Nella nostra epoca vengono meno



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25.11.2017
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Nella nostra epoca vengono meno

  • Nella nostra epoca vengono meno

  • l’hic et nunc dell’opera d’arte

  • l’opera d’arte stessa

  • La società industriale avanzata porta con sé

  • la morte dell’arte





L’unicità dell’opera d’arte s’identifica con la sua integrazione nel contesto della tradizione, che trova la sua espressione nel culto

  • L’unicità dell’opera d’arte s’identifica con la sua integrazione nel contesto della tradizione, che trova la sua espressione nel culto



L’opera d’arte nella nostra epoca diviene sempre più un’opera predisposta alla riproducibilità e perde in tal modo la propria unicità/autenticità.

  • L’opera d’arte nella nostra epoca diviene sempre più un’opera predisposta alla riproducibilità e perde in tal modo la propria unicità/autenticità.

  • Nel momento in cui viene meno il valore dell’autenticità si trasforma anche l’intera funzione artistica



Crisi della pittura

  • Crisi della pittura

  • Dadaismo

  • Le poesie dadaiste sono insalate di parole, nei quadri si montano bottoni o biglietti ferroviari:

  • I dadaisti ottengono «lo spietato annientamento dell’aura dei loro prodotti».



1941

  • 1941

  • Alcune implicazioni sociali della moderna tecnologia

  • in Studies in Philosophy and Social Sciences

  • Disponibile in italiano nel volume

  • a cura di G. Marramao, Tecnologia e

  • potere nelle società post-liberali,

  • Napoli, Liguori, 1981.



È già presente in embrione, quasi tutta la tematica de L'Uomo a una dimensione. Studio sull'ideologia della società industriale avanzata (One Dimensional Man. Studies in the Ideology of Advanced Industrial Society, Boston 1965, trad. it. Einaudi, Torino 1967).

  • È già presente in embrione, quasi tutta la tematica de L'Uomo a una dimensione. Studio sull'ideologia della società industriale avanzata (One Dimensional Man. Studies in the Ideology of Advanced Industrial Society, Boston 1965, trad. it. Einaudi, Torino 1967).

  • carattere “neutrale” della tecnica

  • società totalitaria

  • Marcuse sostiene all'inizio del suo saggio che la tecnica in sé può promuovere libertà come autoritarismo, abbondanza come scarsità, abolizione come intensificazione del lavoro.

  • Nel corso dell’analisi, non solo attenua, ma addirittura sopprime questo il carattere neutrale della tecnica, per vedere nella “società tecnologica” la società totalitaria per antonomasia.



L’efficienza standardizzata

  • L’efficienza standardizzata

  • il rendimento individuale è motivato, guidato e misurato da criteri esterni, criteri che appartengono a determinati compiti e funzioni. L'individuo efficiente è quello il cui rendimento è un'azione solo nella misura in cui è la reazione più appropriata alle oggettive pretese del sistema, e la sua libertà si limita alla selezione dei mezzi più adeguati per raggiungere una meta che lui non ha stabilito.

  • La realizzazione individuale è indipendente dal riconoscimento e si compie nel lavoro.

  • L’efficienza è un rendimento ricompensato e si compie solo nel valore che ha per il sistema.



II nuovo atteggiamento dell'individuo è caratterizzato da acquiescenza (sebbene “altamente razionale”), da una totale perdita di spontaneità e di creatività, con relativa cancellazione di tutte le potenzialità umane.

  • II nuovo atteggiamento dell'individuo è caratterizzato da acquiescenza (sebbene “altamente razionale”), da una totale perdita di spontaneità e di creatività, con relativa cancellazione di tutte le potenzialità umane.

  • Marcuse fa, a questo proposito, un esempio molto semplice.



Un uomo che fa un viaggio in automobile sceglie la strada su una mappa autostradale. Città, laghi e montagne si presentano come ostacoli da superare. L'autostrada dà forma e organizzazione all'ambiente esterno: quello che si trova lungo l'autostrada è in un certo senso un prodotto dell'autostrada medesima. Numerosi cartelli indicano al viaggiatore che cosa deve fare e pensare; attirano la sua attenzione sulle bellezze della natura o sui monumenti storici. Altri hanno pensato per lui, e, forse, per il meglio. Hanno costruito aree di parcheggio particolarmente utili, dove si apre il panorama più ampio e sorprendente. Segnali stradali di notevoli dimensioni dicono al viaggiatore. quando fermarsi e concedersi un momento di sosta per riposarsi e rinfrescarsi. E tutto questo a suo vantaggio, per una maggiore sicurezza e un maggior comfort. Economia, tecnica, bisogni umani e natura si fondono e si armonizzano in un meccanismo razionale e conveniente. Chi ne seguirà le prescrizioni, si troverà perfettamente a suo agio, subordinando la propria spontaneità all'anonima intelligenza che saggiamente ha ordinato tutto per lui.

  • Un uomo che fa un viaggio in automobile sceglie la strada su una mappa autostradale. Città, laghi e montagne si presentano come ostacoli da superare. L'autostrada dà forma e organizzazione all'ambiente esterno: quello che si trova lungo l'autostrada è in un certo senso un prodotto dell'autostrada medesima. Numerosi cartelli indicano al viaggiatore che cosa deve fare e pensare; attirano la sua attenzione sulle bellezze della natura o sui monumenti storici. Altri hanno pensato per lui, e, forse, per il meglio. Hanno costruito aree di parcheggio particolarmente utili, dove si apre il panorama più ampio e sorprendente. Segnali stradali di notevoli dimensioni dicono al viaggiatore. quando fermarsi e concedersi un momento di sosta per riposarsi e rinfrescarsi. E tutto questo a suo vantaggio, per una maggiore sicurezza e un maggior comfort. Economia, tecnica, bisogni umani e natura si fondono e si armonizzano in un meccanismo razionale e conveniente. Chi ne seguirà le prescrizioni, si troverà perfettamente a suo agio, subordinando la propria spontaneità all'anonima intelligenza che saggiamente ha ordinato tutto per lui.



Alcune implicazioni sociali della moderna tecnologia

  • Alcune implicazioni sociali della moderna tecnologia

  • L'attenzione si incentra

  • sulla macchina e sul suo funzionamento (che obbedisce alle leggi della fisica e non alla “libertà” dell'uomo), sull'organizzazione industriale

  • sull'”apparato” che ne deriva, la cui razionalità formale ingabbia e stritola l'uomo.

  • Il grande imputato, non è, marxisticamente, il capitale ma l'organizzazione della società tecnico-industriale in quanto tale.





  • La pretesa dell’uomo di accrescere sempre più il proprio dominio sulla natura si rovescia necessariamente nel suo contrario, nell’asservimento dell’uomo e nella sua degradazione.



L’Illuminismo non è inteso come epoca storico-culturale determinata, ma come il complesso degli atteggiamenti tesi a dominare e trasformare la natura: dall’homo sapiens ai grandi

  • L’Illuminismo non è inteso come epoca storico-culturale determinata, ma come il complesso degli atteggiamenti tesi a dominare e trasformare la natura: dall’homo sapiens ai grandi

  • laboratori della fisica

  • contemporanea



«Storia universale e illuminismo diventano la stessa cosa» (p. 53)

  • «Storia universale e illuminismo diventano la stessa cosa» (p. 53)

  • Illuminismo è sinonimo di cultura materiale, nel significato storico-antropologico

  • dilatazione della società borghese

  • perdita di specificità dei concetti

  • critica di tutta la civiltà occidentale



«L’Illuminismo, nel senso più ampio di pensiero in continuo progresso, ha perseguito da sempre l’obiettivo di togliere agli uomini la paura e di renderli padroni.

  • «L’Illuminismo, nel senso più ampio di pensiero in continuo progresso, ha perseguito da sempre l’obiettivo di togliere agli uomini la paura e di renderli padroni.

  • Ma la terra interamente illuminata splende all’insegna di trionfale sventura».



«La somiglianza dell’uomo con Dio consiste nella sovranità sull’esistente, nello sguardo padronale, nel comando. Il mito trapassa nell’illuminismo e la natura in pura oggettività. Gli uomini pagano l’accrescimento del loro potere con l’estraniazione da ciò su cui lo esercitano. L’Illuminismo si rapporta alle cose come il dittatore agli uomini: che conosce in quanto è in grado di manipolarli. Lo scienziato conosce le cose in quanto è in grado di farle. Così il loro [essere] in-sé diventa per-lui.

  • «La somiglianza dell’uomo con Dio consiste nella sovranità sull’esistente, nello sguardo padronale, nel comando. Il mito trapassa nell’illuminismo e la natura in pura oggettività. Gli uomini pagano l’accrescimento del loro potere con l’estraniazione da ciò su cui lo esercitano. L’Illuminismo si rapporta alle cose come il dittatore agli uomini: che conosce in quanto è in grado di manipolarli. Lo scienziato conosce le cose in quanto è in grado di farle. Così il loro [essere] in-sé diventa per-lui.

  • Nella trasformazione l’essenza delle cose si rivela ogni volta come la stessa: come sostrato del dominio».



Logica del dominio

  • Logica del dominio

  • ragione strumentale

  • critica della scienza, pensiero in forma reificata che si esprime come matematica, macchina, organizzazione, sia nella forma teorico-astratta che nelle concrete applicazioni tecniche e industriali

  • matematica

  • logica formale

  • scambio

  • equivalente



INDICE

  • INDICE

  • Concetto di illuminismo

  • Excursus I Odisseo, o mito e illuminismo

  • Excursus II Juliette, o illuminismo e morale

  • L’industria culturale

  • Quando l’illuminismo diventa mistificazione di massa

  • Elementi dell’antisemitismo

  • Limiti dell’illuminismo



Kant ha anticipato intuitivamente ciò che è stato realizzato consapevolmente solo da Hollywood:

  • Kant ha anticipato intuitivamente ciò che è stato realizzato consapevolmente solo da Hollywood:

  • le immagini sono censurate in anticipo, all’atto stesso della loro produzione, secondo i moduli dell’intelletto conforme al quale dovranno essere contemplate.



















  • Le relazioni tra sfera pubblica e sfera privata sono per lo

  • più generate dalla percezione di desideri che l’individuo

  • riconosce come propri, ma, in effetti, le due sfere si

  • definiscono reciprocamente senza essere

  • necessariamente omologhi o riflessi speculari esatti

  • Le dinamiche di consumo e produzione generano un campo di relazioni







Massa

  • Massa

  • Pubblico

  • Pubblici

  • Target

  • Individui

  • Individuo sociale



Permeabilità dei confini tra:

  • Permeabilità dei confini tra:

  • passato, presente e futuro

  • produzione e riproduzione della memoria

  • classi e generazioni

  • vita quotidiana e industria

  • culturale

  • libertà d’espressione e gestione politica delle

  • risorse culturali



Nelle mediazioni che si stabiliscono tra generazioni presenti, passate e future, si modellano le strutture psichiche collettive, i rapporti tra io sociale ed io individuale

  • Nelle mediazioni che si stabiliscono tra generazioni presenti, passate e future, si modellano le strutture psichiche collettive, i rapporti tra io sociale ed io individuale

  • A fasi di mutamento troppo veloce o caotico possono allora corrispondere fasi di decivilizzazione:

  • -impoverimento dell’immaginario collettivo intergenerazionale

  • -friabilità del legame tra senso del presente, memoria del passato e progetto del futuro



Forte saldatura tra politica e cultura nell’immediato dopoguerra

  • Forte saldatura tra politica e cultura nell’immediato dopoguerra

  • Atteggiamento fortemente dirigista delle èlites al governo

  • Un’idea di emancipazione sostanzialmente legata a una filosofia pedagogica, che impoverisce le possibilità offerte dallo sviluppo dell’industria dei media

  • Progressiva importazione dall’estero, di mitologie e stili di vita

  • Erosione della pacificata compattezza del sistema della comunicazione



La forte saldatura tra politica e cultura, creatasi nell’immediato dopoguerra, rappresenta una delle chiavi per penetrare nelle ragioni dei numerosi spazi di inciviltà comunicativa che si sono prodotti

  • La forte saldatura tra politica e cultura, creatasi nell’immediato dopoguerra, rappresenta una delle chiavi per penetrare nelle ragioni dei numerosi spazi di inciviltà comunicativa che si sono prodotti

  • A causa di un atteggiamento fortemente dirigista delle èlites al governo, e di un’idea di emancipazione sostanzialmente legata a una filosofia pedagogica che impoverisce le possibilità offerte dallo sviluppo dell’industria dei media. Progressivamente però, l’importazione dall’estero, di mitologie e stili di vita, inizia a erodere la pacificata compattezza del sistema della comunicazione



Se si prende in considerazione la cultura della comunicazione, unitamente alle dinamiche dell’industria culturale, emerge una storia di apparati e di effetti prodotti dall’offerta di beni, ma anche una storia di uomini, di abitudini, di immagini, che generano effetti consistenti sul mercato di questi prodotti

  • Se si prende in considerazione la cultura della comunicazione, unitamente alle dinamiche dell’industria culturale, emerge una storia di apparati e di effetti prodotti dall’offerta di beni, ma anche una storia di uomini, di abitudini, di immagini, che generano effetti consistenti sul mercato di questi prodotti



Come distinguere l’industria culturale da forme di cultura preindustriale?

  • Come distinguere l’industria culturale da forme di cultura preindustriale?

  • Come e con quale ritmo si afferma?

  • Fino a che punto lo sviluppo dell’ industria culturale è legato al potere politico?

  • In che modo l’ industria culturale ha portato a un’omogeneizzazione di gusti, consumi, comportamenti?

  • Industria culturale = inganno o progetto?



Modernizzazione

  • Modernizzazione

    • Civilizzazione
      • Influenza politica
        • Identità nazionale
          • Ideologie culturali
          • Racconto della realtà
          • Ruolo degli intellettuali




  • In Italia, un sistema caratterizzato da un andamento discontinuo e da una maturazione disomogenea dei diversi apparati, a differenza di quanto è avvenuto per le moderne società occidentali, rende particolarmente difficile formulare interpretazioni chiare ed univoche sulla nascita di un’industria culturale



Tratti caratteristici

  • Tratti caratteristici

  • Percorso atipico

  • Scolarizzazione ritardata

  • Diffusione di massa di radio, cinema e televisione

  • Disomogeneità dei differenti settori

  • A partire dal dopoguerra:

  • nuova offerta culturale fondata sui media di massa

  • debolezza del processo di consolidamento degli apparati

  • scarsa confidenza con le tecnologie

  • centralità del sistema politico

  • gestione elitistica e pedagogica



Soglie o sfide critiche dello sviluppo

  • Soglie o sfide critiche dello sviluppo

  • Laddove i tempi e le sequenze della modernizzazione non procedono gradualmente pregiudicano il successo del processo

  • Alberto Martinelli, La modernizzazione, Laterza, Roma-Bari 1998, p. 58.





1945 – 1953

  • 1945 – 1953

  • Il cammino della speranza

  • 1954 – 1963

  • Il Boom

  • 1963 – 1969

  • La grande illusione

  • 1970 – 1980

  • Dagli anni di piombo al Mediaevo

  • 1990 - … L’obbligo del nuovo



Fase pedagogica:

  • Fase pedagogica:

  • 1. Artigianale e universalistica

  • - acculturazione delle masse

  • 2. Industriale e pedagogica

    • omologazione del corpo sociale
  • Fase orientata al mercato

  • 1. Creazione di singoli apparati

  • 2. Media system







  • Dimensioni di analisi:

    • Quadro storico – sociale
    • Evoluzione culturale




L’Italia del dopoguerra è un paese travolto dalla fame, dalle malattie (peste a Taranto, malaria a Cassino, tifo a Palermo) e dalla miseria - un bracciante guadagna 250 lire al giorno

  • L’Italia del dopoguerra è un paese travolto dalla fame, dalle malattie (peste a Taranto, malaria a Cassino, tifo a Palermo) e dalla miseria - un bracciante guadagna 250 lire al giorno



«Il secondo dopoguerra s’inscrive nella storia d’Italia come un periodo contraddistinto da uno scarto relativo fra la perdita di beni materiali, che è nel complesso contenuta, e la perdita di beni immateriali o comunque di ricchezze simboliche, affettive, spirituali, che è invece assai elevata.»

  • «Il secondo dopoguerra s’inscrive nella storia d’Italia come un periodo contraddistinto da uno scarto relativo fra la perdita di beni materiali, che è nel complesso contenuta, e la perdita di beni immateriali o comunque di ricchezze simboliche, affettive, spirituali, che è invece assai elevata.»

  • Silvio Lanaro, Storia dell’Italia repubblicana. Dalla fine della guerra agli anni 90, Marsilio, Venezia 1992, p. 5.



Finita la guerra, ci fu una sostanziale continuità negli apparati dell’industria culturale: editoria, giornali, cinema

  • Finita la guerra, ci fu una sostanziale continuità negli apparati dell’industria culturale: editoria, giornali, cinema

  • I professionisti che avevano occupato i posti-chiave durante il fascismo restarono



  • 2 GIUGNO 1946 - L'ITALIA E' REPUBBLICANA

  • A FAVORE DELLA REPUBBLICA VOTI 12.717.923

  • A FAVORE DELLA MONARCHIA  VOTI 10.719.284

  • SCHEDE VOTI NULLI

  • 1.498.136



1947 la coalizione antifascista entra in crisi

  • 1947 la coalizione antifascista entra in crisi

  • Morte della Patria

  • Dc : Italia cristiana

  • Pci: Italia nazionalpopolare

  • Scarseggiano i principi repubblicani

  • (coraggio civile, rispetto della legalità, lealtà democratica, etica del lavoro)

  • Difficoltà di fondare un’identità nazionale su valori condivisi



Equilibri di potere:

  • Equilibri di potere:

  • condominio costituzionale, ferite guerra civile: clima di scontro sociale e politico

  • Crisi dell’identità nazionale e morte della patria

  • Continuità e/o Rottura:

  • subordinazione a modelli stranieri?

  • legittimazione conservatrice dell’ordine sociale?

  • progetto egemonico dell’area dirigente?

  • conflitti e resistenze all’ordine esistente?



      • Intervento dell’on. Luciano Violante, eletto presidente della Camera dei Deputati Il 9 maggio 1996




Monarchia (re e luogotenente), CLN, partiti antifascisti, commissione alleata di controllo

  • Monarchia (re e luogotenente), CLN, partiti antifascisti, commissione alleata di controllo

  • 1946: Repubblica e poi dc, pci, psi: doppia frattura: con il regime monarchico e con la vecchia classe dirigente d’ispirazione liberale

  • Piano Marshall e adesione all’economia capitalista (sistema economico misto, pubblico e privato) stabilizzazione della moneta, modernizzazione dell’industria con tecnologie e capitali Usa, lotta alla povertà e alla disoccupazione, sollecitazione dell’iniziativa privata e delle esportazioni.

  • Patto atlantico (1949)



«Dopo quelle prove non si poteva essere più quelli di prima, anche se non si poteva essere completamente diversi.»

  • «Dopo quelle prove non si poteva essere più quelli di prima, anche se non si poteva essere completamente diversi.»

  • Giuseppe Petronio, Racconto del Novecento letterario in Italia 1940-1990, Mondadori, Milano 2000, p. 8.



  • La politica di Truman e gli aiuti del "Piano Marshall" pongono apertamente gli Stati Uniti alla guida economica e politica dell'Occidente. Del resto l'America non e' stata toccata dalla guerra, mentre la Russia ne e' uscita martoriata e si sta trascinando  molti problemi irrisolti fin dalla lontana Rivoluzione d'Ottobre del 1917



Il passaggio accelerato alla modernità produce sollecitazioni socioculturali alle quali una società ancora arcaica e scossa dalla mobilità orizzontale e verticale non è in grado di rispondere:

  • Il passaggio accelerato alla modernità produce sollecitazioni socioculturali alle quali una società ancora arcaica e scossa dalla mobilità orizzontale e verticale non è in grado di rispondere:

  • affermazione dell’eguaglianza come principio

  • reclamo delle pari opportunità

  • applicazione reale di una Carta costituzionale piuttosto avanzata

  • emancipazione delle donne e di altri soggetti sociali emergenti



L’avanzare dell’età dei diritti

  • L’avanzare dell’età dei diritti

  • Il degrado ambientale

  • Le conseguenze “morali” del consumismo

  • La secolarizzazione e la trasformazione dei valori

  • L’allargamento della sfera dei diritti civili

  • La crescita improvvisa e troppo rapida dei consumi



Povertà del retroterra culturale e dell’immaginario simbolico condiviso

  • Povertà del retroterra culturale e dell’immaginario simbolico condiviso

  • Dipendenza culturale dagli USA

  • Diffusione di mode e consumi extranazionali

  • Sostanziale continuità negli apparati produttivi: i professionisti che avevano occupato i posti-chiave durante il fascismo restarono (editoria, radio, stampa, radio e tv)

  • Carenza di forme alternative di produzione culturale: la stampa di sinistra è sottofinanziata

  • I circoli del cinema avevano un ruolo secondario



Produzione culturale di massa:

  • Produzione culturale di massa:

  • esterofilia come rifiuto del patriottismo e di atteggiamenti provincialisti

  • L’immaginario si costruisce su una crescita caotica della civiltà industriale

  • Cinema neorealista: stagione breve ed elitaria

  • Televisione 1954: alfabetizzazione e socializzazione, riorganizzazione spazi e tempi della vita quotidiana. Unificazione ma controllo ed educazione

  • Molti intellettuali si ritirano nell’utopia



Controllo delle grandi centrali americane, asfissia dei mercati locali

  • Controllo delle grandi centrali americane, asfissia dei mercati locali

  • Ristrettezza dei circuiti “provinciali” (difficoltà economiche, barriere linguistiche, localismo dei contenuti, sudditanza alla televisione)



GUARESCHI inizia la pubblicazione del suo romanzo il cui protagonista è il famoso personaggio Don Camillo.

  • GUARESCHI inizia la pubblicazione del suo romanzo il cui protagonista è il famoso personaggio Don Camillo.

  • Divisi dalla fede e dalla politica un parroco di un paese e il sindaco comunista si affrontano e si accordano su piccoli e grandi problemi della vita quotidiana.

  • Tanto qualunquismo a piene mani, ma ne vengono tuttavia fuori due personaggi simpatici, interpretati dagli attori FERNANDEL e GINO CERVI.



Dopo il ’48 i catto-democristiani occupano i luoghi della cosa pubblica: scuola, università, radiotelevisione, istituzioni culturali

  • Dopo il ’48 i catto-democristiani occupano i luoghi della cosa pubblica: scuola, università, radiotelevisione, istituzioni culturali

  • Le professioni degli intellettuali di sinistra trovano spazio nella stampa, nel cinema, nell’editoria, paradossalmente nel “mercato”



Dopo la guerra, il gruppo dirigente del Pci persegue tre obiettivi programmatici:

  • Dopo la guerra, il gruppo dirigente del Pci persegue tre obiettivi programmatici:

  • Penetrare nella società civile attraverso una rete capillare di apparati culturali (biblioteche, case del popolo, parchi di divertimento, etc)

  • Mobilitare gli intellettuali, creando sinergie tra partito e organizzazioni culturali e apparati della nascente industria culturale (scuola, giornali, teatro, cinema, editoria, etc.)

  • Promuovere una morale collettiva di stampo comunitario, contraria alla cultura di massa e al consumismo, in favore del progresso: materialismo vs idealismo, concreto vs astratto, impegno vs distrazione



La cultura popolare: il Pci riprese possesso di attività che erano state in mano ai fascisti

  • La cultura popolare: il Pci riprese possesso di attività che erano state in mano ai fascisti

  • A Roma venne istituito un Centro del Libro Popolare

  • L’Unità reintrodusse forme culturali popolari tipiche dell’800, come il romanzo d’appendice, invitando i lettori a spedire un tagliando con il nome del romanzo che avrebbero preferito veder pubblicato

  • Il risultato fu una mescolanza di classici russi e sovietici, di autori socialisti americani e di verismo italiano



Atteggiamento paternalista e contraddittorio

  • Atteggiamento paternalista e contraddittorio

  • Da un lato, il popolo era stato privato dell’accesso alla “vera” cultura ma dall’altro le forme della cultura popolare venivano invocate come alternative positive alla cultura di massa

  • I film americano lo spingevano verso un mondo di sogni e di evasione dai problemi reali e dall’impegno politico e sociale



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..e l’estetica del realismo

  • ..e l’estetica del realismo

  • Critica al romanticismo decadente dei film americani

  • Critica nei confronti delle avanguardie, che producono un’arte astratta, borghese e irrazionale

  • Rigetto di forme di arte e letteratura intimistiche, promozione di argomenti di tipo pubblico e sociale



IL 28 GIUGNO 1949, viene confermata ufficialmente, con un decreto del Santo Uffizio, la scomunica dei comunisti

  • IL 28 GIUGNO 1949, viene confermata ufficialmente, con un decreto del Santo Uffizio, la scomunica dei comunisti

  • "E' scomunicato chi scrive, legge, diffonde la stampa comunista, chi vota per esso, chi rimane nelle organizzazioni delle Camere del Lavoro, Federterra, Fronte della Gioventù, CGIL, UDI, API, ed è estesa la sanzione anche a quei partiti che fanno causa comune con i comunisti".





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