Natale 2010 Messa della Notte



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Natale 2010

Messa della Notte



Basilica Cattedrale

Messina, 24 dicembre 2010

Natale, nascita di Gesù, ingresso di Dio nella storia. L’eterno, senza tempo, è entrato nel breve tempo dell’uomo; l’onnipotente e infinito è entrato nello spazio della debolezza e del limite. In Gesù di Nazaret la natura umana viene innalzata fino a diventare portatrice del mistero stesso di Dio: “Il Verbo di Dio si fece carne”.

Rimane essenziale, miei carissimi fratelli e sorelle, che la nascita di Gesù sia “per noi”. L’angelo annuncia ai pastori: “Vi annuncio una grande gioia… oggi nella città di Davide vi è nato un salvatore” (Lc 2, 10): vi è nato, è nato per noi, questa nascita ci riguarda, cambia la nostra vita.

Il Natale del Signore, carissimi, celebra l’amore di un Dio che ci prende sul serio, ci ama e ci cerca, si dona a noi e fa appello alla nostra libertà.


La nostra risposta al dono divino si esprime nella fede, nella speranza e nella carità. Facendoci dono del Figlio, Dio ha espresso in modo irrevocabile la sua fiducia in noi: la nostra risposta risiede nella fede. Illuminando le tenebre con la Luce che viene nel mondo Dio ha scommesso su di noi: con la nostra speranza in Lui ci apriamo al suo progetto e al suo futuro. Nel Verbo fatto carne Dio ci ha ricolmato del suo amore: con la carità noi rispondiamo gioiosamente all’amore ricevuto.
Per noi oggi l’angelo ripete: “Vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo”. È la gioia che nasce dalla proclamazione che Dio si è piegato su di noi e ci ha guardato con benevolenza. L’angelo, insieme alla gioia, annuncia la “pace in terra agli uomini che Egli ama” (Lc 2, 14b). La nascita di Gesù è il dono della pace a tutti gli uomini; pace come sicurezza, serenità, speranza, fiducia e armonia. E’ la pace che avvertiamo dentro e che scaturisce dalla certezza di essere amati da Dio.
Non è un discorso astratto questo, miei cari fratelli. Noi abbiamo bisogno, per vivere, di beni materiali, di lavoro, di riconoscimenti sociali. Ma noi non viviamo solo di pane; viviamo della fiducia degli altri, della stima e dell’amore degli altri. Abbiamo bisogno, in tanti momenti, di qualcosa che gli faccia superare la paura, l’angoscia e la sfiducia che a volte ci afferrano.
Miei cari fratelli, lasciamoci coinvolgere dal Natale. E’ necessario, cioè, che Gesù nasca “in noi”. Questo mio dire potrà sembrare un modo fantasioso di parlare, ma è il credo della Chiesa e dei suoi figli. S. Ambrogio dice: “Ogni anima che crede concepisce e genera il Verbo di Dio”. “Ogni anima che crede fa l’esperienza di Maria, concepisce e genera il Verbo di Dio”. “Se c’è una sola Madre di Cristo secondo la carne, invece secondo la fede Cristo è il frutto di tutti, perché ogni anima riceve il Verbo di Dio”.
Nel mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio la natura umana è stata assunta a diventare portatrice di Dio. Ora tocca a noi offrire a Dio la nostra vita, perché sia da Lui assunta e trasformata in un’esistenza filiale. Il mistero compiuto nell’umanità di Cristo deve compiersi nell’umanità di ogni cristiano. Il Natale fonda la dignità di ogni uomo chiamato ad essere figlio di Dio.
Sia questo il nostro Natale: Cristo cioè nasca in noi e attraverso di noi continui ad operare effettivamente nella storia. Maria ha generato il Verbo di Dio attraverso la fede. Posta dinanzi al disegno di Dio su di lei e sull’intera umanità, Maria, dopo avere ascoltato e creduto, ha risposto con il suo pieno consenso: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua parola” (Lc 1, 38). Seguendo l’esempio di Maria anche noi oggi siamo posti dinanzi alla parola del Vangelo per ascoltarla e accoglierla nella nostra vita. Ascoltare la Parola non solo per cercare di comprenderla, ma per rispondervi con la nostra disponibilità: “Eccomi, Signore, si compia in me la tua santa volontà”.
Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli? Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la vivono ogni giorno”. L’accoglienza e la pratica della parola di Dio permette ancora oggi a Gesù di nascere davvero in noi.
La fede nel mistero del Verbo di Dio fatto uomo, miei cari fratelli, cambi la nostra capacità di accogliere la vita, il mondo, gli altri, noi stessi, perché riconosciamo in mezzo a noi la presenza di un amore autentico: l’amore di Dio per l’uomo, la fiducia e la speranza di Dio in noi. La nostra fede nel Figlio di Dio trasformi anche il nostro modo di vivere perché diventiamo noi stessi segni e strumenti dell’amore di Dio per gli altri.
Auguro di tutto cuore che il Natale del Signore “avvenga” per ciascuno di noi, ci faccia sentire cercati e amati da Dio; l’incarnazione della parola di Dio “avvenga”in noi e ci renda sempre più immagine somigliante di Lui, riflesso ed espressione del suo amore per ogni uomo.

+ Calogero La Piana



Arcivescovo


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