Non perdete tempo!



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17.11.2017
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Non perdete tempo! 

l'acquerello è una tecnica veloce che non permette ripensamenti. La sintesi deve essere già stata elaborata nella testa prima di intingere il pennello nell'acqua colorata e di lasciarlo scorrere sulla carta bianca. "Non abbiate paura di consumare la carta, è un regalo che vi siete fatti. E' un regalo per voi. Usatela senza timore e divertitevi!" dice Alpina Della Martina ai suoi allievi. E' necessario ritornare un po' bambini per poter affrontare questa che fra le tecniche pittoriche è la più libera. 

 

 

Alpina Della Martina mi accoglie a Ovaro nella sua casa piena di cose, abitata da quattro gatti che si aggirano liberamente fra cataste di fogli dipinti, stivati secondo un ordine del tutto personale eppure impeccabile e subito nella cucina luminosa e molto azzurra parliamo liberamente. La sua lunga esperienza di insegnante e quindi un rapporto profondo e continuo con le giovani generazioni hanno contribuito a mantenere vivacissimo quello spirito bambino seriamente giocoso di cui sono fatti gli acquerelli di Alpina. I gatti ci seguono incuriositi in ogni ambiente della casa e con agilità saltano sulle librerie straripanti di libri e monografie di artisti e osservano dall'alto i nostri gesti. Alpina mi apre cartelle piene di fogli candidi su cui, come gocce di pioggia, si espandono macchie che sono fiori, gatti, neve, volti, case, paesaggi…  



"Mi interessava trasmettere la sensazione del mazzo di rose, il profumo di quei fiori, il loro colore". Nei numerosi Fiori Alpina impressiona la carta ora con rapidi tratti liquidi e plastici, ora con macchie lasciate colare dal pennello e libere di espandersi sul foglio assorbente. Per dipingere all'acquerello è necessario padroneggiare il processo di astrazione che permette alla mente di trasformare un'immagine nella sensazione di essa. Alpina negli anni, ha evoluto e raffinato questa ricerca che non permette cambiamenti di strada o correzioni o modifiche per arrivare, oggi, ad una sintesi efficace. "Non perdete tempo!" ripete Alpina, "tutto sta nella velocità del gesto, nel coraggio di affrontare la carta immacolata e nel non avere paura di sbagliare o di fare qualcosa di brutto." Non c'è bello e non c'è brutto. C'è la sperimentazione generata da un sentire profondo piuttosto. "Togliere non aggiungere". La ricerca della propria verità che in definitiva ogni artista persegue, porta inevitabilmente ad indagare la realtà, quella interna dell'anima e quella esterna, con un occhio sempre più acuto e penetrante, capace di cogliere quello che realmente è importante, eliminando ciò che distoglie ed impedisce di vedere. Le Nevi che Alpina sta dipingendo in questi giorni, sfruttano il bianco del foglio su cui con estrema abilità e padronanza della tecnica, l'artista dispone pochi riferimenti ad un paesaggio reale: una casa sprofondata nella neve, qualche albero. Prese singolarmente queste forme potrebbero essere scambiate per figure astratte, immerse nel nulla del foglio invece, appaiono chiaramente leggibili e figurative. La tavolozza si compone di pochi colori, nelle tonalità delle terre e dei verdi calibrati con sensibilità e mai eccessivi.  

Cambiamo stanza, entriamo nello studio dove anni ed anni di lavoro sono accuratamente raccolti in grandi cartelle divise per argomento. I Gatti! Alpina mi butta qua e là gatti, naturalistici quelli di qualche anno fa, astratti ed esuberanti quelli attuali. Ne rimango affascinata. Sono liberi e pieni di gioia, percepisco tutto il divertimento che Alpina ha provato nel dipingerli. Ecco la sintesi, quello che vedo è come un salto perfetto di un ballerino che per riuscire a spiccare il volo con tanta leggerezza ha sperimentato la pesantezza dello studio per anni ed anni. E' la solita storia "da bambino dipingevo come un adulto, ho impiegato tutta la vita per imparare a dipingere come un bambino" si dice abbia detto Picasso. Ritornare bambini, fare arte perché è una forma di espressione attraverso la quale parlare di sé e delle proprie emozioni e, grazie alla spontaneità ed alla freschezza, riuscire a comunicarle anche agli altri. L'arte funziona, indipendentemente se figurativa o astratta, quando è libera da condizionamenti. "Bisogna fare tutto per scherzo!" mi dice Alpina. Ma gli scherzi, quelli veri e ben riusciti sono una cosa molto seria.  

Nel corridoio, sopra il pianoforte a muro, un disegno incorniciato che pare Kandinskij, "Questo è di mio nipote a tre anni". 

"Quando, a suo tempo, Dora Bassi venne in visita ad una collettiva a Ovaro, notò alcuni dei miei acquerelli". Si tratta dei Cocci. "Proprio i cocci che rimangono a terra quando si rompe qualcosa e che velocemente si spazzano e si gettano per non averli sotto gli occhi". Alpina ha trovato bellezza nei disegni che un piatto rotto a terra può creare,  bellezza nei singoli frammenti spezzati casualmente da un evento di pochi secondi che interrompe una storia domestica, familiare. I Cocci sono acquerelli plastici come un olio che raccontano di situazioni intime suscitando sentimenti introspettivi ed un sapore di candido silenzio.  

"Scordatevi caprioli e stelle alpine" dicevo ai miei alunni, "dipingete il mare!" senza il pensiero di dover rappresentare qualcosa ma per il piacere di avventurarsi in territori nuovi e sconosciuti da immaginare, come fanno i bambini che senza bisogno di copiare dal vero hanno nella mente un mondo personalissimo ed originale da rovesciare sul foglio, sul tavolo, sul muro! 

 

La mattinata è trascorsa velocemente, esco dalla casa di Alpina portandomi dietro molte sensazioni, molte immagini. Mi vengono in mente nomi di artisti ma sono idee mie, che non appartengono ad Alpina. Ognuno poi confronta ciò che vede con i dati che ha immagazzinato nella testa.  



L'entusiasmo con cui Alpina Della Martina parla del suo lavoro ed insieme la spregiudicata noncuranza con cui maneggia i fogli dipinti posandoli dove capita, li ritrovo negli acquerelli che giocano a non prendersi sul serio anche se di serietà ce n'è molta in un grande lavoro di ricerca che da anni si protrae instancabile.  

 

 



 

31 gennaio 2011 



Chiara de Santi



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