Ordinamento giudiziario


Art. 13. e provvedimenti cautelari



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Art. 13. e provvedimenti cautelari.

1. Omissis



2. Nei casi di procedimento disciplinare per addebiti punibili con una sanzione diversa dall’ammonimento, su richiesta del Ministro della giustizia o del Procuratore generale presso la Corte di cassazione, ove sussistano gravi elementi di fondatezza dell’azione disciplinare e ricorrano motivi di particolare urgenza, la Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura, in via cautelare e provvisoria, può disporre il trasferimento ad altra sede o la destinazione ad altre funzioni del magistrato incolpato.

101 «a) se per il medesimo fatto è stata esercitata l'azione penale, ovvero il magistrato è stato arrestato o fermato o si trova in stato di custodia cautelare, riprendendo a decorrere dalla data in cui non è più soggetta ad impugnazione la sentenza di non luogo a procedere ovvero sono divenuti irrevocabili la sentenza o il decreto penale di condanna; b) se durante il procedimento disciplinare viene sollevata questione di legittimità costituzionale, riprendendo a decorrere dal giorno in cui è pubblicata la decisione della Corte costituzionale; e) se l'incolpato è sottoposto a perizia o ad accertamenti specialistici, e per tutto il tempo necessario; d) se il procedimento disciplinare è rinviato a richiesta dell'incolpato o del suo difensore o per impedimento dell'incolpato o del suo difensore; d-bis) se, nei casi di cui all'articolo 2, comma 1, lettere g) ed h), all'accertamento del fatto costituente illecito disciplinare è pregiudiziale l'esito di un procedimento civile, penale o amministrativo; d-ter) se il procedimento è sospeso a seguito di provvedimento a norma all'articolo 16».

102 Art. 13: “1. La sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura, nell'infliggere una sanzione diversa dall'ammonimento e dalla rimozione, può disporre il trasferimento del magistrato ad altra sede o ad altro ufficio quando, per la condotta tenuta, la permanenza nella stessa sede o nello stesso ufficio appare in contrasto con il buon andamento dell'amministrazione della giustizia. Il trasferimento è sempre disposto quando ricorre una delle violazioni previste dall’articolo 2, comma 1, lettera a), nonché nel caso in cui è inflitta la sanzione della sospensione dalle funzioni.

2. Nei casi di procedimento disciplinare per addebiti punibili con una sanzione diversa dall'ammonimento, su richiesta del Ministro della giustizia o del Procuratore generale presso la Corte di cassazione, ove sussistano gravi elementi di fondatezza dell'azione disciplinare e ricorrano motivi di particolare urgenza, la Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura, in via cautelare e provvisoria, può disporre il trasferimento ad altra sede o la destinazione ad altre funzioni del magistrato incolpato.”


103 CSM, delibera del 22 luglio 2008, in fattispecie di trasferimento d’ufficio di un GIP milanese in conseguenza di un’intervista televisiva che aveva suscitato scalpore e disagio tra i colleghi in sede locale; nello stesso senso, v. anche CSM, delibera del 1° aprile 2009, in altra fattispecie di trasferimento d’ufficio per incompatibilità funzionale di un Presidente di tribunale.


104 TAR Lazio, 29 aprile 2009 n. 4454, che ha conseguentemente annullato la delibera CSM di trasferimento d’ufficio del magistrato. La sentenza è stata impugnata dall’amministrazione dello Stato ed è stata successivamente confermata dal Consiglio di Stato con una sentenza emessa nel giugno del 2011.

105 Paradossalmente, il TAR trae argomenti per confutare l’interpretazione consiliare proprio dall’abrogazione – ad opera della legge n. 269/2006 – della fattispecie disciplinare di cui alla lett. bb). Secondo il TAR il comportamento colposo, non più punibile con sanzione disciplinare, non potrebbe essere “sanzionato” con il trasferimento amministrativo. Vero è che l’eliminazione della fattispecie dal catalogo degli illeciti disciplinari verosimilmente trova fondamento proprio nella difficoltà di una valutazione oggettiva in termini di colpa dei criteri di “equilibrio” e “misura”, caratterizzati da estrema soggettività. Del resto, esistono diversi comportamenti che prima potevano essere sanzionati in forza della fattispecie atipica di cui all’art. 18 r.d.lgs. n. 511/46 e che oggi non hanno trovato riscontro nella tipizzazione operata in sede di riforma. Tutti questi comportamenti ben possono rendere incompatibile la presenza del magistrato in una certa sede o per una certa funzione.


106 Per questa ragione, in sede di impugnazione della sentenza del TAR, l’amministrazione dello Stato ha sollevato pure l’eccezione di illegittimità costituzionale per compressione delle competenze e attribuzioni costituzionali del CSM. A questo, infatti, sono affidati, sia l’adozione dei provvedimenti disciplinari a carico dei magistrati (art. 105 Cost.), sia la destinazione dei magistrati ad altre sedi o funzioni, per i motivi e con le garanzie di difesa previste dall’ordinamento giudiziario, in presenza di circostanze che determinano una situazione di incompatibilità (art. 107 Cost.).


107 Cfr. CSM, delibera del 27 maggio 2009 (archiviazione), ove si pone attenzione alla relazione parentale del Procuratore della Repubblica di una sede particolarmente esposta ai crimini organizzati con un soggetto sospettato di essere contiguo all’associazione criminale denominata Cosa Nostra.


108 CSM 16 giugno 2008 n. 70, che ha sanzionato con la rimozione un giudice che, per diversi anni, non aveva depositato alcune sentenze relative a maxi processi a carico di membri di associazioni di stampo mafioso; CSM 21 aprile 2008 n. 40, che, in applicazione della disciplina previgente, ha pure sanzionato con la rimozione un giudice che si era reso responsabile di gravi, reiterati e ingiustificati ritardi.



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