Nasce a Venezia nel 1707, da una famiglia della borghesia



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05.12.2017
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Nasce a Venezia nel 1707, da una famiglia della borghesia

  • Nasce a Venezia nel 1707, da una famiglia della borghesia

  • Vive a Perugia, Rimini, Chioggia  studia filosofia e si appassiona al teatro

  • Fuga sull’imbarcazione di una compagnia di comici  «Memoires»

  • 1723-25  Studia legge a Pavia presso un prestigioso collegio dei Gesuiti; terminerà gli studi a Padova

  • 1731 a Verona conosce Giuseppe Imer, capocomico del teatro San Samuele

  • Comincia a scrivere per il San Samuele di Venezia  poeta e librettista

    • Momolo Cortesan
    • La donna di garbo
  • 1743  fuga da Venezia per debiti (1745-48 soggiorno a Pisa e a Livorno, dove conosce Girolamo Medebach, capocomico – Goldoni diviene poeta di teatro per professione)

  • 1748-53 scrive per il teatro Sant’Angelo, si impegna a fornire a Medebach 8 nuove commedie l’anno  sono gli anni della riforma e dei capolavori

    • La locandiera
    • La bottega del caffè
    • Il teatro comico


1753  Passa alla compagnia veneziana di San Luca di Francesco Vendramin (6 commedie per anno), scrive commedie di ambientazione popolare e entra in polemica con Gozzi  propone rappresentazioni teatrali fondate sul fiabesco e sul favoloso, senza realismo, senza fini morali

  • 1753  Passa alla compagnia veneziana di San Luca di Francesco Vendramin (6 commedie per anno), scrive commedie di ambientazione popolare e entra in polemica con Gozzi  propone rappresentazioni teatrali fondate sul fiabesco e sul favoloso, senza realismo, senza fini morali

  • Grave malattia nervosa, forse esaurimento

  • Saluta il pubblico veneziano con «La trilogia della villeggiatura»

  • 1762-93  a Parigi, cuore della cultura europea, invitato dalla Comédie italienne: lotta per il rinnovamento del teatro francese  che è fermo alla Commedia dell’Arte.

  • Viene nominato insegnante di Italiano presso la corte reale e si trasferisce a Versailles

  • Compone commedie in francese (poi tradotte) e i Memoires (1787)

  • 1793  muore in povertà a Parigi  ha perduto, a causa della rivoluzione, la propria pensione



Detta anche «Teatro dell’Improvviso» o «Commedia delle maschere»

  • Detta anche «Teatro dell’Improvviso» o «Commedia delle maschere»

  • Arte = talento nell’improvvisare / Arte = mestiere, frutto di studio e tecnica

  • Gli attori erano dei professionisti, stipendiati, organizzati in compagnie (Pavia, 1545  documento di fondazione di una compagnia), con una precisa durata e un preciso regolamento  inizialmente sono libere, offrono il loro lavoro ai potenti; poi  al servizio delle corti, es. in Francia

  • Lo spettacolo teatrale diventa un affare economico  le compagnie, itineranti, affittano teatri stabili e propongono spettacoli secondo la legge della domanda e dell’offerta

  • Uso del “canovaccio”  non esiste un copione ben preciso, ma solo un breve testo che descrive i caratteri dei personaggi, le entrate e le uscite di scena, il finale

  • Uso delle maschere  i personaggi sono personaggi – tipo, riconoscibili da certi gesti, dalla maschera e dal modo di parlare  Origine? Teatro antico + Carnevale  popolarissime anche in Francia e nelle corti europee  Arlecchino e Pulcinella



Le trame erano semplici e puntavano a divertire il pubblico

  • Le trame erano semplici e puntavano a divertire il pubblico

  • Alcune gag erano famose e richieste dal pubblico esempio i contrasti

  • Si ironizzava sui potenti

  • Ispirò grandi artisti come Molière

  • Fu condannata dalla Chiesa

    • Prevedeva attrici
    • I comici dell’arte erano degli «irregolari» della società
    • Le commedie erano improvvisate e i contenuti erano imprevedibili  non potevano essere censurate


Erano utilizzate per comodità: quando si vedeva apparire in scena Arlecchino già si conoscevano le caratteristiche del personaggio:

  • Erano utilizzate per comodità: quando si vedeva apparire in scena Arlecchino già si conoscevano le caratteristiche del personaggio:

      • Servo comico
      • Sempre affamato
      • Sempre senza un soldo
      • Fifone…
  • Divennero quindi elementi della ripetitività delle Commedie



È la maschera più celebre;

  • È la maschera più celebre;

  • Il vestito colorato è un insieme di toppe, ne segnala la povertà;

  • È astuto, scherzoso;

  • È sagace;

  • Si burla dei nobili e dei potenti.



Discende da una maschera della commedia romana;

  • Discende da una maschera della commedia romana;

  • È ingordo;

  • Ha un largo abito bianco  sembra ancor più magro!



Pantalone è un ricco mercante, avido ma sciocco

  • Pantalone è un ricco mercante, avido ma sciocco

  • Capitan Fracassa è un ufficiale aggressivo, arrogante, ma, in fondo, generoso



Serva astuta;

  • Serva astuta;

  • Fa innamorare di sé più di un personaggio;

  • Usa a proprio vantaggio la propria bellezza



Col passare del tempo le qualità del teatro di improvvisazione divennero dei difetti

  • Col passare del tempo le qualità del teatro di improvvisazione divennero dei difetti

    • Si replicavano sempre le scene che piacevano al pubblico e quindi non ci si rinnovava
    • Al popolo piacevano le battute pesanti, le trame semplici, i soliti personaggi
    • La qualità divenne sempre + scadente e le opere sempre + ripetitive e volgari




La commedia mette in scena Tonino e Orazio, due attori di una compagnia dell’arte. Stanno preparando una commedia sul rapporto genitori – figli.

  • La commedia mette in scena Tonino e Orazio, due attori di una compagnia dell’arte. Stanno preparando una commedia sul rapporto genitori – figli.

  • Tonino lamenta il nuovo modo di fare commedia: ora gli attori devono studiare, per rappresentare realisticamente i personaggi, che hanno una parte scritta

  • Orazio risponde che il nuovo modo di fare commedia è più complesso, ma richiede attori intelligenti, capaci, veri professionisti



Testo scritto

  • Testo scritto

  • Professionismo degli attori

  • Verosimiglianza personaggi

  • Realismo situazioni

  • Moralità



Ma dirò con ingenuità, che sebben non ho trascurata la lettura de' più venerabili e celebri Autori, da' quali, come da ottimi Maestri, non possono trarsi che utilissimi documenti ed esempli, contuttociò i due libri su' quali ho più meditato, e di cui non mi pentirò mai di essermi servito, furono il Mondo e il Teatro. Il primo mi mostra tanti e poi tanti vari caratteri di persone, me li dipinge così al naturale, che paion fatti apposta per somministrarmi abbondantissimi argomenti di graziose ed istruttive Commedie: mi rappresenta i segni, la forza, gli effetti di tutte le umane passioni: mi provvede di avvenimenti curiosi: m'informa de' correnti costumi: m'intruisce de' vizi e de' difetti che son più comuni del nostro secolo e della nostra Nazione, i quali meritano la disapprovazione o la derisione de' Saggi; e nel tempo stesso mi addita in qualche virtuosa Persona i mezzi coi quali la Virtù a codeste corruttele resiste, ond'io da questo libro raccolgo, rivolgendolo sempre, o meditandovi, in qualunque circostanza od azione della vita mi trovi, quanto è assolutamente necessario che si sappia da chi vuole con qualche lode esercitare questa mia professione.

  • Ma dirò con ingenuità, che sebben non ho trascurata la lettura de' più venerabili e celebri Autori, da' quali, come da ottimi Maestri, non possono trarsi che utilissimi documenti ed esempli, contuttociò i due libri su' quali ho più meditato, e di cui non mi pentirò mai di essermi servito, furono il Mondo e il Teatro. Il primo mi mostra tanti e poi tanti vari caratteri di persone, me li dipinge così al naturale, che paion fatti apposta per somministrarmi abbondantissimi argomenti di graziose ed istruttive Commedie: mi rappresenta i segni, la forza, gli effetti di tutte le umane passioni: mi provvede di avvenimenti curiosi: m'informa de' correnti costumi: m'intruisce de' vizi e de' difetti che son più comuni del nostro secolo e della nostra Nazione, i quali meritano la disapprovazione o la derisione de' Saggi; e nel tempo stesso mi addita in qualche virtuosa Persona i mezzi coi quali la Virtù a codeste corruttele resiste, ond'io da questo libro raccolgo, rivolgendolo sempre, o meditandovi, in qualunque circostanza od azione della vita mi trovi, quanto è assolutamente necessario che si sappia da chi vuole con qualche lode esercitare questa mia professione.



Il secondo poi, cioè il libro del Teatro, mentre io lo vo maneggiando, mi fa conoscere con quali colori si debban rappresentar sulle Scene i caratteri, le passioni, gli avvenimenti, che nel libro del Mondo si leggono; come si debba ombreggiarli per dar loro il maggiore rilievo, e quali sien quelle tinte, che più li rendon grati agli occhi dilicati degli spettatori. Imparo in somma dal Teatro a distinguere ciò ch'è più atto a far impressione sugli animi, a destar la maraviglia, o il riso, o quel tal dilettevole solletico nell'uman cuore, che nasce principalmente dal trovar nella Commedia che ascoltasi, effigiati al naturale, e posti con buon garbo nel loro punto di vista, i difetti e 'l ridicolo che trovasi in chi continuamente si pratica, in modo però che non urti troppo offendendo.

  • Il secondo poi, cioè il libro del Teatro, mentre io lo vo maneggiando, mi fa conoscere con quali colori si debban rappresentar sulle Scene i caratteri, le passioni, gli avvenimenti, che nel libro del Mondo si leggono; come si debba ombreggiarli per dar loro il maggiore rilievo, e quali sien quelle tinte, che più li rendon grati agli occhi dilicati degli spettatori. Imparo in somma dal Teatro a distinguere ciò ch'è più atto a far impressione sugli animi, a destar la maraviglia, o il riso, o quel tal dilettevole solletico nell'uman cuore, che nasce principalmente dal trovar nella Commedia che ascoltasi, effigiati al naturale, e posti con buon garbo nel loro punto di vista, i difetti e 'l ridicolo che trovasi in chi continuamente si pratica, in modo però che non urti troppo offendendo.



È una riforma graduale e radicale

  • È una riforma graduale e radicale

  • Si compie a Venezia  città del teatro e delle «imprese» teatrali

  • Goldoni si oppone alle forme della «commedia dell’arte», legata ai canovacci, alle maschere, all’improvvisazione, alla volgarità buffonesca, a stereotipi rigidi, a situazioni ripetitive e all’inverosimiglianza

  • Goldoni contrappone alle stravaganze un gusto razionalistico ed arcadico improntato alla semplicità, all’ordine, al buongusto ed alla naturalezza.



Aderenza alla realtà  trame verosimili, che raccontino vizi e virtù contemporanei  per insegnare

  • Aderenza alla realtà  trame verosimili, che raccontino vizi e virtù contemporanei  per insegnare

  • Scrittura integrale della commedia per dare dignità letteraria allo spettacolo

  • Eliminazione maschere: dai personaggi stereotipati ai personaggi – individuo

  • Moralizzazione contenuti e intento pedagogico

  • Comicità elegante

  • Lingua “media”, della comunicazione tra borghesi, con elementi veneziani o toscani (realismo)





Il mondo di Goldoni è la società veneziana contemporanea

  • Il mondo di Goldoni è la società veneziana contemporanea

  • Venezia è una solida oligarchia democratica con un solido ceto borghese mercantile di cui lo scrittore interpreta e celebra gli ideali.

  • Goldoni rappresenta i vizi della nobiltà: superbia, prepotenza, ozio, dissipazione, parassitarismo, inutilità sociale

  • Goldoni tuttavia rimane un riformista che smuove la nobiltà per spronarla alla produttività senza mettere in dubbio l’ordine costituito.



Goldoni si rese conto che il Teatro dell’Arte era in forte crisi

  • Goldoni si rese conto che il Teatro dell’Arte era in forte crisi

  • Cercò di modificarlo facendo attenzione a non deludere però i suoi spettatori

  • Iniziò inserendo personaggi della vita reale accanto alle maschere (Il Bugiardo-1750)

  • Poi piano piano le maschere sparirono completamente (La Locandiera-1752)



Quindi cominciò a lavorare sulle storie

  • Quindi cominciò a lavorare sulle storie

  • Non + le solite trame ripetute, ma vicende di vita reale

  • Rispecchia la situazione sociale del 700:

      • Crisi della nobiltà
      • Nascita e sviluppo della borghesia
      • Cambiamenti socio-economici in atto
      • Scontro fra tradizione e rinnovamento


Lavorò anche sul linguaggio

  • Lavorò anche sul linguaggio

  • Continuò sulla tradizione della commedia dell’Arte che utilizzava il dialetto

  • Prima opera è in veneziano: Il Momolo Cortesan (1738)

  • Poi passa gradatamente all’Italiano

  • Ma mantiene scene e gag della commedia dell’arte: Arlecchino servitor di due padroni (1753)



Infine abbandonò gradatamente il canovaccio

  • Infine abbandonò gradatamente il canovaccio

  • Cominciò a scrivere le parti principali lasciando all’improvvisazione solo le parti di contorno

  • Finì per scrivere l’intero testo della commedia con La donna di garbo (1743)



Opere d’ambiente

  • Opere d’ambiente

  • La Locandiera, Le baruffe chiozzotte, La bottega del caffè, Il Campiello



Prima fase con Medebac

  • Prima fase con Medebac

  • Fine dell’intreccio macchinoso

  • Naturalezza contro artifici e complicazioni

  • Policentrismo e coralità

  • Costruzione di un dramma borghese serio per correggere i vizi della società con comicità moderata e modelli di virtù





Goldoni tenta di riprodurre la lingua viva con l’interpolazione di elementi dialettali

  • Goldoni tenta di riprodurre la lingua viva con l’interpolazione di elementi dialettali

  • Prevale l’uso della paratassi

  • Il veneziano è usato per parlare ad un pubblico specifico che è quello della città lagunare, per conferire vivacità e colore, musicalità e non per connotare i suoi testi in maniera espressionistica e plurilinguistica.









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