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BEAUTY AND THE CITY. LA BELLEZZA E LA CITTÀ
Sabato, 25 agosto 2007, ore 11.15

Partecipano:

Stefano Boeri, Docente di Progettazione Urbana all’Università IUAV di Venezia; Marco Casamonti, Direttore Rivista di Architettura Area; Willem-Joost De Vries, Managing Director T+T Design, Gouda, Olanda; Nuno Mateus , ARX Portugal Architectos.
Moderatore:

Maurizio Lupi, Deputato al Parlamento Italiano.



MODERATORE:

Sono molto contento e ringrazio gli amici del Meeting della MultiDevelopement per questo incontro che oggi è stato realizzato qui al Meeting di Rimini, dal tema “Beauty and the city. La ricerca del bello nello sviluppo della città globale”. Sono molto contento e mi auguro anche che un incontro di questo genere possa essere ripetuto e diventare un appuntamento tradizionale. Questo incontro mette a tema paradossalmente la cosa che ognuno di noi non solo ha di più caro nella vita, la bellezza, che sappiamo non essere un contenuto astratto, ma mette al centro della discussione il tema della bellezza nella vita quotidiana, perché la città è il luogo dove noi viviamo, il luogo fisico, il luogo sociale, le mura, la casa dove noi siamo. È evidente a tutti che parlare della bellezza e della città vuol dire parlare di che cos’è la bellezza nella vita di ognuno di noi. Per introdurre questo argomento, voglio farvi un esempio molto attinente a questa edizione del Meeting di Rimini. Non so quanti di voi e non so se i relatori hanno avuto l’occasione, e se non l’hanno fatto li invito ad andarla a vedere, se hanno avuto l’occasione di visitare la mostra della Cometa. Questa mostra, che è l’esperienza di una comunità di famiglie che accolgono l’altro, si intitola “La città nella città”. Questa mostra racconta e descrive la nascita e lo sviluppo di una comunità, di un luogo, innanzitutto non fisico, nel senso della casa, della villa, del parco, della scuola che sarà costruita, eccetera, ma innanzitutto di un luogo dove la persona è protagonista, la persona, sollecitata da un incontro, diventa protagonista e, assumendosi la responsabilità e la libertà, costruisce anche un luogo fisico. Costruisce una comunità che è fisicità, che è fatta di case, di abitazioni, che non devono più accogliere solo due figli, o sette figli come nel caso dei Figini, ma tanti figli in affido. L’esperienza che tu fai, visitando quella mostra, è l’esperienza della bellezza, che è strettamente connessa al valore e al significato di quello che la Cometa ha costruito, ma modifica e incide anche la fisicità del luogo; non so chi di voi l’ha vista, ma sei colpito dal fatto che quel luogo fisico, la Cometa, è bella, è bello entrarci, perché le mura, il luogo, raccontano dell’esperienza che c’è. Ho fatto un’altra esperienza al Meeting di Rimini, me l’hanno raccontata. Se uno va a San Patrignano, vede un luogo, un territorio, che è modificato, nel senso dell’azione dell’uomo che costruisce: costruisce case, laboratori, lavora la terra…Ma tu in quel luogo, dove il protagonista è l’uomo, la persona, vivi un’esperienza anche fisica di bellezza, di ordine: le strade, i cartelli, i segnali, la terra che è coltivata bene, tutto narra dell’esperienza che in quel luogo si vive. Perché ho fatto questi due esempi? Perché anche quando ho avuto la fortuna di fare l’assessore all’urbanistica del comune di Milano, ho immediatamente percepito che il tema della bellezza della città non è un tema astratto, ma è strettamente connesso ad una questione educativa e culturale: l’idea che noi abbiamo di persona. Per questo è molto bello l’incontro di oggi, perché vorremmo, attraverso l’esperienza di amici che hanno accettato il nostro invito e di amici autorevoli, perché sono professionisti autorevoli in questo campo, che ci raccontassero come è possibile coniugare bellezza e città, come è possibile che la ricerca del bello nell’architettura di una città possa essere espressa. Tanto è vero che tante volte noi, nelle nostre città, non abbiamo questa percezione. Perché non abbiamo questa percezione? Non solo, e concludo l’introduzione, perché vediamo una cosa che non ci piace, ma perché la nostra vita si sente costretta. Una strada trafficata, piena di traffico, impedisce la bellezza di una vita. Una casa dove non ci si può abitare, è evidente che non valorizza quello che tu sei; una casa senza un luogo comune dove poter vivere, magari le famiglie incontrarsi, dove i corridoi sono stretti, dove per le scale non passa neanche un divano, come ora mi ricordo ai miei tempi, a casa mia, nel palazzo dove abitavo, è evidente, non è banale, è strettamente connesso a questo tema di cui vogliamo discutere. Non voglio togliere altro tempo: noi abbiamo invitato a parlare di questo tema quattro amici. Sono quattro architetti di fama internazionale. Il primo lo accoglierei con un grande applauso, per la sua disponibilità a partecipare al Meeting di Rimini: è Willem-Joost de Vries, Managing Director di T+T Design, lo studio di architetti responsabile dei master plain del gruppo Multi. Ci permetterà di capire per esempio – ed è questo che gli abbiamo chiesto - come si interviene in un ambito urbano per trasformarlo in una nuova realtà, in grado di soddisfare le esigenze attuali e future. Il secondo amico è Nuno Mateus, cofondatore di Arx – Architectors Portugal. Abbiamo poi invitato, e sta arrivando, nel senso che è ormai all’entrata del Meeting di Rimini, Stefano Boeri, ma lo presenteremo successivamente. Infine abbiamo Marco Casamenti, fondatore di Archea e direttore della rivista Area, che concluderà con un esempio concreto di sviluppo del bello. A tutti abbiamo chiesto di essere meno tecnici, lo dice uno che ha avuto a che fare molto con gli architetti, ma di raccontare, di spiegarci, di non dare per scontato nulla, tant’è che loro si avvarranno anche delle slide, di video, eccetera. I primi due interventi saranno in lingua inglese, quindi ci sarà la traduzione simultanea, che ci permetterà di seguire con molta attenzione quello che diranno. Iniziamo quindi con l’amico de Vries, che appunto tratterà del tema “come si interviene in un ambito urbano per trasformarlo in una nuova realtà in grado di soddisfare le esigenze attuali e future”. A tutti chiedo di seguire nel loro racconto un po’ anche la provocazione iniziale che ho posto, cioè di seguire il filo conduttore di questo incontro, che è il tema della bellezza, ma anche il tema della città urbana, e come questo si può misurare. Grazie ancora.



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