i peccati hanno lasciato nei nostri comportamenti e nei nostri pensieri rimane. La misericordia di Dio però è più forte anche di questo. Essa diventa indulgenza del Padre che attraverso la Sposa di Cristo raggiunge il peccatore perdonato e lo libera da ogni residuo della conseguenza del peccato, abilitandolo ad agire con carità, a crescere nell’amore piuttosto che ricadere nel peccato.

La Chiesa vive la comunione dei Santi. Nell’Eucaristia questa comunione, che è dono di Dio, si attua come unione spirituale che lega noi credenti con i Santi e i Beati il cui numero è incalcolabile (cfr Ap 7,4). La loro santità viene in aiuto alla nostra fragilità, e così la Madre Chiesa è capace con la sua preghiera e la sua vita di venire incontro alla debolezza di alcuni con la santità di altri. Vivere dunque l’indulgenza nell’Anno Santo significa accostarsi alla misericordia del Padre con la certezza che il suo perdono si estende su tutta la vita del credente. Indulgenza è sperimentare la santità della Chiesa che partecipa a tutti i benefici della redenzione di Cristo, perché il perdono sia esteso fino alle estreme conseguenze a cui giunge l’amore di Dio. Viviamo intensamente il Giubileo chiedendo al Padre il perdono dei peccati e l’estensione della sua indulgenza misericordiosa.



24 dicembre
25. Un Anno Santo straordinario, dunque, per vivere nella vita di ogni giorno la misericordia che da sempre il Padre estende verso di noi. In questo Giubileo lasciamoci sorprendere da Dio. Lui non si stanca mai di spalancare la porta del suo cuore per ripetere che ci ama e vuole condividere con noi la sua vita. La Chiesa sente in maniera forte l’urgenza di annunciare la misericordia di Dio. La sua vita è autentica e credibile quando fa della misericordia il suo annuncio convinto. Essa sa che il suo primo compito, soprattutto in un momento come il nostro colmo di grandi speranze e forti contraddizioni, è quello di introdurre tutti nel grande mistero della misericordia di Dio, contemplando il volto di Cristo. La Chiesa è chiamata per prima ad essere testimone veritiera della misericordia professandola e vivendola come il centro della Rivelazione di Gesù Cristo. Dal cuore della Trinità, dall’intimo più profondo del mistero di Dio, sgorga e scorre senza sosta il grande fiume della misericordia. Questa fonte non potrà mai esaurirsi, per quanti siano quelli che vi si accostano. Ogni volta che ognuno ne avrà bisogno, potrà accedere ad essa, perché la misericordia di Dio è senza fine. Tanto è imperscrutabile la profondità del mistero che racchiude, tanto è inesauribile la ricchezza che da essa proviene. In questo Anno Giubilare la Chiesa si faccia eco della Parola di Dio che risuona forte e convincente come una parola e un gesto di perdono, di sostegno, di aiuto, di amore. Non si stanchi mai di offrire misericordia e sia sempre paziente nel confortare e perdonare. La Chiesa si faccia voce di ogni uomo e ogni donna e ripeta con fiducia e senza sosta: « Ricordati, Signore, della tua misericordia e del tuo amore, che è da sempre » (Sal 25,6).





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