Norme di attuazione Piano Regolatore Generale di Pozzuoli



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Norme di attuazione Piano Regolatore Generale di Pozzuoli

approvato con Decreto del Decreto del Presidente dell’Amm.ne Provinciale di Napoli n°69 del 23 gennaio 2002 e pubblicato sul Bollettino ufficiale Regione Campania n.10 dell’ 11.02.2002.



Estratto
Art. 5 - Uso degli immobili e cambio della destinazione d’uso.

Per il patrimonio edilizio esistente, sono individuate le seguenti destinazioni

d’uso :

a) Residenziale : consiste nell’uso abitativo anche saltuario, temporaneo



e stagionale dell’immobile.

b) Produttiva : consiste, anche con riferimento all'art. 27 della L.

22.10.1971, n. 865, nell'utilizzazione dell'immobile a fini industriali,

artigianali, commerciali, turistici (alberghi, pensioni, motels) e

ricettivi anche per l’accoglienza sociale (case albergo per anziani,

studenti, stranieri, ecc.) e sanitaria (case di cura e di riabilitazione). In

tale destinazione s'intendono compresi anche gli immobili destinati ad

offrire servizi in genere, compresi quelli del settore terziario e del

tempo libero, dietro corrispettivo nell'ambito di attività

economicamente remunerative. Nell'uso produttivo, salva esplicita

previsione, non sono ammesse lavorazioni inquinanti e/o rumorose

oltre la soglia di normale tollerabilità consentita all'interno di

insediamenti residenziali.

c) Diverse da quelle residenziali o produttive : comprende le restanti

possibili utilizzazioni di un immobile, quali quelle religiose,

amministrative e per attrezzature e servizi pubblici di tipo culturale,

divulgativo e ricreativo, comunque senza finalità di lucro.
Non è ammesso il cambio dalle destinazioni di cui alle lettere b) e c) del

presente articolo a quelle residenziali di cui alla lettera a).

In tutte le zone omogenee, con le limitazioni di cui ai successivi commi 7 e

8, è consentito - per intervento diretto, se per singole unità immobiliari – il cambio

dalle destinazioni di cui alla lett. a) a quelle di cui alla lett. b) e c) ovvero quello

dalle destinazioni di cui alla lett. b) a quelle di cui alla lett. c) e viceversa.

Il cambio di destinazione d’uso degli immobili è finalizzato anche al

diradamento funzionale connesso alle esigenze di sicurezza e alla valorizzazione

dei caratteri paesaggistici e del patrimonio culturale di Pozzuoli.

Esso avviene nei limiti delle quantità specificate nell’allegato A alle presenti

Norme. Dette quantità vengono sottoposte a verifica e controllo da parte

dell’Amministrazione Comunale attraverso il P.G.A. e i P.P.A.Gli interventi di cui

ai precedenti comma che interessino manufatti archeologici e/o di valore storico -

artistico devono essere realizzati previo parere delle competenti Soprintendenze.

In via generale e fatte salve specifiche previsioni normative di Zona e degli

eventuali Piani di Settore, il cambio di destinazione dall’uso residenziale a quelli

previsti ai precedenti punti b) e c) del presente articolo, è consentito, con

intervento diretto, nelle zone territoriali omogenee B nel rispetto delle quantità

previste nell'Allegato A, con il ricorso :

a) alle opere previste nell’art. 73, punto 5



b) all’incremento volumetrico nella misura stabilita nel successivo art. 6,

comma 6, dove tale incremento non risulti in contrasto con il P.T.P..

Nelle zone A2, B1, B1r, B2, B2r il cambio di destinazione d’uso mediante

intervento diretto è disciplinato dal successivo art. 6, comma 11, lett. b), solo se le

citate zone omogenee non ricadono in zona P.I. o P.I.R. del P.T.P..

Per quanto non specificato nel presente articolo valgono le norme del

successivo art. 52 (subzona G1).

Tale modifica è assoggettata ad apposita Concessione Edilizia. E' fatto, in

ogni caso, obbligo di trascrizione del cambio di destinazione d'uso presso la

Conservatoria dei Registri Immobiliari e presso il Catasto.

Fino al conseguimento delle quantità previste nella tabella allegata alle

presenti Norme, il rilascio delle relative concessioni edilizie avviene

progressivamente, secondo la cronologia delle istanze, nel rispetto delle normative

vigenti e del successivo art.11.


Art. 32 - Zona D2. Industriale di riconversione.

E' costituita dalla fascia costiera industriale-produttiva, occupata dalla

SOFER, dalla Pirelli Cavi e dalla Sud Cantieri.

E' destinata alla riconversione produttiva, mediante la progressiva

sostituzione delle produzioni attuali con altre collegate o complementari al parco

scientifico e tecnologico (Zona D3), nei settori della ricerca di base e applicata,

dei servizi alle imprese, delle produzioni industriali avanzate e ad elevato livello

tecnologico nonchè alle altre attività specificate nell’art. 15 delle Norme di

Attuazione del Piano Paesistico.

In caso di dismissione parziale o totale degli impianti esistenti,

l’Amministrazione Comunale procederà alla formazione di idoneo strumento

urbanistico attuativo per la riorganizzazione territoriale della zona D2, da attuarsi

mediante ristrutturazione urbanistica finalizzata anche alla suddetta riconversione

produttiva.

Tale strumento urbanistico attuativo dovrà prevedere anche i seguenti

parametri:

- riduzione minima dei volumi preesistenti del 30%;

- arretramento minimo degli interventi edilizi dalla linea di costa: mt. 80

per la destinazione della fascia litoranea a Parco Urbano Attrezzato per

il tempo libero (chioschi, bar, campi da gioco), la balneazione, le

attrezzature pubbliche di cui all'art. 5 punto 1) del D.I. n° 1444/68

(parcheggi, verde attrezzato) VV.FF., ambulatori e a servizi consortili di

tipo sociale e professionale per gli addetti - locali per la formazione,

assemblee, mense, sedi sindacali; con i seguenti indici e parametri:

- It= mc/mq 1; If=mc/mq 1,5; Uf= mq/mq 0,6; Rcf= mq/mq 0,20; Hmax=

mt 7


- parcheggio interno di lotto: mq 0,8 per ogni mq di superficie coperta.

Il P.P.E. potrà prevedere la realizzazione di volumi interrati destinati a

parcheggi e altri servizi connessi all’attività produttiva.

E’ consentito l’intervento diretto, per singole unità immobiliari, mediante le

opere di cui al precedente art. 2, 3° comma, punti 1, 2, 3, 4 e 5 esclusivamente per

gli impianti attivi alla data di adozione del presente Piano.



Strumenti esecutivi:

P.I.P. e/o P.R.U.; P.P.E.


Art. 55 - Zona L. Fascia litoranea inedificata.

E' costituita dalle subzone L1, costa sabbiosa balneabile; L2, fascia dei

servizi stagionali annessi alla zona L1; L3, costa sabbiosa tutelata; L4, costa

scoscesa e a scogli.

La subzona L1 è costituita dalla spiaggia di Licola, dall’agglomerato

edilizio al confine di Giugliano (zona B8) alla foce nuova di Licola; dalla spiaggia

di Lucrino dal Lido Giardino ad Arco Felice; dalla spiaggia a sud del M.te

Ruspino a valle di via Napoli.



Destinazioni d' uso:

balneazione con le seguenti intensità d’uso:

- per gli arenili di profondità superiore a 50 ml 6 bagnanti/ml

- per gli arenili di profondità compresa tra 15 e 50 ml 4

bagnanti/ml;

- per gli arenili di profondità inferiore a 15 ml 2 bagnanti/ml.

Ai valori suddetti vanno proporzionati il numero delle cabine e

degli spogliatoi.



Interventi: Le cabine e gli spogliatoi degli stabilimenti balneari

devono essere realizzati in esecuzione di progetti-tipo redatti o

approvati dall’Amministrazione Comunale d’intesa con

l’Autorità Marittima concedente e nel rispetto delle competenze

della Regione. Tali progetti devono prevedere l’uso di sistemi

smontabili e di materiali compatibili, per caratteristiche e colori,

con le finalità di tutela paesistica e ambientale.

La subzona L2 è costituita dalla fascia costiera di Licola compresa tra la

spiaggia e il bosco litoraneo.

Destinazioni d'uso:

servizi stagionali complementari agli stabilimenti balneari:

strutture smontabili per bar, ristorazione, locali per il divertimento,

spettacoli all’aperto, parchi gioco. Parcheggi e

verde attrezzato.

Interventi: bonifica ed eliminazione dei detrattori ambientali

quali piste asfaltate, cartelloni e insegne non idonei in relazione

al valore ambientale dell’area.

Per dette subzone è consentito, per singole unità immobiliari,

l’intervento diretto per le opere di cui al precedente art. 2, 3°

comma, punto 1. Strumenti esecutivi: P. P. E. ovvero P.E.C.

omissis

Estratto dalle Norme di attuazione Piano Territoriale Paesistico, riapprovato con D.M. 26 aprile 1999, registrato alla Corte dei conti il 26/06/1999 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 167 del 19 luglio 1999
Art. 11 - Zona P.I.

(Protezione Integrale)
1. Descrizione dei confini

La zona P.I. comprende gli elementi e le aree geologiche, naturalistiche, ambientali, paesistiche, archeologiche più rilevanti dei Campi Flegrei:

Monte Ruspino; Solfatara ; Astroni; Fondi di Cigliano; Montagna Spaccata; Campiglione; Monte S.Angelo ; Monte Nuovo; Lago D 'Averno; Fondi di Baia; Punta del Poggio e Punta di Pennata; Lago Miseno; Lago di Fusaro; area archeologica di Cuma . La zona comprende, altresì, l’intera fascia costiera, dal confine col comune di Napoli ininterrottamente fino al confine col comune di Giugliano in Campania e tutta la fascia di mare per una distanza di 500 m. dalla linea di costa. I confini di ogni singola area sono individuati nelle tavole di zonizzazione.

2. Norme di tutela

L'area in oggetto è sottoposta alle norme di tutela di Protezione Integrale (P.I.).



3. Interventi ammissibili

  • Interventi volti alla conservazione e al miglioramento del verde secondo l'applicazione di principi fitosociologici che rispettino i processi dinamico evolutivi e delle potenzialità della vegetazione della zona;

  • interventi di prevenzione dagli incendi con esclusione di strade tagliafuoco;

  • interventi di risanamento e restauro ambientale per l'eliminazione di strutture ed infrastrutture in contrasto con l'ambiente, di cartelloni pubblicitari e di altri detrattori ambientali;

  • interventi di sistemazione della viabilità pedonale e carrabile attraverso l'utilizzazione di quella esistente per consentire una migliore fruizione dei valori paesistici e panoramici .

4. Divieti e limitazioni

  • E' vietato qualsiasi intervento che comporti incremento dei volumi esistenti; è vietata la costruzione di strade rotabili e di qualsiasi tipo; sono vietati gli attraversamenti di elettrodotti o di altre infrastrutture aeree; è vietata l’utilizzazione della cave esistenti nella zona. E' vietata l'alterazione dell’andamento naturale del terreno e delle sistemazioni idrauliche agrarie esistenti.

  • E’ vietato il taglio e l’espianto delle piante di alto fusto nonchè il l'espianto della vegetazione arbustiva, tanto di essenze esotiche, quanto di macchia mediterranea spontanea. Le essenze da espiantare a causa di affezioni fitopatologiche devono essere sostituite con le stesse essenze; qualora si tratti di essenze estranee al contesto paesistico colturale dovranno essere sostituite da specie indigene o compatibili al suddetto contesto. Eventuali interventi di sostituzione di essenze estranee al contesto paesistico colturale dovranno essere graduali e programmati. I progetti dovranno essere sottoposti al parere dell'Orto Botanico dell’Università di Napoli "Federico II". La necessità di abbattimento di piante di alto fusto per motivi di sicurezza va comunicata, per l'autorizzazione, agli uffici del Corpo Forestale dello Stato. E' fatta eccezione per i tagli e gli espianti strettamente necessari per gli scavi e il restauro dei monumenti antichi da parte delle competenti Soprintendenze.

5. Uso del suolo

Nei complessi vegetazionali naturali devono essere effettuati, a cura dei proprietari e dei possessori, anche utilizzando le disponibili provvidenze di legge statale e regionale, gli interventi atti ad assicurarne la conservazione e la tutela. In particolare gli interventi devono tendere al mantenimento ed alla ricostituzione e riqualificazione della vegetazione tipica dei siti.

Questi ultimi interventi dovranno essere effettuati con progetto da sottoporre a parere dell'Orto Botanico dell'Università di Napoli "Federico II".

E' consentito l'uso agricolo. del suolo, se già praticato e anche attraverso la ricostituzione delle colture agrarie tradizionali con le seguenti prescrizioni :



  • è vietato l'impianto di nuove serre, di qualsiasi tipo e dimensione

  • è vietata l’aratura oltre i cinquanta centimetri di profondità nelle aree di interesse archeologico di cui al punto 2 dell’art. 5 della presente normativa ;

  • è vietata l'introduzione di coltivazioni esotiche ed estranee alle tradizioni agrarie locali;

  • è vietato l'uso di pesticidi chimici di I, II, III classe, secondo le direttive C.E.E.;

  • è vietato l’impiego di mezzi e tecniche di coltivazione che comportino una riduzione delle potenzialità produttive del suolo e di altre risorse primarie;

  • è vietata la sostituzione di colture arboree con colture erbacee.

6. Fascia marina

Per la fascia marina di 500 m. antistante la costa dell'intero ambito, entro dodici mesi dall'entrata in vigore del Piano Paesistico, dovrà essere redatto, in collaborazione con gli Enti e con gli organismi competenti, un Piano Particolareggiato Marino che delimiti gli specchi d'acqua da destinare a Parchi Archeologici Subacquei e che regolamenti l'uso dell'intera fascia marina, con particolare riferimento alla navigazione sia da diporto, sia commerciale, agli ormeggi, alla pesca, alla mitilicoltura ed eventuali vivai ittici.

Tale Piano Particolareggiato regolamenterà specificamente anche le attività del porto commerciale di Baia e dell’insenatura di Miseno, compresa Punta Pennata che, per le loro caratteristiche storico archeologiche, sono specchi d'acqua maggiormente interessati alla costituzione del parco archeologico marino. Sulla base, anche del completamento delle indagini archeologiche sui fondali, andrà prevista la delocalizzazione del porto di Baia.

Nelle more dell’approvazione di tale Piano Particolareggiato, devono essere soggette a parere preventivo della Soprintendenza Archeologica gli interventi, anche straordinari, che interessino fondali marini. Relativamente al porto commerciale di Baia, considerati i gravi danni arrecati ancora in tempi recenti dalle navi alle strutture antiche sommerse, l’accesso a detto porto rimane al momento consentito solo alle navi il cui pescaggio non superi i 4 metri di profondità a pieno carico in grado di accedere al porto attraverso l'antico canale del porto romano. Pertanto il tracciato di quest'ultimo dovrà, a cura e spese dell'ente competente per la gestione del Porto e sotto la direzione della Soprintendenza Archeologica, essere scavato e segnalato in superficie. Relativamente al Portus Iulius ed alla Ripa Puteolana, la relativa area dovrà essere delimitata da galleggianti, a cura della Capitaneria di Porto e degli Enti competenti, e vigilata al fine di evitare attività che ne danneggino le strutture esistenti.


Art.15 - Zona A.R.T.

(Aree di Ricerca Tecnologica)
1. Descrizione dei confini

La zona A.R.T. comprende l'intero complesso e le aree limitrofe dello stabilimento Olivetti e l'area industriale costiera nel Comune di Pozzuoli nonchè il complesso e le aree limitrofe dello stabilimento Alenia nel comune ai Bacoli. I confini della zona sono individuati nelle tavole di zonizzazione.



2. Norme di tutela

La zona in oggetto è sottoposta alle norme di tutela per le Aree di Ricerca Tecnologica (A.R.T.).



3. Interventi ammissibili

  • In tale zona è consentita la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti attivi alla data di adozione del presente piano e la riconversione industriale, anche mediante la ristrutturazione urbanistica come disciplinata dall'art. 7 punto 7 della presente normativa e comunque senza incremento delle volumetrie esistenti. Le architetture di particolare pregio architettonico o di interesse storico vanno conservate.

  • E' ammesso l'ampliamento e il nuovo insediamento di attività scientifico-tecnologiche mediante piani di dettaglio che saranno valutati preventivamente ai fini dell'incidenza paesistica e ambientale dalla Soprintendenza competente.

  • Le aree rese disponibili dalla dismissione delle attività industriali devono essere sottoposte a recupero paesistico ambientale e destinate ad attività compatibili con il carattere e le vocazioni specifiche di ciascuna di esse nell'ambito del comprensorio dei Campi Flegrei (scientifico-tecnologiche; culturali, turistiche; produttive; infrastrutturali, ricettive e per il tempo libero).



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