Modalità d’inquadramento dei Disturbi dell’Apprendimento più in uso: Modalità d’inquadramento dei Disturbi dell’Apprendimento più in uso



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14.11.2018
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Modalità d’inquadramento dei Disturbi dell’Apprendimento più in uso:

  • Modalità d’inquadramento dei Disturbi dell’Apprendimento più in uso:

  • BES

  • Disturbi aspecifici e specifici





gli alunni che richiedono una speciale attenzione da parte dell’insegnante per varie ragioni raggruppabili in 3 grandi sotto-categorie:

  • gli alunni che richiedono una speciale attenzione da parte dell’insegnante per varie ragioni raggruppabili in 3 grandi sotto-categorie:

  • Disabilità

  • Disturbi evolutivi specifici

  • Svantaggio socio-economico,linguistico, culturale



Disturbi Specifici dell’Apprendimento

  • Disturbi Specifici dell’Apprendimento

  • Disturbi evolutivi specifici del linguaggio

  • Disturbi specifici delle aree non verbali

  • Deficit della coordinazione motoria

  • Deficit dell’attenzione e iperattività



Funzionamento intellettivo limite

  • Funzionamento intellettivo limite

  • ( quadri borderline)

  • Gravi disturbi del comportamento



DISTURBI SETTORIALI O “SPECIFICI” DELL’APPRENDIMENTO

  • DISTURBI SETTORIALI O “SPECIFICI” DELL’APPRENDIMENTO

  • (LEARNING DIFFICULTIES) 3-5%

  • (della popolazione scolastica)

  • DIFFICOLTA’ “ASPECIFICHE”

  • DI APPRENDIMENTO

  • (LEARNING DISABILITIES) 10-16 %

  • (della popolazione scolastica)



ALL’INIZIO della SCOLARIZZAZIONE

  • ALL’INIZIO della SCOLARIZZAZIONE

  • 1) DIFFICOLTA’ di AMBIENTAMENTO

  • Impatto con la scuola di bambini privi di una precedente esperienza di socializzazione extradomestica.

  • Trasferimento da un ambiente carente sul piano socioculturale ad uno che richiede prestazioni di più alto livello.

  • E’ sempre presente---------- FATTORE INIBITORIO

  • Può essere differente il BAGAGLIO NOZIONISTICO

  • di PARTENZA



DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO SECONDARIE a:

  • DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO SECONDARIE a:

  • LIEVI DEFICIT NEUROLOGICI INTELLETTIVI e SENSORIALI

  • Se i deficit sono gravi siamo nell’ambito della disabilità



ALTRI DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI:

  • ALTRI DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI:

  • Disturbi evolutivi specifici del linguaggio

  • Disturbi specifici delle aree non verbali

  • Deficit della coordinazione motoria

  • Deficit dell’attenzione e iperattività



Tutti questi disturbi sono

  • Tutti questi disturbi sono

  • causa di disturbi specifici della loro area

  • possono interferire nell’apprendimento

  • possono associarsi ai DSA

  • non sono causa di DSA



I DSL sono condizioni in cui l’acquisizione delle normali abilità linguistiche è disturbata sin dai primi stadi dello sviluppo (Definizione ICD -10)

  • I DSL sono condizioni in cui l’acquisizione delle normali abilità linguistiche è disturbata sin dai primi stadi dello sviluppo (Definizione ICD -10)

  • DISTURBI SPECIFICI:

  • i DSL non sono direttamente attribuibili a

  • alterazioni neurologiche o anomalie dei meccanismi fisiologici dell’eloquio

  • compromissioni sensoriali

  • ritardo mentale

  • fattori ambientali



F80.0 Disturbo specifico dell’articolazione dell’eloquio

  • F80.0 Disturbo specifico dell’articolazione dell’eloquio

  • F80.1 Disturbo del linguaggio espressivo

  • F80.2 Disturbo della comprensione del linguaggio



La Sindrome non verbale fu definita dal neuropsicologo canadese Rourke (1989) come

  • La Sindrome non verbale fu definita dal neuropsicologo canadese Rourke (1989) come

  • "una tipologia di disordini caratterizzata da un forte divario, nel punteggio di QI, fra componenti verbali e non verbali"



1 -Problemi percettivi e tattili, riguardanti specialmente il lato sinistro del corpo : manca una buona elaborazione percettiva degli stimoli sensoriali.

  • 1 -Problemi percettivi e tattili, riguardanti specialmente il lato sinistro del corpo : manca una buona elaborazione percettiva degli stimoli sensoriali.

  • 2 - Problemi di coordinazione motoria.

  • 3 - Deficit visuo-spaziali , soprattutto della memoria di lavoro in ambito visuo spaziale.



4 - Problemi in compiti cognitivi ( es. mappe mentali, elaborazione corretta delle percezioni) e sociali ( gesti ed espressioni che accompagnano il discorso)di tipo non-verbale

  • 4 - Problemi in compiti cognitivi ( es. mappe mentali, elaborazione corretta delle percezioni) e sociali ( gesti ed espressioni che accompagnano il discorso)di tipo non-verbale

  • 5 - Buona memoria verbale meccanica

  • 6 - Difficoltà in aritmetica e discreto successo in lettura e scrittura (con eccezione del grafismo )



7 - Difficoltà di adattamento a nuove situazioni sociali : i soggetti amano le routines e le situazioni statiche

  • 7 - Difficoltà di adattamento a nuove situazioni sociali : i soggetti amano le routines e le situazioni statiche

  • 8 - Verbosità

  • 9 - Deficit di giudizio sociale ( difficoltà ad interpretare adeguatamente le regole, a cogliere la pragmatica del discorso, sempre inadeguati al contesto)

  • 10 - Discrepanza fra QI verbale (più alto) e QI di performance (più basso)



Difficoltà nel Disegno soprattutto geometrico e nell’incolonnamento dei numeri

  • Difficoltà nel Disegno soprattutto geometrico e nell’incolonnamento dei numeri

  • Difficoltà a ricordare l’ordine spaziale nelle procedure di calcolo

  • Difficoltà nella rappresentazione dei problemi.



Difficoltà nella rappresentazione dei testi descrittivi e argomentativi se richiedono un modello mentale visuo spaziale.

  • Difficoltà nella rappresentazione dei testi descrittivi e argomentativi se richiedono un modello mentale visuo spaziale.

  • Iniziali difficoltà nella letto – scrittura che scompaiono però dopo la classe 3° mentre emergono in maniera più rilevante le difficoltà aritmetiche.



La componente coordinazione motoria non si è mai sviluppata in maniera adeguata.

  • La componente coordinazione motoria non si è mai sviluppata in maniera adeguata.

  • Sintomi:

  • Gravi DIFFICOLTA’ di COORDINAZIONE MOTORIA dovute a difficoltà cognitive per cui il soggetto non è in grado di pianificare ed immaginare i movimenti



Mancano le difficoltà affettivo-relazionali

  • Mancano le difficoltà affettivo-relazionali

  • Buoni risultati nelle prove percettive

  • Discreti risultati scolastici

  • Scarsa compromissione cognitiva



DEFICIT DELL’ATTENZIONE: Il bambino passa frequentemente da un’attività all’altra: non vengono portati a termine giochi e attività che richiedono un impegno cognitivo.

  • DEFICIT DELL’ATTENZIONE: Il bambino passa frequentemente da un’attività all’altra: non vengono portati a termine giochi e attività che richiedono un impegno cognitivo.

  • Se prolungato nel tempo può determinare ritardo nell’apprendimento.



IPERATTIVITA’: notevole irrequietezza con movimento eccessivo e comportamenti come chiaccherare e far rumore esageratamente.

  • IPERATTIVITA’: notevole irrequietezza con movimento eccessivo e comportamenti come chiaccherare e far rumore esageratamente.

  • L’attività è eccessiva rispetto a quanto ci si attende in quella situazione da bambini della stessa età e di buona intelligenza



I bambini iperattivi sono spesso imprudenti ed impulsivi, facili agli incidenti.

  • I bambini iperattivi sono spesso imprudenti ed impulsivi, facili agli incidenti.

  • Le infrazioni sono dovute a mancanza di riflessione piuttosto che a deliberata disobbedienza.

  • I rapporti con gli adulti sono spesso disinibiti e con i coetanei sono talvolta difficoltosi



ACCADIMENTI ESTERNI che possono aver disturbato l’impegno scolastico

  • ACCADIMENTI ESTERNI che possono aver disturbato l’impegno scolastico

  • EPISODI DEPRESSIVI MINORI

  • DISFUNZIONI PAROSSISTICHE

  • Piccolo male assenza ; ESES (electrical status epilepticus during sleep)



LEGGE 8 OTTOBRE 2010: Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico

  • LEGGE 8 OTTOBRE 2010: Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico

  • LINEE GUIDA MIUR 17 Aprile 2013 :

  • Linee guida per la predisposizione dei protocolli regionali per le attività d’individuazione precoce dei casi sospetti di DSA .



E’ un DISTURBO di APPRENDIMENTO?

  • E’ un DISTURBO di APPRENDIMENTO?

  • Le difficoltà del b.

  • vanno oltre la normale variabilità tipica della classe frequentata?

  • sono stabili e persistono da tempo?

  • non sono collegabili a fatti contingenti della vita del b.?

  • Se SI : possibile disturbo di apprendimento.



Riguardano solo alcune aree o sono diffuse a tutti gli ambiti di apprendimento?

  • Riguardano solo alcune aree o sono diffuse a tutti gli ambiti di apprendimento?

  • Si osserva una discrepanza fra le difficoltà di apprendimento e le capacità intellettive riscontrate nel b.?

  • Si associano ad altre problematiche ( ad es. emotive) del b.?



SPECIFICITA’:INTERESSANO SPECIFICHE ABILITA’ IN MODO SIGNIFICATIVO MA CIRCOSCRITTO LASCIANDO INTATTO IL FUNZIONAMENTO INTELLETTIVO GENERALE.

  • SPECIFICITA’:INTERESSANO SPECIFICHE ABILITA’ IN MODO SIGNIFICATIVO MA CIRCOSCRITTO LASCIANDO INTATTO IL FUNZIONAMENTO INTELLETTIVO GENERALE.

  • ORIGINE NEUROBIOLOGICA :

  • sono DETERMINATI DA FATTORI COSTITUZIONALI che interagiscono però con i fattori ambientali.



EVOLUTIVITA’: hanno un carattere “evolutivo”, il disturbo ha una diversa espressività nelle varie fasi evolutive dell’abilità in questione.

  • EVOLUTIVITA’: hanno un carattere “evolutivo”, il disturbo ha una diversa espressività nelle varie fasi evolutive dell’abilità in questione.

  • Associazione con altri disturbi (comorbilità):molto frequente, determina eterogenità dei profili funzionali.

  • Ha un impatto significativo e negativo per l’adattamento scolastico e per le attività della vita quotidiana.



DISLESSIA EVOLUTIVA (DE)

  • DISLESSIA EVOLUTIVA (DE)

  • E’ UN DISTURBO DELLA LETTURA CHE SI MANIFESTA IN UN SOGGETTO IN ETA’ DI SVILUPPO IN ASSENZA DI DEFICIT NEUROLOGICI,INTELLETTIVI,SENSORIALI E CON ADEGUATE OPPORTUNITA’

  • EDUCATIVE E SCOLASTICHE

  • (Stella ,1995)



Per poter parlare di DISLESSIA evolutiva sono necessari:

  • Per poter parlare di DISLESSIA evolutiva sono necessari:

  • 1 - Livello di lettura inferiore a 2 ds della media attesa per l’età e la classe frequentata.

  • 2 – Q.I. nella norma.

  • 3 – Assenza di cause neurologiche o sensoriali.

  • 4 – Interferenza delle difficoltà nella vita quotidiana e per il proseguimento degli studi.



Familiarità per il disturbo nel 60-70% dei casi.

  • Familiarità per il disturbo nel 60-70% dei casi.

  • Prevalenza accentuata nei maschi.

  • Consistente associazione tra i diversi DSA

  • Eterogeneità dei quadri funzionali e dei profili di sviluppo.

  • Associazione con disturbi psicopatologici.



Il termine esprime la stabilizzazione di un processo automatico caratterizzato da un alto grado di velocità e accuratezza, è realizzato inconsciamente, richiede un minimo impegno attentivo ed è difficile da sopprimere, ignorare e influenzare.

  • Il termine esprime la stabilizzazione di un processo automatico caratterizzato da un alto grado di velocità e accuratezza, è realizzato inconsciamente, richiede un minimo impegno attentivo ed è difficile da sopprimere, ignorare e influenzare.

  • Nella DISLESSIA: l’automatizzazione nella lettura e/o nella scrittura non si sviluppa o si sviluppa in maniera incompleta.



LENTEZZA nella LETTURA

  • LENTEZZA nella LETTURA

  • E’ il parametro che varia meno e che persiste di più nel tempo.

  • ERRORI nella LETTURA

  • A. Omissioni, sostituzioni,distorsioni o addizioni di parole o parti di parole.

  • B. False partenze,lunghe esitazioni o perdita della posizione nel testo,stile inaccurato.

  • C. Inversione di parole nelle frasi o di lettere all’interno delle parole.

  • DEFICIT nella COMPRENSIONE della lettura

  • Incapacità di ricordare quanto letto

  • Incapacità di trarre conclusioni dal materiale letto

  • Uso di conoscenze di carattere generale piuttosto che informazioni derivanti dalla lettura.



Disturbo della scrittura inteso come disturbo dell’utilizzazione del codice ortografico in assenza di deficit neurologici, cognitivi,sensoriali, relazionali e nonostante normali opportunità educative e scolastiche.

  • Disturbo della scrittura inteso come disturbo dell’utilizzazione del codice ortografico in assenza di deficit neurologici, cognitivi,sensoriali, relazionali e nonostante normali opportunità educative e scolastiche.

  • Da differenziarsi dalla:

  • DISGRAFIA che è la difficoltà di realizzazione dei pattern motori necessari per la scrittura e che può essere associata o indipendente dalla disortografia.



> LENTEZZA nell’espressione scritta.

  • > LENTEZZA nell’espressione scritta.

  • > ERRORI ORTOGRAFICI :

  • ERRORI FONOLOGICI

  • Scambi di grafemi (es. Folpe per Volpe )

  • Omissioni

  • Aggiunta di lettere o sillabe (es tavololo per tavolo)

  • Inversioni (es. li per il)

  • Grafemi inesatti ( es pese per pesce )



ERRORI NON FONOLOGICI

  • ERRORI NON FONOLOGICI

  • Dovuti alla scorretta rappresentazione ortografica ( visiva ) ma non fonologica della parola.

  • Separazioni illegali (es. IN SIEME per INSIEME)

  • Fusioni illegali (es. LACQUA per L’ACQUA )

  • Scambio di grafemi omofoni ( es. SQUOLA per SCUOLA)

  • Omissione o aggiunta di H ( HA CASA per A casa )

  • ALTRI ERRORI------- Omissione o aggiunta di ACCENTI

  • e DOPPIE.



Disturbo delle abilità numeriche e aritmetiche che si manifesta in bambini di intelligenza normale, che non hanno subito danni neurologici.

  • Disturbo delle abilità numeriche e aritmetiche che si manifesta in bambini di intelligenza normale, che non hanno subito danni neurologici.

  • Essa può presentarsi associata a dislessia,ma è possibile che ne sia dissociata.

  • ( C. Temple, 1992 )



Mancato riconoscimento dei simboli numerici e dei segni matematici

  • Mancato riconoscimento dei simboli numerici e dei segni matematici

  • Difficoltà ad attuare manipolazioni aritmetiche standard.

  • Difficoltà nell’apprendimento delle tabelline

  • Difficoltà ad allineare correttamente i numeri o ad inserire i decimali o simboli durante i calcoli.

  • Difficoltà a comprendere quali sono i dati pertinenti al problema aritmetico in esame

  • Difficoltosa organizzazione spaziale dei calcoli aritmetici.



Rischio Dislessia:

  • Rischio Dislessia:

  • gli indicatori più sensibili sono riferiti allo SVILUPPO del LINGUAGGIO

  • ( capacità di comprensione ed espressione, alterazioni fonologiche significative, capacità percettivo- uditive, competenze di manipolazione consapevole dei suoni all’interno delle parole)



Indicatori riferiti allo SVILUPPO LINGUISTICO

  • Indicatori riferiti allo SVILUPPO LINGUISTICO

  • Maturazione delle COMPETENZE VISUO-COSTRUTTIVE

  • Maturazione delle COMPETENZE GRAFICHE



Difficoltà nella rappresentazione delle quantità, nel loro confronto e manipolazione (aggiungere o sottrarre)

  • Difficoltà nella rappresentazione delle quantità, nel loro confronto e manipolazione (aggiungere o sottrarre)

  • Difficoltà nella capacità di astrazione della numerosità



Le più importanti:

  • Le più importanti:

  • Deficit della processazione fonologica.

  • Deficit visivo/uditivo magnocellulare

  • Deficit cerebellare dell’automatizzazione

  • Studi più recenti su:

  • - Ipotesi del deficit attenzionale

  • - Ruolo della memoria di lavoro



Secondo questa teoria i dislessici hanno uno specifico problema nella RAPPRESENTAZIONE,

  • Secondo questa teoria i dislessici hanno uno specifico problema nella RAPPRESENTAZIONE,

  • IMMAGAZZINAMENTO

  • RECUPERO dei suoni del linguaggio.

  • Questo impedisce o rallenta l’apprendimento

  • delle corrispondenze grafema/fonema in un

  • Sistema alfabetico.



I dislessici presentano un deficit :

  • I dislessici presentano un deficit :

  • nella capacità di operare sulle parole per scomporle nei loro segmenti basilari, i fonemi.

  • nella consapevolezza che le lettere di una parola scritta rappresentano questi suoni.



Ipotizza un’alterazione dei neuroni magnocellulari presenti sia nel sistema uditivo che visivo.

  • Ipotizza un’alterazione dei neuroni magnocellulari presenti sia nel sistema uditivo che visivo.

  • Il deficit fonologico è secondario ad un più basilare deficit della percezione uditiva dei suoni di breve durata e in rapida successione

  • L’anomalo funzionamento del sistema M delle vie visive è causa di un deficit delle abilità visuo-percettive e dell’attenzione visuo-spaziale.



Secondo questa teoria il cervelletto sarebbe importante nei processi articolatori che a loro volta influenzano le rappresentazioni fonologiche e nell’automatizzazione delle attività apprese (tra cui il leggere).

  • Secondo questa teoria il cervelletto sarebbe importante nei processi articolatori che a loro volta influenzano le rappresentazioni fonologiche e nell’automatizzazione delle attività apprese (tra cui il leggere).

  • Questa teoria si fonda sull’osservazione di scarse prestazioni dei dislessici in compiti di coordinazione motoria.



Studi recenti (Frith e Altri 2003) hanno ricercato i deficit ipotizzati dalle varie teorie :

  • Studi recenti (Frith e Altri 2003) hanno ricercato i deficit ipotizzati dalle varie teorie :

  • Soggetti: 16 dislessici e 16 controlli normali

  • -Deficit fonologico---- 16/16 ( 100% dei casi)

  • -Deficit percettivo uditivo------10/16

  • -Deficit percettivo visivo------ 2/16

  • -Deficit motorio cerebellare---- 4/16

  • 5 soggetti avevano esclusivamente un deficit fonologico senza altre associazioni

  • Il problema fonologico era presente in tutti i soggetti esaminati

  • Gli altri sistemi erano alterati in alcuni casi SI in altri NO.

  • Tra i soggetti normali nessuno presentava disturbi fonologici mentre

  • 2 avevano deficit motori,1 deficit uditivi 1 deficit visivi.



Perché studiare la DAR?

  • Perché studiare la DAR?

  • Le ricerche iniziate negli anni ’70 (Denckla e Rudel) hanno evidenziato un rapporto tra difficoltà in una prova di “Denominazione automatica rapida”(DAR) e disabilità di lettura.

  • Il deficit nella DAR è stato evidenziato anche in età prescolare e persiste fino all’età adulta.

  • Anche recenti ricerche sulla popolazione italiana hanno dimostrato una forte interdipendenza tra DAR e velocità di lettura almeno nelle prime fasi dell’apprendimento.



La DAR sembra costituire quindi accanto al “deficit nell’elaborazione fonologica” un fattore rilevante nell’eziopatogenesi e nel decorso della dislessia.

  • La DAR sembra costituire quindi accanto al “deficit nell’elaborazione fonologica” un fattore rilevante nell’eziopatogenesi e nel decorso della dislessia.

  • Competenza fonologica- ACCURATEZZA

  • DAR ---------------------- VELOCITA’

  • In tutte le lingue ad ortografia trasparente,come l’italiano, il deficit nella velocità di lettura sembra essere il parametro più significativo nei DSA.



In seguito agli studi sulla DAR:

  • In seguito agli studi sulla DAR:

  • Wolf e Bowers (1999) hanno proposto la “double-deficit hypothesis” che prevede nei DSA l’interazione tra due deficit indipendenti, uno fonologico e uno di lentezza di denominazione.



Il DEFICIT FONOLOGICO appare essere una causa necessaria e sufficiente della dislessia.

  • Il DEFICIT FONOLOGICO appare essere una causa necessaria e sufficiente della dislessia.

  • Gli altri deficit (percettivi o motori), qualora presenti,possono aggravare il quadro.

  • IPOTESI del DOPPIO DEFICIT: prevede l’interazione tra due deficit uno fonologico e uno nella denominazione rapida.



STUDI GENETICI

  • STUDI GENETICI

  • STUDI NEUROANATOMICI

  • STUDI SUL FUNZIONAMENTO CEREBRALE



Dimostrata un’elevata familiarità nei DSA

  • Dimostrata un’elevata familiarità nei DSA

  • ( 60 –70%)

  • Base genetica complessa: gli studi dimostrano che sono implicati geni di vari cromosomi:

  • Cromosoma 6 , 2 , 18 , 15, 1, 3.



Area presilviana ( simmetria del “planum temporale”)

  • Area presilviana ( simmetria del “planum temporale”)

  • Corpo calloso ( splenio aumentato o genu diminuito)

  • Focolai di mielinizzazione /glia in regioni corticali e sottocorticali.

  • Zona magnocellulare del sistema visivo.

  • DTI (diffusion tensor images): alterazioni della sostanza bianca (Klingberg,2000) correlate alle abilità di lettura.



Mancato funzionamento delle parti posteriori dell’emisfero sinistro durante la lettura e durante i compiti di elaborazione visiva.

  • Mancato funzionamento delle parti posteriori dell’emisfero sinistro durante la lettura e durante i compiti di elaborazione visiva.

  • Alterata attivazione del giro frontale inferiore sinistro.

  • Secondo il modello di Logan, 1997

  • - Sistema di analisi dei fonemi--- reg.parieto – temporale

  • -Sistema automatico globale---area occipito.temporale (forma visiva della parola)



1. ANAMNESI E VISITA NEUROPSICHIATRICA

  • 1. ANAMNESI E VISITA NEUROPSICHIATRICA

  • (Valutazione neurologica,integrità degli organi di senso, altre problematiche organiche, sviluppo motorio e prassico, aspetti emotivo –relazionali).

  • 3. VALUTAZIONE delle ABILITA’ COGNITIVE

  • ( Percezione visiva ed uditiva,prassie costruttive e percezione visuo-spaziale, comprensione ed espressione verbale, memoria visiva e verbale, attenzione)

  • SCALE D’INTELLIGENZA per la definizione del Q.I.

  • 4. VALUTAZIONE delle ABILITA’ di LETTURA, SCRITTURA e CALCOLO tramite test specifici.



DIFFICOLTA’ pregresse nello SVILUPPO del LINGUAGGIO.

  • DIFFICOLTA’ pregresse nello SVILUPPO del LINGUAGGIO.

  • DISPRASSIE

  • COMORBILITA’ con DISTURBI PSICOPATOLOGICI: maggiore frequenza nei b. con DSA di difficoltà emozionali e comportamentali o di disturbi psicopatologici



  • CONSEGUENTI al DSA: l’insuccesso scolastico provoca una demoralizzazione secondaria ( per disturbo dell’immagine di Sé) che provoca condizioni psicopatologiche ASPECIFICHE che possono simulare un disturbo psicopatologico ( disturbo dell’umore, disturbo d’ansia, disturbo della condotta).

  • Il disturbo si riduce con la riduzione delle difficoltà scolastiche

  • .



PRECEDENTI il DSA : il DA agisce come fattore scatenante di un disturbo psicopatologico SPECIFICO ( depressione,ansia, disturbi del comportamento) già presente,anche se in forma latente, in precedenza.

  • PRECEDENTI il DSA : il DA agisce come fattore scatenante di un disturbo psicopatologico SPECIFICO ( depressione,ansia, disturbi del comportamento) già presente,anche se in forma latente, in precedenza.

  • Il disturbo psicopatologico può a sua volta interferire sui processi di apprendimento (interesse,motivazione,attenzione,memoria,

  • processi metacognitivi ecc.)



DISTURBO da DEFICIT dell’ATTENZIONE e IPERATTIVITA’ (ADHD): è il disturbo più frequentemente associato con i DSA. E’ una relazione bidirezionale.

  • DISTURBO da DEFICIT dell’ATTENZIONE e IPERATTIVITA’ (ADHD): è il disturbo più frequentemente associato con i DSA. E’ una relazione bidirezionale.

  • Marino,Varzin (2000): presente nel 15% dei soggetti dislessici (prevalenza nella popolazione generale del 3-4%)



L’ADHD può determinare difficoltà di apprendimento “aspecifiche”generalizzate in tutte le materie.

  • L’ADHD può determinare difficoltà di apprendimento “aspecifiche”generalizzate in tutte le materie.

  • Il DSA può essere complicato successivamente con un quadro clinico che simula l’ADHD.

  • E’ possibile una vera associazione tra ADHD e DSA con un medesimo fattore eziologico.



DISTURBI del COMPORTAMENTO:

  • DISTURBI del COMPORTAMENTO:

  • DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO

  • DISTURBO della CONDOTTA

  • Associazione tra ADHD e Disturbi della condotta: i soggetti dislessici con ADHD hanno un rischio maggiore di sviluppare disturbi della condotta.



DISTURBI D’ANSIA ( attacchi di panico, ansia di separazione, fobie semplici, fobie sociali ecc.)

  • DISTURBI D’ANSIA ( attacchi di panico, ansia di separazione, fobie semplici, fobie sociali ecc.)

  • DISTURBI SOMATOFORMI (cefalea,vomito algie addominali ecc.)

  • DISTURBI DEPRESSIVI\



Il disturbo depressivo si presenta nei soggetti con disturbo dell’apprendimento

  • Il disturbo depressivo si presenta nei soggetti con disturbo dell’apprendimento

  • 3 –6 volte di più che nei soggetti con apprendimento normale.

  • Si presenta come BASSA AUTOSTIMA

  • DEMORALIZZAZIONE

  • Quadro simile ma non sempre coincidente con una vera

  • depressione clinica.

  • Se c’è un disturbo depressivo maggiore si può pensare che

  • una vulnerabilità psicopatologica preesistente sia stata

  • evidenziata dalle difficoltà scolastiche.



BASSA AUTOSTIMA------INDEBOLIMENTO

  • BASSA AUTOSTIMA------INDEBOLIMENTO

  • dell’IMMAGINE di SE’ quindi

  • INDEBOLIMENTO del SE’ COGNITIVO (rappresentazione dell’individuo sulle proprie capacità cognitive).

  • TEORIE dell’INTELLIGENZA”: insieme di credenze che ciascuno costruisce sul proprio funzionamento intellettivo.

  • Il dislessico adotta una

  • MODALITA’ STATICA: ritiene che le sue capacità intellettive siano scarse ed immutabili.



Il dislessico adotta una MODALITA’STATICA da cui deriva:

  • Il dislessico adotta una MODALITA’STATICA da cui deriva:

  • Sottovalutazione dell’impegno e dello sforzo cognitivo nell’apprendere.

  • Evitamento delle situazioni da cui può emergere la sua inadeguatezza.

  • Atteggiamento senza speranza nelle situazioni di apprendimento.

  • Peggioramento delle capacità logiche e strategiche di fronte alle prime difficoltà.



Teorie sulle cause dei propri successi ed insuccessi

  • Teorie sulle cause dei propri successi ed insuccessi

  • Soggetti senza problemi---Teorie attribuzionali difensive.

  • Soggetti con Disturbi dell’Apprendimento:

  • REALISMO DEPRESSIVO:

  • -Amara e cruda valutazione delle proprie capacità

  • -Senso di colpa e di vergogna

  • . Attribuisce i fallimenti a fattori interni (scarsa capacità o bassa intelligenza).

  • Attribuisce i successi a fattori esterni (fortuna o aiuto).



Viene evitato il contatto prolungato con i processi intellettivi:

  • Viene evitato il contatto prolungato con i processi intellettivi:

  • FRETTOLOSITA’,IMPULSIVITA’

  • FUNZIONAMENTO NON METACOGNITIVO con peggioramento della prestazione.

  • ASSENTE il PIACERE derivante dal proprio funzionamento intellettivo.



L’evoluzione della dislessia dipende da:

  • L’evoluzione della dislessia dipende da:

  • Buone capacità cognitive

  • Identificazione ed intervento precoce

  • Adeguato ambiente educativo e familiare

  • Adeguata assistenza didattico-educativa.

  • Buon equilibrio psicologico del bambino.



I genitori si rapportano al bambino di solito con due modalità:

  • I genitori si rapportano al bambino di solito con due modalità:

  • IPERPROTEZIONE (“ Poverino non ce la fa”)

  • SIMBIOSI SCOLASTICA: genitore e figlio fanno ore ed ore di compiti a casa.

  • AGGRESSIVITA’ (“Potrebbe farcela ma non vuole”).

  • Il bambino può avere un’identificazione proiettiva

  • con l’insegnante o il genitore aggressivo ed assumere

  • un comportamento oppositivo-provocatorio.



La VELOCITA’ di lettura è il parametro che varia meno nel tempo.

  • La VELOCITA’ di lettura è il parametro che varia meno nel tempo.

  • Il dislessico migliora la sua rapidità di lettura che rimane però sempre inferiore al gruppo dei pari età scolastica.

  • L’accuratezza tende a migliorare in tutti i casi (progressiva confidenza col sistema ortografico).



L’intervento va collocato nell’intero processo di sviluppo del bambino.

  • L’intervento va collocato nell’intero processo di sviluppo del bambino.

  • L’intervento precoce (nei primi tre anni della scuola elementare) è quello che risulta più efficace.

  • Negli anni successivi vengono maggiormente utilizzati strumenti compensativi e dispensativi.







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