News del gaudens n. 11 Del 16 gennaio 2014



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NEWS DEL GAUDENS N.11 DEL 16 GENNAIO 2014




Sommario Attualità Caos Tares, bollettini pazzi e file interminabili. Comuni in ordine sparso ;Partecipate: più tempo per le pubblicazioni; Ultrattività delle norme sulla qualificazione nelle sios: e se il d.l. 151/13 non viene convertito?F. Botteon (www.appaltiecontratti.it 14/1/2014) La legge di stabilità per il  2014 (n. 147 del 27 dicembre 2013 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”) è intervenuta in maniera rilevante  nella ambito della normativa per lo svolgimento delle elezioni, al fine di realizzare una notevole riduzione dei costi, prevista per il 2014  in 100 milioni di euro, ridotti dallo stanziamento del fondo iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per le elezioni politiche, amministrative, del parlamento europeo e dei referendum. Nuova disciplina verifica Patto stabilità; le norme della legge di stabilità cge riguardano la gestione del personale; Scioglimento di una unione e reintegro del personale di Gianluca Bertagna. CONSIGLIO DI STATO, SEZ. III - sentenza 15 gennaio 2014 n. 123 - Contratti della P.A. - Gara - Dimostrazione dell’assenza di elementi ostativi alla partecipazione alla gara - Mancanza, per omessa presentazione di apposita dichiarazione sostitutiva - Comporta esclusione dalla gara stessa, anche in assenza di apposita comminatoria nel bando - Potere di soccorso istruttorio della Stazione appaltante - Inapplicabilità. Tar Parma, con sentenza intervenuta su un ricorso presentato da un magistrato amministrativo, ha riconosciuto il diritto alla percezione del trattamento retributivo nella sua interezza, con aggravio di interessi legali e danno da svalutazione monetaria. Pubblico impiego – dimissioni volontarie – decorrenza della risoluzione del rapporto di pubblico impiego – fattispecie Consiglio di Stato, Sez. III – Sentenza 10 gennaio 2014, n. 52




Caos Tares, bollettini pazzi e file interminabili. Comuni in ordine sparso ( Fonte Sole 24 Ore)

di Michela Finizio16 gennaio 2014

File interminabili, Complicazione, insofferenza: in tutta Italia si moltiplicano le segnalazioni di disagi e proteste dei cittadini alle prese con il pagamento della terza rata della Tares 2013. Si tratta dell'ennesima puntata del "ballo del mattone" sul pagamento delle imposte legate alla casa, in questo caso per i rifiuti. Il versamento dovrà essere effettutato entro il 24 gennaio e riguarda le città che non hanno ancora provveduto alla riscossione.

Cosa bisogna pagare entro il 24 gennaio

La quota di Tares che va pagata entro il 24 gennaio in questione è quella che va direttamente nelle casse dello Stato. Si tratta della novità del 2013, cioè un balzello aggiuntivo di 30 centesimi al metro quadrato introdotto dal Salva Italia per portare nelle casse dello Stato un miliardo circa; l'anno prossimo questa parte di tassa rientrerà nella componente Tasi della Iuc. Secondo i dati di un'analisi della Uil - Servizio politiche territoriali, condotta sui capoluoghi di Provincia, la parte dei servizi dedicata allo Stato pesa per 24 euro a famiglia. Il calcolo, che è una media nazionale, è stato fatto sulle utenze domestiche di una famiglia di quattro componenti, per un appartamento di 80 metri quadri. Sempre secondo la Uil, se a questi 24 euro si aggiunge il costo medio della mini-Imu, la media di spese delle famiglie sarà di 57 euro per entrambi i tributi.



Ogni Comune fa storia a sé: chi l'ha già pagata, chi no

Per la riscossione della maggiorazione Tares, i Comuni avrebbero originariamente dovuto procedere entro il 16 dicembre e alcuni lo hanno fatto. Ora, con la Legge di Stabilità per il 2014 (comma 680), è stato posticipato il pagamento della maggiorazione standard al 24 gennaio (in un primo momento era il 16 gennaio), qualora non fosse stato effettuato entro il 16 dicembre, senza sanzioni o interessi di mora, invitando i Comuni ad inviare il bollettino pre compilato. Solamente ieri è stato chiarito che non ci saranno sanzioni neanche se il pagamento in scadenza il 24 gennaio è insufficiente o non viene effettuato in tempo per il mancato ricevimento del bollettino del saldo Tares 2013 e del modello F24 relativo ai servizi indivisibili.



Il caos nelle città sulla tassa sui rifiuti

«Una situazione oggettivamente inaccettabile - affermano le aziende associate a Federambiente - in cui almeno una cosa deve essere ben chiara: le imprese che gestiscono il ciclo integrato dei rifiuti non ne hanno alcuna colpa, e anzi condividono il disappunto dei cittadini. Le scadenze e le modalità del pagamento sono state decise dal Governo nonostante le osservazioni contrarie di Federambiente e delle aziende associate».

Da ormai diversi mesi, osserva Federambiente, le imprese associate segnalano «ripetutamente e con crescente urgenza la necessità di un quadro di riferimento certo e realisticamente applicabile per il pagamento della terza rata della tassa rifiuti 2013. Purtroppo ciò non è avvenuto, e anzi proprio il caos applicativo prodotto dall'accavallarsi di norme contraddittorie, spesso ingestibili e continuamente mutevoli - conclude Federambiente - ha determinato l'attuale quadro di caos e disagi».

A Roma vengono potenziati gli sportelli

Potenziati gli sportelli per il pagamento della Tares a Roma dopo i disagi dei giorni scorsi con file, ressa e addirittura svenimenti di utenti in coda. L'Ama ha deciso per agevolare l'afflusso di cittadini di potenziare il personale e gli sportelli che passano da 12 a 16. Il pagamento della terza rata di saldo della Tares e il modulo F24 relativo ai "Servizi indivisibili" sarà possibile fino al 24 gennaio senza alcun interesse di mora.

«Ci associamo alle denunce di diversi Caf e anche presso le nostre case del cittadino si riscontrano casi di grave confusione e un servizio alla cittadinanza pessimo. Si va da bollettini Tares da pagare pari anche a 1 euro fino a F-24 per il pagamento della maggiorazione Tares intestati a cittadini differenti dai destinatari delle cartelle», dichiara in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio, nel commentare le continue segnalazioni provenienti dalla cittadinanza sull'invio dei bollettini Tares. «Importi minimi che potevano essere aggiunti alle bollette successive - aggiunge - e che invece costringono i cittadini a recarsi presso le banche e gli uffici postali con ulteriori perdite di tempo e spese di commissioni alcune volte superiori all'importo da pagare. Un vero e proprio caos che rende impossibile la compliance del cittadino in un momento così difficile sotto il punto di vista della pressione fiscale e della crisi economica. Pagare le tasse a Roma, a questo punto, sta diventando oltre che oneroso colmo di ostacoli figli di un burocratico pressapochismo politico».

Come pagare la maggiorazione TARES

Quanto alla modalità di pagamento, una risoluzione del Ministero dell'Economia del 3 Dicembre disponeva il pagamento con il modello F24. A Roma ad esempio per il pagamento della maggiorazione della Tares proprio in questi giorni stanno arrivando gli F24 prestampati, con scadenza al 16 gennaio, generando ulteriore caos.

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Di pasticcio in pasticcio…

Ultrattività delle norme sulla qualificazione nelle sios: e se il d.l. 151/13 non viene convertito?
F. Botteon (www.appaltiecontratti.it 14/1/2014)

Cosa succede se il dl. 151/13 (pubblicato in gu il 30.12.2013 e quindi da convertire entro il 1°.3.2014) non viene convertito? L'ipotesi non sembra del tutto inverosimile considerate le difficoltà che ha trovato la disciplina del salvataggio di Roma Capitale, che è contenuta ora nella norma immediatamente successiva a quella che ha disposto la ultrattività degli artt. 107, comma 2, e 109 comma 2 dpr 207/10, che impongono l'associazione temporanea o il subappalto alle imprese che non siano munite di qualificazione per determinate lavorazioni specialistiche.

Oggi le amministrazioni sono tenute a pubblicare bandi conformi al disposto dell'art. 3, comma 9, d.l. 151/13, e che quindi obbligano all'associazione o subappalto per la qualificazione nelle specialistiche, ma è possibile che quando scade il termine per la presentazione delle offerte (es. 10 marzo 2014), il disposto dell'art. 3, comma 9, predetto abbia perso efficacia retroattivamente per mancata conversione.

Il bando diverrebbe illegittimo per illegittimità sopravvenuta (secondo la ricostruzione più risalente e accreditata): " Le norme contenute in un d.l. sono cogenti fin dal momento della loro entrata in vigore, per cui la sua mancata conversione in legge non produce la caducazione automatica degli atti che doverosamente ne fanno applicazione, ma ne determina … l'illegittimità, per cui questi ultimi conservano piena efficacia fintantoché non vengano rimossi o in via d'autotutela o per effetto dell'annullamento giurisdizionale" (Consiglio di Stato sez. V 19/05/1998 n. 633).


Potrebbe quindi essere impugnato dalle imprese non qualificate per le specialistiche, che non abbiano ritenuto o che non siano state in grado di associarsi o di individuare subappaltatori, le quali imprese potrebbero mirare a provocare il rifacimento della gara (previo annullamento del bando stesso) in modo tale da poter esse aspirare all'aggiudicazione.


Evidente l'incertezza che si creerebbe nello sviluppo della gara e il grave danno che ne deriverebbe per l'efficienza ed economicità dell'azione della p.a..




Si ritiene che per tale ipotesi, e cioè per il caso che il bando si esponga al rischio della illegittimità sopravvenuta, si possa evitare tale effetto patologico prevedendo nel bando la possibilità di partecipazione da parte delle imprese anche non qualificate qualora venga convertito il decreto. Sarebbe onere delle imprese organizzarsi per partecipare direttamente qualora si verificasse tale ipotesi, con qualche "angoscia" e difficoltà operativa, ma il bando non dovrebbe a quel punto più essere censurabile.

Diversamente, nel caso in cui venga bandita una gara prima del 30.9.2014 con le norme restrittive (obbligo di subappalto o associazione) e prima della scadenza del termine di presentazione delle offerte (es. 15 ottobre 2014) cessassero di avere effetto le norme "salva Sios" del medesimo art. 3, comma 9, non si produrrebbe lo stesso effetto, di illegittimità sopravvenuta, posto che in tal caso la cessazione delle norme restrittive non avrebbe effetto retroattivo ma solo successivo e quindi la nuova (anzi vecchia) normativa (non restrittiva) inciderebbe solo sulle nuove procedure di gara.

Certo è che lo strumento del decreto legge appare il più pernicioso per la regolazione delle condizioni di accesso alle gare, in particolare se restrittive, proprio per l'effetto retroattivo della mancata conversione.

PARTECIPATE, PIÙ TEMPO PER LA RELAZIONE SUI MODELLI

L'estensione dei termini entro cui vanno pubblicate le relazioni attestanti la conformità dei modelli di affidamento dei servizi pubblici locali all'ordinamento comunitario riguarda solo i servizi a rete, escludendo quelli affidati da singoli Comuni. L'articolo 34, comma 21, della legge 221/2012prevedeva che entro il 31 dicembre 2013 gli enti affidanti i servizi pubblici locali con rilevanza economica pubblicassero sul proprio sito internet una relazione illustrativa della conformità delle gestioni esistenti ai moduli delineati dall'ordinamento comunitario. in caso contrario, l'affidamento sarebbe cessato alla data del 31 dicembre 2013.

Per i servizi con struttura su area vasta secondo il sistema a rete (come nella gestione dei rifiuti o del servizio idrico) la disposizione andava letta concordemente con quanto previsto dall'articolo 3-bis della legge n. 148/2011.

Su tutto è intervenuto il Milleproroghe che, all'articolo 13, non tocca la scadenza dell'articolo 34 legge n. 221/2012 ma stabilisce che per garantire la continuità del servizio, qualora l'ente di governo dell'ambito o bacino territoriale ottimale e omogeneo abbia già avviato le procedure di affidamento, il servizio resta in essere fino al 31 dicembre 2014.Quella stessa data è posta come termine ultimo anche nel caso non sia stato ancora individuato l'ente di governo entro il 30 giugno 2014: il Prefetto eserciterà l'esercizio dei poteri sostitutivi per il completamento della procedura di affidamento. In questo quadro, restano esclusi i servizi pubblici locali a rilevanza economica riferiti a contesti più limitati come la sosta a pagamento o i servizi cimiteriali per i quali la scadenza rimane quella del 31 dicembre 2013.



Prof. Arturo Bianco novità legge stabilità su gestione personale da oggi.pa

Si conferma ancora una volta che la legge di stabilità è densa di novità per gli enti locali. La legge n. 147/2013, legge di stabilità 2014, non sfugge a questo principio. Si devono segnalare soprattutto le disposizioni in materia di personale, di gestione associata, di amministrazioni provinciali, di società delle PA, di personale dipendente dalle società controllate dalle PA, di patto di stabilità e le novità tributarie.

In pillole indichiamo le principali novità, con attenzione dedicata essenzialmente a quelle in materia di personale e di organizzazione.

IL PERSONALE



  • I commi da 209 a 212 ampliano la possibilità di stabilizzazione dei LSU. A tal fine è prevista la emanazione di uno specifico DPCM entro la fine del mese di febbraio con cui saranno regolamentate le forme di incentivazione (che per singolo lavoratore non potranno comunque superare i 9.200 euro circa (pari a 18 milioni di lire). Queste stabilizzazioni, anche a part time ed a tempo determinato, possono essere realizzate solamente dai comuni e per posti vacanti in dotazione organica di categoria A e B1. Viene previsto che queste stabilizzazioni non siano comprese nei vincoli alle assunzioni di personale. Si deve ricordare che siamo in presenza di disposizioni che si aggiungono alle possibilità previste dal DL n. 101/2013. Viene infine vietata la stipula di nuove convenzioni.

  • I commi da 398 a 401 prevedono l’istituzione dell’electionday, cioè la individuazione di una sola giornata nell’anno dedicata ad elezioni e referendum. Sono dettati tagli alle risorse che vengono trasferite dal Ministero dell’Interno ai comuni per le elezioni nazionali, europee ed i referendum nazionali. Viene inoltre posta come condizione imperativa per potere ricevere queste risorse che tempestivamente il comune, con una specifica determinazione, abbia previsto le modalità di riparto di tali risorse. Viene ridotto l’arco temporale entro cui il personale può realizzare straordinario elettorale e sono parimenti ridotti i tetti dei compensi che possono essere riconosciuti sia ai singoli lavoratori che agli enti per lo svolgimento di queste attività aggiuntive.

  • I commi da 452 a 456 introducono proroghe ai vincoli in materia di contrattazione collettiva. Tali proroghe riprendono disposizioni introdotte dal DL n. 78/2010 e si sovrappongono alle analoghe misure contenute nel Decreto del Presidente della Repubblica n. 122/2010. Si prevede in primo luogo che non debba essere corrisposta alcuna indennità di vacanza contrattuale per il rinnovo del CCNL del triennio 2015/2017. Questo blocco si aggiunge alla mancata erogazione di una indennità di vacanza contrattuale a fronte del mancato rinnovo dei CCNL del triennio 2010/2012 e del biennio 2013/2014. Ed ancora si blocca il rinnovo del CCNL per il biennio 2013/2014; tale blocco è riferito esclusivamente alle disposizioni aventi ricadute economiche e non si estende agli aspetti normativi. Per il 2014 il fondo per le risorse decentrate non potrà superare quello del 2010 e dovrà essere ridotto in caso di diminuzione del personale in servizio. Viene previsto che per gli anni successivi, a partire dal 2015, il fondo per le risorse decentrate debba partire dalla sua quantificazione nell’anno 2014.

  • Si dispone che per il triennio 2014/2016 vi debbano essere tagli ai compensi che possono essere corrisposti agli avvocati dipendenti degli enti in caso di successo nei contenziosi, sia dei processi conclusi con la condanna dell’altra parte al pagamento delle spese legali sia con la compensazione delle spese. Viene imposto un taglio del 25% delle risorse che dovrebbero essere erogate a questo titolo; in tale taglio non è compreso il 50% dei compensi che derivano da condanne dell’altra parte al pagamento delle spese legali. Ricordiamo che nei mesi scorsi la Ragioneria Generale dello Stato ha chiarito che solamente i compensi derivanti dalla condanna dell’altra parte al pagamento delle spese legali vanno in detrazione al tetto del fondo per la contrattazione decentrata.

I DIPENDENTI DELLE SOCIETA’ CONTROLLATE

  • I commi da 563 a 568 riprendono con modifiche le regole contenute nel testo del DL 101/2013 ed espunte dal Parlamento in sede di conversione in materia di mobilità del personale dipendente da società controllate. I comuni, per esigenze di razionalizzazione delle attività, e le società, per esigenze di tipo funzionale e/o nel caso in cui il rapporto tra la spesa del personale e quella corrente sia superiore al 50%, possono disporre il collocamento in esubero di propri dipendenti. Tali scelte devono comunque essere effettuate nell’ambito di piani industriali. Questi posti, in analogia a quanto previsto per le PA, non possono essere coperti con nuove assunzioni e non servono a calcolare il plafond su cui determinare la spesa per le nuove assunzioni. La mobilità non richiede il consenso del dipendente ed è oggetto di una informazione preventiva sia ai soggetti sindacali che al Dipartimento della Funzione Pubblica. Il contenuto minimo essenziale di tale informazione è assai limitato: numero, collocazione e profilo professionale. La disposizione può essere attivata dagli enti anche nella forma della direttiva a che altre società controllate prima di effettuare nuove assunzioni diano corso a questa forma di mobilità, che per molti aspetti assomiglia molto al collocamento in disponibilità. Con il consenso dei soggetti sindacali si può anche dare corso a mobilità verso società di altri enti locali. L’assunzione di questo personale può essere incentivato con la erogazione di un contributo alle società fino al 30% del trattamento economico in godimento per un periodo massimo di 3 anni.

LAGESTIONE ASSOCIATA

  • Il comma 530 stabilisce che i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti (soglia che scende a 3.000 abitanti per i comuni montani) debbano dare corso alla gestione associata di altre 3 funzioni fondamentali entro la fine del mese di giugno del 2014 e che le restanti 3 funzioni fondamentali debbano essere gestite necessariamente in forma associata entro la fine del 2014. Ricordiamo che 3 funzioni fondamentali devono essere gestite in forma associata dall’inizio del 2013. Le 9 funzioni fondamentali da gestire in forma associata sono le seguenti: organizzazione generale dell'amministrazione, gestione finanziaria e contabile e controllo; organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito comunale, ivi compresi quelli di trasporto; catasto, tranne le attribuzioni riservate alle amministrazioni statali; pianificazione urbanistica ed edilizia e partecipazione alla pianificazione territoriale di livello sovracomunale; pianificazione di protezione civile e di coordinamento dei primi soccorsi; organizzazione e gestione dei servizi di raccolta, avvio e smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e riscossione dei relativi tributi; progettazione e gestione del sistema locale dei servizi sociali; edilizia  scolastica per le scuole dell’obbligo, nonché organizzazione e gestione dei servizi scolastici; polizia municipale.

  • Il comma 534 stabilisce che le spese sostenute dal comune capofila per la gestione associata non debbano essere calcolate ai fini del patto di stabilità, ma dovranno essere a tal fine calcolate dagli altri comuni che partecipano alla gestione associata. A tal fine l’Anci individuerà le percentuali di attribuzione di tali spese ai singoli enti ai fini della inclusione nel patto.

Dott. Pietro Rizzo

Area Risorse Umane

La legge di stabilità per il  2014 (n. 147 del 27 dicembre 2013 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”) è intervenuta in maniera rilevante  nella ambito della normativa per lo svolgimento delle elezioni, al fine di realizzare una notevole riduzione dei costi, prevista per il 2014  in 100 milioni di euro, ridotti dallo stanziamento del fondo iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per le elezioni politiche, amministrative, del parlamento europeo e dei referendum.



Le disposizioni che permetteranno tale riduzione riguardano :

  1. lo svolgimento delle elezioni in un’unica giornata, al fine di consentire la riduzione delle spese variabili legate al numero di giornate di voto e che  riguardano prevalentemente il presidio ed i costi necessari per assicurare il funzionamento dei luoghi deputati alle votazioni. I seggi elettorali per permettere l’espressione del voto rimarranno aperti solo la giornata di domenica dalle 7 alle 23.

  2. Con una modifica dell’articolo 15 del Decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 8, convertito nella legge 19 marzo 1993, n. 68, “Disposizioni urgenti in materia di finanza derivata e di contabilità pubblica”, vengono ridotte le ore di lavoro straordinario che possono essere effettuate dai dipendenti comunali per le elezioni. Il personale dei comuni, addetto a servizi elettorali, potrà essere autorizzato dalla rispettiva amministrazione, con apposita determinazione dirigenziale,  ad effettuare lavoro straordinario entro il limite medio di spesa (applicabile solo ai comuni con più di cinque dipendenti) di 40 ore mensili per persona (prima erano 50 ore) e sino ad un massimo individuale di 60 ore mensili (prima erano 70).

Le ore di lavoro straordinario devono essere effettuate nel periodo intercorrente dal cinquantacinquesimo giorno antecedente la data delle consultazioni al quinto giorno successivo alla stessa data. In precedenza il periodo in cui si potevano espletare prestazioni straordinarie, andava dalla data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi al trentesimo giorno successivo al giorno delle consultazioni stesse.

  1. Per evitare di rimborsare spese di missione viene stabilito che il Presidente della Corte d'appello nomini i presidenti di seggio, ove possibile, tra i residenti nel comune in cui sono ubicati gli uffici elettorali di sezione.

  2.  Al fine di evitare le ormai troppo frequenti schede elettorali “ lenzuolo” e diminuire di conseguenza i costi, è stato previsto che il Ministro dell'Interno, con decreto non avente natura regolamentare, determini, entro il 31 gennaio 2014, i nuovi modelli di schede per le elezioni comunali, ricollocando i contrassegni delle liste ammesse in modo più razionale.

  3. L’ eliminazione della propaganda elettorale  indiretta, riservata ai cosiddetti     “fiancheggiatori”, consentita a chiunque non partecipi alla competizione elettorale, negli appositi spazi, di numero eguale a quelli riservati ai partiti o gruppi politici o candidati che partecipano alla competizione elettorale per l’affissione di stampati, giornali murali od altri e manifesti, inerenti direttamente o indirettamente alla campagna elettorale, o comunque diretti a determinare la scelta elettorale.

  4. Al fine di ridurre la spesa per la predisposizione collocamento e rimozione dei relativi tabelloni sono stati diminuiti gli spazi  stabiliti per ciascun centro abitato  per la propaganda diretta. La norma, che non riguarda i comuni da 150 a 3.000 abitanti, prevede una riduzione, sia nel numero minimo che nel numero massimo, alla metà nei comuni da 10.001 a 500.000 abitanti e ad un terzo  nei  comuni  con  più  di  500.000 abitanti.


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