N machiavelli (1468-1527) la vita



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N. MACHIAVELLI (1468-1527)

LA VITA

Machiavelli nacque a Firenze nel 1469 da famiglia di antica nobiltà. Non si hanno notizie sui suoi primi anni di vita, ma certo fece studi umanistici e si formò sui classici latini. In seguito alla morte di Savonarola, che aveva retto Firenze dopo la morte del Magnifico, Machiavelli poté diventare segretario della magistratura dei “Dieci di libertà”, ottenendo ruoli di responsabilità civile e militare durante il mandato di Pier Soderini. Molto intensa fu la sua attività diplomatica, con viaggi frequenti in Italia e all’estero. Nel 1500 fu in Francia presso Luigi XII, poi presso Cesare Borgia, figlio del papa Alessandro III, che si stava creando una signoria autonoma nell’Italia centrale. Nel 1510 si recò nuovamente in Francia per comporre i dissidi sorti tra la Santa Sede e Francia, ma nel 1511 la situazione si aggravò e Firenze, che si era alleata con i francesi, dovette subire il ritorno della signoria dei Medici (1512), sostenuti dalle forze vittoriose del papato e degli spagnoli. Machiavelli fu così costretto a lasciare la città ma nel 1513, sospettato di aver partecipato ad una congiura antimedicea, fu imprigionato e torturato. Rimesso in libertà si trasferì in una sua villa a S. Casciano, dove scrisse le sue opere più importanti, tra cui Il Principe.

Nella speranza di essere riammesso alla vita politica fiorentina, nel 1516 Machiavelli dedicò Il Principe al signore Lorenzo de Medici, nipote del Magnifico, ma senza risultati. Si avvicinò anche ad un gruppo di intellettuali aristocratici ammiratori delle istituzioni della antica Roma, che si riunivano nel giardino fiorentino degli “Orti Oricellari” annesso al palazzo della nobile famiglia Rucellai, alla quale Machiavelli dedicò i Discorsi sulla prima deca di Tito Livio. Nel 1519 morì Lorenzo de’ Medici e il governo di Firenze venne affidato al cardinal Giulio de’Medici, più aperto e tollerante del predecessore nei confronti di Machiavelli. Nel 1521 quest’ultimo gli dedicò il trattato Dell’arte della guerra e nel 1525, dopo che il cardinale venne eletto papa con il nome di Clemente VII, le Istorie fiorentine. Grazie al favore del papa Machiavelli poté nuovamente accedere alla vita politica, ma con piccoli incarichi. Dal 1525 inoltre era in corso la guerra tra la Francia di Francesco I e l’impero di Carlo V: nel 1527 il papa si alleò con la Francia, ma ancora una volta si rivelò la scelta sbagliata. Nello stesso anno infatti Roma venne saccheggiata dai lanzichenecchi di Carlo V, mentre una rivolta della popolazione provocò il crollo della signoria medicea e il ripristino delle istituzioni repubblicane. Si riaccese in Machiavelli la speranza di accedere a grandi ruoli politici, ma i nuovi governanti non si fidarono di lui per il comportamento poco coerente tenuto in precedenza sotto i Medici. Ammalatosi gravemente, morì il 21 giugno 1527.


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