Ordinazione diaconale del seminarista



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Ordinazione Diaconale del seminarista

Di Perri Santo Piero
Rometta Marina

Giovedì, 09 settembre 2010

Ti loderò, Signore, Dio mio, con tutto il cuore



e darò gloria al tuo nome sempre,

perché grande è con me la tua misericordia” (Salmo 85).

La preghiera dell’orante, che la liturgia delle Ore pone sulle nostre labbra, esprime bene il sentimento dominante di Piero e con lui di tutta la comunità diocesana che loda e ringrazia il Signore per il suo grande amore che questa sera sperimentiamo accogliendo il dono dell’ordinazione diaconale del nostro fratello Piero.

Nella pagina evangelica appena ascoltata Gesù ci rivela che Dio è amore, che noi siamo amati gratuitamente da lui, che siamo chiamati ad estendere questo amore gratuito ai fratelli, essere misericordiosi come il Padre.
Abbiamo sentito cosa chiede Gesù ai suoi discepoli: “Amate i vostri nemici”. Gesù non solo contrappone l’amore all’odio, chiede che l’amore dei suoi discepoli abbracci anche coloro che li odiano. Un ideale di vita estremamente esigente mai richiesto da alcun maestro di vita e di spirito. Non si tratta di un amore astratto ovviamente, ma un amore che si traduce in gesti concreti che interpellano e verificano l’autenticità dello stesso amore. Non è pensabile, infatti, secondo Gesù amare solo quelli che ci amano, non ne avremmo alcun merito; un tale amore non sarebbe poi per nulla distintivo dell’appartenenza a Cristo, che ha accettato la morte in croce per amore perdonando i suoi stessi crocifissori.
Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro che è nei cieli”. Il comandamento dell’amore tende e spinge all’imitazione dell’amore di Dio, amore gratuito e misericordioso, fatto di bontà e di perdono. La richiesta di Gesù di essere misericordiosi come il Padre lascia trasparire la grande fiducia che egli ripone in noi, fino al punto che ritiene di poterci domandare di rendere visibile nel mondo il volto infinitamente misericordioso del Padre.
Gesù ci dice che è possibile vivere la generosità al posto del calcolo, la fiducia al posto dell’interesse, la speranza al posto del profitto, il perdono al posto della vendetta. Gesù ci indica che è possibile “amare, fare del bene, benedire, pregare”, vincere la violenza con il bene, superare il contraccambio interessato, vivere la dimensione della gratuità e del dono. Gesù ci insegna che l’esistenza cristiana, sul suo esempio, non va pensata e vissuta unicamente sulla reciprocità e sul tornaconto.
Un amore grande, libero e gratuito, quello che ci richiede il Signore, non può essere solo frutto di sforzo umano. L’amore verso coloro che non lo meritano, verso coloro dai quali non ci possiamo attendere ricompensa, l’amore che arriva al perdono di quanti ci vogliono o ci hanno fatto del male è frutto della potenza della grazia che distrugge in noi la forza del peccato. Nella vita del cristiano, a maggior ragione di quanti vengono scelti dal Signore per rappresentarlo in mezzo alla comunità e prolungarne il suo ministero, ci deve essere spazio abbondante per la gratuità, il perdono e la misericordia.
Carissimo Piero,

oggi per l’imposizione delle mani del Vescovo e la preghiera di ordinazione vieni costituito diacono, conformato cioè per l’azione dello Spirito Santo a Cristo Gesù, “venuto nel mondo per servire e non per essere servito”. Il servizio di Cristo è servizio alla Chiesa e all’umanità, è servizio di dedizione e di abnegazione. E’ soprattutto servizio d’amore e per amore. Tra gli impegni che ti vengono richiesti in questo giorno della tua ordinazione diaconale, e che assumerai davanti al popolo santo di Dio, c’è quello di “conformare tutta la vita a Cristo”. Con l’aiuto di Dio decidi e scegli di assumere un cosi impegnativo cammino di conformazione a Cristo, consapevole che sull’altare vieni messo a contatto con il corpo e il sangue di Cristo, sangue versato e pane spezzato, una vita cioè donata e offerta per amore dei fratelli.


Questo impegno ti verrà anche richiamato al momento della consegna del Vangelo con l’espressione pregnante e significativa che l’accompagna: “Rivevi il Vangelo di Cristo del quale sei divenuto l’annunciatore: credi sempre ciò che proclami, insegna ciò che hai appreso nella fede, vivi ciò che insegni”.
Ti viene consegnato il libro del Vangelo per proclamare, insegnare e soprattutto vivere il comandamento dell’amore. Nel comandamento dell’amore si riassume, infatti, tutto l’Evangelo. Annunciare, insegnare e vivere il Vangelo significa in ultima analisi, annunciare, insegnare e soprattutto vivere il comandamento dell’amore: “amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutte le tue forze”. Si tratta dell’amore di cui la pagina evangelica odierna ci ha rivelato le implicanze che vanno dalla gratuità, alla generosità e al disinteresse, dall’operare il bene all’impegno di pregare, benedire ed amare anche coloro che non ti sono simpatici e gli stessi nemici.
Difficile certo, ma non impossibile quando ci si lascia avvolgere e guidare dallo Spirito. Per questo chiederemo al Signore di effondere su di te lo Spirito divino perché ti fortifichi con i sette doni della sua grazia perché tu possa compiere fedelmente e generosamente l’opera del ministero diaconale.
La Vergine Maria, quale Madre e Maestra, si sia sempre accanto e ti accompagni nel tuo cammino di conformazione a Cristo Gesù, Servo per amore. Insieme a Maria, vogliamo pregheremo il Padre clementissimo, che nel suo unico Figlio ci ha rivelato l’amore gratuito universale, perché donandoti un cuore rinnovato possa diventare capace di amare tutti coloro che incontrerai nel tuo ministero diaconale.

+ Calogero La Piana



Arcivescovo


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