Nel 2013 la diagnosi di autismo ha compiuto 70 anni. Ripercorriamone qui le tappe fondamentali



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22.05.2018
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NEL 2013 LA DIAGNOSI DI AUTISMO HA COMPIUTO 70 ANNI . RIPERCORRIAMONE QUI LE TAPPE FONDAMENTALI.

  • NEL 2013 LA DIAGNOSI DI AUTISMO HA COMPIUTO 70 ANNI . RIPERCORRIAMONE QUI LE TAPPE FONDAMENTALI.

  • 1943 Leo Kanner parla per la prima volta di “disturbi autistici del contatto affettivo” descrivendo 11 bambini caratterizzati da solitudine , ecolalia e paura ossessiva dei cambiamenti ambientali.

  • Anche Asperger nello stesso periodo descrive bambini simili a quelli descritti da Kenner tranne che per alcune importanti differenze

  • 1- eloquio più scorrevole

  • 2- maggiore difficoltà nei movimenti grossolani

  • 3- diverso modo di pensare “pensatori astratti”



Nel decennio 1950- 1960 l’autismo è considerato come una manifestazione precoce della schizofrenia infantile che ha un’ origine emotiva nelle dinamiche genitore-figlio.

  • Nel decennio 1950- 1960 l’autismo è considerato come una manifestazione precoce della schizofrenia infantile che ha un’ origine emotiva nelle dinamiche genitore-figlio.

  • 1970 l’autismo non è più considerato di origine psicogena ma si va alla ricerca di una causa biologica.



1980 il DSM-III definisce l’autismo infantile come un Disturbo Pervasivo dello Sviluppo interessante 3 aspetti: mancanza di responsività, grave deterioramento delle capacità comunicative e risposte bizzarre a vari aspetti dell’ambiente; tutti che si sviluppano entro 30 mesi di età.

  • 1980 il DSM-III definisce l’autismo infantile come un Disturbo Pervasivo dello Sviluppo interessante 3 aspetti: mancanza di responsività, grave deterioramento delle capacità comunicative e risposte bizzarre a vari aspetti dell’ambiente; tutti che si sviluppano entro 30 mesi di età.

  • 1987 il DSM-III-R richiede il soddisfacimento di 8 dei 16 criteri nei 3 ambiti ma cade il requisito di insorgenza precoce nella vita e si introduce il Disturbo pervasivo dello Sviluppo Non Altrimenti Specificato.



1994-2000: il DSM-IV e il DSM-IV-TR propongono un incremento dei disturbi pervasivi dello sviluppo formati da disturbo autistico, disturbo di Rett, disturbo di Asperger, disturbo disintegrativo dell’infanzia e disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato.

  • 1994-2000: il DSM-IV e il DSM-IV-TR propongono un incremento dei disturbi pervasivi dello sviluppo formati da disturbo autistico, disturbo di Rett, disturbo di Asperger, disturbo disintegrativo dell’infanzia e disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato.

  • 2013: nel DSM-V si parla di disturbi dello Spettro Autistico quando sono presenti: deterioramento persistente delle comunicazioni sociali reciproche e nelle interazioni sociali, schemi comportamentali ripetitivi e ristretti, entrambi devono comparire nella prima infanzia e devono limitare e compromettere il funzionamento quotidiano.



La nuova diagnosi prevede di specificare la presenza o meno di disabilità intellettuale, di alterazioni del linguaggio cosi come di condizioni mediche e/o genetiche. Inoltre prevede la classificazione di 3 livelli di gravità

  • La nuova diagnosi prevede di specificare la presenza o meno di disabilità intellettuale, di alterazioni del linguaggio cosi come di condizioni mediche e/o genetiche. Inoltre prevede la classificazione di 3 livelli di gravità

  • Discussione e dibattiti sul destino dei disturbi Asperger.



Il 9 ottobre 2014 nasce la prima legge sull’autismo emanata dalla regione Marche la prima regione in Italia a regolamentare l’autismo essa stabilisce:

  • Il 9 ottobre 2014 nasce la prima legge sull’autismo emanata dalla regione Marche la prima regione in Italia a regolamentare l’autismo essa stabilisce:

  • La presenza di un centro unico regionale che nella regione Marche è la Neuropsichiatria Infantile dell’ospedale di Fano il cui Direttore è la Dott.ssa Vera Stoppioni

  • La presenza di centri di riabilitazione in ogni provincia

  • Le linee guida da seguire per l’ intervento



A partire dalla fine del 2012 il MIUR introduce il concetto degli alunni con B.E.S. Bisogni Educativi Speciali.

  • A partire dalla fine del 2012 il MIUR introduce il concetto degli alunni con B.E.S. Bisogni Educativi Speciali.

  • In tale categoria rientrano:

  • Gli alunni con disabilità secondo una certificazione della 104;

  • Gli alunni con DSA, deficit di linguaggio, ADHD, deficit delle abilità non verbali,deficit della coordinazione motoria;

  • Alunni con svantaggio sociale, culturale e linguistico.



Per ogni alunno con B.E.S. viene realizzato un PDP piano didattico personalizzato.

  • Per ogni alunno con B.E.S. viene realizzato un PDP piano didattico personalizzato.



La scienza nella quale le procedure derivate dai principi del comportamento sono sistematicamente applicate per migliorare comportamenti socialmente significativi dimostrando tramite il metodo sperimentale che le procedure utilizzate sono responsabili del miglioramento nel comportamento.

  • La scienza nella quale le procedure derivate dai principi del comportamento sono sistematicamente applicate per migliorare comportamenti socialmente significativi dimostrando tramite il metodo sperimentale che le procedure utilizzate sono responsabili del miglioramento nel comportamento.



…ma una scienza che applica al comportamento umano i principi dell’Analisi Applicata del Comportamento, allo scopo di affrontare problemi socialmente rilevanti nel contesto di vita quotidiana.

  • …ma una scienza che applica al comportamento umano i principi dell’Analisi Applicata del Comportamento, allo scopo di affrontare problemi socialmente rilevanti nel contesto di vita quotidiana.

  • L’ABA si basa sulla misurazione e valutazione obiettiva del comportamento osservabile in tutti i contesti rilevanti che includono la casa, la scuola e la comunità sociale. (American Academy of Pediatrics, 2007)

  • I principi e le procedure derivate dell’ analisi del comportamento possono essere applicate a tutti i settori in cui siano coinvolti i comportamenti degli esseri umani (educazione, lavoro, disabilità, politica, etc).



Indicano tutte le Abilità necessarie ad un individuo per adattarsi in modo efficace alla comunità in cui vive: competenze sociali, abilità cognitive, abilità accademiche, autonomie, competenze motorie, linguaggio, comunicazione, ecc.

  • Indicano tutte le Abilità necessarie ad un individuo per adattarsi in modo efficace alla comunità in cui vive: competenze sociali, abilità cognitive, abilità accademiche, autonomie, competenze motorie, linguaggio, comunicazione, ecc.



Non si tratta di una terapia specifica per l’autismo, ma di una scienza che mira a migliorare la qualità di vita delle persone.

  • Non si tratta di una terapia specifica per l’autismo, ma di una scienza che mira a migliorare la qualità di vita delle persone.

  • Quando è utilizzata come base per l’intervento in autismo, i principi e le tecniche guidano lo sviluppo di attività educative e portano all’acquisizione di abilità cruciali per le necessità individuali della persona nel suo contesto sociale.

  • Esistono studi scientifici che dimostrano l’efficacia dell’intervento comportamentale per il miglioramento di abilità in autismo.

  • Oltre 2000 studi di casi singoli (Eldevik et al., 2010b)

  • Circa 30 studi di gruppo controllati, rassegne internazionali e sei meta-analisi.



Gli studi sui gruppi riportano il progresso di gruppi di bambini che ricevono un intervento intensivo comportamentale precoce in paragone a gruppi che ricevono un intervento di tipo eclettico.

  • Gli studi sui gruppi riportano il progresso di gruppi di bambini che ricevono un intervento intensivo comportamentale precoce in paragone a gruppi che ricevono un intervento di tipo eclettico.

  • In generale questi studi dimostrano che i bambini che hanno iniziato in età prescolare (sotto i 5 anni) e che hanno ricevuto un intervento per almeno 30 ore settimanali da persone competenti per almeno due anni:

  • Il 90% ha fatto da moderati a grandi progressi

  • Il 40-48% ha raggiunto un QI, linguaggio, abilità adattive entro la norma così come misurati da test standardizzati e non ha più necessitato di aiuti speciali nella scuola

  • Il 40-50% ha fatto moderati progressi ma ha continuato a necessitare di servizi speciali

  • Il 10-12% ha continuato a necessitare di un intervento intensivo

  • La maggior parte dei bambini nei gruppi di controllo che hanno ricevuto un intervento eclettico hanno fatto pochi progressi o sono regrediti.

  • I bambini che hanno ricevuto ABA meno intensiva (meno di 30 ore a settimana) hanno fatto dai pochi ai modesti progressi, ma comunque di più rispetto ai gruppi di controllo.



Intensivo: 26/40 ore a settimana uno a uno formale e incidentale durante tutte le ore di veglia

  • Intensivo: 26/40 ore a settimana uno a uno formale e incidentale durante tutte le ore di veglia

  • Coinvolgimento massiccio della famiglia: genitori come tutor

  • Inizia a casa e gradualmente si estende ad altri contesti

  • Durata di almeno due anni

  • Precoce (meno di 5 anni alla partenza)

  • Individualizzato e Comprensivo (tutte le aree evolutive)

  • Curriculum si basa su sequenze evolutive

  • Guidato da esperti con formazione post-universitaria sia in ABA che autismo

  • Basato sulla letteratura, utilizza diverse tecniche comportamentali

  • Green, Brennan e Fein (2002)





Il comportamento rispondente è un comportamento riflesso, involontario (come già spiegato da Pavlov) elicitato da stimoli che immediatamente lo precedono (paradigma S-R).

  • Il comportamento rispondente è un comportamento riflesso, involontario (come già spiegato da Pavlov) elicitato da stimoli che immediatamente lo precedono (paradigma S-R).

  • Es: presenza di luce elicita restringimento della pupilla

  • Il comportamento operante fu introdotto per spiegare quei comportamenti che non hanno cause antecedenti riscontrabili nell’ambiente, che spesso sono “spontanei” o volontari: questi comportamenti sono maggiormente influenzati dalle conseguenze che immediatamente li seguono e meno dagli stimoli che li precedono contingenza a tre termini (S-R-C)



Skinner fondò l’analisi sperimentale del comportamento (EAB – Experimental Analysis of Behavior) che aveva come oggetto di studio la contingenza a tre termini quindi il comportamento operante introduce i concetti di rinforzo ed estinzione.

  • Skinner fondò l’analisi sperimentale del comportamento (EAB – Experimental Analysis of Behavior) che aveva come oggetto di studio la contingenza a tre termini quindi il comportamento operante introduce i concetti di rinforzo ed estinzione.

  • Condizionamento operante: processo per cui le conseguenze influenzano la probabilità di emissione futura del comportamento l’ambiente seleziona il comportamento



Le prime ricerche che utilizzarono metodi dell’analisi sperimentale del comportamento per determinare se i principi comportamentali scoperti in laboratorio con soggetti non umani potevano essere replicati anche con soggetti umani, risalgono agli anni tra il 1950 e il 1960 basi per l’Analisi Applicata del Comportamento

  • Le prime ricerche che utilizzarono metodi dell’analisi sperimentale del comportamento per determinare se i principi comportamentali scoperti in laboratorio con soggetti non umani potevano essere replicati anche con soggetti umani, risalgono agli anni tra il 1950 e il 1960 basi per l’Analisi Applicata del Comportamento

  • Nel 1957 Skinner scrive “Verbal Behavior”, opera in cui viene esposto l’approccio comportamentale al linguaggio.

  • Anni ’60 prime applicazioni dei principi del comportamento per migliorare comportamenti socialmente significativi.



Formalmente l’Analisi Applicata del Comportamento inizia nel 1968 con il succedersi di due eventi significativi:

  • Formalmente l’Analisi Applicata del Comportamento inizia nel 1968 con il succedersi di due eventi significativi:

  • La pubblicazione del JABA (Journal of Applied Behavior Analysis) che permise la condivisione dei risultati della ricerca e la discussione dei problemi metodologici.

  • La pubblicazione del documento “Some Current Dimension of Applied Behavior Analysis” di D.M. Bear, M.M. Wolf e T.R.Risley che definirono i criteri per giudicare l’adeguatezza della ricerca e della pratica in ABA.



“Some Current Dimension of Applied Behavior Analysis”

  • “Some Current Dimension of Applied Behavior Analysis”

  • Bear, Wolf e Risley, (1968)

  • Analitica

  • Comportamentale

  • Applicata

  • Tecnologica

  • Concettualmente sistematica

  • Efficace

  • Generale



Comportamentale: oggetto di studio è il comportamento direttamente osservabile

  • Comportamentale: oggetto di studio è il comportamento direttamente osservabile

  • Concettualmente sistematica: il comportamento è spiegato all’interno della scienza del comportamento.

  • Gran parte del comportamento umano è appreso, non è innato



Descrizione

  • Descrizione

  • Previsione

  • Controllo

  • La filosofia che guida la scienza è deterministica. La maggior parte dei comportamenti avvengono per una ragione.

  • Quando possiamo determinare le variabili di controllo, allora possiamo prevedere il comportamento stesso.

  • Se possiamo controllare le variabili, allora possiamo plasmare il comportamento (promuovere cambiamento).

  • Nulla è lasciato al caso!



Una medicina?

  • Una medicina?

  • Un metodo per guarire l’Autismo?

  • Una forma di addestramento?

  • Una terapia che rende i bambini robotici?

  • L’applicazione di “programmi” uguali per tutti?

  • Tutto lavoro a tavolino?

  • Quando viene impiegata come base per l’intervento nell’autismo può essere considerata come una serie di principi che guidano l’implementazione di attività educative e tecniche orientate alla promozione di competenze necessarie all’adattamento dell’ individuo nel suo contesto (Chiesa, 2005; Degli Espinosa, 2011)



La popolarità dell’ABA come intervento per l’autismo emerge intorno agli anni ’70 con la pubblicazione dei primi studi che dimostravano la possibilità di insegnare comportamenti che per i bambini autistici erano considerati fino a quel momento non-insegnabili.

  • La popolarità dell’ABA come intervento per l’autismo emerge intorno agli anni ’70 con la pubblicazione dei primi studi che dimostravano la possibilità di insegnare comportamenti che per i bambini autistici erano considerati fino a quel momento non-insegnabili.

  • Obiettivo: incrementare repertori comportamentali socialmente significativi e ridurre quelli problematici attraverso tecniche validate scientificamente



SVILUPPO TIPICO

  • SVILUPPO TIPICO

  • I bambini imparano dal loro ambiente naturale, ogni giorno, in ogni occasione e in ogni momento della vita quotidiana, senza che sia necessario strutturare le varie situazioni di apprendimento.



  • Incrementare o diminuire la frequenza di un comportamento attraverso la manipolazione degli eventi ambientali antecedenti e conseguenti

  • Generare la capacità di apprendere a partire da alcuni esempi, senza la necessità di insegnare tutto in modo diretto, fornendo al bambino con autismo tutte le abilità necessarie per imparare ad imparare; è fondamentale concentrarsi sullo sviluppo di procedure che permettono al bambino di acquisire nuove risposte anche in assenza di insegnamento specifico.



L’autismo è una sindrome caratterizzata da carenze ed eccessi comportamentali che hanno una base neurologica, ma che possono cambiare a seguito di specifiche interazioni programmate con l’ambiente.

  • L’autismo è una sindrome caratterizzata da carenze ed eccessi comportamentali che hanno una base neurologica, ma che possono cambiare a seguito di specifiche interazioni programmate con l’ambiente.



“Comunemente, l’attenzione di programmi specialistici è rivolta all’infanzia, e nella letteratura è assente la valutazione di programmi educativi comprensivi in bambini più grandi ed adolescenti. Ciò nonostante esiste supporto scientifico per l’uso di specifiche strategie educative, in particolare quelle basate sull’ABA, su tutte le fasce di età per incrementare e mantenere comportamenti adattivi e socialmente appropriati, per ridurre comportamenti problema o ridurre le condizioni in cui questi si manifestano, per insegnare nuove abilità e generalizzarle a nuovi ambienti e situazioni.”

  • “Comunemente, l’attenzione di programmi specialistici è rivolta all’infanzia, e nella letteratura è assente la valutazione di programmi educativi comprensivi in bambini più grandi ed adolescenti. Ciò nonostante esiste supporto scientifico per l’uso di specifiche strategie educative, in particolare quelle basate sull’ABA, su tutte le fasce di età per incrementare e mantenere comportamenti adattivi e socialmente appropriati, per ridurre comportamenti problema o ridurre le condizioni in cui questi si manifestano, per insegnare nuove abilità e generalizzarle a nuovi ambienti e situazioni.”



Linguaggio e comunicazione

  • Linguaggio e comunicazione

  • Assenza di problemi di comportamento gravi

  • Capacità di auto-intrattenimento

  • Autonomia personale

  • Obiettivo dell’intervento non è “normalizzare” l’individuo in termini assoluti, ma portare alcune abilità il più possibile vicine alla norma al fine di rendere la vita della persona sufficientemente migliore garantendo una qualità di vita buona.

  • (Francesca degli Espinosa)



Insegnamento domiciliare

  • Insegnamento domiciliare

  • Sessioni dedicate di 2/3 ore consecutive

  • Ogni giorno

  • Condotte da un tutor e/o genitore

  • Insegnamento incidentale

  • Durante l’arco della giornata

  • Ogni giorno

  • Condotte dal genitore

  • Insegnamento a scuola

  • Sessioni individualizzate

  • Sessioni di piccolo gruppo

  • In sezione



Il primo passo è quello di descrivere l’oggetto dell’intervento in modo accurato e mirato all’applicazione di procedure di cambiamento.

  • Il primo passo è quello di descrivere l’oggetto dell’intervento in modo accurato e mirato all’applicazione di procedure di cambiamento.

  • Quali di questi è un comportamento?

  • A- Luca è nervoso

  • B- Marina mangia

  • C- Matteo è autistico



ESERCITAZIONE 1

  • ESERCITAZIONE 1

  • Osservate il video e descrivete ciò che avete visto



nervoso, poco socievole, gentile, egoista, spensierato, triste, incompetente, simpatico ……

  • nervoso, poco socievole, gentile, egoista, spensierato, triste, incompetente, simpatico ……





Riconoscere i comportamenti umani per quello che “realmente” sono, attraverso

  • Riconoscere i comportamenti umani per quello che “realmente” sono, attraverso

  • CRITERI OGGETTIVI

  • Un comportamento deve essere lo stesso per la mamma, per il papà, per l’insegnante, per i nonni, gli zii, etc.



Etichette sommarie

  • Etichette sommarie

  • Simone è un bambino agitato

  • Gabriella è depressa









Costrutti di: memoria, motivazione, intelligenza

  • Costrutti di: memoria, motivazione, intelligenza

  • Diagnosi: autismo, ritardo mentale, iperattività….

  • VANTAGGI

  • Servono a fornire in poco tempo informazioni generiche sugli individui

  • Possono “orientarci” verso un possibile trattamento, prognosi.



Pseudospiegazioni e ragionamento circolare

  • Pseudospiegazioni e ragionamento circolare

  • Pregiudizio

  • Focalizzarsi sul problema

  • Perdere di vista le reali abilità del soggetto



Eccessi comportamentali:

  • Eccessi comportamentali:

  • un bambino si alza frequentemente dal letto quando è ora di dormire

  • un adolescente interrompe spesso i genitori quando conversano

  • un uomo mangia molti dolci al giorno

  • Deficit comportamentali:

  • un uomo non ringrazia gli altri quando riceve cortesie

  • un adolescente non esegue i compiti assegnati per casa dalle insegnanti



Cercate esempi di comportamenti carenti ma necessari all’adattamento dell’ individio ……

  • Cercate esempi di comportamenti carenti ma necessari all’adattamento dell’ individio ……

  • Assenza di abilità indispensanbili per ……….

  • Comportamenti disfunzionali che interferiscono sull’apprendimento ………….

  • Eccessi comportamentali che diventano anche pericolosi ……



La topografia di un comportamento è la forma che il comportamento assume. Cosa fa l’individuo.

  • La topografia di un comportamento è la forma che il comportamento assume. Cosa fa l’individuo.

  • La funzione di un comportamento si riferisce alla relazione che esiste tra il comportamento e le conseguenze ambientali che produce. Cosa l’individuo ottiene.

  • I comportamenti possono essere topograficamente identici ma avere funzioni diverse, oppure essere topograficamente diversi ed avere la stessa funzione.



















In Analisi del Comportamento le conseguenze vengono definite in base all’effetto che hanno sul comportamento e non a priori. Esistono due tipi di conseguenze:

  • In Analisi del Comportamento le conseguenze vengono definite in base all’effetto che hanno sul comportamento e non a priori. Esistono due tipi di conseguenze:

  • RINFORZATORI: incrementano o mantengono la probabilità di emissione futura di un comportamento;

  • PUNIZIONI: riducono o estinguono la probabilità di emissione futura di un comportamento.

  • Non attribuire a questi termini connotati emotivi!





  • vincenzomirenda80@yahoo.it





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