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MODERATORE:

La ringraziamo noi e credo che gli applausi siano la migliore testimonianza della bontà e dell’importanza del suo contributo. Darei ora la parola all’Arch. Nuno Mateus, a lui abbiamo chiesto di passare dallo spazio urbano alla casa e quindi al rapporto tra l’abitazione e la persona, di raccontarci un po’ questo. Lo ringraziamo ancora di cuore per essere arrivato qui al Meeting di Rimini, siamo molto onorati di averla qui e le diamo la parola.


NUNO MATEUS:

Sono io che devo ringraziarvi per avermi offerto questa opportunità. E’ sempre per me un piacere ritornare in Italia, perché tutti gli architetti incominciano a studiare architettura studiando l’Italia. Come mi è stato chiesto, parlerò soprattutto delle case, delle case unifamiliari, parlerò delle case che sono a livello individuale, quindi che sono fruite da una famiglia. Noi come architetti, quando progettiamo le case, entriamo nella vita personale delle persone, dobbiamo progettare i loro bagni, le loro camere da letto, entriamo quindi nella vita di queste persone. E’ un lavoro difficile, molto sul personale e ovviamente a me piace molto lavorare in questo senso, malgrado tutte le difficoltà. In un certo senso noi cerchiamo di realizzare qualcosa che serve per tutta la vita di queste persone. Il rapporto che stabiliamo con le persone è molto personale da un lato, però la casa che realizziamo si deve ancorare a tutto un contesto circostante, a una vita urbana e a un contesto sociale. Naturalmente non voglio darvi l’idea che voglio soltanto realizzare una casa bella. Sulla bellezza è stato scritto molto e ancora si scrive. Io fondamentalmente mi ritengo un operaio in questo processo di costruzione. Sono un architetto che fa parte di questo processo di costruzione. Io so che la parte che devo seguire io, è soltanto un pezzo di una lunga sequenza. Io sono un architetto ma ci vogliono altre persone, l’idraulico, il carpentiere, il muratore per realizzare la casa. Tutto il processo dev’essere eseguito correttamente. Adesso vi farò vedere quattro esempi di case unifamiliari, in quattro diversi luoghi e poi vi farò vedere un edificio dove spero possiate leggere un po’ il mio concetto, il mio pensiero. E’ un progetto che stiamo facendo a Lisbona. Questa è una prima casa di Cascais, alla periferia di Lisbona, è una casa che praticamente è in posizione suburbana, è molto vicina all’acqua. E’ una zona dove la terra costa molto, quindi le case vengono costruite molto vicine l’una all’altra. Parte di questo processo è consistito nel massimizzare gli spazi. La cosa che più mi interessa, in questi casi, è proprio valutare le problematiche più specifiche poste dalle singole abitazioni. Non è necessario, secondo me, seguire un’idea predeterminata, precostituita e cercare di applicarla in ciascuna diversa location. Ovviamente ci sono dei vincoli che sono le autorizzazioni municipali, quindi numero dei piani, le distanze rispetto agli altri edifici, gli accessi. Quindi bisogna cominciare a valutare questi vincoli. Bisogna valutare se si vuole uno spazio interno alla casa che possa essere anche esterno, come possiamo vedere nel plastico a sinistra. Noi facciamo continuamente dei plastici, perché una casa unifamiliare può essere realizzata con 15-16 modelli plastici in diverse scale. Diciamo che all’inizio sono plastici piccolissimi, alla fine addirittura sono plastici dove possiamo inserire la nostra testa, per avere idea di come ci si senta all’interno. Noi utilizziamo i computer ma non li utilizziamo per riuscire a vedere la costruzione finale. In questo caso particolare abbiamo spostato le scale a destra, perché a destra c’è appunto una scala esterna e volevo che la scala esterna e la scala interna avessero un rapporto tra loro. Quasi come se la scala interna fosse un modo di duplicare lo spazio esterno. Ha una grossa facciata questa abitazione che vedete, incomincia ad andare verso sinistra dove c’è la baia di Cascais. A destra c’è una zona invece molto costruita, quindi ho cercato di evitare che dalla casa si vedessero troppo queste costruzioni esterne. Quindi ho cercato di filtrare un po’ l’esperienza esterna all’interno degli spazi interni. In questo caso la casa ha cominciato a sviluppare una forma sua, ad acquisire una sua personalità. Infine siamo arrivati ad una specie di trama per risolvere tutti i vari problemi. Abbiamo cercato di sfruttare certe qualità. Secondo me, la cosa importante è sfruttare il meglio delle possibilità che ci vengono offerte. In questo senso cerco di migliorare continuamente i modelli, i plastici, per sfruttare quelle che sono le possibilità disponibili. Capite chiaramente che quando la famiglia investe in una casa, investe tanto ed è denaro proprio, quindi effettivamente può essere un’esperienza unica nella vita. Dobbiamo valutare anche tutti i rapporti tra gli spazi esterni e gli spazi interni, quindi gli accessi, i diversi livelli e infine vedete un plastico col cemento armato. A me piace l’idea che la casa piaccia senza vedere l’architetto che l’ha realizzata al suo interno. Noi sappiamo, trave dopo trave, come è costruita la casa. Qui vediamo l’esempio finito. Abbiamo protetto gli spazi interni da tutte queste massicce costruzioni che stanno attorno. E’ molto semplice. In basso ci sono i garage e i locali di servizio, poi abbiamo il giardino nel retro, una grossa terrazza davanti, proprio per poter vedere il paesaggio fuori e c’è una cucina proprio al centro. E’ quasi come se si galleggiasse. In alto abbiamo soltanto stanze da letto. Qui abbiamo una vista laterale con le scale e qui vediamo la realizzazione finale della casa e vedete che la casa quasi si torce, si sposta verso l’occidente, verso l’ovest. C’è una bellissima visione, vista verso l’esterno. Vi dicevo che appunto c’è questa specie di spostamento verso la zona posteriore. Avevo bisogno di spazio per la scalinata esterna, quindi ho dovuto ricorrere a questa soluzione. Però in ultima analisi questa è diventata una caratteristica distintiva della casa. Qui vediamo la scala, normalmente la scala è uno spazio secondario, invece qui è uno spazio molto importante, uno spazio che ci permette di comunicare dall’ingresso fino all’altro piano. Magari una persona ha dimenticato le chiavi, immediatamente si può comunicare dall’ingresso al piano superiore. Qui si entra nel soggiorno, si vede il muro di separazione con la cucina, qui vediamo la sala da pranzo che dà direttamente sul giardino, c’è uno stretto rapporto tra l’interno e l’esterno. Sul giardino c’è una copertura molto grande, a sobbalzo. Poi vediamo il muro che è tutto coperto di verde, c’è una illuminazione molto bella. E’ una specie di lampadario galleggiante del giardino. In inverno queste piante perdono le foglie e il muro è molto bello. Ha delle linee molto pure, molto semplici. E’ un effetto molto interessante quello che si ottiene anche senza il fogliame. Qui alla fine delle scale ho abbassato il muro per poter vedere la casa sopra. Ho cercato di abbassare il muro ad altezza quasi d’uomo, in modo da poter vedere oltre. Questo spazio davanti dà su questo cortile in stile tradizionale portoghese, simile a quelli che si facevano nel XVIII sec. È uno spazio fresco. Per i portoghesi il cortile significa casa e la piastrella è molto importante per il popolo portoghese. Questo è un altro esempio completamente diverso, mi piace molto, questa è una casa che era preesistente, in una location molto bella, con una vista incredibile. Il proprietario voleva realizzare una casa che fosse però antica. Aveva acquistato tantissime pietre antiche del XIX sec. Siamo andati in questa casa e abbiamo visto che non era una vera e propria casa. Avevano applicato delle soluzioni che non la rendevano reale. Il cliente voleva mantenere la vista che aveva, e volevamo realizzare anche una piscina, seppure fosse una zona molto ventosa. La zona in arancione è quella che già era esistente. Abbiamo esteso l’edificio. Qui vediamo l’estrusione che è stata realizzata nella casa. Adesso entrando potete vedere tutto il profilo della casa esistente. Queste sono le condizioni della casa esistente, però ripulite dagli elementi del XIX secolo. Era diventata, ad un certo punto, una casa contemporanea, utilizzando diverse soluzioni. Qui vediamo l’altra vista. Entrando c’è questo intaglio, questa finestra lunga verticale che è di 13 metri di altezza, da cui si vede il mare, tutto l’esterno. Questa è la veduta invece che si gode dal soggiorno, è praticamente una vista aerea. Si può vedere addirittura l’Oceano là in fondo. Abbiamo quindi sfruttato molto la posizione logistica della casa. Qui abbiamo utilizzato dei materiali molto semplici, acciaio, PVC per le finestre. Le vecchie pietre, che aveva acquistato il proprietario, le abbiamo tutte prese e le abbiamo utilizzate nella zona vicino alla piscina. Praticamente abbiamo creato un limite per la piscina, illuminato molto bene anche la notte. Di queste pietre ci interessava non soltanto la parte anteriore lavorata, ma anche la parte posteriore, quella ancora non levigata. Quindi ne abbiamo applicate alcune dalla parte levigata e alcune dalla parte invece ancora ruvida. Ecco, guardate un pò qual è l‘aspetto della casa in questa ottima location. Quest’altro esempio è quello di una casa in un ambiente rurale. Qui fondamentalmente c’erano tantissimi orti. Era una casa dove c’era un noce di cent’anni e anche una vasca dove gli animali andavano ad abbeverarsi e la gente lavava i panni. Il programma era complesso. Questa doveva essere una casa per i week-end di una grossa famiglia. Abbiamo cercato di sfruttare questi elementi importanti. Il noce e questa specie di vasca. Quindi vediamo la sequenza delle stanze da letto e vediamo che la casa quasi ha una forma curva, che segue la forma della vasca, qui abbiamo tutte le stanze da letto. La casa quasi si affossa nel paesaggio, quindi si arriva dall’alto della collina e non si vede quasi la casa. In basso abbiamo questa vista. Si entra come in un cortile mediterraneo, chiuso perché c’è sempre molta luce, molto sole nel nostro Paese che brucia facilmente i colori. Abbiamo queste due aperture, una nella camera da letto principale e una invece nella zona giorno. Quindi questa è la camera da letto matrimoniale che guarda verso ovest. Direi che queste aperture guardano in maniera selettiva sul paesaggio in modo da qualificare l’esperienza del vivere all’interno di questa abitazione. Questo è quello che si può vedere al di fuori del soggiorno. Tutta la zona è una zona agricola, rurale. Quindi abbiamo dovuto sfruttare questi ambienti. Abbiamo stabilizzato i muretti ecc… Qui adesso c’è una piscina, però è ancora una vasca al vederla. Volevamo che mantenesse l’aspetto della vasca, quel lavatoio che veniva utilizzato anticamente, però i bambini ovviamente ci vanno a nuotare. In inverno questa vasca si riempie di foglie e diventa piuttosto romantica. Ecco vedete un’altra immagine di come la casa è delicatamente inserita nel paesaggio. Questa è un’altra abitazione che abbiamo completato recentemente ad Algarve, nel sud del nostro Paese, una location molto privilegiata. E’ molto più costruita la zona, rispetto a quello che vedete nella fotografia. E’ un resort acquisito da una azienda inglese, che voleva realizzare un resort tipicamente portoghese, per quel che questo voglia dire. Ho lavorato con un ingegnere strutturale, una persona a cui piace moltissimo l’architettura, che aveva questa impressione di quello che voleva. Voleva una cosa di questo genere. Gli ho detto: “Beh, non so come fare”, tipicamente ad Algarve non c’è tetto. Il tetto delle abitazioni è piatto, perché al tempo non c’erano i frigoriferi, quindi il pesce pescato dai pescatori di Algarve veniva fatto essiccare proprio sui tetti. Abbiamo quindi cercato di realizzare questo progetto, pensando che si dovevano rispettare certi vincoli posti dal comune, tipo tre metri di giardino dietro ecc…. Una zona molto ventosa questa, quindi le case dovevano essere protette dai venti. C’erano sempre dei cortili per articolare l’interno con l’esterno. C’è stato un periodo, quello moresco, che ha contrassegnato molto la nostra architettura. Vediamo che qui abbiamo cercato di proteggere il più possibile l’abitazione dai venti e di esporla il più possibile al sole e qui vediamo la parte a nord. Il tetto è piatto, abbiamo rispettato questa tradizione. C’è un cortile dove crescono alberi tipici di questa zona. I camini, che erano precedentemente tipici della zona, sono stati riproposti ma non nella loro funzione originaria, perché ovviamente adesso non si utilizza più questo tipo di riscaldamento. Vediamo che il modo in cui si inserisce nel paesaggio questa abitazione è molto delicato. E’ un estensione praticamente del terreno. Potete salire e improvvisamente vi trovate nella casa. A sud la casa ha la capacità di chiudersi, di ripararsi dalla luce del sole. All’interno delle camere da letto si vede l’esterno attraverso un cortile, che filtra un po’ l’esperienza del paesaggio esterno e serve appunto a reinterpretarlo. All’interno ci sono linee molto pure, molto semplici, dev’essere un luogo armonioso che dia la possibilità di riposarsi. Ho cercato di evitare quello che normalmente utilizziamo cioè le ringhiere, per esempio nelle scale. Ho cercato di evitare il più possibile i dettagli. Quindi è molto semplice, linee pure, semplici, dove alloggia la luce, la luminosità. All’esterno, nel cortile, ci si ritrova in questa location veramente incredibile. Qui siamo all’esterno come in un cortile tradizionale moresco, l’acqua viene raccolta all’interno di questa vasca che sempre filtra il paesaggio. La casa è aperta e vediamo che ci sono questi camini che rappresentano un’icona nel paesaggio, sono un elemento tradizionale che viene conservato e fungono anche da lucernai.

Questo è un ultimo progetto che voglio farvi vedere. Un progetto dove ho cercato di sfruttare il concetto di casa unifamiliare all’interno di un palazzo. E’ stato fatto vicino ad uno stadio in Portogallo, che non viene più utilizzato come tale. Questa è un’operazione collettiva che mette insieme diversi architetti. L’idea iniziale era che appunto ci fosse uno spazio giardino centrale. Bisognava però pensare a uno spazio dinamico, non statico. Si è alla periferia di Lisbona e lì c’è stata molta speculazione urbanistica. Ci sono state delle operazioni sicuramente non rispettose per la città. Abbiamo voluto massimizzare anche il concetto di verde all’interno di questa operazione e quindi abbiamo incominciato in alto proprio rispettando delle forme che ci sono state indicate dallo studio di architetti. All’inizio abbiamo realizzato questo edificio al centro. Come vedete in basso volevamo sviluppare l’idea di dinamicità, abbiamo creato tantissimi plastici, vedete qui ce ne sono cinque, per sviluppare il discorso della dinamicità, del dinamismo. Avevamo una nostra idea di come dovevano essere questi edifici e pian piano siamo arrivati al concetto. Realizzare degli edifici curvilinei è veramente molto complesso dal punto di vista costruttivo. Facendo il plastico, ci ha molto interessato l’idea che quando cercavamo di piegare il cartone, lui cercava di andare dritto. Questo rapporto ci ha molto interessato. Abbiamo cominciato a dire: “Dobbiamo ascoltare l’esigenza del materiale, perché il materiale ci sta cercando di dire qualche cosa”. Quindi abbiamo cercato di costruire sia con curve che con parti diritte. Sicuramente questo è stato importante anche per l’economicità di tutta l’operazione, cosa che non dobbiamo perdere di vista. Abbiamo cominciato quindi a discutere sulla base di questi plastici con un team molto più ampio. Abbiamo potuto trasformarli continuamente. Ad un certo punto abbiamo capito che queste linee si potevano piegare, spezzare, si potevano ricomporre. Normalmente che cos’è un appartamento in un edificio? Tradizionalmente noi, in Portogallo, in un piano abbiamo due diversi appartamenti e le scale. Però la casa può essere diversa. Può avere due piani, ci possono essere delle stanze davanti e delle stanze di dietro. Mettendo insieme il tutto si arriva ad avere due piani, ma non i due piani tradizionali, con due appartamenti ciascuno, ma una cosa molto più complicata, come potete vedere qui. Quindi una combinazione di case unifamiliari all’interno di un palazzo. Ci vuole sicuramente equilibrio, però in basso e in alto c’è la possibilità di realizzare delle case unifamiliari, seppure all’interno di una specie di condominio. Quindi si possono avere delle camere da letto che guardano a est, altre che guardano a ovest, ventilazione, tutti quei comfort che servono anche agli architetti per realizzare bene le cose. Questa è l’impressione di un architetto utopista nel realizzare questi giardini pensili. A Lisbona, nel XVIII sec., i tetti erano spazi particolari dove viveva la servitù, in una specie di comunità. Quindi ci ha interessato il discorso dei tetti, del sotto tetto e abbiamo cercato di pensare all’identità della casa e a come sfruttare questo spazio del sottotetto. Alla fine siamo arrivati a questo progetto definitivo che adesso è sottoposto all’approvazione del Comune. Abbiamo i soggiorni a ovest e le camere da letto a est con tutti questi giardini pensili e le coperture accessibili dalla casa. Con questo è tutto e vi ringrazio.



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